riletture fasciste – 213

e` un privilegio oppure un handicap dell’eta` non avere voglia di ripetere cose dette troppo volte.

quante volte abbiamo parlato del fascismo, cercando di capirlo?

non so se devo aggiungere qualcosa a quel che scrivevo dieci anni fa sull’antenato di questo blog in qualche commento:

ogni uomo è spontaneamente, biologicamente portato a quello che chiamiamo fascismo: ad una sintesi di comportamenti violenti, di reazioni emotive, di fanatismo, di spirito di gruppo, di razzismo.

il razzismo è un fenomeno biologico prima che politico, e lo si riscontra anche, anzi soprattutto, fra gli animali – senza allusioni, eh? 330a

uscire dal fascismo è una lunga fatica: è un processo culturale di umanizzazione, una forma di addomesticamento dell’animale uomo.

se questo processo difficilissimo si inceppa, peggio: se a qualcuno è consentito di fare propaganda in senso contrario, di istigare gli uomini a vivere i loro spiriti animali, resistere è impossibile.

nei periodi di crisi, nel pericolo, nella miseria, ognuno di noi tende a ridiventare fascista, cioè irrazionale e violento.

il problema del fascismo in Italia sta in decenni di propaganda becera attraverso i media; nella distruzione dei valori umani; in una Chiesa che e` stata guidata ai suoi vertici anche da un papa filonazista e che si e` dimostrata in questi vertici indifferente al problema, quando non complice addirittura; in una sinistra che sta perdendo in Europa la priopria identità e la propria base sociale.

dove la società umana si disfa in quanto società umana, non ci rimane che la deriva verso la barbarie.

non dico che il fascismo sia tutto barbarie; tuttavia vive meglio in mezzo alla barbarie che nella civiltà.

. . .

non riesco a trattenere il mio bisogno di andare incontro al lato paradossale, oscuro, contradittorio delle cose.

lo so che così spiazzo dalle certezze.

girando il mondo sono arrivato ad una conclusione stupefacente: non è affatto vero che la dittatura imbarbarisca la persona.

imbarbarisce la società, non c’è dubbio.

ma in una società imbarbarita le qualità personali, le risorse dell’individuo, insomma i caratteri, sono come costretti ad emergere con più nettezza.

oppure è come se l’uomo, mutilato della sua dimensione politica, dovesse poi per compensazione esprimere il meglio di sè in una dimensione solo privata.

mai ho visto gente più felice e realizzata – su un piano strettamente privato – che certi sudditi di dittature asiatiche, che sapevano di essere schiavi del potere.

conservo un ricordo meraviglioso della Siria perseguitata dalle gigantografie del dittatore padre e figlio, sotto le quali si svolgeva una vita assolutamente libera, pur se priva della possibilità di esprimere questa libertà politicamente.

mi conforta in questa osservazione il ricordo di certe osservazioni di Pasolini sulla profonda libertà mentale degli italiani sotto il fascismo, andata perduta del tutto nella democrazia.

questa osservazione vuole essere un invito a guardare anche da un altro lato.

e a vedere anche in controluce.

sì, è dal letame che nascono spesso i fiori più belli:

è la povertà che crea i caratteri migliori, e siccome la povertà è abbinata spessissimo con le dittature, succede che anche le dittature spesso si esercitino sopra popoli meravigliosi.

. . .

perche` ripropongo queste riflessioni?

perche` emotivamente resto ottimista: anche quando scrivo che in certe circostanze il ritorno al fascismo, alla barbarie umana, acquista una forza che sembra irresistibile.

biani

credo che in questo momento il razzismo in Italia stia conoscendo un suo effimero successo, che e` anche di conformismo e di propaganda.

ma credo anche che le condizioni estreme di un successo fascista non ci siano ancora.

una destra alla Salvini non sara` mai maggioranza: anzi, Salvini cresce dentro la destra, ma non puo` portare la destra alla vittoria.

il suo clamore razzista serve a nascondere le sue sconfitte politiche reali, e` fuffa in pasto al popolo, non avendo altro da dargli…

e comunque c’e` una chiara maggioranza di gente contraria alla violenza di massa, all’;annegamento dei migranti, allo sparare al ladro per difendere la roba.

. . .

sono troppo fiducioso? creo stupide speranze?

non lo so e non e` il mio scopo: scrivo per esprimermi, oramai, non per persuadere.

credo comunque che sia sempre utile un punto di vista controcorrente: e a mio parere Salvini si sta scavando la fossa e i suoi successi sono soltanto apparenti.

e` vero che la storia dei fascismi mi da` torto.

pero` sono sicuro di questo: se continuiamo semplicemente a coltivare e testimoniare l’umanita`, la bestialita` razzista verra` ricacciata indietro.


11 risposte a "riletture fasciste – 213"

  1. una sola nota: non credo il fascismo sia insitamente razzista. è sicuramente è sempre “discriminante”. sempre in guerra con qualcosa fino ad essere in guerra con se stesso.
    e quindi condannato all’autoestinzione. una società è, secondo me, fascista per definizione. ed ogni volta che il nemico viene individuato all’interno di categorie umane invece che socio-economiche, è destinata all’implosione.
    quando il fascismo italiano ha provato, fallendo, a superare “i ceti sociali” perché sapeva che era lì che si giocava il controllo, ha spostato tutto il regionamento sulla superiorità della razza.
    mi viene da ridere a pensare alla “razza italiana”. basta provare a contare i dialetti italiani e le influenze che le lingue di altri paesi non neo-latini vi hanno lasciato.

    … lungo commento… pardon….

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    1. ma come? non lo sai che mi piacciono i commenti lunghi?

      totalmente d’accordo sull’inesistenza di una razza italiana, infatti si dovette ripiegare sul concetto confuso di razza ariana.

      sul resto, invece, a me pare che vada ripresa e sviluppata la tua osservazione acuta sul fascismo come meccanismo autodistruttivo; osserverei che nel razzismo fascista il nemico da discriminare è SEMPRE interno: basta pensare agli zingari oggi, che sono per la maggior parte di nazionalità italiana, oppure agli ebrei, classicamente.

      il razzismo colonialista e nazionalista classico è rivolto ai nemici esterni; il razzismo fascista invece a un nemico interno.

      anche il razzismo verso gli mimmigrati li riguarda in quanto immigrati, cioè presenti fra noi; se restano a casa loro il razzismo cessa e diventano simpatiche faccette nere da soccorrere.

      naturalmente il nemico interno può essere individuato anche in base a caratteristiche diverse dall’aspetto fisico e dalla cultura, e può essere, ad esempio, il comunista.

      anche in questo senso il fascismo è autodistruttivo:

      concetto chiave: e infatti mi risulta difficile farmi venire in mente qualche regime fascista che non sia collegato a qualche immane catastrofe storica del popolo fra il quale si è affermato.

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      1. hai sentito del censimento dei Rom? ci siamo, Mauro. Siamo entrati di nuovo, e senza che il Presidente della Repubblica intervenga, nella pulizia etnica finalizzata al totalitarismo.
        domani toccherà ai gay, agli ebrei e, per ultimi i terroni.
        io inizio ad appuntarmi la stella a cinque punte sul petto.

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        1. però fammi ancora vedere ostinatamente un lato un po’ meno negativo.

          qualcuno al ministero ha finalmente spiegato a quel burino di Salvini che gli zingari sono per la maggior parte cittadini italiani.

          e adesso deve smettere – con dichiarato dispiacere – di dire che vuole espellerli tutti.

          lascia un po’ di tempo ai funzionari della Farnesina e arriveranno a fargli capire che gli altri sono quasi tutti apolidi, e dunque non può espellere neppure loro.

          ci vorrà ancora qualche settimana e forse un censimento fatto, e Salvini scoprirà che gli ultimi zingari rimasti sono magiari o romeni, per la burocrazia, quindi cittadini dell’Unione Europea.

          così Salvini sarà diventato un sincero democratico, come Salvini o Grillo, che predicavano razzismo contro gli zingari già dieci anni fa.

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