le elezioni del Molise, De Gasperi e i CinqueStelle – 158

alle elezioni scorse (come alle due precedenti) non ho votato: questa volta ho rifiutato la scheda e fatto mettere a verbale la motivazione: elezioni (ancora) con legge incostituzionale; chi mi legge qui lo sa.

quindi potrei semplicemente disinteressarmi (come ampiamente faccio, in effetti) di questi due mesi di cagnara che ne sono seguiti: in fondo non e` affar mio; se ne occupi meglio chi ha votato.

pero`, anche se oramai da 10 anni e` impossibile riconoscere come legali il parlamento e tutte le istituzioni che ne dipendono, dal Presidente della repubblica all’eventuale governo, e ormai perfino la Corte Costituzionale stessa, devo prendere atto di alcune cose che mi danno torto.

ed eccomi dunque con le mani, anzi con i piedi, nell’immondo piatto.

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ai tre quarti piu` o meno degli elettori italiani non puo` importar di meno se votano secondo Costituzione oppure no: hanno votato per la campagna elettorale delle favole, e basta.

e dunque hanno anche in qualche modo approvato l’andazzo: se le cantano e se le suonano da soli, salvo protestare poi contro se stessi senza saperlo.

questo non basta a rendere legittimo il loro voto, pero` basta a dire che rappresenta la volonta` prevalente degli elettori.

e chiedo scusa se non riesco a parlare ne` di popolo ne` di opinione pubblica, che entrambi non vedo all’orizzonte.

ai tre quarti degli italiani un parlamento illegittimo di nominati dai partiti sta bene lo stesso.

non possiamo aspettarci chissa` quale attenzione per la legalita` in un paese come l’Italia…

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questa parte di popolo, che ha votato comunque, si e` divisa in tre parti, come tutti sanno – ma provero` lo stesso a dire qualcosa che di solito sfugge:

a) una destra tradizionale coalizzata attorno a Berlusconi, e dunque attorno al rifiuto della legalita`, che ha preso il 37% circa dei voti, circa un quarto dei consensi reali (il 27% circa, per l’esattezza),

b) una specie di rinnovata Democrazia Cristiana del 21esimo secolo, i CinqueStelle, che, come i democristiani di un tempo, sono prevalentemente di destra, ma hanno anche una componente di sinistra, e hanno preso circa il 34% dei voti, cioe` anche loro sono appoggiati da circa un quarto reale dell’elettorato,

c) i residui abbastanza indistinti, anche se prevalentemente raccolti nel Partito Demokrat, di una sinistra oramai liquefatta nei valori prima che nei consensi, spaccata in due componenti differenti soltanto per l’adesione formale ai valori del passato, Partito Demokrat e la solita insalata mista di estrema sinistra, Liberi e Uguali, a cui aggiungere l’esperienza pilota e parlamentarmente fallita di Potere al Popolo: un totale di circa il 22% dei voti e del 16% degli elettori.

il resto sparso qua e la` tra liste locali di minoranze etniche e voti dispersi a micropartiti senza seguito di massa.

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la legge elettorale che ha sostituito – senza correzioni sostanziali, anzi con peggioramento su un paio di punti – le precedenti cancellate parzialmente dalla Corte Costituzionale, fra tutti i suoi tremendi abusi ha avuto almeno il merito di ritornare – anche per le indicazioni della Corte – al sistema proporzionale, che e` l’unico che garantisce davvero che il governo rappresenti, almeno approssimativamente, la maggoranza degli elettori e non la minoranza piu` forte.

quindi, con risultati di questo genere, occorre necessariamente un accordo fra le tre forze politiche principali.

che pero` sembrano nell’impossibilita` di raggiungerlo.

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non e` scandaloso di per se` che i CinqueStelle, forza tendenzialmente di destra, ma orientata a sinistra socialmente (come diceva De Gasperi della sua Democrazia Cristiana), cerchino l’accordo o in prima battuta con la destra tradizionale a cui sono piu` affini, o con la sinistra, dando voce in questo caso, alla loro componente interna piu` sensibile socialmente.

e` quello che ha sempre fatto la DC dal 1945 in poi, che cosa c’e` di strano?

strano sarebbe semmai che, per disperazione, la base sociale della sinistra, non piu` rappresentata dai partiti che formalmente si definiscono tali, sia costretta a passare ai CinqueStelle per avere un minimo di rappresentanza.

ma questo tentativo dei CinqueStelle e` destinato a fallire, per due motivi, sui due diversi versanti.

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il primo fallimento, gia` verificato, e` a destra – anzi, diciamo meglio…

da Berlusconi in poi, e` sparita in Italia una vera destra: se Berlinguer si rivolta nella tomba a vedere che fine hanno fatto gli eredi del suo storico Partito Comunista, anche Almirante si contorce nel sepolcro alla stessa maniera, considerando la perdita da parte della cosiddetta destra italiana dei valori classici della sua tradizione, a partire dal rispetto della legalita`, della magistratura e delle forze dell’ordine.

la mafiosita` trasversale dei partiti di destra italiani, schiacciati sul rapporto con Berlusconi, impedisce di considerarli una vera destra.

e il tentativo dei CinqueStelle di staccarli dall’abbraccio contro natura col boss di Arcore e` fallito ancora una volta: e come potrebbe essere diversamente?

preferiscono gestire in proprio il potere politico, facendosi guidare dagli interessi del loro boss, piuttosto che dividerlo con altri e rischiare una battaglia incerta contro il potere di Mediaset.

bene: la direzione concreta che avebbe assunto un governo CinqueStelle – Lega non era certo; e avrebbe potuto facilmente trasformarsi in un incubo.

poteva essere una scomessa da correre? senno di poi, la prospettiva e` sfumata.

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il motivo del secondo prevedibile fallimento a CinqueStelle e` che parallelamente e` sparita anche una sinistra, e l’accozzaglia disparata di esponenti politici che si raccoglie alla loro sinistra e` condizionata da un boss minore, Renzi, che rifiuta l’accordo con la base sociale dei CinqueStelle.

la maggioranza sarebbe incerta in Parlamento, fragile la base sociale: Renzi, che ha sepolto spregiudicatamente Letta e Prodi col voto segreto, non avrebbe difficolta` ad impallinare questo esecutivo ad ogni momento.

e qui decisivo e` proprio il meccanismo mafioso, voluto da lui, di selezione dei rappresentanti, che non nascono da primarie di circoscrizione, bensi` dalle decisioni dei capi partito.

quindi mettiamoci a priori il cuore in pace: non nascera` un governo PD – LEU – CinqueStelle (quello che in teoria ho sempre considerato auspicabile, perche` permetterebbe un condizionamento reciproco al meglio tra le due forze), ma se dovesse nascere, che qualcuno ce ne scampi: nella pratica sarebbe un disastro.

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rimane il governo del presidente, che in questo caso dovrebbe essere formato da tecnici tutti estranei ai partiti.

ma proviamo a riflettere chi potrebbe votarlo: la destra e il Partito Demokrat, ovviamente; difficilissimo che lo accettino i CinqueStelle.

questo tipo di governo mi e` sembre sembrato lo sbocco naturale di questo parlamento, e il resto il solito teatrino dei pupi che se le danno di santa ragione soltanto sulla scena.

ma che i CinqueStelle possano davvero governare con l’appoggio di un quarto degli elettori a me e` sembre sembrata una favola.

il Partito Demokrat ha soltanto bisogno di un alibi per votare assieme alla destra, e Mattarella non glielo fara` mancare: e` il loro presidente, dopotutto.

ma Salvini voterebbe il governo del presidente? credo di no, neppure lui; pero` i poteri forti fanno conto di costringerlo.

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ma a questo punto a me pare che sia intervenuto qualcosa di veramente nuovo, che i partiti attendevano spasmodicamente e che cambia radicalmente lo scenario e fa prevedere una soluzione ancora diversa: il tutto lo dico, naturalmente con un ghigno sarcastico sulla bocca.

l’Italia, paese dove la politica e` ridotta a pura lotta di potere fra bande, e` anche il paese delle elezioni continue, dato che quel che interessa ai partiti non sono i programmi sui quali pure chiedono il voto agli elettori, almeno in apparenza (ma anche gli elettori votanti sanno bene che si tratta soltanto di bluff, in genere), ma i rapporti di forza.

ecco dunque che qualunque elezione e` buona, fosse pure quella delle circoscrizione del centro storico di Biella (se esiste), per misurare le variazioni impercettibili, quasi giorno dopo giorno, delle loro forze reali e quelle potenziali.

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ed ecco la manna delle elezioni del Molise, adesso, e di quelle del Friuli, domenica prossima: per ricalcolare, brigare, rinviare.

download

ma come sono andate queste elezioni? che coinvolgevano la bellezza di circa 250.000 elettori, figuratevi: che bastano, in Italia, per fare una regione!

intanto ha votato poco piu` della meta` degli elettori (e qui non ci sono alibi, dato che queste votazioni si svolgono in modo perfettamente costituzionale): il 52,17%; alle politiche era stata del 71,3%.

ha votato la bellezza del 20% di elettori in meno.

e adesso strizzate gli occhi per vedere meglio:

il centro-destra ha vinto la carica di presidente della regione, col 43,46% dei voti e 73.000 votanti; aveva avuto alle politiche il 29,81% e 52.000 voti; ha guadagnato 21.000 voti effettivi e piu` del 145 dei voti; 12.000 voti vengono da una lista locale, Orgoglio Molise, e altri 5.000 dalla lista Iorio per il Molise; ma Forza Italia qui dentro passa dal 16,1% delle politiche al 9,38% delle regionali e la Lega per Salvini si indebolisce un po’ passando dall’8,67% all’8,23%.

i CinqueStelle hanno avuto il 38,5% dei voti e 65.000 votanti; avevano avuto alle politiche il 44,79% e 78.000 voti; hanno perso 13.000 voti e il 6,3% dei voti.

infine le varie liste di sinistra coalizzate hanno avuto il 17,1% e 13.000 voti e fra loro il Partito Demokrat il 9%; aveva avuto il 15,2% alle politiche di 40 giorni fa; nell’insieme queste liste passano da 31.000 a 29.000 voti circa.

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conclusioni? questo voto e` troppo condizionato da fattori locali per dire davvero qualcosa sulle tendenze nazionali, salvo che il Partito Demokrat e Forza Italia sono in caduta libera, i Cinque Stelle si stanno ridimensionando e la destra nel suo insieme si rafforza.

a questo punto la destra potrebbe avere interesse a tornare alle elezioni per guadagnare qualche punto e governare da sola; ma non ha interesse a farlo Berlusconi, che si vedrebbe ulteriormente ridimensionato.

votare di nuovo? che incubo!

sarebbe cosi` semplice evitarlo, se soltanto pensassero che le elezioni costano, che non si devono rifare a vanvera, che non ha senso alcuno rifarle a pochi mesi per spostare pochi deputati.

almeno ci fosse una sentenza della Corte Costituzionale, intanto, che corregge le storture della legge con ci ci hanno fatto votare!

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dunque?

dunque, italiani che avete votato, aspettate ancora una settimana, aspettate le elezioni del Friuli, che non riguarderanno il Friuli ma chissa` che cos’altro ancora.

e aspettate il prossimo post di bortocal lunedi` prossimo.

che tanto di meglio da fare non ce n’e`.


30 risposte a "le elezioni del Molise, De Gasperi e i CinqueStelle – 158"

  1. Infondo al barile c’è sempre un Cottarelli pronto ad uscire. Sicuro che il m5s non sostenga un governo etero diretto dai soliti mantra triti e ritriti di Bruxelles? Vedremo, intanto il PIL spagnolo, sostenuto dalla “spesa pubblica improduttiva” (6% di deficit) supera quello italiano! Ma con i tagli e una bella patrimoniale recupereremo!

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    1. rieccoci ai nostri civili, ma radicati dissensi.

      su Cottarelli metterei di corsa la firma entusiasta: a termine magari, ma un anno di Cottarelli sarebbe un toccasana.

      sul resto, ci riprovo: partiamo dalla premessa che il PIL, nonostante il nome, e` soltanto un indice che misura la circolazione del denaro.

      ed e` chiaro che se qualcuno si indebita, spende piu` denaro, e dunque il Pil aumenta: e` la scoperta dell’acqua calda, ma chi pensa di far passare questa tautologia come la chiave per risolvere i problemi economici italiani o e` un criminale o e` un idiota o, piu` probabilmente, un idiota criminale, che unisce assieme le due qualita`.

      anche se poi l’aumento del debito non provoca sempre aumento del PIL nazionale nella stessa misura, dato che una parte del debito puo` essere impiegata per acquistare all’estero, e dunque aumenta il PIL degli altri, oppure addirittura per pagare gli interessi dei debiti gia` fatti e in questo caso l’aumento del debito e` pura perdita.

      il debito che si contrae occorre ripagarlo, vero? ed e` qui che la formula magica si inceppa.

      perche` ovviamente tutto e` legato alla misura del debito e alla misura degli interessi che si pagano: e` qui che la possibile positivita` del debito cambia a seconda delle situazioni concrete, e il debito e` meno problematico per un paese meno indebitato del nostro come la Spagna (debito pubblico attorno al 100% del PIL, rispetto al nostro rapporto 1:134 circa).

      quindi piantiamola con le semplificazioni da bar, per favore; e se l’Unione Europea e il FMI internazionale sono preoccupati per la misura del nostro debito che ci sta gia` strangolando con 80 miliardi di interessi l’anno, hanno perfettamente ragione di esserlo.

      dato che si preoccupano che alla fine il banco salti e si debba arrivare alla ricontrattazione del debito (come da tempo penso si dovrebbbe gia` fare: la via maestra per il rilancio della nostra economia non e` l’aumento del debito, ma il taglio del debito, e possibilmente una riduzione di quel che stiamo restituendo, considerando, come scrivevo, che dalla fine degli anni 80 ad oggi abbiamo gia` restituito ben piu` di quello che avevamo ricevuto).

      e alla fine, un’altra banalita` dimenticata e troppo ovvia: invece di parlare del carattere benefico del debito in se stesso, occorre capire quali sono le destinazioni del debito nuovo che si fa: perche` se sono indebitato, ma ho un’officina e mi indebito per nuovi macchinari che aumenteranno il giro d’affari, l’indebitamento ci sta anche; ma se mi indebito per comperarmi il SUV, il debito nuovo e` idiota.

      ciao, e spero che tu esca al piu` presto dal giro stantio dei luoghi comuni un poco grotteschi.

      a proposito: da dove hai ricavato quel dato sulla Spagna? guardando in internet ho trovato numeri ben diversi, e vorrei approfondire.

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      1. Quello che manca nella tua analisi è il dato deficit PIL dell’Italia pre-crisi (diamo per scontato che prendere il valore del debito come dato a sé è sempre sbagliato per qualsiasi economista liberista o meno che sia). Ebbene tale rapporto è costantemente sceso sia con il centro destra che con il centrosinistra fino al 2006 arrivando al 106% del PIL. Con la crisi tutti i paesi hanno avuto una fase recessiva che ha fatto aumentare tale rapporto, la Spagna per esempio passò dal 30% ad oltre il 120&!!!

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        1. non e` vero che manca: l’ho appena citato nel commento di risposta che ho finito di scrivere, e prima ancora di leggere questo: comunque il rapporto debito pubblico PIL in Italia era nel 1964 sotto il 30%; nel 1970 era arrivato al 37% e nel 1981 toccò il 58,5%; poi crebbe fino al 121,8 % del 1995; da allora vi fu la riduzione lenta e a volte discontinua che dici tu, fino al 99,8% del 2007; da qui parti` la catastrofe economica dell’ultimo governo Berlusconi, che lo lascio` nel 2011 al 116,5%; ha continuato a peggiorare fino al 131,8% del 2014 e su questa quota si e` piu` o meno stabilizzato nei tre anni successivi: 131,5% nel 2017.

          e comunque questa e` una osservazione di dettaglio rispetto a tutti gli argomenti portati nel commento precedente!!!

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      2. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/03_Marzo/15/debito_pil.shtml
        http://www.infodata.ilsole24ore.com/2018/04/25/pil-spagna-batte-italia-si-non-oro-quel-luccica-2/
        Un paio di articoli interessanti sui dati: Monti, come Cottarelli se sarà il prossimo premier altro non fece che distruggere la domanda interna, quindi i consumi, portando in pareggio la bilancia commerciale: non essendoci più crescita nell’eurozona l’alternativa all’austerità eta l’uscita dall’euro, ieri come oggi. Il debito pubblico NON era e NON è mai stato un problema

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        1. il primo link lo hai messo forse per ricordare che negli ultimi dieci anni il nostro indebitamento pubbblico rispetto al PIL e` cresciuto del 50%? un dato enorme.

          e poi tu vieni a dire che il debito pubblico non e` mai stato un problema?

          ma per favore! come faccio a discutere affermazioni simili?

          spiegalo agli italiani della fine 2011, con i tassi sui titoli di stato al 7%!!!

          come dimenticare che Monti nel 2011 (come Amato nel 1992) dovette agire in una situazione di piena emergenza, in un collasso imminente delle finanze statali dovuto all’insipienza del governo Berlusconi?

          come mai tutti i suoi provvedimenti furono approvati quasi all’unaninimita` da una classe politica di demagoghi che da allora non fa altro che sputare nel piatto in cui ha mangiato?

          se Monti era piu` o meno un criminale economico, come mai Berlusconi e il PD lo hanno appoggiato?

          scusami, Robero, manca il senso comune a questa narrazione che ripeti a macchinetta e che e` una pura manifestazione di follia collettiva.

          questo rapporto PIL debito era molto piu` basso all’inizio degli anni Ottanta: la nostra classe politica ingrassa da quarant’anni sull’aumento di questo debito che sta uccidendo il paese e distruggendo il futuro, soprattutto quando il debito serve direttamente ad aumentare i consumi, come avvenuto col criminale economico Renzi che ci appioppa 10 miliardi di debitoi supplementare all’anno per favorire i consumidella classe medio-bassa.

          credo – scusami la franchezza – che sia inutile continuare con questa discussione: tu sei come quello che non riesce a pagare il mutuo, che fa debiti con gli strozzini per pagare le rate e che ripete alla moglie che il debito non e` un problema.

          auguri! mi spiace solo di essere sul tuo stesso carro e di non potere scendere…, altrimenti non avrei problemi a lasciare andare a sbattere chi fa queste affermazioni assolutamente prive perfino di senso comune: ma a forza di sentirle ripetere da una banda di invasati, stai a vedere che diventano vere.

          il debito pubblico non e` mai stato un problema, ma se per caso lo fosse, basta uscire dall’euro e restituirlo in lirette carta straccia, vero?

          ma basta! qualcuno si e` bevuto il cervello, possibile che manchi la base minima di pensiero critico per sghignazzare di queste pagliacciate? perche` altro, in coscienza, non si puo` fare…

          ah, per inciso: la bilancia commerciale non ha nessun rapporto diretto col debito pubblico, che non si risana affatto col pareggio della bilancia commerciale. del resto la nostra bilancia commerciale e` stata in attivo, spesso fortissimo, dal 1993 al 2003, e lo e` di nuovo dal 2012, per importi che arrivano a sfiorare i 50 miliardi l’anno.

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          1. Hai ragione, inutile continuare a parlare del debito pubblico (sarebbe interessante sapere che fine faranno gli 80 miliardi di acquisti fatti dalla BCE, la dimenticato che essa è un’istituzione privata e indipendente quindi virtuosa a prescindere)! Comunque sulla bilancia commerciale intendevo proprio quello che affermi anche te: bisognava riportarla in attivo visto che grazie all’euro moneta sopravvalutata per la nostra economia erano calate le esportazioni a vantaggio delle importazioni. Quando c’era Monti gli spread rimasero alti per mesi, fino alla famosa frase di Draghi “Farò di tutto per salvare l’euro!” Ancora oggi se la BCE nonna abbassasse artificialmente gli spread acquistando titoli di debito pubblico ( non solo italiani) i tassi d’interesse dei piigs esploderebbero facendo fare default ai paesi del sud Europa che tornerebbero alle loro valute. Nessun investitore estero con un minimo di buon senso continuerebbe infatti a tenere in pancia titoli di stato “a termine” come quelli italiani o di altro paese UE dell’area euro. Le politiche di austerità sommate al QE di Draghi sono i salassi per portare avanti le politiche neoliberiste di smantellamento dello stato sociale nei paesi UE. Altri benefici per i cittadini non ne vedo. Quando finirà il QE di Draghi vedremo cosa s’inventeranno ( ah, pare che introdurranno il bail in sui titoli di stato). Ti ricordo infine che con Monti il debito è salito in poco più di un anno oltre il 130% del pil, le sue politiche servivano infatti solo a distruggere la domanda interna dato che senza crescita era impossibile mantenere l’import causato dall’euro e finanziato con prestiti del sistema bancario da chi ci ha guadagnato (vedi alla voce surplus stratosferici) e la sua soluzione fu impoverire gli italiani. Pare infatti che se non lavori e se guadagni sempre menomazioni non ti puoi permettere lo stesso livello di benessere di prima. L’importante era che il sistema finanziari dei paesi “virtuosi” del nord Europa fortemente esposto con quelli del sud Europa avesse indietro fino all’ultimo centesimo in valuta pregiata

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            1. perdonami, ma stai scrivendo cose senza senso e ti prego di leggere i miei commenti prima di rispondere riproponendo la propaganda trita che ho appena smentito con la citazioni di fatti.

              ti ripeto che negli ultimi 5 o 6 anni la bilancia commerciale italiana e` in attivo fino a quasi 50 miliardi di lire l’anno! capisci quello che sto dicendo? oppure hai dati contrari per smentirlo?

              quindi non c’e` alcun bisogno di “riportarla” in attivo: lo e` gia`!!! l’Italia e` il secondo paese esportatore d’Europa!!!!

              e dunque le litanie che ripeti anche qui sull’euro sopravvalutato che soffoca le esportazioni italiane?

              stronzate, semplici stronzate, e scusa se te lo dico anche in glese: shit, merda propagandistica della borghesia ladrona che vuole uscire dall’euro per farsi meglio i suoi porci comodi – esattamente come quella inglese che sta depauperando i salari reali grazie all’inflazione provocata dalla brexit.

              poi ti elenco altre sciocchezze che hai scritto, ma non ho tempo di rispondere a tutte:
              “la BCE e` una istituzione privata”.
              davvero???

              e poi, invece, una cosa giusta, che fa crollare di colpo il castello di carte della propaganda leghista che ripeti a manovella ma pare che tu non te ne accorga):
              “se la BCE non abbassasse artificialmente gli spread acquistando titoli di debito pubblico (non solo italiani) i tassi d’interesse dei piigs esploderebbero facendo fare default ai paesi del sud”.

              eh gia`, che stronzi questi europei, vero? pensa che sono addirittura interessati a che l’Italia non fallisca: mica per altruismo, certamente, ma perche` rischierebbero di fallire anche loro.

              subito dopo continui: “Le politiche di austerità sommate al QE di Draghi sono i salassi per portare avanti le politiche neoliberiste di smantellamento dello stato sociale nei paesi UE”.

              sommate al QE di Draghi: cioe` dai addosso al QE di Draghi, dopo avere giustamente scritto che e` quello che ci tiene in piedi!!! che cosa dovrebbe fare Draghi, secondo te? lasciarci fallire?

              mi fai il favore di leggere questo bellissimo articolo sul debito? forse comincerai a capire qualcosa su questo argomento:
              http://apocalisselaica.net/piu-debito-per-uscire-dalla-crisi/

              su Monti non rispondi: io ti faccio delle obiezioni documentate e tu mi ripeti quello che hai detto prima: che palle!

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              1. Sulla bilancia commerciale Monti ha riportato in pareggio i conti da anni sbilanciata verso l’import, un modello economico quello dell’euro che ha fatto passare in mano estere le nostre migliori aziende. Poi come ben dici i governi post Monti hanno messo in campo riforme di deflazione salariale per rilanciare l’export. Se oggi l’export supera le importazioni è un dato parziale, in realtà siamo a malapena ritornati al livello del 2007! Quindi una crescita basata sul l’impoverimento…

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                1. http://www.linkiesta.it/it/article/2018/04/26/export-e-investimenti-esteri-lunica-cosa-che-ha-funzionato-davvero-neg/37891/

                  scusa, mi pare che tu continui a confondere pareggio del bilancio statale e bilancia commerciale: i governi non hanno nessuna possibilita` di intervento diretto sulla seconda, possono ovviamente sviluppare politiche che mirano ad ottenere certi risultati, ma in genere mai a breve termine.

                  comunque affermare che una bilancia commerciale attiva genera poverta` e` una affermazione incomprensibile.

                  bisognera` spiegarlo ai paesi con forte attivo commerciale, i piu` ricchi della Terra.

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                  1. Quindi se per essere ricchi tutti devono esportare chi mai sarebbero i compratori? Forse sperano in civiltà aliene e le guerre commerciali preludio di guerre sanguinarie mai più accadranno! Comunque l’articolo presenta i dati che fanno comodo alla narrazione scelta dal giornalaio padrone: l’export nominale record! Bene la forbice tra import export è tornata a livelli record, peccato che i consumi siano bloccati e la crescita è al traino di quella degli altri.http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-02-14/pil-ecco-paesi-ue-tornati-sopra-livelli-pre-crisi-non-l-italia-143030.shtml?uuid=AEWBszzD Il PIL fermo al 2007 certifica che politiche di austerità si scaricano sui cittadini favorendo solo i padroni. A me fa senso la faciloneria con cui si plaude agli investimenti esteri: l’Italia, come l’isola che non c’è, avrebbe bisogno dei soldi degli altri per crescere ( e si vedono i risultati). Invece di svendere le aziende che con la crisi hanno perso oltre il 70% del valore, l’articolista ci dice che dobbiamo afferrare il treno degli investimenti ( stendendoci sui binari). I governi possono eccome agire con la crescita, lo devono fare con investimenti pubblici durante le fasi recessive a patto di avete a disposizione oltre alla leva fiscale una banca centrale gestita dagli esecutivi democraticamente eletti e non da banchieri al servizio della finanza. La so già che in questo abbiamo idee diverse e chiudo per non sembrare un disco rotto o addirittura un troll

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                    1. il problema non e` avere idee diverse, ma di avere idee chiare e distinte oppure confondere i piani e gli argomenti fra loro.

                      se io dico che i governi possono agire direttamente sul bilancio statale, ma non sulla bilancia commerciale, non mi si puo` rispondere “I governi possono eccome agire con la crescita”.

                      si stava parlando di bilancia commerciale, non di crescita.

                      perdonami, ma con una simile confusione concettuale non si puo` arrivare altro che a ripetere a macchinetta degli slogan di cui non si capisce in realta` il significato.

                      mi spiace essere sgarbato, ma non posso neppure impedirmi di dire quello che mi pare evidente.

                      troveremo forse argomenti un poco piu` congeniali ad una discussione produttiva? lo spero, comunque.

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          1. L’ho messo solo perché avevo capito che non trovavi un articolo che affermava il sorpasso del pil spagnolo su quelli italiano. Comunque scusa per gli errori di scrittura sopra, con il telefono non vedo bene ciò che scrivo e spesso il correttore automatico inserisce parole non richieste. Chiudo solo affermando che la bilancia commerciale è un indicatore importante per la sostenibilità del debito pubblico. Un paese che come quelli del sud Europa dall’ingresso nell’Euro hanno avuto un forte import sommato alla bassa crescita sono economicamente fragili. Le nostre importazioni sono state finanziate dalla droga finanziaria: prestiti senza troppe garanzie ( tipo subprime) a basso costo date ai cittadini greci, spagnoli, portoghesi,… senza ritegno sapendo che all’arrivo di una crisi su scala globale i garzoni a servizio del capitale finanziario sarebbero intervenuti prontamente per salvaguardare gli interessi degli speculatori. Debiti privati restituiti fino all’ultimo euro tramite austerità e esplosione dei debiti pubblici! So che non condividi questa lettura della crisi ma altrettanto francamente attribuire tutte le colpe abberluscone mi sembra altrettanto ridicolo. Quanti Berluscones girano per l’eurozona vista l’esplosione dei debiti pubblici, le austerità e “riforme” eterodirette e soprattutto un malessere sociale che sta portando ovunque al fiorire di partiti estremisti? Prometto che con questo chiuso, non voglio abusare della tua pazienza!

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            1. divido i tuoi commenti in due: quelli di pura ripetizione acritica dei temi della propaganda leghista, e a questi rinuncio volentieri, e quelli in cui approfondisci e porti dati – come questo – e qui invece continuare a discutere mi interessa.

              no, ti chiedevo, e continuo a chiederti, dove hai letto che la Spagna procede con uno sbilancio pubblico del 6% all’anno, dato che io trovo ovunque invece dati molto diversi, che indicano un percorso virtuoso e prudente di rientro dal debito con una riduzione dello sbilancio annuale all’1,5-2%.

              e` probabile, invece, che tu ti sia confuso con la Francia: ma questo aprirebbe un altro discorso.

              d’accordo sull’importanza di considerare il deficit – o nel nostro caso – l’avanzo commerciale per valutare la solidita` profonda dell’economia di un paese; e nel nostro caso solo negli ultimi 5 anni abbiamo accumulato un attivo commerciale di circa 200 miliardi.

              ma allora come mai questo attivo non va a ridurre il debito pubblico? elementare, Watson: perche` l’attivo commerciale e` privato, salva la quota realizzata dalle imprese pubbliche, naturalmente!

              quindi, se questo enorme attivo non si traduce in riduzione del debito e` anche un problema di tassazione.

              ma nell’altro aspro commento di risposta ti ho indicato quelle che dovrebbero essere le linee di una politica economica di riduzione del debito pubblico senza che questa passi per l’attacco allo stato sociale e nel quadro dell’Unione Europea: si tratta di cambiare la linea di politica economica dell’Unione, come peraltro, di fatto, sta facendo Draghi, almeno nella politica monetaria.

              tu scrivi: “Debiti privati restituiti fino all’ultimo euro tramite austerità e esplosione dei debiti pubblici! So che non condividi questa lettura della crisi”.

              sono trasecolato: ma questa e` esattamente la mia lettura della crisi! devo essere veramente incapace di spiegarmi, oppure non mi leggi.

              quando sostengo che gli strozzini che ci hanno riempito di crediti (debiti per noi) e che continuano a premere perche` ne facciamo ancora, per continuare a specularci sopra, hanno gia` avuto, per gli interessi esorbitanti, piu` di quello che ci hanno prestato, che cosa sto sostenendo secondo te? se dico che il debito va ridefinito alla lcue di quello che i privati – le banche e la finanza – hanno gia` avuto, che analisi ci sta dietro se non questa?

              che la politica economica di Berlusconi sia stata un disastro senza paragoni nel resto d’Europa, salvo forse la Grecia, mi sembra difficile negarlo: che dopo avere dissestato l’Italia da Craxi in poi con l’esplosione del debito, molto funzionale a Mediaset e ai suoi guadagni provati, quest’uomo resca ancora a convincere gli italiani a finire di suicidarsi riportandolo al potere ha molto a che fare con la favola del pifferaio magico.

              che poi Renzi abbia proseguito nella sostanza la sua stessa politica economica di Berlusconi, usando molto malamente il respiro creato dal QE della BCE, siamo d’accordo, e cosi` anche entrambi pensiamo che di berluscones pulluli la sinistra stessa, tra cui, aggiungo io, Fassina – il piu` ridicolo di tutti – e Bagnai, che e` almeno un razzista coerente e non appartiene alla sinistra, come per anbi hanno voluto farci credere, ma alla Lega.

              ma qui cessa, inspiegabilmente il nostro precarissimo accordo, vedo.

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              1. Mi soffermo solo su un punto: gli immigrati.

                Parlando senza infingimenti. Da parte tutti i paesi europei, dopo una fase di obbligata ed al contempo voluta accoglienza (?) funzionale all’economia ( abbassamento dei salari interni – mio figlio lavora a 2,5 euro l’ora-) ed alla demografia, si è passati alla tentata chiusura. La scelta europea di dare 6 mld al rais turco ed i finanziamenti ingenti non quantificabili alla Libia degli aguzzini sono poco equivocabili aldilà della belle parole pubbliche. Minniti fa la parte del governo PD italiano, Lega e M5s con toni più forti o meno ipocriti sono sulle stesse posizioni ( a qs punto diamo del razzizmo a tutti gli attori politici italiani). La Germania ha avuto l’accoglienza del milione di siriani (che non sono africani) adesso sostanzialmente la politica anche lì dice stop.
                Alle frontiere, nei prossimi anni, ci sono milioni e milioni (100 ? 200? 300?) in attesa ed in obbligo di partire per guerre, clima e dittature ( faccio notare che queste cause sono in gran parte tutte da ascrivere all’occidente).

                Direi proprio che è un problema dell’umanità intera e che nulla è proposto con un minimo di programmazione e di funzionalità intravedibile. I migranti hanno bisogno sì di accoglienza ma soprattutto nel breve-medio di lavoro, di casa, di sanità, di assistenza ampia per campare. Chi propone qualcosa del genere ? Noi europei che bombardiamo e vendiamo armi a tutte le guerre del mondo e corrompiamo le oligarchie oppressive?

                Se non c’è questa volontà di spesa ( con quali soldi vista la situazione di crisi) che fanno? I disadattati che vivono ai margini vittime di ogni sfruttamento ?
                I problemi oggettivi di convivenza peraltro non si possono a priori negare.
                Insomma, con capitalismo e Pil e debiti imperanti ci sarà solo disastro senza soluzione, nessuna buona parola servirà a qualcosa.

                Intravedo frontiere in cui si spara sulle folle come sta avvenendo in Israele.

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                1. Scusa se mi concentro anche io nella risposta su un punto solo.

                  Non ha senso parlare geneticamente di immigrati, è primitivismo politico inaccettabile in chi si definisce di sinistra.

                  I profughi non sono immigrati, sono profughi, tutelati da precise convenzioni internazionali che impongono l’accoglienza per salvare loro la vita.

                  La Germania non ha accolto un milione e seicentomila immigrati, ma profughi.

                  Trascurò il resto. Chi dimentica la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, frutto della seconda guerra mondiale, ha già spalancato, anche lui personalmente, le porte alla prossima.

                  Francamente trovo un poco ripugnante discettare delle conseguenze economiche negative del salvataggio dei profughi e mi sembrerebbe l’ora di piantarla.

                  Il valore della vita umana non è negoziabile e sono stufo di sentire ripetere gli argomenti beceri e rozzi della propanda fascista anche a sinistra.

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                  1. Visto che lo metti in tremenda evidenza ribadisco ciò che forse non è apparso e su cui tu ti sei buttato:
                    sono per dividere la pagnotta con il mondo rinunciando anche al mio e che per altro, con tutti i limiti, ho già fatto: ho anche troppo e ne sono cosciente pur vivendo di normalissima pensione.
                    L’analisi della realtà politica e sociale non cambia, quella è se la si vuol vedere, altrimenti lo è ugualmente.
                    Trovatemi una nazione o un partito che che sia disposto a fare quel che dicevo serviva.
                    Qui si parla, e non io, di politiche economiche di Eu e di debiti, ma mai ho visto una proposta che indichi la messa a disposizione della politica dei migranti di qualsiasi tipologia siano, per esempio un 10%, 20% del PIL in barba ad ogni conto economico di equilibrio di bilancio, al fine di decenza umanitaria, solo ciance e chiusura di fatto.
                    Se una forza politica di tale genere esistesse io la voterei, ma non esiste e questo stavo dicendo.
                    Anzi i governi e partiti tutti sono per politiche economiche decisamente imperialiste di sfruttamento verso i paesi d’origine dei migranti.

                    Spero che, esplicitato l’implicito, di allontanare il fascismo di sinistra.
                    Ribadire i soli principi è buona cosa ma servono analisi e gambe per farli marciare.

                    I mld europei ad Erdogan non sono forse per fermare i profughi siriani su cui direttamente ed indirettamente l’Europa bombarda ?

                    E per i non profughi ?

                    Come vedi la complessità è complessa.

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                    1. certo che la complessita` e` complessa!

                      la popolazione in Europa tende al declino, e forse sarebbe il caso di dirsi che il declino demografico e` la prima causa della diminuzione del PIL, cioe` dell’impoverimento di un paese: e` ovvio che, se ci sono meno persone, circola in media anche meno denaro e l’attivita` economica diminuisce.

                      ci sono paesi consapevoli che il mantenimento dell’equilibrio demografico (non parlo di crescita demografica) implica una consapevole gestione di una immigrazione ben calibrata e anche una politica di integrazione conseguente, per evitare di perdere la propria identita` nei flussi migratori.

                      e di conseguenza ci investono: se mi chiedi un esempio, che ho conosciuto bene fino a poco tempo fa, ti dico la Germania.

                      che, dopo avere accolto un milione e seicentomila profughi in due anni il paese abbia deciso di rallentare l’afflusso e` urtante, ma comprensibile.

                      del resto, il paese e` oramai solidamente plurietnico, cosa che in Italia si dimentica facilmente, ed e` stato ricostruito dai migranti degli anni Cinquanta, soprattutto turchi, italiani e greci; tra una generazione si dovranno ricordare anche i siriani di questi anni.

                      il dibattito italiano sul tema e` totalmente al di fuori di queste consapevolezze.

                      questo volevo sottolineare nel mio precedente commento.

                      se poi vogliamo dire che gli esseri umani sono alquanto egoisti, in genere, diciamolo: ma in campo migratorio ci sono egoisti consapevoli che sanno gestire bene il proprio egoismo ed egoisti stupidi che sanno solo farsi del male.

                      nel campo delle politiche migratorie l’Italia rientra certamente nel secondo gruppo, e tutto il dibattito che si svolge da noi e` semplicemente surreale.

                      purtroppo e` difficile rendersene conto, pare, se non si ha una esperienza diretta di situazioni molto diverse.

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              2. Scusa non avevo capito che intendevi il deficit, appena avrò tempo di stare davanti ad un PC prometto di dare risposte più coerenti con i commenti che scrivi, li leggo ma poi sul telefono non ho una visione d’insieme. Non so dove leggi che la Spagna avrebbe avuto un percorso virtuoso, dall’inizio della crisi ha quadruplicato il rapporto debito PIL per poi abbatterlo con iniezioni di soldi pubblici e deficit che sono arrivati all’11%!!!

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                1. proprio l’interessante (ma a tratti discutibile) articolo di Clericetti che citi scrive: “Dopo la grande corsa, il rapporto debito/Pil della Spagna nel 2016 ha cominciato a scendere”.

                  questo risulta a me; se invece parliano del 6% come media dell’indebitamento della Spagna negli anni un poco piu` lontani, allora certamente la percentuale torna.

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              3. clericetti.blogautore.repubblica.it/2017/05/23/i-segreti-della-spagna/?refresh_ce
                Il 6% l’ho sentito in un servizio in TV in cui si diceva che il sorpasso del PIL è però dovuto in gran parte ad una media di deficit negli ultimi anni del 6%. Diciamo che anche se spendaccioni hanno perlomeno saputo massacrare i cittadini meglio di noi italiani: disoccupazione al 20% e crescita che va tutta in tasca di pochi e ricchi padroni

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                1. scusa, proprio qui Clericetti scrive: “Dopo la grande corsa, il rapporto debito/Pil della Spagna nel 2016 ha cominciato a scendere”.

                  questo risultava a me; se invece parliano del 6% come media dell’indebitamento della Spagna qualche anno prima, la cifra ci puo` stare.

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  2. Quando riparti?
    Davvero non riesco a immaginare dove tu trovi la forza non tanto di documentarti perché quello siamo persone coi piedi per terra e andiamo a verificare Ma che addirittura tu ti voglia tanto male da mettere nero su bianco è il colmo.
    Sheracosinonva

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    1. e` un pochino inutile, lo so, ma siccome di lavorare nell’orto non se ne parla proprio – basta un’oretta di lavoro per provocarne due di tosse -, non mi rimane che scrivere, dopo le telefonate di rito per gli auguri.

      d’altra parte, non so tu, ma io senza mettere le idee per iscritto non riesco nepure a ragionare; e basta migliorare un poco per ritrovare anche la voglia di pensare.

      lasciami finire prima la bronchite e poi la casa, forse entro fine maggio, e se mi rimangono i dane` sufficienti, a settembre-ottobre riparto per un nuovo giro del mondo…

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