se il matrimonio e` un mito – 189

a proposito del mito del matrimonio, eccoci, nella giornata di oggi, nel pieno di una mitologia mediatica praticata e diffusa a livello mondiale (con un vago senso di asfissia, per dirla tutta, e un rigetto dei media particolarmente acuto in queste ore).

il mito, come strumento centrale della vita sociale, funziona ancora come quelli di migliaia di anni fa nei racconti nella stalla riscaldata dalle bestie; sono cambiati solo i dettagli, ma pare che la vita degli esseri umani sia vagamente sopportabile solamente se la riempiamo di favole.

e i miti, anche quelli moderni, sono le favole che servono.

qui serve, con urgenza, pare, rianimare il mito del matrimonio, istituzione da tempo nel reparto di terapia intensiva.

. . .

nel mito si sospende lo spirito critico, per dare una adesione un poco infantile a valori che vengono proposti segretamente, perche` come in tutte le favole, stanno nascosti nel racconto stesso e sciuperebbe tutto il dirli apertamente.

qui la favola urlata da tutti gli schermi, tv o dei pc, deve dimenticare ogni dato concreto sui personaggi magici che si uniscono in matrimonio oggi: uno che e` stata sbandato, ha ucciso (ma in guerra) e si e` innamorato, come viene chiamato l’infatuato; e lei…, lasciamo perdere.

insomma e` un mito con eroi sgangherati e per nulla semi-divini.

pero` il mito del matrimonio esige che si faccia festa: tutti.

anche quelli che rifiutano il matrimonio e proprio non lo sopportano come istituzione.

. . .

il mito del matrimonio dice senza dirlo che la via giusta dell’esercizio della sessualita` sta nell’unirsi per la vita con un’altra persona, del sesso opposto.

(lo so che ho appena scritto qualcosa che politicamente non e` corretto, ma ​lasciate stare le scimmiottature gay: il loro non sara` mai un vero matrimonio, e non potrebbe mai essere celebrato alla stessa maniera.)

chi e` consapevole che questa santificata forma monogamica eterosessuale di esercizio della sessualita` non e` adatta a lui, trova che ci sia poco da festeggiare: i matrimoni, del resto, molto spesso finiscono male.

ma ben pochi dei consapevoli hanno il coraggio di dichiarare la loro consapevolezza; moltissimi semplicemente si dissociano e fingono di credere in quello che non praticano.

si chiama ipocrisia, ma e` chiamata spesso integrazione riuscita.

. . .

non e` detto che i matrimoni finiscano male solo perche` si rompono, anche se succede ormai quasi alla meta`; finiscono male anche quando i coniugi convivono logorati e sconfitti, restando insieme per mancanza esausta di alternative (ma stavo per scrivere, per lapsus, di iniziative).

solo una piccola minoranza di matrimoni, a mia conoscenza, si stabilizza in una quiete solidale e si traforma in un legame di amicizia e di stima reciproca profonda: che commovente meraviglia, e che colpo di fortuna alla lotteria della vita; il resto, quando va bene, e` un armistizio armato, soprattutto di sante pazienze.

. . .

quindi questi festeggiamenti rituali di un matrimonio da favola, cioe` della favola (o del mito) del matrimonio​, per i malpensanti che non riescono a staccare del tutto la spina, rendono quella di oggi una giornata fastidiosa quasi quanto la festa della mamma, appena passata e a pena passata.

ribelliamoci? lo si faceva cinquant’anni fa, in questi giorni di maggio, appunto.

adesso direi che non vale neppure la pena: il conformismo di massa e` diventato telematico, cioe` semplicemente furioso.

. . .

(lo so benissimo di avere scritto, in linguaggio poco attraente, un post fastidioso e poco leggibile: credete che me ne importi qualcosa?).

toglietevi uno sfizio: digitate matrimonio in google come ho appena fatto io, per cercare una immagine per il post, e vedete che risultati vi escono: matrimonio harry e meghan, matrimonio harry, matrimonio reale, ecc. ecc., e la prima voce difforme (forse) e` matrimonio a prima vista, ma in fondo alla lista…

ed ecco l’unico esempio di matrimonio a prima vista che mi viene in mente…

265869_originale_bg

e qui pensate che uno debba anche preoccuparsi di risultare gradevole?

anzi, direi che scrivere cose un poco odiose e contorte e` quasi un dovere sociale!

 


7 risposte a "se il matrimonio e` un mito – 189"

  1. Ma infatti, quando sento gli attivisti gay parlare del matrimonio, mi chiedo: ma davvero ci tenete così tanto? E soprattutto: ma siamo sicuri che questa sia una lotta di liberazione? La vera liberazione sarebbe abolire il matrimonio, non allargarne il bacino d’utenza (ad una categoria che, ovviamente, ha tutto il diritto di vivere la propria sessualità come meglio crede).

    Che poi, qui il mito del matrimonio si unisce al mito della monarchia, è le mie coronarie rischiano seriamente il tracollo.

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    1. evidentemente ci sono alcuni gay che aspirano al matrimonio per superare il loro senso di inferiorita` verso gli etero, che hanno il privilegio di una sessualita` approvata socialmente.

      eppure la sessualita` matrimoniale, salvo che per alcuni che la vivono effettivamente come vocazione personale, appare per molti, forse moltissimi, una gabbia.

      ma condivido del tutto quello che dici: soltanto terrei fermo la necessita` di una relativa stabilita` ai fini della crescita condivisa dei figli: l’iea che circola in nord Europa del matrimonio a tempo non mi pare da buttare via; in Germania l’aveva proposto tempo fa una deputata democristiana: matrimoni di sette anni, che si sciolgono automaticamente alla scadenza, salvo rinnovo.

      certo, questo matrimonio mediatico, a livello di massa, cancella ogni riflessione sul tema.

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  2. bello il post. non ho capito niente, ma bello davvero. soprattutto quando scrivi che non ti importa di essere stato “criptico” (questa parola la uso io, ma mi sembra centrata, correggimi se sbaglio).
    🙂

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    1. insomma, la mia prima risposta al tuo commento e` stata cestinata da wordpress, devo arrendermi all’evidenza: la riscrivo,

      criptico e` perfetto, rende l’idea; diciamo che ho voluto avvicinarmi ad una specie di stile oracolare, fatto tutto di allusioni e di sfide all’intuizione del lettore volenteroso ( ma ne esistono ancora? quelli come te sono una merce rara, oramai).

      il fatto che ti sia piaciuto anche non capendoci niente mi ha dato da pensare; probabilmente il segreto sta nel fatto che alla fine, con la sua oscurita`, vuole trasmettere soprattutto la rabbia e forse un poco ci riesce.

      a presto, eh?

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  3. Ho avuto un figlio senza averlo programmato ero disposta a farlo Nascere e crescere sulle mie forze il padre ha creduto di riconoscerlo abbiamo continuato a vivere ognuno a casa sua Poi lui si è messo in testa che per il bambino era bene sposarci e un giorno ci siamo sposati in rito civile Noi due soltanto con i testimoni; non avevamo le fedi nuziali e mia madre corse da un tappezziere a prendere due anelli da tenda… l’anno successivo ognuno aveva ripreso la propria abitazione e la sua vita.

    Mai creduto nell’amore eterno ovvero sì nell’eternità di ogni amore che dura sino al suo limite.

    Se ti riferisci al matrimonio di oggi Io direi che non ha nulla a che fare con il mito ma gossip e puro merchandising spacciato da favola antidiluviana della ragazza qualsiasi – si fa x dire – la cui virginea purezza si è persa nel tempo, che sposa il Principe pel di carota…

    E infine come vivono le coppie nell indissolubilità del matrimonio? Frustrate nel desiderio di provare altre emozioni e non potere.
    Una società per azioni dove non si licenzia nessuno se non per giusta giusta giusta giustissima causa anche questa però relativa.

    Pronta la cena si cena in giardino.

    sherabastiancuntraripecoraneraserena

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    1. nessuno dei miei tre figli e` stato programmato, parola e pratica che mi mette a disagio in questo campo.

      e anche il mio primo e` arrivato, non previsto, prima del matrimonio; e qui io ho fatto proprio come il tuo marito di un anno: ho pensato che fosse meglio sposarsi per il figlio – era quarant’anni fa! -, ma dicendo chiaramente che non credevo nel matrimonio.

      non posso dire di essere stato piu` costante di lui, visto che mi sono separato undici anni dopo e non per mia scelta.

      esperienze di vita e scelte rendono il nosto percorso personale simile: ma tu hai detto una frase bellissima: “l’eternità di ogni amore che dura sino al suo limite”.

      mi hai illuminato: ecco, ogni amore che finisce bene non muore, ma resta nel cuore. sono gli amori che finiscono malamente che finiscono; per questa sarebbe bello riuscire a lasciarsi senza strazio, cosa pero` impossibile quando la scelta dell’abbandono e` di uno soltanto…

      21:38 e mi parli di cena? qui si cena alle sette; e di giardino neppure parlarne, visto che ci sono 15 gradi e si dovrebbe semmai accendere la stufa!!! 😦

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