pedofili in parallelo, con la tonaca e senza – 254

due storie.

Giuseppe Matarazzo, pastore; viene arrestato a 36 anni nel 2009, con l’accusa di violenza sessuale contro una ragazzina, che si era uccisa l’anno precedente, il 6 gennaio 2008, a 15 anni.

la ragazzina aveva avuto una storia con lui, iniziata a 13 anni: era totalmente innamorata e consenziente, all’inizio; poi era stata mantenuta da Giuseppe in una condizione di sudditanza con azioni odiose e violente.

ma la legge non permette rapporti sessuali legali a quell’eta`, a meno che la differenza di eta` non sia di tre anni o meno.

quindi condanna giusta, secondo la legge.

. . .

la stampa lo definisce pedofilo per questo: permettetemi di dissentire, in nome di quello che a me pare buon senso.

condannato, si`, in appello – evidentemente non aveva i mezzi per ricorrere in Cassazione, oppure il suo avvocato gli avra` detto che era inutile -: a 11 anni e sei mesi.

ma pedofilo per questo?

chi desidera una ragazzina di 13 anni deve considerarsi un pedofilo?

abusatore si`, ma pedofilo anche?

i conti a me non tornano.

. . .

Giuseppe ne sconta nove, poi esce per buona condotta.

dopo un mese che e` a casa, arriva una macchina davanti a casa sua e, mentre lui si avvicina, gli sparano e lo ammazzano.

giustiziato il pedofilo: il web, oramai in mano alla feccia, gongola.

la sorella promette di far emergere la verita`: quale?

e` ben difficile capire, se si vuole poi capire…

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Mauro Galli e` un giovane prete, appena ordinato, che opera nella parrocchia di Rozzano occupandosi dei ragazzi che la frequentano.

Andrea (nome di fantasia) e` un ragazzo di 15 anni, emotivamente fragile, oscillante tra narcisismo e insicurezza, dicono oggi, anzi addirittura «posseduto dal demonio»; ma le crisi in cui il ragazzo si dibatteva e parlava in lingue sconosciute erano messe in scena, simulazioni, e a confidarlo a uno psichiatra che lo seguiva fu il ragazzo stesso.

nella notte tra il 19 e il 20 dicembre 2011 il prete lo invita  a dormire a casa sua, con il consenso dei genitori, persone molto religiose e attive nella vita della parrocchia . 

il letto e` a due piazze: toh, un prete che dorme in un letto a due piazze?

lasciamo perdere: il giorno successivo, a scuola, A. si sente male e, tornato a casa, racconta ai suoi di essere sconvolto per quanto accaduto nella notte precedente. 

una neuropsichiatra infantile, che ha in cura il ragazzo, dice che il ragazzo le ha raccontato che era andato a dormire con il sacerdote e che si era svegliato urlando, ma non ricordava però il motivo per cui aveva urlato, e di essere stato abbracciato dal sacerdote.

anche don Galli racconta “di averlo abbracciato per evitare che cadesse dal letto”; e, nel processo di cui si dira`, da` la sua versione dei fatti:

“Quella notte mi sono svegliato due volte: la prima per il forte russare del ragazzo e la seconda dopo averlo sentito gridare.
L’ho trovato con una gamba e un braccio fuori dal letto e così l’ho afferrato per metterlo in sicurezza”.

come faceva don Galli a sapere la posizione del ragazzo? dormivano con la luce accesa, oppure l’ha accesa al momento?

. . .

subito la famiglia di A. va dal parroco di Rozzano, per chiedere che don Galli venga allontanato. 

il vicario di zona, monsignor Mario Delpini, vescovo ausiliario di Milano, fa trasferire don Galli a Legnano, dove continuera` ad occuparsi “della pastorale giovanile”, quindi restera` in contatto con minori, ma lo affida a due preti più anziani chiedendo loro di vigilare su di lui.

intanto monsignor Delpini diventa vicario generale della diocesi di Milano e in questa veste convoca i genitori a colloquio nel settembre 2012: loro lo registrano a sua insaputa, e si lamentano che don Galli sia stato mantenuto in contatto con giovani.

a seguito di questo colloquio, evidentemente, don Galli viene spostato a Milano in ospedale, a occuparsi di malati, e dopo qualche altro mese ancora viene definitivamente trasferito a Roma, “per completare i suoi studi”.

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ha agito correttamente la chiesa milanese, con questa gestione tutta interna del caso, trasmesso comunque per conoscenza anche a Roma? ma nessuna denuncia…

figurarsi: occorre ricordare che, aldila` delle critiche che si possono muovere all’impianto della legge, il nostro Codice Penale riconduce la violenza sessuale anche all’abuso di autorita`.

e, riassumendo la Sentenza della Cassazione n. 10248/2014, ai fini della configurabilità del delitto di violenza sessuale, il giudice deve accertare la rilevanza di tutti quegli atti anche non direttamente indirizzati a zone chiaramente definibili come erogene, rivolti al soggetto passivo, anche con finalità del tutto diverse, come i baci o gli abbracci, secondo una valutazione che tenga conto della condotta nel suo complesso, del contesto in cui l’azione si è svolta, dei rapporti intercorrenti fra le persone coinvolte e di ogni determinazione della sessualità del soggetto passivo.

che la violenza sessuale potesse essere quanto meno sospettata, visto l’insieme dei fatti, e che la situazione andasse verificata attraverso l’apertura di una indagine a me pare inequivocabile.

comunque neppure i servizi sociali fecero denuncia.

. . .

nel frattempo Andrea ha tentato il suicidio, ma a lui fortunatamente non e` riuscito.

pero` li` arrivarono i carabinieri; a meta` 2014 Andrea, diventato diciottenne, ha trovato il coraggio di raccontare che quella notte il sacerdote ha cercato di penetrarlo;

il suo racconto allo psichiatra di cui sopra, quello maschio, e` piuttosto crudo:

«Il prete ha iniziato a toccarlo e lui è rimasto immobile come se stesse dormendo.
Il prete ha continuato a toccarlo, mi sembra anche sui genitali poi ha cercato di penetrarlo e lui si è irrigidito per impedirlo».

ma lo psichiatra racconta anche una cosa che la chiesa milanese ha cercato di tenere nascosta: che fu sentito dalla Curia, che fece una indagine interna, e dunque seppe per tempo, anche in modo molto esplicito, qual era lo scenario possibile (e molto plausibile) della vicenda.

quindi don Galli viene denunciato (dai carabinieri) e si apre un processo penale, ancora in corso.

qui si cerchera` di definire in via giudiziaria che cosa accadde di fatto quella notte.

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nel frattempo, nel 2017, il vescovo Delpini viene nominato arcivescovo di Milano, anche se – fatto decisamente straordinario, verificatosi solo con Montini e papa Pio XII – non gli viene data anche la carica di cardinale.

ma non era soltanto Delpini ad occuparsi di don Galli: Pierantonio Tremolada era stato nominato dal cardinale Tettaanzi collaboratore per la Formazione permanente del clero e si occupava dei presbiteri del primo quinquennio di ordinazione.

neppure lui vede niente di strano in questa vicenda, quando gli viene presentata nel 2011.

e cosi` viene nominato nel giugno 2012 a Milano presidente della commissione per la formazione dei responsabili delle istituzioni di pastorale giovanile; in agosto prelato d’onore di Sua Santità; nell’agosto 2013 presidente della fondazione oratori milanesi;  nel  maggio 2014 vescovo ausiliare di Milano; nel luglio 2017 vescovo di Brescia; ed è membro della Commissione per l’educazione cattolica, la scuola e l’università della Conferenza Episcopale Italiana.

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non sono tutti uguali i pedofili o presunti tali.

c’e` chi ha un rapporto consenziente con una ragazzina di 13 anni e viene condannato (giustamente), addirittura a 11 anni di carcere; c’e` chi si porta a letto un ragazzo di 15 e lo abbraccia nella notte per impedirgli di cadere, e se la sfangherebbe anche senza nessuna indagine, visto che porta la tonaca.

la “Rete L’Abuso”, una onlus di oltre 500 vittime di abusi sessuali da parte di preti in Italia,  a febbraio ha diffidato il Governo italiano per omissioni nella ratifica di convenzioni internazionali e ha mandato la diffida anche al Comitato Onu per la tutela del fanciullo.

Nella seduta di inizio giugno le Nazioni Unite hanno confermato l’apertura di una indagine nei confronti dello Stato italiano.

e nei confronti del Vaticano?


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