potenza della Parola nell’alba – 235

mi risveglia l’insistenza ossessiva del gallo nel pollaio qui sotto la finestra della camera, decisamente inconsueta rispetto al solito: come si spiega?

spalanco la finestra sull’alba ancora livida e incerta e un poco uggiosa.

che fatica, penso, per lui, sollevare a forza di richiami da dietro le montagne il disco luminoso del sole che ancora non si vede.

sembra che pensi che soltanto le sue ininterrotte invocazioni possano gradualmente tirarlo su in questa luce che è ancora più grigia che azzurrina.

ma allora il gallo sta dicendo le preghiere al Dio Sole della sua giornata?

certo: preghiere nella forma di un proclamato e scandito inno sacro.

. . .

proprio adesso si unisce a lui zirlando un uccello, che potrebbe essere un merlo, visto il verbo che ho scelto.

è sul noce o sul gelso, che trabocca di dolcissime more bianche, che proprio oggi dovrei cercare di raccogliere, visto che ho finito la pungente uva spina dal suo primo mio sperimentale cespuglio.

pungente per le punte che costellano i suoi rami, ma dolcissima assieme alla panna.

merlo e gallo desiderosi di sole per scrollarsi di dosso la notte un poco rugiadosa e convinti che solo concentrandosi mentalmente nel desiderio questo si possa avverare?

credenti anche loro nella potenza del Verbo nella loro chiesa aperta e sconfinata dei campi?

. . .

quasi un miracolo, adesso: sono le cinque e mezza e si sveglia anche la campana della pieve, un poco più in basso verso la vallata: un solo timido rintocco per annunciare l’inizio della giornata.

infatti l’ortolano ha già tolto il furgone dalla sua rimessa e si è messo in moto per il suo giro di vendita dei prodotti dell’orto.

. . .

insiste davvero troppo il gallo stamattina.

una crisi mistica? preghiere ripetute perchè inefficaci?

ma forse semplicemente mi chiama perché è finita l’acqua, alzo le mie vecchie gambe dal letto e vado a vedere.

. . .

IMG_20180703_053859a

verifica compiuta: l’acqua era effettivamente finita, visto che qualche abitante del pollaio aveva rovesciato la ciotola, ma galline e gallo non sembravano particolarmente assetati, lui ha sospeso il canto fino a che ero nei paraggi, ma ora ha ripreso vigoroso, e dal campo sospeso sopra la Conca d’Oro si sentiva bene un altro gallo che gli rispondeva verso il fondovalle.

forse una gara di canto?

più probabile, mi dico scherzando da solo, una disputa teologica fra religioni diverse dei galli, intesi come pennuti, visto che quassù si arroccarono prima gli etruschi e poi i romani, attorno a un possibile castelluccio di cui è rimasto solo la traccia del nome, e nel fondovalle invece passarono i celti, i longobardi ed ogni possibile soldataglia alemanna.

probabile dunque che l’inno al Sole del gallo di sotto abbia conservata qualche traccia dell’eresia ariana.

di quali sciocchezze non è capace una mente scatenata a giocare con concetti e parole, vero?

e intanto che cerco di capire in che cosa si differenziano le due invocazioni, do da bere all’orto e alle verdure, nella mattina che, nonostante ogni invocazione, rimane ostinatamente grigia, ed anzi ormai appare così decisamente grigia che anche il gallo si rassegna e smette di inneggiare.


16 risposte a "potenza della Parola nell’alba – 235"

  1. @ Veronica

    vedremo, Veronica.

    grazie davvero del sostegno psicologico.

    intanto la prima trovata per integrare le mie finanze di quel tanto che mi permetta di mettere in cantiere la spesa del viaggio, ieri si è rivelata impossibile, e per motivi che trascinano con sè ogni altra soluzione di tipo simile…

    sarà stato anche l’anonimato relativo del vecchio blog, ma, vedi, la volta scorsa ero così sicuro di partire nonostante ogni ostacolo, che questi contrattempi li avrei raccontati nel dettaglio, uno per uno . anche per spiegare in tutta la sua concretezza che cosa significa davvero organizzare un viaggio simile – e questa volta non lo faccio, perché se poi non parto, mi coprirei di ridicolo.

    però, ora che mi ci fai pensare, potrei almeno scrivere i post e metterli da parte, per pubblicarli soltanto al momento giusto! ;-). ‘ se mai ci sarà.

    graziue anche dell’idea, eheh.

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  2. Hai escogitato una poetica via di fuga nella natura per liberarti e liberarci dall’angoscia di questa tragica putrida ‘urlata’ politica che stiamo subendo.
    sheragrigiastroanchearoma

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  3. Noto che anche tu hai avuto a che fare con il gallo come è successo a me in terra portoghese😂😂😂😂
    Scherzi e gallo a parte dovrà essere stata un’alba indimenticabile😊
    Un abbraccio Mauro

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    1. ahaha, sì, ricordo benissimo 🙂

      la differenza è che il mio Spennacchietto (a proposito, lo hai visto in foto come è carino?) io sotto la camera ce l’ho tutti i giorni, ahia…

      alba veramente piena di felicità, ma sta diventando un vizio, da queste parti… 🙂

      abbraccio anche mio, veronica, in attesa di qualche casa sugli alberi anche qui… 🙂

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        1. oh, puntuale è puntualissimo: lui la sveglia la dà tutte le mattine dalle 5 in poi, e solo il declinare dell’estate potrà indurlo a più miti consigli, immagino… 🙂

          mi è piaciuto subito, dato che è un galletto che non alza mai la cresta, nel senso che non ce l’ha proprio, e al suo posto ha quel ciuffetto quasi rasta, e comunque direi hippy, se non fossero oramai così fuori moda…

          all’inizio conviveva con due ovaiole rossastre, che avevo battezzato Renza e Gentilona, ma sono sparite rapidamente nel nulla, temo rapite da qualche falco Salvino…

          proprio stamattina, poco dopo scritto il post, ne è passato uno a volo radente tra la casa e il pollaio, attirato probabilmente dal pigolio dei miei nove pulcini di una settimana, che prudentemente tengo rinchiusi.

          le due nuove sostitute sono galline bianche e nere con delle specie di calze piumate anche sulle zampe e dovrei chiamarle Giggina e Mattea: ma poi dureranno?

          insomma, come vedi, cara Veronica, anche avere un pollaio può diventare un’avventura e un piacere della mente. 🙂

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          1. Renza e Gentilona, Giggina e Mattea solo per i nomi meriti un premio😂😂😂😂 sono troppo simpatici…davvero c’è da dire che non ti annoi…la vita da pollaio è molto movimentata😂😂😂😂
            E se farai il giro del mondo come farai????A chi li lascerai?

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            1. semplice: agli stessi vicini che me le hanno vendute, assieme ad una buona scorta di becchime: le rimettono nel pollaio da cui sono venute e si tengono le uova in omaggio.

              temo tuttavia per la sorte del mio gallo rasta, rivelatosi così inefficiente che, per avere i pulcini, ho dovuto procurarmi delle uova fecondate altrove, dopo due cove andate a vuoto. 😉

              non pensare però che sia tutto così facile qui. c’è silenzio, ma anche isolamento e occorre una discreta determinazione (anche se non come quella a farsi il Cammino! 🙂 )

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              1. No no ti credo Mauro deve essere dura forse anche più del Cammino…perchè quello sai che prima o poi (purtroppo) finisce invece il tuo è un grande impegno quotidiano😥
                Povero galletto nemmeno i pulcini😂😂😂😂😂

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                1. indubbiamente è ben più duro, e non solo per la durata: quattro anni esatti in questi giorni!

                  ma il cammino rilassa, e questo percorso invece ti regala soprattutto stress.

                  e lo stress aumenta ora che il percorso finisce e cominci a vedere tutti gli errori che hai fatto.

                  lo stress è così tremendo che ho paura della imnminente caduta dell’adrenalina, che non mi butti in depressione.

                  per fortuna o disgrazia, questo è un percorso che non è mai neppure finito del tutto e lascia parecchi strascichi aperti…

                  oh mamma.

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                  1. E allora molla tutto e vai a farti quel meraviglioso giro del mondo che hai progettato 😍😍😍😍…tanto quando torni troverai ogni cosa come l’hai lasciata ma tu sarai ben più ricco di quando sei partito (e di sicuro darai un bel calcione alla depressione😊)

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                    1. ottimo consiglio, Veronica, ed è proprio quello che vorrei fare a fine anno; ma non sempre volere è potere; vedremo: a volte per trasformare in potere il volere occorre inventarsi qualcosa… 😉

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