ierisera mi e` entrata una lucciola in casa – 211

non so bene come scriverlo questo post e neppure se scriverlo.

semmai qualche parola, giusto per specificare bene di che lucciola si trattava… 😉

si`, giusto una lucciola di pasoliniana memoria, di quelle che lui diceva che erano sparite.

fosse venuto a vivere in montagna, invece!

o meglio in questa mezza montagna, che non sa decidersi se essere ancora quasi collina, oppure diventare cima, ma dove ci prova, ci riesce appena.

ma in fondo, per sciogliere il dubbio non basterebbe una foto?

un-esemplare-di-Lucciola-su-un-filo-derba

si`, ma non questa di comune repertorio di internet, una autentica.

. . .

solo che non ho neppure provato a fotografare quella luce intermittente che si e` profilata sul vano buio della finestra giusto mentre stavo parlando al telefono delle farfalline che stanno invadendo la mia casa e serve qualche bella sventagliata di insetticida per farle fuori!

e la lucciola, quando e` entrata del tutto nella stanza, passando davanti al camino, era del tutto simile alle farfalline malefiche che io sogno di sterminare.

ma e` bastato alzarsi dal divano per spegnere la luce per verificare l’ipotesi che tutte quelle farfalline che si aggirano tra i miei sacchetti di pasta sugli scaffali aperti fossero sorelle, perche` la lucciola si rendesse irreperibile: probabilmente uscita subito di nuovo all’aperto.

e infatti, poco dopo, al giro serale di chiusura delle finestre prima del sonno nella notte, eccola nel prato dietro casa che volava verso la casa delle galline (se era ancora lei).

. . .

quindi, bando ai romanticismi.

non si capisce bene perche` il grosso millepiedi peloso che esce da dietro il flacone dello shampoo per aggirarsi smarrito sul bordo della vasca mentre faccio il bagno susciti disgusto; e lo scorpione che trovo morto sul davanzale la mattina faccia schifo; e crei fastidio la scoperta nell’orto di un formicaio impazzito che si affanna a mettere in salvo le uova, mentre strappo le erbacce, e lo scoperchio.

avvicinarsi soltanto all’esile aiuola dei bulbi in cima al muretto dei sassi, dove alligna un altro fomicaio, e` sufficiente a sentirsi correre sulla nuca e sotto la camicia qualche formica soldato o operaia, venuta a immolarsi da kamikaze per qualche azione simbolica, e basta uno sguardo neppure troppo da vicino, a scatanarle, pare; e dunque e` facile concepire inimicizia per questo mondo degli insetti che ci circonda da ogni parte…

come le cimici milaniste che in questo periodo sembrano esistere soltanto accoppiate addosso ai cavoli e alle coste, che macinano bucandole fino a farne un merletto improduttivo, ma pero` fuggono lo stesso, senza interrompere il loro coito apparentemente cosi` frigido per noi, e chissa` quale e` il sesso piu` forte che prevale nel trascinamento dell’altro o dell’altra, malamente a ritroso…

. . .

insomma, il nostro rapprto con gli insetti non e` amichevole.

si salvano solo le lucciole paracule, che mascherano con questa lucina intermittente la loro autentica natura di sesquipedi.

e le api, le api deboli e malate, in sparizione in tutto il mondo sotto i colpi insetticidi dell’agricoltura di massa.

e invece qui…

“ma brava, ma brava”, sussurra scherzando mio figlio mentre sistema nell’orto i fili su cui dovranno arrampicarsi quegli acrobati da circo che sono i fagioli, e ne ha vista una che si aggira tra i fiori precoci delle cime di rapa: “impollina, impollina”.

ma il nostro amore per le api e` cosi` interessato, avido:

guardatele bene, se sono piu` belle poi dei loro altri parenti a sei zampe.

. . .

e` cosi` che l’orto quest’anno sembra abbia cominciato a riprodursi per forza propria.

quel che e` nato spontaneamente e disordinatamente grazie agli insetti pronubi, si mescola alle colture programmate.

chi ha seminato quest’anno la rucola? eppure eccola in mezzo ai pomodori.

e la quinoa? l’avevo lasciata perdere quest’anno: non ho ancora finito i vasetti della piantagione sperimentale dell’anno scorso, eccezionalmente feconda, che mi ha lasciato in eredita` i suoi piccoli chicci che finiscono regolarmente in zuppe e minestroni, a prezzo di giornate pazienti di spinosa trebbiatura a mano; ma qualche pianta nasce lo stesso qua e la`, mimetizzata in mezzo a qualche girasole, a cui e` toccato lo stesso destino, essendo ancora mezzi pieni anche i vasi di semi di girasole.

. . .

o disordine creativo della natura, che sei poi piena natura solo apparente.

perche` il prato, l’orto, il frutteto non sono natura autentica e selvaggia: sono umani, ma di un’azione umana che rispetta la natura e le si accompagna senza violentarla.

e` cosi` che quest’anno, talmente piovoso, e` ricco di frutti che sono quasi una scoperta: oh, le more bianche e diversamente dolci del gelso che nessuno ha mai raccolto prima; oh, il fragoleto diventato improvvisamente fecondo, che regala mezzo chilo di fragole al giorno, mentre le fragoline di bosco dilagano per conto loro sui bordi della casa e finiscono nel misto di frutta di bosco o quasi, da mangiare la mattina per colazione, assieme all’uva spina, al ribes e tra poco ai lamponi e alle more scure.

e le ciliegie? come mai l’anno scorso ci erano sfuggite le ciliegie e neppure sapevamo di averne ben cinque piante, assieme alla decina di amarene, che per fortuna maturano un poco piu` tardi?

ne abbiamo raccolto una decina di chili ieri da una pianta sola, con mio figlio arrampicato fino ai rami intermedi: e le ultime marciranno piu` in alto per la pura gioia degli uccelli e delle vespe.

e, altra sorpresa, chi aveva mai visto l’albero schizofrenico che nel lato nord produce i calem, come chiamano qui le ciliegie scure o duroni, e sull’altro le ciliegie a pasta bianca, che diventano rosse in modo piu` discreto?

. . .

c’e` della improvvisazione nella natura rispettata, che e` bella come un viaggio, perche` regala improvvise sorprese e scoperte a chi la osserva da vicino lavorandola.

guarda qui, dice Rocco, e mostra un fagiolo che, in modo apparentemente incomprensibile, sembra salito in linea obliqua diretta ad aggrapparsi allo spago piu` alto.

cosi` mi distoglie dalla mia lotta a cesoie con la vitalba prepotente e subdola che in pochi giorni crea foreste vergini sui bordi delle siepi, occupa ogni albero peggio dell’edera mortale e avanza non vista a contrastare il coltivo.

. . .

si`, non e` il prato, non e` l’orto, non e` il frutteto la vera natura: sarebbe il bosco, la vera patria degli insetti che infatti in fondo li combattono, anche quando li riproducono.

e questo occorre contrastarlo, giorno per giorno, pazienti, prima che si installi e diventi durissimo da ricacciare indietro.

e` per questo che rimane meno tempo per il blog, in montagna.

e quasi ogni giorno qualche ora passa a contastare la natura, ma a respirarsela addosso pacificatrice e rilassante.

e` un compromesso non privo di asprezze: io uso il podet, e trancio rami e strappo radici; tu, natura madre severa, ma non matrigna, in fondo mi lasci fare, perche` sai bene di essere di tanto piu` potente di me che ogni mia azione ti appare effimera.

. . .

effimera la vita umana soggettiva, ma anche collettiva:

come la lucciola che appare e scompare in pochi istanti nella notte odorosa piena di pigolii di uccelli che dormono e sognano.

mi e` entrata una lucciola in casa stanotte, ma se ne e` andata subito e l’ho rivista nel prato buio.


11 risposte a "ierisera mi e` entrata una lucciola in casa – 211"

  1. lo sai mauro che i getti freschi di vitalba, da noi in umbria chiamata vitabbia, sono ottimi lessati e mischiati alle uova strapazzate? oppure fatti rosolare, sempre dopo lessatura, ad un soffritto con aglio e pancetta e poi usati per condire la pasta.. lo sapevi ?
    un abbraccio a te e alla tua meravigliosa natura che ti cresce intorno.

    Piace a 2 people

      1. ciao: due commenti uno piu` utile e operativo dell’altro!

        c’e` stata qui di recente una visita guidata per prati con un’esperta alla scoperta delle erbe commestibili (e di quelle velenose, alcune perfino mortali: chi lo direbbe che la cicuta, col suo aspetto inoffensivo e i suoi fiorellini bianchi, e` cosi` ampiamente diffusa nei nostri prati?), ma della vitalba non si era parlato.

        siccome la piantaccia infestante si fara` di sicuro nuovamente viva a breve e qui da me ce l’ho diffuso dappertutto, la assaggero` certamente.

        la riedizione del diluvio in corso mi ha salavato dall’agire subito, prima di leggere la seconda messa in guardia, e quindi iltuo tentativo di avvelenarmi non e` andato a buon fine… 😉 😉 😉

        utilissimo il link, comunque.

        si`, e` stato proprio positivo questo cambiamento mio cosi` radicale di vita, e riempie le mie giornate in modo perfino eccessivo: un nuovo viaggio intorno al mondo, da scoprire in profondita`, piu` che in estensione, e che sta giusto attorno a casa…

        un abbraccio memore, sei sempre nel mio…

        oddio, mi accorgo che qualunque parola ci metta e` fuori posto o insufficiente: fai tu.

        "Mi piace"

  2. Mi ricordo di averti suggerito il nome della vitalba che ti infesta i possedimenti…
    Certo che anche tu converrai che vitalba è un nome bellissimo e ben augurante, non hai che toglierlo al rampicante ed assegnarlo a chi di tuo gradimento…anche ad una persona.

    Il mio giardino è diventato praticamente un regno di natura incontaminata…faccio enorme fatica a togliere anche se a volte devo…

    La terza è lì solo per la presenza del fagiolo…
    Radicato a terra sogna, va come me in cielo ma non può ignorare le sue origini legate al concreto della terra.

    Piace a 2 people

    1. come odio i commenti che si dileguano mentre spingi sul clic finale.

      e che pena riscriverli, dopo che ti hanno messo di cattivo umore.

      – vitalba e` nome bellissimo, per una pianta altrettanto bella, ma altrettanto stronza.

      suggerisce metafore.

      tu dici di usare quel nome per qualche persona umana? avrei giusto una candidatura: altrettanto invadente…

      come si capisce non sono un fan della natura incontaminata, ma solo di quella contaminata con senso di misura, buon senso e rispetto reciproco.

      non trovo giusto sottomettersi alla natura selvaggia, sarebbe come regalare l’orto alla vitalba.

      e caisco che sia uno strazio libersene dopo averle lasiato troppo libero spazio.

      infine per la terza poesia, ora ho capito che il fagiolo e` soltanto uno spunto iniziale e poi non devo continuare a cercarlo verso per verso…

      – ora memorizzo il commento, prima di cliccare invio: stavolta non mi faccio fregare piu`. 😉

      "Mi piace"

      1. Possiamo tranquillamente dire che il pianeta non ha più la natura originaria… ma ha ormai natura… umana.
        E questo solamente in qualche breve millennio… poi chissà

        "Mi piace"

        1. forse meno, forse soltanto per qualche decennio.

          la lotta per la sopravvivenza dell’homo technologicus e` in corso.

          muoiono le api? che importa? si costruiranno droni per impollinare le piante.

          muoiono gli esseri umani stessi? non importa? stiamo inventanfo l’intelligenza artificiale.

          "Mi piace"

  3. Ah, l’orto…
    Quest’anno anche il mio recente fruttetino qualcosa sembra dare…
    Tre lucciole, parenti delle tue, sono venute in vacanza a Lezza…

    VITALBA

    Vitalba.
    Bellissimo nome
    Per una pianta,
    Augurio per ogni vivente.

    I suoi semi di piuma,
    Leggeri di nativa speranza,
    Viaggiano nel vento.

    49
    A MORTE

    Dove sono
    Le lucciole che illuminavano la notte
    Con innumerevoli bagliori?
    Nella frutta perfetta.

    E le rane che cantavano la vita
    Spargendo figli a migliaia?
    Nel terreno azotato.

    E le cavallette che saltavano nel sole
    Con insensati balzi?
    Nel prato privo di “erbacce”.

    Ed i grilli che inneggiavano ai tramonti
    Con incessanti cori?
    Nel frastuono dei televisori.

    E le api che con l’antico ronzio
    Seminavano di frutta i fiori?
    Nella fame di carni.

    E i pipistrelli che percorrevano la sera
    Con mille brusche virate?
    Nelle auto fumanti.

    Muoia chi non è dei nostri.

    217
    GIU’

    È spuntato il fagiolo
    Punta veloce verso l’alto.

    Ci siamo accordati …

    Con le nostre radici
    Affondate nel cuore della terra
    Saliremo fino al cielo.

    Per trascinarlo giù.

    Che anche lui
    Veda di che colore è la terra.

    "Mi piace"

    1. dissensi radicali (ops, che aggettivo azzeccato!) anche sulla vitalba vedo, ahhaha, ahha.

      sono quattro anni che lotto contro di lei; la mia prima impresa, arrivato qui, e` stato il disboscamento di un cespuglione immenso che si stava arrampicando sulla casa stessa; sono seguite altre lotte, mai finite…

      molto bella “A morte”, ma noi non augureremo affatto la morte a chi non e` dei nostri: lo inviteremo soltanto nelle nostre case fuori moda e fuori mercato, sperando che la voce della natura abbia la forza di convertirlo da solo.

      bella anche la successiva, anche se mi e` rimasto un poco oscuro il riferimento concreto.

      "Mi piace"

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.