lo spettacolo della vita – 190

lo spettacolo della vita, la vita come spettacolo.

. . .

uno dei modi possibili di gestire questa fatica piena di stress e di problemi, che e` l’esistenza, e` di considerarla come una parte teatrale che ci e` stata assegnata e che dobbiamo recitare nel modo migliore: intendo quello capace di suscitare qualche applauso di approvazione, o almeno il nostro, visto che poi siamo gli unici spettatori che si godono lo spettacolo intero.

ma non sono proprio sicuro di volervelo consigliare come metodo di vita, considerando che alla fine consiste in una specie di dissociazione dal proprio io, che potrebbe perfino essere vagamente psicotica.

. . .

la vita come spettacolo e` la vita guardata dal di fuori della vita individuale stessa.

se tu sei un attore, sei anche lo spettatore che lo guarda: con emozioni minori di quelle che l’attore simula, sentendole in parte, ma in modo meno vivo che se fosse davvero il personaggio.

credo che questa prospettiva appaia molto sconcertante: sentirsi su una scena, preferibilmente brechtiana, cioe` fondata sul principio dello straniamento: lo spettatore deve essere sempre consapevole di stare a teatro, e non deve confonderlo con la realta`.

. . .

ma poi, siccome la realta` e` la vita stessa, togliere realta` alla vita, significa toglierla alla realta` stessa.

e come si vive nella realta` senza considerarla reale?

. . .

pero` provate a pensare che cosa orribile e` la vita dal punto di vista individuale.

individuo significa: non divisibile; che e` come dire che l’individuo sta alla societa` come l’atomo sta alla materia.

pero` vorrei proporvi anche un’altra interpretazione della parola, certamente sbagliata dal punto di vista dell’etimologia:

in-divid-uale: cioe` interno al principio di divisione, di separazione.

. . .

chi vive tutto interno alla sua individualita`, vive nella frammentazione di un punto di vista che lo condanna definitivamente alla impossibilita` non dico di comprendere, ma di percepire almeno confusamente il tutto.

allora io dico di comprendere che calarsi nell’individuo e` appunto calarsi in un parte, peraltro molto piccola, del tutto.

questa individuazione, questo diventare atomo disperso del tutto, non possiamo sfuggirla: ma perche` abbandonare del tutto il tutto, solo perche` la vita ci condanna ad essere parte?

. . .

se siamo parte, allora recitiamo la parte:

e qui il cerchio si chiude ritornando all’inizio.

keep-calm-the-show-must-go-on-2


9 risposte a "lo spettacolo della vita – 190"

  1. Questo tuo post mi mette in contatto con quanto già rimurginato…

    1086
    UNITA’

    Uno.
    L’uno è tutto,
    Tutto
    È nell’uno.

    Sembra poco
    Ma dentro
    C’è pure il troppo.

    Nell’uno che ribolle
    Sta tutta la terra
    E tutto intero
    Il cielo.

    Ci son io
    Col mio passato,
    Ci sei tu
    Col tuo futuro.

    Nel calderone
    Inestricabile,
    Tutto bolle,
    Tutto s’aggroviglia.

    Ci sta il bene,
    Ci sta il male,
    Manca, e non è poco,
    Senso e scopo.

    Chi ora vince galleggia,
    Poi il rimescolio perenne
    Lo sospinge in basso.

    Tutto
    Da sempre sta insieme,
    Tutto
    Da sempre sobbolle.

    1215
    EVOLVE

    Ognuno
    Pensa
    Di essere,
    Di pensare
    Sempre uguale.

    Si scorda che
    Nulla è fermo.
    E se lo è,
    È morto.

    Ed anche ciò
    Che è morto
    Cambia.

    Nessuno sfugge,
    È legge

    Universale.

    1213
    ACCETTAZIONE

    Con i dovuti limiti,
    Accetto
    La mia limitatezza.

    1194
    RIFUGIO

    Custodisco stretto questo anfratto,
    Questo luogo non luogo.
    È solo mio.

    Lì mi rifugio,
    Lieve nel riposo
    Di occhi e mente.

    Sempre tepido di sole
    Anche se il vento
    Scompiglia i pensieri,

    Anche se piove.

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        1. certo, il mio suggerimento voleva solo essere vagamente e ionicamente consolatorio per chi, come me, ci riesce poco.

          vorrei anche aggiungere che la fusione percepita con l’universo riesce persino meglio, forse, a chi non ha ancora conquistato l’unita` con se stesso…: diciamolo chiaro: puo` perfino essere una via di fuga. 🙂

          Piace a 1 persona

            1. citazione dotta: il nome del gesuita me lo ricordo, e anche la sua tesi principale (del tutto sballata, secondo me), ma mi dovrai spiegare (a voce) il senso del tuo richiamo qui 🙂

              pero` una sbirciatina a wikipedia, per ripassare, e trovo questa citazione, che potrebbe dare la chiave:

              Benedetta sii Tu, universale Materia,
              Durata senza fine, Etere senza sponde,
              triplice abisso delle stelle, degli atomi e delle generazioni,
              Tu che eccedendo e dissolvendo le nostre anguste misure
              ci riveli le dimensioni di Dio.

              "Mi piace"

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