i post che non scrivo: autoanalisi di un blogger in crisi – 242

è sera, il momento che da ultimo dedico di solito alla riflessione su questo blog, e da qualche tempo mi sento confuso, in preda alla famosa paralisi dello scrittore, o almeno dello scrivano, visto che scrittore non mi sento di essere, ammesso che il termine abbia poi un significato preciso.

ma non è la sindrome della pagina bianca, davanti alla quale manca un input per cominciare a riempirla; piuttosto mi sento proprio asino di Buridano, quello che moriva di fame tra due mangiatoie piene, non riuscendo a decidere a quale rivolgersi, e qui fate conto che le mangiatoie disponibili, cioè i post che avrei voglia di scrivere, sono ben più di due.

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il fatto è che il mondo è in una fase di trasformazione tumultuosa e progressivamente accelerata, per qualche verso mi verrebbe da dire che stiamo vivendo un Sessantotto al contrario; non solo, ma sullo sfondo ci sono problemi planetari che cinquant’anni fa si ignoravano del tutto, e la diffusione dell’Intelligenza Artificiale delinea una svolta epocale senza precedenti.

l’homo faber dei millenni passati, il trasformatore del mondo, sta diventando a sua volta un oggetto di trasformazione tecnologica, evolve piuttosto in homo artificialis, e non è più neppure ben chiaro chi sia l’artefice vero di questa trasformazione, che già sembra sfuggita dalle mani dei suoi creatori e diventata un processo impersonale teleguidato da una entità misteriosa di cui si può solamente dire – come del Dio dei mistici – che non ha identità.

quindi il bisogno di pensare si moltiplica, assieme alle occasioni della vita sociale che chiedono di prendere posizione, per non lasciarsi guidare semplicemente dagli idola fori, i pregiudizi della maggioranza, che oltretutto non hanno certo bisogno di noi per affermarsi.

. . .

ma non ce la faccio, non riesco più a stare al passo con tutte queste trasformazioni, e quindi sto semplicemente smettendo di rispondere a stimoli del resto eccessivi.

e così succede che davanti a me le ultime penombre del crepuscolo si spengono tra le ondulazioni non troppo alte delle mezze montagne in fronte alla finestra della mia camera, e io mi addormento col senso crescente di una inadeguatezza che cresce di giorno in giorno.

. . .

ieri sera, ad esempio, sapevo di avere il dovere quasi morale di scrivere di nuovo un post sul presunto attacco alla popolazione con gas nervino a Douma, in Siria, del 7 aprile scorso: quello che servì come pretesto a Trump (e a Macron) per bombardare la Siria e colpire quello che Trump definì l’animale Assad, sì, mentre il Partito Democratico scalpitava al Senato italiano per intervenire al suo fianco, con tanto di appelli umanitari di Saviano…

infatti ieri l’Opac ha pubblicato un primo rapporto su quell’episodio e non ha trovato tracce di questo gas, ma soltanto «tracce di clorina in residui di esplosivo», cioè neppure «nessuna prova decisiva di un attacco con bombe al cloro».

non che ci fosse proprio bisogno che ne scrivessi anche io: chi è interessato poteva comunque trovarsela la notizia taciuta dai media che fecero la grancassa sulla vergognosa menzogna dei regimi di tre mesi fa.

eppure lo sentivo come una specie di compito a casa, assegnatomi, al quale non potevo rifiutarmi di dare esecuzione…

. . .

ma poi, già che parliamo di gas nervino, come non dire degli sviluppi del caso Skripal, una confusa macchinazione in Inghilterra di soggetti sconosciuti e per scopi che restano oscuri, ma che una analoga macchina propagandistica ha subito attribuito alla Russia; tanto, per condizionare l’opinione pubblica condizionabile, bastano i titoli.

che dire se adesso, poco distante dal luogo del primo tentato omicidio, una coppia di barboni, abituati a frugare nei cassonetti, è rimasta colpita dallo stesso avvelenamento e anzi la donna è morta?

che razza di servizi segreti sono quelli che buttano il gas nervino nei rifiuti?

ma neppure di questo sono riuscito a scrivere.

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ma la notizia che supera davvero ogni immaginazione – e mi dispiace che lo abbia detto Di Maio, ma lo avevamo già pensato in tanti – è che Matteo Renzi sta per debuttare come presentatore di un programma televisivo su Mediaset, per compensi che probabilmente spiegano la mega-villa acquistata col mutuo.

almeno D’Alema aveva più bon ton e si faceva pagare la barca da Berlusconi con diritti d’autore di libri che nessuno leggeva…

nessuno sceneggiatore di film avrebbe mai proposto una trama simile, che rivela di colpo due cose:

non solo che ancora una volta il leader del Partito Demokrat era al soldo del Caimano,

ma anche che Renzi è effettivamente un po’ tocco.

ed ecco chi è davvero l’uomo al quale dobbiamo il governo del rivolta-Calzini, per il suo no imposto ad un partito senza identità ad andare al governo con i 5Stelle (mentre governare con Berlusconi non gli ha fatto schifo per niente).

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ecco, vorrei confortare tutti coloro che sono alla disperazione per questo governo non troppo presentabile: vi ricordate vero che nel 2013 era Berlusconi che governava col Partito Democratico? vi sembrava meglio?

e che nel 2008 la Lega era al governo non con i 5Stelle, ma con Berlusconi, e stavamo a discutere di luglio dell’impunità per le alte cariche dello stato?

vi sembrava meglio anche questo?

. . .

ma sempre a proposito di Lega, non ci sarebbe un altro post da scrivere per la condanna definitiva al sequestro dei beni, a seguito di truffe dimostrate del segretario di quel partito, Bossi, ai danni dello Stato?

partito che ora si lamenta per l’attentato alla democrazia!

o faccia di tolla!

e io, scusate tanto, che dopo una condanna simile, altro che sequestro, manderei sotto processo tutti i dirigenti dei partiti condannati alla stessa maniera (senza distinzione di colore politico) e metterei quei partiti stessi fuori legge come associazioni a delinquere.

ma come? se non siete direttamente dei ladri, non siete neppure capaci di controllare i bilanci della vostra costosa bocciofila, e poi pretendete di governare l’Italia?

. . .

ci sarebbe poi da scrivere sulla Brexit e sul caos inglese.

ma che cosa, dato che nulla è chiaro, se non che la classe politica occidentale è semplicemente impazzita e che siamo in mano ad una banda di cialtroni che improvvisano in preda al panico e che riescono a stare a galla solo agitando i fantasmi dell’Uomo Nero?

poveri noi.

. . .

sarò perdonato se rinuncio a scrivere un post anche stasera?

ah, ma qualcuno dice che l’ho appena scritto…

perchè? sinceramente, vi sembra un post, questo?

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3 risposte a "i post che non scrivo: autoanalisi di un blogger in crisi – 242"

    1. Beh, premesso che era una battuta, la caratteristica di un post è di non averne nessuna, come genere letterario non ancora codificato, salvo che di essere un testo, parole ma anche altro, scritto in un blog.

      Questo però permette, a piacimento, anche di negare che un post sia un post, ad esempio applicandogli la regola dell’unità di argomento che Aristotele aveva inventato per la tragedia…
      Periodo in cui mi piace scherzare, forse perché la disperazione sta diventando una cara abitudine. 🙂

      Piace a 1 persona

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