terminatela con i contratti a termine – 250

devo scrivere un bis di un post gia` scritto tempo fa sul Decreto Dignita​`: questo e`​ piu` documentato, ma non nuovo nei giudizi.

​ho trovato solo una analisi seria sui contratti a termine, razzolando in un sistema dell’informazione che si e` oramai omologato sul livello dei bambini deficienti, e pare con successo, dato che il livello reale probabilmente e` questo.

ve la indico:

I contratti a termine italiani erano tra i peggiori d’Europa (e il “Decreto Dignità” prova a metterci una pezza)

https://www.linkiesta.it/it/article/2018/07/06/i-contratti-a-termine-italiani-erano-tra-i-peggiori-deuropa-e-il-decre/38703/

e mi fido perche` l’articolo riassume i dati prodotti dall’ILO, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che ha analizzato la situazione dei paesi europei,

http://www.ilo.org/dyn/eplex/termdisplay.empContracts?p_lang=en&p_expandcomments=Y&p_checkbox=Y&p_region=4

e anche perche` viene da una testata online decisamente critica, in genere, verso questo governo.

rileggersi questi dati mi pare un buon antidoto mentale all’ondata di propaganda interessata e prezzolata che tendono a presentare come una catastrofe imminente i modesti ritocchi portati dal governo alla precedente pessima riforma renzina.

. . .

il punto centrale delle critiche al cosiddetto Decreto Dignita` sta nel fatto che per il primo rinnovo (ma non per la prima stipula di un contratto a termine) sono richieste delle esplicite motivazioni o causali, come da gergo inventato per l’occasione.

l’eliminazione totale dell’obbligo delle causali aveva effettivamente ridotto il contenzioso legale, che e` passato da 8.000 casi a 490, ma questo significa in poche parole che aveva lasciato quasi completa mano libera alle aziende, che avevano fatto ricorso amplissimo a questo tipo di contratto.

ma l’assenza completa dell’obbligo di causali, come nell’Italia renzina, si verificava in questi paesi dell’Unione Europea: Regno Unito, Svezia, Belgio, Olanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Cipro; e, fuori dall’Unione Europea, in: Macedonia, Norvegia, Svizzera.

la reintroduzione della causale prevista dal Decreto e` peraltro parziale, e comunque accomunera`, se confermata, l’Italia a questi paesi: Germania, Francia, Lussemburgo, Austria, Danimarca, Polonia, Lituania, Estonia, Lettonia, Croazia, Slovenia, Romania, Bulgaria, Grecia, Malta, Irlanda, Spagna, Portogallo.

possibile che i datori di lavoro italiani non possano sopravvivere a questa misura che avvicina solo parzialmente l’Italia alle grandi democrazie europee?

. . .

ma si dice che la causali italiane siano particolarmente rigide.

bene, allora discutiamo nel merito della loro formulazione, ma non sul principio, per favore.

ah gia`​, ma sono proprio le discussioni sul merito dei problemi, invece, che sono cosi` difficili in Italia.

comunque io mi ostino a provarci…

. . .

ma, si dice, il Decreto Dignità riduce la durata dei possibili rinnovi di contratti a tempo determinato da 36 a 24 mesi, e le proroghe da cinque a quattro.

ma la durata massima dei contratti a tempo indeterminato e` di 24 mesi anche in Francia, Spagna, Germania, Grecia, Olanda, Lussemburgo.

la durata massima di 36 mesi esiste solo in Romania, Portogallo, Grecia e Bulgaria, ma con un numero di proroghe sempre inferiore.

cosi` come tuttora e` quasi sempre inferiore il numero di proroghe ammesse anche rispetto a quelle previste dal Decreto Dignita`.

e del resto, nella vituperata riforma Fornero, udite udite, la durata massima del rapporto a tempo determinato era di 12 mesi, non di 24 come nel vituperato decreto Di Maio, ne` tanto meno di 36 mesi, come nei provvedimenti di Renzi.

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insomma, detto in poche parole, l’Italia era diventata con Renzi il paese che in Europa aveva  liberalizzato al massimo i contratti a tempo determinato.

con questo governo si e` attuato qualche correttivo parziale e molto modesto, confermo il mio primo giudizio.

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ma basteranno questi ritocchi, tutto sommato perfino quasi insignificanti, a ridurre i posti di lavoro in Italia di 8.000 l’anno? cifra che sarebbe comunque modestissima…

alcuni tecnici dicono di si`, lo hanno messo nero su bianco, Di Maio non ha neppure letto i rapporti trasmessigli per mail e si e` messo a sclerare di manine occulte e a minacciare Boeri per avere detto quel che pensava.

e poi a dare anche i numeri sui voucher, peraltro utilissimi in determinate situazioni, anche se da tenere bene sotto controllo.

ma non e` piu` comodo spaccarsi su voucher si`, voucher no, e altri simili ideologismi di comodo per gli incompetenti, anziche` parlare dei controlli?

poveri noi, in che mani siamo.

pero` questo non ci impedisca, per favore, di restare con i piedi per terra, di ridere degli isterismi delle opposte propagande, e di commuoverci poco per i portafogli dei datori di lavoro.

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be’, alla fine anche loro se ne faranno una ragione.

e io non credo che le assunzioni a tempo determinate dipendano tanto dalle condizioni di legge dei contratti, quanto dall’effettivo fabbisogno.

alla legge, ancora in discussione peraltro, possono essere mosse altre critiche; e ben vengano le osservazioni precise.

ma la propaganda ufficiale cerca di convincerci che solo se ridotti al rango di schiavi precari i nostri giovani possono sperare di essere assunti e poi buttati via…

contratto-a-termine

indegni! – confermo.

. . .

anche il mio giudizio sta diventando a tempo indeterminato! 🙂


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