l’eclisse della realta`, non della luna – 262

come tanti altri italiani, credo, ieri sera l’eclisse della luna non sono riuscito a vederla davvero.

qui sorgeva tardi, dato che ci sono delle montagne ad est; quando e` arrivato per lei il momento di apparire, era gia` ridotta ad una sagoma confusa, complice anche una certa nuvolaglia che la copriva, ed insomma lei era soltanto una vaghissima traccia nel cielo; inutile cercarla con gli occhi quando era eclissata, ovviamente; poi mi sono sinceramente anche un po’ dimenticato di questo fatto che doveva essere epocale, ma che non riusciva a svolgersi sotto i miei occhi; mi e` andata meglio alla fine, quando sono tornato ad affacciarmi ed ora la luna brillava nel cielo, solo un poco annebbiata, ma ancora intaccata in parte da un’ombra.

solo a qualcun altro e` andata meglio…

. . .

ma la maggior parte degli italiani che non sono riusciti a vedere l’eclisse reale della luna, come me, a differenza di me l’hanno vista lo stesso.

nei media e alla televisione; che io non guardo.

virtuale batte reale 1 : 0; ancora una volta.

. . .

cari amici, ieri sera e` andato in onda un grande spettacolo: l’eclisse del secolo e` quella della realta`, non quella della luna…

riuscira` mai la realta` a riemergere dal cono d’ombra?

Eclisse_luneeclissate


6 risposte a "l’eclisse della realta`, non della luna – 262"

  1. l’osservatore influisce su quanto osserva (Schrödinger), è scientifiamente provato.
    e quindi chi osserva-riflette determina la realtà (o il divenire) di ciò che osserva.
    non ho dubbi in proposito, cioè, non ho dubbi sul non saperne abbastanza, essendo io il contenuto infinitesimo nel contenente infinito.

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    1. grazie per l’osservazione.

      non siamo ne` io ne` tu gli scopritori di questo fatto, cosi` sconcertante per il pensiero comune (ne ho scritto qui anche di recente, nel mio post su Rovelli).

      noi possiamo soltanto osservare che pero` continuiamo a dare una visione antropocentrica della cosa: ma se si da` soltanto osservazione, e` vero che l’osservazione crea l’oggetto osservato, cioe` la cosiddetta realta`, il prodotto della Matrix, ma e` altrettanto vero che l’osservazione crea il soggetto osservante, cioe` l’osservatore.

      osservatore e realta` sono come i due poli magnetici della calamita, della bussola o della dinamo: l’uno non puo` esistere senza l’altro e si creano contestualmente in un unico processo.

      ciao, buona serata.

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    1. grazie di questo bel commento.

      l’unica realta` e` l’osservazione, tolgo il tuo dubbio.

      ma l’osservazione non e` soggettiva, come noi spesso pensiamo, egocentrici come bambini.

      l’osservazione osserva noi ben piu` di quanto noi osserviamo il mondo e noi stessi.

      siamo osservati, siamo sempre sotto osservazione :-), ma pensiamo di osservare…

      pensiamo di essere i padroni del mondo e perfino di quello strano arcipelago che chiamiamo noi stessi.

      il problema vero, allora, e` quando una osservazione artificiale, gia` formattata e banalizzata, pretende di prendere il posto dell’osservazione vitale, anarchica e piena di imprevedibili sorprese.

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