ecco la nuova Unione Europea, senza l’Italia (finalmente) – 228

Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Danimarca,  Estonia, e – udite, udite – Regno Unito, hanno firmato in queste ore a Parigi un documento di intenti condiviso, per creare una forza comune di intervento militare  e rendere più snelle e veloci le missioni congiunte di interesse europeo, anche in ambito civile.

l’iniziativa è partita dalla Francia e coinvolge tutti i paesi militarmente più potenti in ambito europeo, con la vistosa eccezione dell’Italia, che appare oramai in via di emarginazione totale dall’Europa che conta.

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il processo di integrazione prospettato dall’Unione Europea si va progressivamente arenando nella dimensione di un semplice spazio economico senza dazi interni e con una moneta comune ad una parte soltanto dei suoi membri.

è evidente l’intenzione dei paesi forti dell’Europa (Germania e Francia) di costituire un nucleo più ristretto e compatto, e più omogeneo politicamente.

e forse è più realistica una integrazione politica europea che parta dalla dimensione della forza, cioè da quella militare (dove i leader sono storicamente Francia e Inghilterra).

in questo modo si è rapidamente superata la prospettiva della creazione di un esercito comune europeo a 27, che rimane una delle pie intenzioni dell’Unione Europea, affidata all’ultimo relitto del renzismo sconfitto, la commissaria europea alla difesa Mogherini.

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una forza militare comune europea per gli interventi internazionali implicherà naturalmente anche una più forte politica estera comune.

è interessante osservare che l’Italia sarà esclusa da questa dimensione futura, e sarebbe interessante sapere dal nostro ministro della Difesa Elisabetta Trenta,   a 5Stelle (ma non a 5 stellette), se questo è avvenuto per scelta nostra o degli altri paesi.

in nome della sbandierata trasparenza, eh…

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del resto, la guerra in Libia del 2011 fu già guerra di Francia e Inghilterra agli interessi italiani in quel paese e l’insipienza politica di Berlusconi non seppe farvi fronte.

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questo primo assaggio dell’Europa a geometrie variabili che si sta preparando dimostra che la spaccatura interna che si va allargando nell’Unione Europea non è quella semplicistica fra Nord e Sud, ma piuttosto quella fra un Nord-Ovest dominante e un Sud-Est subalterno.

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l’Italia, con l’Austria, rientra oramai nel nucleo dei paesi balcanici e fa parte di nuovo, come due secoli fa, di una specie di neo-impero-asburgico oscurantista e poco attento ai diritti civili:

una appendice del nucleo forte della cultura e della politica europea, legato all’asse franco-anglo-tedesco, in barba alla brexit.

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mi pare giusto e, siccome mi sento europeo prima che italiano o lombardo (che non sono, o veneto, che non posso essere), dico anche che ne sono contento.

l’Italia è da tempo politicamente una zavorra in Europa; resti, fin che può e/o vuole, nello spazio comune economico europeo, in posizione subalterna e semi-coloniale.

ma realisticamente non possiamo pretendere di più, dall’Europa che conta politicamente siamo già usciti, per assoluta insipienza e incapacità, e non può essere diversamente.

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e adesso gli stolti che se lo sono dato come obiettivo gioiscano con me.

 


30 risposte a "ecco la nuova Unione Europea, senza l’Italia (finalmente) – 228"

    1. questo mio post ha avuto commenti solamente critici, quindi devo farmi venire il dubbio che sia sbagliato.

      ma anche dopo averci pensato su, credo di no.

      siate realisti, chiedete l’impossibile, diceva il Sessantotto (personificandolo un po’) in uno dei suoi sloga piuù famosi.

      io lo intendo anche nel senso che per realizzare l’impossibile occorre essere realisti.

      se non si ha chiaro il quadro delle condizioni e delle forze, allora i sogni sono sempre sogni, come cantava Tenco.

      io preferisco un’Italia che conti qualcosa dentro un’alleanza di collaborazione militare europea, che un’Italia che non conti niente e ne resti fuori, come membro succube della NATO e delle sue avventure americane.

      sbaglierò io, per eccesso di realismo, oppure sbagliate voi tutti che mi avete criticato per eccesso di idealismo e cioè di insignificanza?

      lasciamo la domanda aperta, per oggi…

      per fortuna ci unisce comunque il valore della pace.

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      1. Caro Mauro, non ho criticato te. mai mi permetterei.
        Ma io davvero ripudio l’uso delle armi per la soluzione delle controversie.
        A meno che non ci stiano puntando addosso un’arma.
        Ma, anche in quel caso, opterei per altro.
        Non riesco a separare quello che sono da quello che voglio che sia.
        Nel personale, se sei contro di me allora metto distanza. Nel collettivo, il discorso un po’ più complesso ma in sostanza potrei dire così: prendi quello che vuoi e poi levati dai piedi perché non potrai mai prendere me.

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        1. carissimo E., e perché mai non dovresti criticarmi, quando ti sembra che scriva delle cose sbagliate? si scrive in pubblico anche per essere criticati in modo intelligente e pacato perché le crtiche sensate fanno crescere e aiutano a vedere da più punti di vista.

          a meno che non ci stiano puntando un’arma addosso, scrivi.

          ma, scusa, non viviamo forse in un mondo che trabocca di armi, con spese militari che si moltiplicano e che del resto ci vedono già – come Italia – tra le maggiori potenze militari del pianeta?

          queste armi non servono certo per le parate militari e diventeranno sempre più importanti in un mondo che deve spartirsi le risorse.

          il nostro (pur relativo) benessere, ma enorme in relazione alle condizioni di vita di altre popolazioni, non dipende strettamente da un mix di potenza economica e militare?

          non possiamo chiudere gli occhi di fronte a questa realtà; l’emarginazione militare dell’Italia dal contesto europeo (e peggio ancora la sua autoemarginazione, come risulta aopprofondendo il tema) è una inevitabile premessa della sua emarginazione economica, del resto in atto oramai da tempo per un concorso di fattori interni ed internazionali.

          a me, figurati, sta anche bene, sono, come te, per il superamento di questo modello economico-politico che definisco di tipo suicidario -. ma non sono sicuro che stia bene a tutti coloro che la stanno realizzando e non certo con le nobili motivazioni che hai dato tu.

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          1. stiamo andando in profondità.
            cerco di evitare di criticare perché per me la critica è divisiva. però provo a dialogare.
            per il resto, mi rifaccio all’interpretazione contemporanea e non storica della patola, nel senso che ora è adesso io continuo a pensare che quel messaggio sia attuale: non c’è niente di più importante della vita. e se qualcuno sceglie gli zeloti invece che quel tale deriso ed umiliato, pazienza. io starò sempre con quel tale deriso ed umiliato. compresi quei tali riportati indietro oggi in terra libica in condizioni disumane. è sempre contro quel tale che oggi da una cittadina del nord Italia diceva che vuole avere il potere per 30 anni.

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  1. Ok l’Italia è fuori dall’asse, una zavorra. Allora che NON venga usata e, soprattutto non si faccia usare come appoggio per inviare armi, per basi militari, per pseudo accoglienza profughi.
    O dentro o fuori…’ste vie di mezzo infastidiscono non poco.

    Ma si sa prendere tali decisioni non fa style.

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    1. Non riesco più ad accedere a wordpress dalla rete fissa né a postare neppure dal cellulare. Rispondero ai commenti quando avrò risolto il problema, che mi pare l’urgenza.maggiore. Chiedo scusa a te, Marta, e anche agli altri.amici sperando che.mi leggano almeno qui.

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        1. pare che ce l’abbia fatta, e da solo, perdipiù: bella soddisfazione, considerando che in modi diversi l’accesso a wordpress si bloccava su due pc diversi di casa, e ora sono sbloccati tutti e due, eheh.

          calma e gesso, e incredibilmente il tuo commento ha aiutato… 🙂

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    2. se non ho inteso male manca un primo NON nel tuo commento, e ho provato ad aggiungerlo.

      la tua reazione è comprensibile, e tuttavia, faccio la parafrasi di John Donne, nessuno stato è un’isola e nessuno può farcela da solo, neppure gli arroganti Stati Uniti di Trump, figuriamoci l’Italietta, sempre debole in politica estera, da Moro e Craxi in poi (che l’hanno pagata cara tutti e due).

      quindi la domanda è: l’Italia in via di emarginazione dall’Europa con chi deve allearsi?

      la risposta è già pronta e quasi scritta nella storia: di nuovo con gli USA e in funzione anti-europea…

      ci sta bene? a me no: sono anti-americano da sempre e fra Trump e l’Europa, ma diciamo pure anche la Merkel, la seconda che ho detto… 🙂

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    3. però, aspetta, c’è qualcosa che non mi è chiaro nel tuo commento, o spero di avere capito male…

      leggo: che [l’Italia] “non si faccia usare [dall’Europa] come appoggio […] per pseudo accoglienza profughi”.

      che cosa intendi dire? sembra quasi che la forsennata campagna in corso, spudoratamente falsa, abbia fatto un poco di presa, quasi inconsapevolmente, anche su di te.

      se dei PROFUGHI, molto pochi in verità, approdano in Italia, non dipende forse dalla sua posizione geografica?

      e se un numero maggiore, ma neppure troppo oggi, di immigrati clandestini approda da noi e noi non sappiamo gestire questo flusso, c’entra in qualcosa l’Unione Europea?

      in un’Italia fuori dall’Unione Europea, il problema sarebbe più facile o più difficile da risolvere?

      sono domande che forse non dovrei neppure farti…, scusami.

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      1. Tranquillo non ha fatto presa niente, per carità (almeno credo!)
        Le domande sono più che lecite. Tra una idea confusa, e pure l’altra, cerco di chiarire.

        L’emergenza profughi e clandestini riguarda tutta l’Europa non solo l’Italia, ed è palese che geograficamente siamo i più vicini per accoglierli. E dovremmo farlo sempre.
        Quello che l’Italia non è stato fatto è la loro gestione sul territorio.
        E questo anche in tempi passati con il pd.

        Gli Stati dell’Unione chiudono le loro frontiere. ricordi quando alcuni tentarono di andare in Francia? Ti pare giusto e normale che li ricaccino indietro?
        Credo di no.

        Per mesi si sentiva dire (vero o no, non ne ho le prove) “Ce lo chiede l’Europa” e ora? Che ci dice…? Infatti l’Europa in fondo non ci chiede l’appoggio ma non molto velatamente ci dice “salvateli voli e teneteveli entro il confine, anzi meglio rinchiusi in campi”.

        Ma gli si può chiedere a queste persone: Scusate siete arrivati qui: volete stare qui o andare altrove? Domande serie e comportamenti seri, severi quando è il caso per NON generalizzare. Insomma un trattamento\comportamento rispettoso come lo si deve a delle persone che per diversi motivi si spostano.
        Non come merce di scambio.

        Non credo che l’Italia, da sola, avrebbe risolto il problema ma appunto perciò mi chiedo a che serva essere nell’Unione se poi non ci si aiuta.

        Per quanto riguarda armi, e basi militare credo che la mia Isola ne abbia avuto abbastanza.

        [Sono anti.americana. Il nemico n. 1 dell’Europa è stata (e lo è) l’America.
        L’Unione Europea ha fatto paura, quando l’euro ad un certo momento era la moneta più forte del dollaro è stato quello il momento del gioco d’attacco degli USA: e i risultati si sono visti.]

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        1. bene, ora è un po’ più chiaro, però vedo che alcune informazioni non passano, non c’è niente da fare, ho voglia io a ripeterle fino alla nausea.

          1. Berlusconi e Bossi a suo tempo hanno sottoscritto gli accordi di Dublino che prevedono che i migranti (profughi o no) debbano restare nei paesi europei di primo approdo. la Francia che respinge i migranti a Ventimiglia o l’Austria al Brennero non sono i cattivoni che non vogliono i migranti, ma due paesi che stanno facendo rispettare l’accordo europeo, e gli italiani stanno facendo i furbetti facendoli passare, in spregio agli accordi che hanno firmato.

          tanto ci vuole a capirlo e anche a farlo sapere in giro?

          e Berlusconi e Bossi perché hanno firmato quell’accordo? ah, saperlo! e bisognerebbe chiederlo a loro, non a Macron o alla Merkel; ma mi pare che la firma sia stata usata come merce di scambio per avere nuove autorizzazioni a più debito.

          d’accordissimo su tutto il resto, ma fino a che non si cambia quell’accordo – e pare difficile – ce li dobbiamo tenere noi, i migranti e i profughi, visto che abbiamo firmato in cambio di altre concessioni.

          il gioco delle tre carte riesce agli italiani soltabto in Italia.

          2. non è affatto vero che negli ultimi tempi la maggior parte dei profughi passi per l’Italia; anzi da noi ne passa una percentuale molto ridotta rispetto ad altri paesi europei: per numero di immigrati pro capite l’anno l’Italia è il quintultimo paese europeo, contando anche quelli che non fanno parte dell’Unione Europea.

          – è incredibile la potenza di una propaganda TOTALMENTE FALSA.

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          1. Sapevo dell’accordo, come so che il numero dei migrandi\cladestini è minore rispetto ad altri Paesi. Non minore l’arrivo ma la permanenza: molti come arrivano vanno via di corsa se possono, e di corsa

            Accordo sottoscritto che come ben dici non sia sa bene su qualche scambio.

            Comunque sia il mondo è cambiato e all’epoca del trattato non c’era questa emergenza. Il primo approdo dal sud del mondo è l’Italia, la Grecia, Malta, l’ungheria anche, e la Spagna. I flussi si sono spostati.
            Vero, induscutibilmente vero è che la gestione di questi arrivi in Italia non è stata secondo l’accordo, secondo serietà e umanità.

            Altrettanto vero è che “la voce da megafono” di certi governanti non fa altro che aumentare la paura.

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            1. sono d’accordo con tutto quello che scrivi adesso, ma, sai, marta, io sto semplicemente staccando la spina da questa polemica tanto universale quanto grottesca.

              mi infastidisce perfino leggerne, e passo ad altro: il tutto mi fa lo stesso effetto di un format televisivo di pessima qualità.

              mi rendo conto di essere oramai un inattuale: questa cosa mi sembra semplicemente una enorme mostruosa agitazione di un popolo di fighetti che ignora quali terribili prove lo attendano a breve.

              chissà quanti, nella loro ottusa mancanza di immaginazione, non riescono neppure a concepire che tra non troppi anni i migranti in fuga e respinti potrebbero essere loro.

              che cecità, che mancanza di empatia, cioè di intelligenza emotiva…

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    1. questo in parte è vero, in parte no, e comunque l’Italia ha un’industria delle armi di tutto rispetto, investe molto in spese militari ed è uno dei maggiori esportatori di armi del mondo.

      è anche un paese fortemente esportatore, dopo la Germania: in altre parole quel che ci ammazza è il debito: tradotto in altra lingua 😉 , la classe politica che abbiamo e che ci scegliamo.

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      1. l’industria ti porta soldi se vendi le armi ad altri non a se stessi. In quel caso non guadagni nulla, o meglio sposti soldi dallo stato all’industria. Qui si parla forze proprie quindi è solo un costo a meno che non venga utilizzata per generare ricavi. L’Italia si trova nella condizione di non permettersi altri costi. Da quello che ho capito è l’Italia ad aver rifiutato comunque.

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        1. Ma quando si parla di armi e di guerre è il caso di parlare solo di soldi ? Mi sembra la logica dei trafficanti , statali o privati che siano….

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        2. caro afo, ti ricordi dove hai trovato che sia stata l’Italia a rifiutare? trovo piuttosto curioso che le notizie che contano davvero siano così difficili da trovare.

          sul resto, per documentarmi meglio prima di risponderti ho ritrovato una nostra vecchia discussione che avevo dimenticato, ed era su questi stessi temi:
          https://bortocal.wordpress.com/2012/06/04/279-litalia-militarista-lo-sconvolgente-livello-delle-spese-militari-italiane/

          ma parecchio è cambiato in questi sei anni: ad esempio, vedi qui: Esportazioni di armi, boom dell’Italia nel 2016: +85,7% – Repubblica. Se nel 2015 erano state vendute all’estero armi per 7,9 miliardi di euro, l’anno successivo il totale ha raggiunto i 14,6 miliardi.

          e altrove:
          L’Italia nella “top 10” dei Paesi che esportano più armi nel mondo
          „L’Italia è nella top 10 dei produttori ed esportatori di armi. La classifica vede il nostro Paese al nono posto per quantità di armi esportate. Nel dettaglio, l’Italia esporta il 2.5% delle armi di tutto il mondo. Prima di noi in classifica troviamo USA (34%), Russia (22%), Francia (6.7%), Germania (5.8%), Cina (5.7%), Regno Unito (4.8%), Spagna (2.9%) e Israele (2.9%). Chiude la top 10 l’Olanda (2.1%). “
          http://www.today.it/mondo/esportazione-armi-italiane.html

          sembra che una delle nostre fortune come paese esportatore di armi sia la guerra semi-segreta nello Yemen…

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            1. sì, grazie, e la fonte sembra attendibile.

              dunque l’Italia si è autoesclusa.

              vero è però anche che dal resoconto stesso si deduce che l’Italia stessa non è stata informata più di tanto e dunque di fatto messa nelle condizioni di non potere aderire subito.

              forse si rimedierà più avanti, tuttavia preocuuparsi oggi di questa esclusione o protestare se essa è addirittura voluta non è fuori posto.

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              1. immagino che anche gli altri sappiano più o meno le stesse cose. Quello che forse preoccupa l’Italia è il costo, più degli altri paesi vista le attuali condizioni dell’economia. Come fanno poi a spiegare la mancanza del reddito di cittadinanza ma maggiori spese militari?
                Possono in ogni caso aderire più tardi (quando nessuno guarderà)

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                1. le maggiori spese militari – vero convitato di pietra di ogni nostra discussione economica – le dovranno semmai spiegare comunque, e soprattutto visto che l’Italia giallo-verde si accoda a Trump che vuole costringere l’Europa ad alzare le sue spese militari portandole al 2% del PIL.

                  spiegarlo al popolo, dici… e perché? che bisogno c’è? basta controllare l’informazione e non farglielo neppure sapere, come del resto avveniva già anche con Renzi.

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                    1. probabile, infatti non ricordo se l’ho fatto prima o dopo
                      È comunque quello che avrei scritto. Che sia l’era della panza è ovvio. Colpa anche di internet. Diciamo che internet oggi non è più internet di 15 anni fa. A quei tempi ci si insultava di più ma non c’era la manipolazione di oggi. Era l’internet anarchico…

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  2. Sono poco riflessivo e scrivo d’istinto…

    Se la politica militare europea coordinata deve proseguire facendo, come fin qui, guerre imperialiste, dirette o indirette, che generano morti innocenti, militari o civili che siano, e sfruttamento economico dei popoli,ben venga che l’Italia se ne resti fuori…per non parlare dei migranti generati a decine di milioni e del criminale commercio di armi.
    Non riesco a rassegnarmi alla realtà dei rapporti tra nazioni basati sulla supremazia militare… roba da guerre puniche o meglio ancora da belve incivili americane o israeliane.

    Quell’ambito “anche civile” poi … fa ridere i polli… richiama le guerre umanitarie…

    Guarda caso le oligarchie europee l’accordo lo stipulano sulle forze militari comuni e non sui standard minimi di welfare sociale che sarebbe davvero fondanti per una vera e condivisa Europa unita.

    712
    RABBIA E VIOLENZA

    Rabbia e violenza
    Sono naturali reazioni umane
    A fronte di irrisolvibile ingiustizia.

    Guerra e violenza di stato
    Non sono emozione,
    Sono fredda decisione legale
    Per potere e denaro,
    Di elite criminale.
    I

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    1. posizione ammirevole, e per niente istintiva; ma poi temo che la parola ammirevole finisca per avere una sfumatura ironica, che non è nelle mie intenzioni.

      senza chiederti di leggere anche la mia risposta a tramedipensieri, io proverei a distinguere fra una politica di aggressione imperialistica (da cui potenze come la Francia e l’Inghilterra non sono aliene, per il loro passato coloiniale), e una realistica politica che deve basarsi ANCHE su un potenziale di dissuasione militare.

      faccio riferimento alla Costituzione, che non nega il diritto di difendersi.

      va bene chiedere che l’umanità superi se stessa, anche se non sembrano i tempi migliori per farlo, ma anche ammettendo che non ci riesca, questo non ci condanna a non sapere distinguere tra guerre di aggressione e preparazione armata all’autodifesa.

      certamente la mia è una posizione meno entusiasmante e meno entusiasta, spero un poco più realistica, e comunque praticabile.

      in ogni caso l’Europa da quando esiste ha svolto, a me pare, una politica estera decisamente differente da quella americana e semmai le sue responsabilità stanno tutte nel non essersi mai distinta a sufficienza dalle guerre di aggressione americane.

      sono totalmente d’accordo con te, invece, sull’esigenza che l’Europa definisca in modo più rigoroso gli standard minimi di welfare sociale – e di condizioni di lavoro, aggiungo.

      ho avuto in queste ore qualche informazione in presa diretta sulle condizioni lavorative in Inghilterra, che spiegano molto bene sia la debolezza attuale della legislazione europea sul lavoro sia i motivi autentici della brexit.

      purtroppo, però, questi obiettivi dipendono strettamente dagli orientamenti politici dei vari elettorati europei, mai così manipolabili contro i loro veri interessi come in questi ultimi tempi bui.

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