agricoltura insostenibile – 239

noto che per me la scrittura di nuovi post sta scivolando lentamente verso l’ultima cosa da fare della giornata, quando ci si interroga se ci sono ancora le emergie per farlo.

del resto è il momento meno opportuno: pochissimi sono ancora svegli a quest’ora e desiderosi di leggere, e domattina l’eventuale notifica del nuovo post finirà sommersa dalle petulanti comunicazioni di cento altre e diverse scritture di post, indubbiamente più interessanti dei miei.

introduzione che spiega come mai questo post frettoloso, su un argomento di disperata e disperante importanza, e quasi soltanto un riassunto di una notizia cruciale, che ci si chiede cdome mai si possa ancora leggere su uno di quei quotidiani impegnati a distrarci dai problemi veri, a preoccuparci e ad angosciarci a vuoto, in una parola a frastornarci la mente.

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http://www.lastampa.it/2018/07/06/scienza/agricoltura-insostenibile-una-minaccia-per-lecosistema-idrico-mondiale-nwFeUucHqrCirb6F2Q1WMP/pagina.html

la FAO e l’International Water Management Institute lanciano un allarme che è impossibile sottovalutare con un rapporto intitolato “More People, More Food, Worse Water?”: più popolazione, più cibo significa acqua peggiore?

per quel che mi riguarda, togliamo pure il punto di domanda.

l’agricoltura contemporanea è in molti paesi responsabile di un inquinamento maggiore di quello derivato dalla industrializzazione e dall’urbanizzazione.

la cresscita esponenziale della popolazione umana da un miliardo a sette miliardi di eesseri umani in poco più di un secolo, assieme al miglioramento del tenore di vita di una quota importante di questa popolazione e alla progressiva diffusione di una dieta prevalentemente carnea è stata fronteggiata da successive rivoluzioni delle tecniche agricole che hanno sinora impedito una carestia di massa generalizzata, anche se non sono mancati esempi terribili di crollo dei raccolti e di morte per fame di decine di milioni di persone in alcuni  paesi e soprattutto all’inizio di questo periodo.

ma le brillanti soluzioni sino trovate stanno determinando una situazione insostenibile: un inquinamento irreversibile che esige rapidamente una nuova rivoluzione agricola ed un cambiamento veloci dei metodi di quella attuale.

. . .

concimazione chimica e diserbanti sono i due pilastri dell’agricoltura di oggi, ma questo significa l’immissione nelle acque di grandi quantità di prodotti chimici (i più comuni sono i nitrati), materiali organici e sedimenti.

A partire dagli anni ’60 l’uso di fertilizzanti minerali è cresciuto di circa dieci volte e le vendite globali di pesticidi sono contestualmente aumentate raggiungendo un giro di affari di 35 miliardi di dollari l’anno.

In aggiunta, con l’intensificarsi della produzione di bestiame, è emersa una nuova classe di sostanze contaminanti: antibiotici, vaccini e fattori di crescita ormonali.

E un altro comparto in rapida espansione, l’acquacoltura, è ora responsabile del rilascio, nelle acque superficiali, di escrementi, mangimi e ancora antibiotici.

Tanto che, attualmente, più di 700 inquinanti emergenti sono stati rilevati nell’ambiente acquatico dei paesi europei. 

A livello globale, ogni anno, vengono applicati ai terreni coltivati circa 115 milioni di tonnellate di fertilizzanti minerali azotati e ben il 35% di questi raggiunge gli oceani.

. . .

per fare un confronto le emissioni planetarie di anidride carbonica annue nel 2016 sono state di circa 32 miliardi di tonnellate.

le quantità sono decisamente molto inferiori.

tuttavia l’anidride carbonica nell’atmosfera entra in un ciclo vitale in qualche modo collaudato e vi sono le piante (se non le estirpiamo) che alla luce del giorno la trasformano in ossigeno: per i nitrati non esiste un ciclo simile, anche se possono trasformarsi in nitriti, ma questi sono ancora più pericolosi per la salute umana.

proprio per gli effetti negativi di concentrazioni elevate, sono stati fissati dei limiti da non superare nelle acque potabili: 20 milionesimi di grammo al litro.

in altre parole il versamento in mare dei nitrati porta al fatto che di fatto è come se facessino superare i limiti ogni anno a 20 milioni di miliardi di litri d’acqua.

images

 . . .

sarà la stanchezza della giornata, sarà lo scoraggiamento, qui mi fermo.

 

 


6 risposte a "agricoltura insostenibile – 239"

  1. Tranquilli…non esiste nessun allarme…dopo una buona bistecca stiamo godendoci i mondiali di calcio….

    819
    TRANQUILLI

    Senza allarmi,
    Attendono, digerendo pranzi,
    Le catastrofi annunciate.

    Non scuote l’eterna masticanza
    La rottura dei cieli
    Che prosciuga vite e rovescia fiumi.

    Davanti al televisore, scolata la birra,
    Della secca che spinge a solcare il mare
    Nessuno vuol sentire.

    Occhiali neri e protezione solare,
    Dalla spiaggia non vedono
    L’onda di morte che il mare riporta.

    Non c’è niente da fare …

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    1. dev’essere l’età e la riduzione delle forze e degli entusiasmi; ma mi sono scocciato di continuare a preoccuparmi per coloro che non vogliono salvarsi.

      ognuno responsabile di se stesso, dopotutto, no?

      a me basta che questi non facciano danno a quelli come me che vedono la situazione e cercano una soluzione, o qualche antidoto possibile, almeno per se stessi e per chi condivide l’allarme.

      poi si salvi che ha voluto provare almeno a salvarsi.

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    1. già.

      spero ancora di riuscire a cavarmela personalmente dagli effetti peggiori, ma temo per figli e nipoti.

      (un poco ridicolo dirlo, ma ho pensato alla mia casa di montagna anche come a una piccola scialuppa di salvataggio che gli lancio per il dopodime…).

      "Mi piace"

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