la metamorfosi dell’odio – 226

come è successo che l’odio di classe dominante sia diventato oggi quello dei ricchi contro i poveri cristi?

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l’odio sociale è sempre esistito, ma quando ero giovane era sconveniente manifestarlo.

ma era allora l’odio dei poveri diavoli contro i ricchi: Marx lo aveva nobilitato, definendolo odio di classe.

in suo nome si sono fatte rivoluzioni che promettevano di capovolgere il mondo, ma si sono dovute accontentare di cambiarlo un poco qua e là, mentre il mondo cambiava loro.

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in seguito l’odio è stato totalmente sdoganato nella televisione e negli altri media: a poco a poco, ma forse sarebbe meglio dire rapidamente, è diventato l’elemento centrale di ogni comunicazione pubblica.

chi non urla, non offende, non sbava, in televisione non fa audience.

la comunicazione pubblica è diventata fastidiosa e insopportabile per chi era stato educato al rispetto delle buone maniere.

e internet è rapidamente diventata l’incubatrice, lo strumento privilegiato per la diffusdione isterica dell’odio di massa: istinto pericolosamente suicida.

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ma oggi l’odio di classe sopravvive ancora, solo ha cambiato colore e direzione.

non è più l’odio della maggioranza degli sfruttati contro una minoranza sociale di sfruttatori.

è l’odio di una maggioranza di benestanti contro una minoranza di poveri diavoli.

e i poveri diavoli?  

forse hanno smesso di odiare, e soprattutto si vergognano di essere poveri.

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poi, da quando i poveri diavoli hanno un colore della pelle, qualche religione oppure culture diverse, questo odio è diventato ancora più facile e spontaneo.

ogni animale, infatti, è spontaneamente razzista.

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il numero dei poveri diavoli intanto cresce: 5 milioni di italiani, uno su 12, vivono in condizioni di povertà assoluta.

più di ieri e meno di domani.

ma gli altri si abbarbicano al loro benessere in declino, insidiati dall’onda di una povertà generale che avanza, arricchendo i pochissimi classici sfruttatori, che nessuno si azzarda più a chiamare col loro nome, dato che sono pubblicamente dichiarati invece benefattori dell’umanità.

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intanto riascoltiamo Contessa, la mitica canzone del Sessantotto, per ricordarci meglio come odiavano i ricchi cinquant’anni fa.

è archeologia pura, lo so.

oggi troppi si sentono Contessa, dall’altra parte della barricata sociale, e sono pur sempre soltanto dei pezzenti provvisoriamente arricchiti.


6 risposte a "la metamorfosi dell’odio – 226"

    1. nasce prima di tutto dall’osservazione diretta: che fine fa un pollo nero in un pollaio di galline bianche? viene ucciso a beccate dagli altri polli, e infatti, per impedire la strage, negli allevamenti industriali di pollame, bisogna mettere ai pulcini degli occhialini ciechi che impediscano loro di vedere direttamente davanti.

      ma solo i polli sono razzisti? no (anche se i razzisti hanno il cervello di un pollo): per tutti gli animali la territorialità è centrale, dato che dipendono dalle risorse di un territorio e la presenza di qualche intruso, che non appartenga alla stessa famiglia (ma a volte anche alla stessa famiglia) è sentita come un pericolo, dato che diminuisce le risorse disponibili.

      un articolo che ho letto recentemente accennava alla guerra tra due gruppi di scimpanzé, conclusasi con lo sterminio di tutti i maschi di un gruppo ad opera dell’altro e con la conquista delle femmine.

      il superamento del razzismo ad opera della solidarietà umana universale è un processo culturale complesso e tipicamente umano, anche se appoggia a sua volta su impulsi naturali secondari, ma più limitati.

      e quindi, dove si ha un tramonto della dimensione culturale, inevitabilmente il razzismo riaffiora come impulso animalesco primario anche nell’essere umano.

      ecco dunque perché dico che l’animale uomo non civilizzato, cioè non addomesticato, è naturalmente razzista.

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      1. Ed il punto è che noi umani dovremmo aver superato questo stadio, se non altro perché è facendo cose innaturali che siamo diventati la specie dominante sulla Terra…

        Per il resto: nulla di nuovo sotto il sole. Non c’è niente di più semplice, che spingere un impoverito ad odiare un povero.

        A Contessa ammetto che mi è uscito il sangue dal naso:-).

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        1. bravo, hai giustamente corretto l’intellettualismo della mia risposta a shera, riportando l’attenzione sulla diminuzione delle risorse come motore del razzismo.

          questo significa che, se non troviamo un modo di bloccare la bomba demografica (e pare che non riusciamo a trovarlo, nonostante l’invenzione della televisione, che si è rivelato sinora il contraccettivo più efficace 😉 , e la diffusione di ogni forma possibile di sessualità non procreativa), non solo il razzismo è destinato a crescere esponenzialmente, ma la stessa spinta alla guerra e agli stermini di massa diventerà irresistibile.

          ma il sangue dal naso all’ascolto di Contessa è dovuto ad un eccesso di identificazione con gli scioperanti che le pigliavano dalla polizia? 🙂 🙂 🙂

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      2. ,grazie.
        Tuttavia è stato provato anche la gallina sia uno degli animali più intelligenti…
        “razzismo s. m. [der. di razza, sull’esempio del fr. racisme]. – Ideologia, teoria e prassi politica e sociale fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane biologicamente e storicamente «superiori»…”
        Ecco perché nella mia piccola visuale applicare la parola razzismo agli animali non mi convince… Forse è più istinto di sopravvivenza per il cibo per le femmine e naturalmente per il territorio.

        Buona giornata carissimo amico!!!
        sole!

        Shera

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