morte poco cattolica di un maschietto Alfie – 164

povero bimbo, finalmente la morte ha avuto pieta` di lui.

e noi cerchiamo di avere pieta` dei suoi genitori, incapaci psicologicamente di accettare la sua morte e capaci pero` di creare un clamore mediatico enorme attorno ad un triste caso di mortalita` quotidiana.

noi possiamo dire, invece, che la mano pietosa della natura ha liberato Alfie dalla sua epilessia mioclonica progressiva e dalle crisi convulsive sempre piu` forti che ne hanno segnato la triste breve esistenza.

noi che abbiamo davvero pieta` di lui e non delle nostre umane paure.

. . .

e` la morte che non ha piu` posto nel mondo alla Facebook dei narcisi che si sentono resi onnipotenti dalla scienza.

se si muore, oggi, sembra diventato impossibile dare la colpa alla natura capricciosa, sempre matrigna verso ogni essere umano – resta soltanto incerto il quando.

ma occorre dare la colpa a qualche essere umano, visto che gli umani si ritengono oramai onnipotenti.

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salvate Alfie! gridano i manifestanti che sembrano di una eta` mentale simile alla sua e portano in giro la fake news implicita che qualcuno puo` effettivamente salvare Alfie.

il piu` mostruoso dei falsi, ma quello che fa meno paura, perche` diffuso da coloro che hanno il diritto arrogante di farlo.

. . .

sentite questi pericolosi seminatori d’odio cattolico (dal blog  cronicasdepapafrancisco, versione in italiano):

Alfie è stato ammazzato. Alfie è vivo in Dio e prega per noi.
Alfie è morto, anzi è stato ucciso, non ci siano equivoci. La preghiera che in queste ore sale ancora più intensa e commossa non cancella la verità di un vero e proprio assassinio, iniziato con il distacco del ventilatore. Ma quella del Principe del Mondo è solo una vittoria apparente, Cristo ha già vinto e anche noi saremo associati a questa vittoria se impareremo a dipendere in tutto dal nostro Signore.

Alfie Evans è morto da italiano. E adesso indagate gli assassini
Luca Fazzo sul Giornale

coloro i quali affermano che Alfie e` stato ucciso dai medici sono l’equivalente online di quelli che fanno una spedizione punitiva per picchiare i medici, se muore loro un parente.

. . .

la seconda deformazione del pensiero che il caso di Alfie mette in chiaro e` l’identificazione della vita umana con la sopravvivenza del corpo, anche se ridotto alle funzioni fisiche elementari, e anche se queste sono sostenute artificialmente.

e` un simulacro, una larva di vita, quella che si definisce tale e che dovrebbe essere mantenuta artificialmente ad ogni costo: non conta nulla se un cervello oramai compromesso non e` in grado di svolgere una attivita` umana: la tutela di un sonno profondo, che non esclude una confusa percezione del dolore, viene identificata con la vita stessa.

in questa aberrazione mentale si distingue la chiesa cattolica, che fa appello ad una compassione contro natura, che viene deviata dal suo oggetto reale per diventare autocompassione della mente che osserva e che vuole rifiutare l’incontro con la morte definitiva, con la decomposizione.

ma se la sacralita` dell’anima diventa la sacralita` del corpo, perche` dell’anima si e` perso il concetto, quella religione e` ancora la stessa?

. . .

la chiesa ha perso cosi` ogni legame con la sua tradizione di istituzione confortatrice e di maestra della buona morte, per diventare la lobby, isterica nei toni, di una umanita` narcisa incapace di riconoscere se stessa come mortale.

e naturalmente l’Italia, paese cattolico per definizione, pur se la maggioranza della popolazione non e` attivamente credente, non perde l’occasione per qualche goffa iniziativa, come la concessione della cittadinanza alla larva dell’Alfie morente.

gesti grotteschi che fanno quasi benedire la brexit, come separazione di un paese ancora razionalmente pensante da uno dedito ad una demagogia convulsa che non si ferma neppure di fronte alla sacralita` della morte.

. . .

ecco, il caso Alfie e` soltanto l’ennesimo sintomo di una cultura cattolica imbastardita che ha perso, forse definitivamente il senso del sacro e cerca di espellerlo attivamente dalla nostra esistenza nella sua principale manifestazione, che e` l’accettazione della morte.

qui davvero si misura fino in fondo il distacco profondo del cattolicesimo alla maniera di papa Francesco dalla storia di questa religione e la sua riduzione a caricatura di un umanitarismo superficiale e dannoso.

gli esseri umani non sono i padroni della natura, ne sono i figli, e dovrebbero rispettarla anche quando li condanna.

chi non rispetta la natura che condanna a morte un bambino malriuscito scriva pure un’enciclica sull’ecologia come dovere, ma come puo` avere un rispetto autentico per la natura che ci sovrasta?

l’ecologismo di chi si considera, biblicamente, ancora il padrone della natura puo` essere considerato autentico?


15 risposte a "morte poco cattolica di un maschietto Alfie – 164"

  1. Gran bel pezzo. Lo dico da medico che si confronta quotidianamente con queste tematiche (sto studiando per diventare medico di pronto soccorso, quindi…).
    Ho due cose da dire su questa faccenda: uno, che non c’è niente di più sbagliato che parlare di fine naturale della vita per casi come questo (ed infatti, la chiesa ha smesso di farlo); due, che credo che le reazioni che tu descrivi siano dovute ad una visione religiosa della medicina, che la mia professione ha contribuito a diffondere, e che le aziende farmaceutiche hanno ovviamente cavalcato: abbiamo medicalizzato ogni cosa, e fatto credere che abbiamo la soluzione a tutto. Se non abbiamo salvato Alfie Evans, è perché non abbiamo potuto farlo (e no, il ventilatore non è una soluzione: pensa che mi hanno raccontato che, in una terapia intensiva di qui vicino, è ricoverato DALLA NASCITA un ragazzino che oggi ha 14 anni… lo abbiamo salvato? Siamo sicuri?).

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    1. per la cronaca diamo atto che se c’e` qualche prete esaltato che ha lanciato il grido Alfie santo subito, come martire (che sarebbe il testimone, in greco: ma testimone di che cosa, quel povero bambino inconsapevole?), monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita, ha parlato correttammente di semplice rinuncia all’accanimento terapeutico, prevista anche dal catechismo cattolico.

      ma la notizia che mi dai di quel ragazzino da 14 anni in terapia intensiva, suppongo e spero per lui, inconsapevole, e` veramente terribile!

      la tua approvazione mi fa due volte piacere, essendo anche connotata professionalmente; e mi pare uno spunto importante di riflessione ulteriore l’accenno che fai al ruolo delle aziende farmaceutiche nel cavalcare l’emotivita` piu` rozza in questi casi, per tenere alto il proprio budget.

      grazie.

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      1. Tutto il discorso pubblico sul fine vita è gravato da interessi economici, che sono sia quelli di chi è profumatamente pagato per accudire una persona oltre le possibilità della medicina, sia quelli di chi prende parcelle altrettanto salate per porre fine alle sofferenze di quella stessa persona. È un discorso difficile e doloroso, che viene affrontato con eccessiva superficialità, come questo caso dimostra.

        C’è differenza tra provocare la morte ed accettare di non poterla impedire. Non lo insegna solo la chiesa, ma anche la giurisprudenza.

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        1. fai bene a ricordare, da addetto ai lavori come la medicina moderna sia diventata mercato, con tutti i condizionamenti del caso.

          facciamo bene a ricordare che esistono due volti opposti della Chiesa, in questo caso ben visibili: quella dei fanatici pro life e quella del meditato senso della misura nell’affrontare il problema della fine.

          tuttavia questo secondo cristianesimo a me pare oramai un relitto alla deriva, come del resto i valori solidaristici della tradizione della democrazia laica.

          brutto e oscuro e` il nuovo tempo che avanza.

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      1. per molti secoli o millenni e in molte culture gli uomini hanno pensato che le divinita` oppure dio stesso fossero malvagi.

        evidentemente nel cattolicesimo questa antica idea pagana riemerge sotto lo schermo del dio infinitamente buono.

        come possa poi un dio infinitamnete buono sopportare un mondo come quello che avebbe creato e` destinato a restare senza risposta per chi ha bisogno di credere.

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          1. si`, alcuni autonominati interpreti dei vangeli li hanno stravolti in questa maniera; ma a me pare che li` dentro ci sia scritto tutt’altro:

            Beati quelli che sono nel pianto,
            perché saranno consolati.

            Mt, 5,4

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              1. e cioe`? a me sembrano concetti diversi.

                pero` ora capisco meglio la tua perplessita`: il fatto e` che “il regno dei cieli” nella cultura ebraica di quel tempo era soltanto un perifrasi necessaria, per indicare il regno di dio, dato che la parola dio non poteva essere pronunciata per il secondo comandamento mosaico.

                quindi nella predicazione originaria il regno di Dio era atteso su questa Terra ed entro una generazione; era entro questo termine che coloro che erano nel pianto sarebbero stati consolati, su questa Terra.

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      1. Si certo. Ma anche i bambini italiani che dormono in macchina o che vengono sfamati dalla caritas? I bambini disabili e autistici senza assistenza? Per questi nessuno versa lacrime.

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        1. Pieta` l’e` morta, si diceva al tempo del nazifascismo, vero?

          sembra che la pieta` non stia troppo bene neppure ai giorni nostri.

          parlo della pieta` vera, e quando questa scompare dall’orizzonte prende al suo posto la pieta` fasulla, quella comandata, quella che si autodefinisce volentieri pieta`, ma e` invece soltanto uno strumento di odio.

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