sotto il segno dell’Aquarius – 214

Nella mitologia il segno dell’Acquario è legato ad Efesto, figlio rifiutato di Era, che lo esilia sulla Terra a causa della sua deformità; Efesto viene salvato dalle Ninfe, e ha l’opportunità di farsi conoscere ed apprezzare per la sua inventiva e manualità.

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che orgia di parole inutili sul caso Aquarius, riversate dai media soltanto per fare confusione…

e da Salvini per farsi la sua stolta pubblicita`.

ecco qui sotto la legge che vige in Italia (e, nella Convenzione internazionale che la legge italiana adotta, in tutto il mondo).

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LEGGE 3 aprile 1989, n. 147

Adesione alla convenzione internazionale sulla ricerca ed il salvataggio marittimo, con annesso, adottata ad Amburgo il 27 aprile 1979, e sua esecuzione.

Convenzione   Art. 2

2.1.1. Le Parti provvedono affinche’ vengano prese le disposizioni necessarie al fine di fornire alle persone in pericolo in mare al largo delle loro coste i servizi di ricerca o di salvataggio richiesti.

2.1.4. Ogni zona di ricerca e di salvataggio viene stabilita mediante accordo tra le Parti interessate.

2.1.9. Qualora esse vengano informate che una persona e’ in pericolo in mare, in una zona in cui una Parte assicura il coordinamento generale delle operazioni di ricerca e di salvataggio, le autorita’ responsabili di detta Parte adottano immediatamente le misure necessarie per fornire tutta l’assistenza possibile.

2.1.10 Le Parti si assicurano che venga fornita assistenza ad ogni persona in pericolo in mare. Esse fanno cio’ senza tener conto della nazionalita’ o dello statuto di detta persona, ne’ delle circostanze nelle quali e’ stata trovata.

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ma allora chi ha violato la Convenzione internazionale?

Malta o l’Italia?

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in base a questa Convenzione internazionale, Malta ha avuto assegnata un’area di competenza per i salvataggi (area SAR) di circa 250mila chilometri quadrati, estesa dalla Tunisia alla Grecia e pari a 750 volte il proprio territorio. Ovviamente non ha i mezzi per presidiarla.

secondo Il Giornale, da cui sto citando, vi sarebbe pero` un accordo, più o meno segreto, stretto nel 2015 da Matteo Renzi e dal suo omologo dell’epoca Joseph Muscat in base al quale, per fonti maltesi, La Valletta avrebbe ceduto alcuni diritti di prospezione petrolifera in cambio del dirottamento nei porti italiani di tutti i migranti recuperati nella sua zona.

immigrati come merce di scambio? splendido!

difficile pero` credere a una informazione data in questo modo.

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la cartina che segue evidenzia con le zone diversamente colorate le differenti suddivisioni delle zone SAR nel Canale di Sicilia.

ma la cartina indica anche, con le linee punteggiate o continue, la suddivisione delle competenze dei diversi stati sul mare aperto, cioe` la loro appartenenza.

come si vede, ci sono anche due zone del Mediterraneo, segnalate con fasce colorate piene, contestate fra l’Italia e, rispettivamente, Malta e la Tunisia.

il_canale_di_sicilia_e_le_sar_716_1000

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occorre fare attenzione a questa distinzione un po’ astrusa: le zone assegnate ai diversi stati rivieraschi per il coordinamento dlele operazioni di soccorso dalla Convenzione di Amburgo del 1979 non coincidono pienamente con le zone marittime sulle quali si esercita il potere dei diversi stati.

e qui entra in ballo il successivo Trattato Internazionale sottoscritto a Montego nel 1982 ed entrato in vigore nel 1994: e` la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, o UNCLOS: ne abbiamo gia` sentito parlare ampiamente a proposito del caso dei nostri maro` assassini nel mare del Kerala, India.

http://www.ibneditore.it/wp-content/uploads/_mat_online/DirittoMarittimo/Convenzione_Diritti1982.pdf

al di là delle SAR, nel diritto internazionale, in base a questo trattato, si parla di:

“mare interno”, definito da una linea di base, entro il quale valgono strettamene le leggi dello stato di appartenenza,

“mare territoriale”, che si estende per 12 miglia oltre la linea di base, e qui valgono semore le leggi dello stato costiero, ma esiste il diritto di libero passaggio inoffensivo;

“zona contigua” per il massimo di 24 miglia dalla linea di base, e qui lo stato costiero puo` agire per prevenire violazioni delle proprie nore nelle due zone gia` viste;

“zona economica esclusiva”, che si estende per 200 miglia dalla linea base (se non viene a incrociare le zone di altri stati), dove vige il diritto di sfruttaento esclusivo delle relative risorse, di pesca, ma anche minerarie;

“piattaforma continentale”, che e` sempre una zona economica esclusiva, ma si estende fino a un massimo di 350 miglia dalla linea di base oppure per 100 miglia dalla linea di profondita` del fondale a 2.500 metri;

per il resto si applica la definizione di “alto mare”, equivalente a quello di acque internazionali.

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in base a questa convenzione, tutti gli stati sono obbligati come segue:

Articolo 98   Obbligo di prestare soccorso
1. Ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave che batte la sua bandiera, nella misura in cui gli sia possibile adempiere senza mettere a repentaglio la nave, l’equipaggio o i passeggeri:
a) presti soccorso a chiunque sia trovato in mare in condizioni di pericolo;
b) proceda quanto più velocemente è possibile al soccorso delle persone in pericolo, se viene a conoscenza del loro bisogno di aiuto, nella misura in cui ci si può ragionevolmente aspettare da lui tale iniziativa;
c) presti soccorso, in caso di abbordo, all’altra nave, al suo equipaggio e ai suoi passeggeri e, quando è possibile, comunichi all’altra nave il nome della propria e il porto presso cui essa è immatricolata, e qual’è il porto più vicino presso cui farà scalo.
2. Ogni Stato costiero promuove la costituzione e il funzionamento permanente di un servizio adeguato ed efficace di ricerca e soccorso per tutelare la sicurezza marittima
e aerea e, quando le circostanze lo richiedono, collabora a questo fine con gli Stati adiacenti tramite accordi regionali.

. . .

in sostanza non bisogna confondere l’area delle SAR, dove uno stato e` responsabile delle operazioni di soccorso, con le acque territoriali, nelle quali uno stato e` responsabile delle operazioni di accoglienza.

dunque, quando una nave entra nel mare territoriale italiano, l’Italia non può più respingere l’imbarcazione, altrimenti vìola il diritto internazionale e alcuni concetti basilari dei diritti umani.

lo stesso dicasi per qualunque nave battente bandiera italiana: ha l’obbligo giuridico, prima ancora che morale, di prestare aiuto a chi si trova in situazione di pericolo.

ma, una volta prestato l’aiuto immediato (a cui le navi italiane non si sono sottratte, questa volta), a chi spetta l’obbligo di completare il soccorso accogliendo i naufraghi?

a chi ha prestato l’aiuto, per ovvia consuetudine.

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ma il nostro ministro dell’Interno afferma che l’obbligo dell’accoglienza spettava a Malta, in quanto paese intermedio fra la Libia e l’Italia.

sulla stampa si vedono diverse mappe non convergenti fra loro: confrontandole dovrebbe risultare che la Aquarius era gia` a nord di Malta, verso l’Italia, ma  non ancora nelle sue acque territoriali (secondo le carte pubblicate dai nostri giornali): oppure si`?

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Nave-Aquarius

AQUARIUS

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dice l’ambasciatrice di Malta in Italia:

“Informiamo l’egregio Ministro dell’interno che, anche quando parla con la carta del Mediterraneo in mano e quando dice che il buon Dio ha creato Malta tra la Sicilia e il Nord Africa, tra Malta e il Nord Africa esiste anche il territorio italiano.
Malta è più a nord, il soccorso non è avvenuto nelle nostre acque.
Non siamo noi che non ci prendiamo la responsabilità.
Le acque libiche sono il problema.
Tutti i soccorsi sono avvenuti lì da parte di pattuglie straniere, italiane e delle ong.
Ora, non si può coordinare il soccorso da Roma, raccogliere i migranti, caricarli su una nave di una ong e poi mandare la nave a parcheggiare davanti a un porto maltese.
La legge scatta dove avviene il soccorso e il porto più sicuro non è Malta”.

. . .

pero`​ ​il capitano dell’Aquarius ha dichiarato che la barca è entrata nelle acque territoriali italiane, e a quel punto sarebbe stato compito dell’Italia farsene carico, se l’affermazione e` vera.

ma perche` mai lui dovrebbe mentire?

nella nave, oltre ai migranti economici (che potranno essere legittiaente respinti, dopo essewre stati salvati), ci sono minori e persone che potrebbero godere dello status di rifugiato:

sono categorie che godono di una protezione internazionale particolare e lo Stato non può rifiutarsi di accoglierli.

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conclusioni bortocaliane:

siamo evidentemente governati da incompetenti assoluti: ministri che non conoscono neppure le leggi, e che le violano: banditi, non uomini di stato.

in questi casi tocca evidentemente alla magistratura imporne il rispetto.

un parlamento e` illegittimo se e` eletto con procedure incostituzionali, ma un governo e` legittimo se comunque riconosciuto come tale dalla maggioranza della popolazione; diventa pero` illegittimo se pretende di governare violando la legge.

va da se` che ministri che agiscono violando la legge, col consenso esplicito o tacito del capo del governo, che ne e` responsabile, rendono il governo intero illegittimo.


5 risposte a "sotto il segno dell’Aquarius – 214"

  1. La tua analisi è molto lineare ed ovviamente condivisibile basta applicarci Sì poco poco cosa che questi smargiassi alla Salvini & company non hanno fatto e mi auguro che l’Italia tutta non debba pagarne ulteriori conseguenze oltre alla riprovazione già pesante.
    Io da incompetente mi sono domandata Come mai il Presidente della Repubblica non sia intervenuto in qualche modo fosse anche soltanto con un monito.

    Come se non ne avessi già occhi e cuore pieni ho visto un reportage sui migranti 260 credo sbarcati a Reggio Calabria: emaciati minori non accompagnati immaginiamoci lo strazio di una madre è di un padre che abbandonano a un destino incerto i propri figli e pensano che questa sia comunque la soluzione migliore ci posso pensare Non posso pensare a queste donne incinta a questi migranti economici con i piedi la laceri…

    È vero Io non faccio niente Sennò andare pochi spicci un sorriso e una parola a questi ragazzi che incontro per strada Ma certamente non è possibile che non ci sia una soluzione umana da condividere.

    Sta per piovere Ti abbraccio caro amico.

    Shera

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    1. neppure io in realta` faccio niente, dato che questi post sono meno di niente e non li leggera` ai nessuno di quelli che pensano che i meno di 15.000 sbarchi di quest’anno siano il problema dell’Italia.

      il drappo rosso funziona sepre agitato davanti al popolo bue.

      a volte mi chiedo persino se non sia sbagliato scriverli, dato che si contribuisce al contrario a questa propaganda idiota.

      rimane naturalmente lo schifo umano di chi non si fa scrupolo di giocare con la vita degli altri per smania di potere.

      Mi piace

      1. Invece tu fai bene a scrivere e a sottolineare questi comportamenti, qualcosa di molto più vergognoso.
        Ti ammiro perché hai la forza di farlo mentre io mi rodo il fegato in solitudine, forse anche perché ero troppo ben educata ad avere interlocutori ‘alti’ che – loro si` – si sono estinti ed avevano il potere di mitigare questo blaterare pericoloso.

        Shera

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