1 agosto 2018: la guerra di facebook a wordpress e` stata dichiarata – 268

ogni blogger wordpress dovrebbe avere ricevuto nei giorni scorsi una mail dalla piattaforma, che aveva in appendice, in inglese, questo comunicato di Facebook:
If you’ve previously connected a Facebook Profile to your WordPress.​com site and still want your Facebook followers to see your posts… ecc. ecc.

in sostanza, dall’1 agosto e` stata interrotta la connessione diretta fra il proprio profilo facebook e i post pubblicati su wordpress, che permetteva di riprodurre automaticamente li` ​i post di qui .

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io ho ricevuto la mail il giorno 1 agosto, cioe` a cose gia` fatte, e per fortuna non mi interessava affatto, dato che avevo gia` chiuso il mio profilo facebook da qualche mese.

ma se lo avessi avuto ancora aperto, mi sarei trovato a dover gestire una emergenza improvvisa e grave, dato che io, ad esempio, tenevo aperto il profilo facebook solo nel tentativo (rivelatosi vano) di allargare la conoscenza dei miei post.

non avevo tenuto conto che la stragrande maggioranza usa facebook non per riflettere, a per scambiarsi insulsi like o, a preferenza, insulti, su comunicazioni piuttosto elementari, e quindi era partita persa.

. . .

potevo dunque tranquillamente scrollare le spalle e passare ad altro; tuttavia non sarei io se avessi rinunciato a farmi delle domande sul senso dell’iniziativa.

un comunicato Facebook lo descrive cosi`:
Facebook sta introducendo questa modifica per migliorare la propria piattaforma e prevenire l’uso improprio dei profili personali.

quale sia questo uso improprio del profilo non viene specificato, cosi` come rimane assolutamente nel vago in che cosa consiste il miglioramento della piattaforma.

non occorre essere dei sessantottini, cioe` dei settantenni, irriducibili per sentire tutto l’autoritarismo padronale insopportabile di questo modo di trattare, o almeno me lo auguro.

facebook stessa se ne rende conto, visto che scrive, subito dopo:
Siamo spiacenti che ciò possa causare un’interruzione nel modo in cui tu e i follower di Facebook interagite. Se desideri condividere le tue preoccupazioni con Facebook, vai su facebook.com/help/community.

in buona sostanza: se vuoi mandarci a quel paese, puoi farlo a questo link.

forse dovremo abituarci a chiamare fecibook, e non facebook una piattaforma che opera in questo modo.

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le istruzioni su come mantenere il collegamento con un blog wordpress sono abbastanza grottesche:
Se hai precedentemente collegato un profilo Facebook al tuo sito WordPress.com e desideri ancora che i tuoi follower di Facebook visualizzino i tuoi post, hai due opzioni. La prima: puoi seguire il percorso manuale e ogni volta che pubblichi un nuovo post, copiare il suo URL e condividere il link in un nuovo post di Facebook. L’altra opzione è quella di convertire il tuo profilo Facebook in una pagina. Questa potrebbe non essere la soluzione giusta per tutti, ma è qualcosa da considerare se il tuo sito web si concentra sulla tua attività, organizzazione o marchio.

in sostanza, come prima soluzione viene indicata una scelta cosi` macchinosa da essere applicata soltanto da quei blogger che scrivono un post ogni tanto, e comunque toglie ogni leggibilita` immediata al post, che puo` essere visualizzato soltanto aprendo il link.

si offre poi una seconda opzione, che richiede, sia pure una tantum, una procedura ancora piu` macchinosa, con la creazione di una pagina che affianca il profilo.

ma subito si cerca di dissuadere il comune mortale dall’usarla, dicendo che e` consigliabile soltanto se sei un marchio, una organizzazione, oppure un personaggio pubblico.

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ma allora, perche` questa innovazione?

a me pare – e mi piacerebbe sentire altri pareri – che questo sia un atto ostile di facebook contro wordpress, in una partita di guerra commerciale interna senza quartiere.

in buona sostanza a me pare che facebook si senta abbastanza forte oggi da provare ad indebolire wordpress.

ma potrebbe essere in calcolo sbagliato: facebook e` da qualche tempo in crisi e se pretende di spezzare il legame con i blog di wordpress, potremmo essere noi blogger di wordpress, piuttosto, a spezzare i legami con facebook.

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vale forse la pena di ripassare un po’ di storia delle due piattaforme: del resto illuminante per cogliere qualche aspetto della loro vera natura, che rimane di solito secretato nel conformismo universale.

il blog come strumento e` nato nel 1997, ed ha avuto il suo successo di massa tra il 2002 e il 2007: venivano ritenuti – ahime`, anche dal sottoscritto – fortemente rivoluzionari dal punto di vista della comunicazione e dei rapporti sociali, arrivando nel 2010 in Italia, quarto paese al mondo per numero di blogger, ad un numero presunto di forse 2 milioni di blog.

ma subito dopo i blog entrano rapidamente in crisi, come diventa evidente soprattutto tra il 2009 e il 2010, e vengono ampiamente soppiantati dai nuovi social network.

tuttavia hanno mantenuto, dieci anni dopo, una presenza significativa, anche se relativamente di nicchia: il loro elemento di forza e` che solo nel blog e` possibile la creazione online di testi complessi e specifici, fondati sulla condivisione.

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ma e` proprio questo pensiero almeno un poco complesso che Zuckerberg combatte da quando e` nato, e il suo ultimo prodotto, whatsapp, rappresenta un ulteriore potenziamento della comunicazione sincopata, che progressivamente cerca di distruggere la lettura come attivita` di pensiero complessa.

insomma, parte dall’uso commerciale della rete la guerra alla sintassi e il trionfo della paratassi che quasi prelude ad una sostanziale afasia.

aggiungiamo che Zuckerberg continua a spiare i suoi utenti e ne rivende i profili e le preferenze a scopi commerciali, mentre da questo fenomeno vanno indenni i blog.

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ma vediamo meglio qualche aspetto della storia delle due piattaforme.

wordpress e` stata creata il 27 maggio 2003; la sua nascita e` stata lineare.

facebook il 3 febbraio 2004.

l’idea era nata nel 19enne Zuckerberg, studente del secondo anno, dopo una intrusione abusiva in aree protette della rete universitaria per copiare le foto dei documenti di riconoscimento degli studenti.

sei giorni dopo l’apertura della piattaforma, Zuckerberg venne accusato da tre suoi amici di averli truffati promettendo di aiutarli a creare un servizio di rete sociale e rubandogli l’idea per creare un sito concorrente; i quattro finirono col farsi causa.

questi aspetti della storia personale di Zuckerberg sono illuminanti sul carattere banditesco del personaggio, come del resto alcuni altri minori, di cui mi sono occupato in passato.

nessun uomo e` un’isola, tranne Zuckerberg – 51

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bene, a questo punto, se facebook intende rinunciare ai post di wordpress, questo non potrebbe essere un autogol?

leggetevi anche questo post;

Crisi dei social network: ci sono davvero i segnali? Una riflessione

crisi-social-network-

il post analizza in modo convincente i segnali, che vanno rafforzandosi, di una crisi di facebook per come l’abbiamo conosciuto in questi anni: questa crisi e` particolarmente forte tra le ultimissime generazioni, che oramai lo considerano uno strumento datato.

la via di uscita che Zuckerberg ha probabilmente individuato per la sua creatura e` quella della specializzazione e professionalizzazione di Facebook, una scelta che lo porta a una concorrenza diretta col mondo dei blog, che forse alla lunga si rivelano piu` vitali, anche se piu` di nicchia.

di qui l’annuncio dell’1 agosto: la guerra di Facebook ai blog e` stata dichiarata e inizia con le ostilita` contro wordpress.

77th-Battalion-social-media-2

bene, noi blogger prendiamone atto e iniziamo la nostra contro-guerriglia contro feci-book.

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ed ecco in appendice al post il mesto comunicato di wordpress che comunica l’inizio delle ostilita` da parte di Facebook.

Ciao Mauro,
Volevamo aggiornarti su una modifica che Facebook sta introducendo sulla sua piattaforma e che influenzerà la modalità di condivisione degli articoli dal tuo sito web al tuo account Facebook.
A partire dall’1 agosto 2018, gli strumenti di terze parti non potranno più condividere automaticamente gli articoli sui profili Facebook. Tra questi è incluso anche Pubblicizza, lo strumento di WordPress.​com che connette il tuo sito alle maggiori piattaforme di social media (come Twitter, LinkedIn e Facebook).
Ciò influenzerà la possibilità di condividere contenuti su Facebook? Dipende. Se sei connesso con un profilo Facebook al nostro sito, sì: Pubblicizza non sarà più in grado di condividere i tuoi articoli su Facebook. D’altra parte, non cambierà nulla se continuerai a tenere connessa la tua pagina Facebook al nostro sito: tutti i contenuti dovrebbero continuare ad apparire direttamente su Facebook tramite Pubblicizza. (Non sei sicuro di quale sia la differenza tra una pagina e un profilo? Trovi qui una spiegazione di Facebook.)

clicco sul link e arrivo a questo:

Qual è la differenza tra un profilo e una Pagina?
Un profilo è un account Facebook personale in cui puoi condividere informazioni come interessi, foto, video, città attuale e città di origine.
Le Pagine sono profili pubblici che consentono ad artisti, figure pubbliche, aziende, brand, organizzazioni e associazioni no profit di connettersi con i propri fan o clienti. Quando qualcuno clicca su “Mi piace” su una Pagina su Facebook, inizia a vedere gli aggiornamenti della Pagina in questione nella propria sezione Notizie.
Devi avere un profilo per creare una Pagina o gestirne una.
Per visualizzare il profilo, clicca o tocca il nome o l’immagine del profilo in alto in Facebook.
Per vedere un esempio di Pagina, guarda lo screenshot in basso.

Puoi rivedere e modificare le impostazioni di condivisione sui social andando su Il mio sito Condivisione su WordPress.com.
Il team di WordPress.​com

 


13 risposte a "1 agosto 2018: la guerra di facebook a wordpress e` stata dichiarata – 268"

  1. Poi ….mi piace l’accenno alla neolingua di voi ragazzi come me e la sostanza la interpreto così : si cercano semplificazioni semantiche usando neologismi per lo più in inglese e si “strappa ” un pezzo di memoria e di storia . Chi studia psicologia ha un gran lavoro infinito per filtrare con quella lente ogni passaggio . Ma certo che cambiamenti di abitudini e di memoria collettiva sono sensibilmente favorevoli a spaccare ogni interesse di massa che non sia lo sport o cose simili(cambiano i gusti). Oggi fra i giovani la memoria collettiva come percezione d’insieme di cosa succede nella cultura come nella società è limitatissima e parziale . Si, i neologismi e non solo, della forma semantica sono solo l’accompagnamento alla solitudine o alla morale ideologica come divergenza parallela (varie chiese, sette e anche alcuni partiti). Pensala come vuoi ma rimani li nel tuo brodo . Le notazioni che abbiamo fatto su FB riguardano solo alcuni aspetti e riguardano per lo più la massa mediamente senza personalità che si fa trascinare , che però sono la media base del lavoro, della cultura politica e quindi del potere

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  2. Facebook è un’azienda privata e, in quanto tale, fa un po’ quel che le pare; tra l’altro, secondo me al suo capoccione (che da tempo s’è ritirato a godersi i privilegi di un’idea assai poco meritevole) non frega molto del calo di utenti di Facebook in se, visto che possiede anche Instagram e Whatsapp, usatissimi dai giovani. Il tuo post, però, mi ha ricordato molto il rischio orwelliano della degenerazione della lingua in una neolingua, incui mancano non solo le parole per opporsi a questo utilizzo assai poco dignitoso delle informazioni delle persone, ma anche gli strumenti per esprimere la complessità del mondo attuale.

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    1. la tua prima frase che cosa significa? “Facebook è un’azienda privata e, in quanto tale, fa un po’ quel che le pare”: e` la semplice constatazione di un depolorevole stato di fatto, considerando l’enorme peso raggiunto dall’azienda nella gestione della vita sociale di oggi? ma allora aggiungiamo che e` inaccettabile la mancanza di un controllo sociale sugli aspetti pubblici della sua attivita`, cosi` come gli scandalosi privilegi fiscali (al confine con l’esenzione completa) che sono assicurati a lei come agli altri giganti del web.
      facciamo l’esempio anche di amazon, il grande supermercato mondiale unico che sta buttando sul lastrico centinaia di migliaia di piccoli, medi e perfino grandi comercianti…
      questi sono i protagonisti di un nuovo feudalesio di fatto.

      d’accordo invece sul fatto che nell’impero Zuckerberg Instagram (che non conosco affatto) e whatsapp, che invece uso moltissimo (purtroppo), anche senza essere giovanissimo, dato che e` praticamente insostituibile (ma consente anche un controllo della comunicazione dell’utente ben piu` capilllare di facebook), sono i nuovi orizzonti della sua azienda e FB qui dentro sta avviandosi a diventare secondaria: il che ne spiega il relativo declino, e il suo carattere tendenzialmente concorrenziale oggi rispetto ai blog, di cui pero` rappresenta una versione peggiorata e ridotta.

      infine un accenno al discorso, di profondita` abissale, che apri, sulla neo-lingua: direi che serve una analisi piu` sfaccettata. la neo-lingua introdotta da questi media non riguarda per nulla la cultura alta, e peraltro migliora di molto le capacita` di comunicazione linguistica delle grandi masse, in passato analfabete e semi-afasiche (ricorderei sul tema le considerazioni preziose di cinquant’anni fa di don Milani): la vera vittima della neolingua e` la classe media, altrettanto aggredita sul piano economico e sociale: e` questa comunicazione culturale di livello medio che e` costretta e regredire.
      quel che ho cercato di individuare nel post e` proprio questo processo che vede sotto attacco i blog come strumento di resistenza possibile di una comunicazione non specialistica e neppure appiattita sulla paratassi.
      insomma, lo strumento di espressione di una media borghesia in via di distruzione, che pero` non si arrende.

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      1. Certo, era solamente la constatazione di uno stato di fatto, per dire che al momento attuale non le si può impedire praticamente nulla (purtroppo).

        Aspetta: di quale borghesia parliamo? Quella imprenditoriale? Quella dei professionisti? Su questi sono perfettamente d’accordo, ma il loro è un caso specifico. Diverso invece il caso della medio-bassa borghesia o di quello che potremmo chiamare “sovraproletariato” (ed anche del proletariato stesso), che ha un livello linguistico piuttosto basso (diciamo “scolastico”) ed a cui Facebook (o meglio, una parte della sua utenza) da` l’impressione di poter comprendere la complessità del mondo, che invece resta loro preclusa.

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        1. ok, ci siamo per il primo punto, ma personalmente non sarei cosi` disfattista: una realta` come quella dell’Unione Europea ha in teoria almeno la dimensione e la forza sufficiente per provare a fare i conti con il neofeudalesimo dei giganti del web; la guerra commerciale aperta da Trump sarebbe potuta essere l’occasione buona, ma purtroppo e` gia` stata accantonata dopo adeguate concessioni nostre e non sono affatto sicuro che la voglia di tagliare le ali a google, fb et similia sia forte a Bruxelles (eufemismo per dire che sono abbastanza sicuro del contrario).

          ottime le tue precisazioni sulle articolazioni interne della borghesia, eppure direi che oggi tutte queste articolazioni sono egualmente sotto attacco da parte del neo-potere tecno-infor-cratico: borghesia professionale, imprenditoriale, o anche soltanto lo strato alto dei lavoratori dipendenti, cioe` la borghesia impiegatizia, sia quella dei dipendenti privati che statali, cioe` della burocrazia, che tutti assieme formavano una specie di ceto medio anche intellettuale.

          insomma, che cos’hanno in comune tutte queste articolazioni della borghesia fra loro? di essere, in vari campi, e in varie forme, l’espressione – se me la passi – di un pensiero articolato intermedio, l’anello di congiunzione fra il pensiero alto dei centri di ricerca e l’opinione media comune.

          e` questa funzione (che oggi sopravvive in qualche modo aggiornata nel mondo dei blog) che, gia` rimessa in discussione dal predominio dell’informazione commerciale) e` oggi CANCELLATA dall’egemonia (per niente gramsciana) dell’informazione commerciale.

          qui mi fermo, per non diventare troppo piu` pesante ancora, ma davvero dovremo interrogarci non sul tema fasullo delle fake news, ma su quello sostanziale di una informazione posta al servizio degli istinti, e in questo senso informazione di mero consumo…

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            1. bene! aggiungo soltanto, perche` mi e` venuto in mente dopo e mi sembra importante, che la recente proposta del commissario Oettinger per una direttiva europea sul copyright acquista un senso funesto, se letta in questo contesto, e potrebbe visivamente rappresentare lo strumento di un attacco in Europa ad internet libera su mandato dei giganti del web, bloccando l’uso di immagini, filmati e musiche in nome dei diritti proprietari degli editori (piu` che degli autori).

              ma rende relativamente ottimisti che questa bozza sia stata respinta dal parlamento europeo, grazie al fatto che in altri paesi di piu` solida tradizione democratica esiste una classe media molto piu` informata, attenta ed attiva che da noi, e ben decisa a difendere i propri spazi di comunicazione libera in internet: di cui oggi i blog rappresentano forse lo strumento principale, addirittura.

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  3. Mentre si parla di democrazia e comunicazione con un’etica da condividere, sia nella politica dei vari governi nazionali e non solo (UE, Usa, Cina), vale alla fine un concetto che deve essere chiaro: i gestori della comunicazione sociale sono chiusi in FB e alcuni altri social tutti interdipendenti.
    Dopo avere studiato, con ovvie implicazioni, l’algoritmo che limita su FB i contatti a quelli che interagiscono per una media di circa 25 a testa, quindi con una forte limitazione oggettiva della comunicazione stessa, oggi c’è un nuovo assalto. Chi ha un blog fatto su wordpress non viene più visualizzato in automatico su FB.
    I gestori dell’informazione che, oltre a spiarci e rapinare con scopi commerciali di dati, adesso entrano in una guerra mediatica planetaria fra gruppi di potenti del Web, ancora a scopi di mercato.
    Quindi lasciamo l’utopia, che, mentre siamo al mare ad attendere qualcosa di davvero importante e utile del governo del cambiamento, ecco la novità, e pazienza se di piacevole non c’è nulla.
    Ci svegliamo dal torpore e ci troviamo più poveri mentre all’università studiamo ETICA della comunicazione.
    La presa per il culo della presa per il culo (non è fine ma è così), ad insaputa, altro che giochi democratici.
    La democrazia muore ogni giorno anche così

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    1. caro gianni, grazie della visita e soprattutto del tuo blog, sempre stimolante e capace di aprire domande.

      qui vedo che concordiamo, ma tu hai anche allargato e arricchito il discorso.

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    2. Di questi tempi si fa un gran parlare di attacchi alla democrazia… ma voi avete mai visto democrazia nel passato italiano e non? Vero che in Italia il PD con la tentata riforma costituzionale ha tentato di sterilizzare anche l’aspetto formale del voto…
      Oligarchia ha sempre governato , la borghesia del capitale, che dirige con informazione e cultura di massa il gregge portandolo a pascolare nei suoi prati di consumo ben recintati. Nei rari momenti di emersione dell’opposizione popolare trame, corruzione e fucile.
      Non credo di aver esagerato….

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      1. Assolutamente concordo. Il PD è stata l’ultima forma con cui hanno spento una ondata di persone attive e sensibili, per come la vedo io lo stesso a poco a poco lo sta facendo pure il M5S che dall’epopea della comunità e della partecipazione collettiva ora siamo alla “fidati che ci penso io”. La democrazia non la regala nessuno o te la prendi facendo pressione, criticando, proponendo o non c’è . Come nascono progetti e idee di mondo diverso se manca la forma con cui posso partecipare a parlarne confrontandomi? Non è certo il colloquio con un blog gestito da pochi con due domande che crea tutto questo. Parlarne è importante per riconoscersi e per arrivare ad un superamento di questa fase a mio giudizio di “deprivazione sensoriale”.

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        1. concordo con te, che concordi con silvano, anche se ho espresso un dissenso da silvano, che pero` coincide con quel che hai detto tu. 🙂 🙂 🙂

          insomma, il giro delle concordanze discordi e` complicato :-), ma certamente c’e` una grossa consonanza di fondo… 🙂

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      2. caro silvano, la democrazia secondo bortocal e` la stessa cosa che il comunismo secondo Marx: niente altro che il movimento delle masse che nel primo caso si oppongono alle forme del potere esistente e nel secondo caso agiscono per cambiare lo stato esistente delle cose – che a pensarci bene sono quasi la stessa cosa.

        e` inutile cercare nella storia qualche forma di democrazia pienamente realizzata, non la si trovera`; occorre cercare invece i momenti storici nei quali la lotta per la democrazia si fa evidente, e quella e non altro e` la democrazia.

        da questo punto di vista gli attacchi alla democrazia, cioe` ai movimenti per la deocrazia, sono innegabili e vincenti: i poteri costituiti sono riusciti in una lenta azione di logoramento a spegnare le forme di protesta organizzata contro di loro e a trasformarle in chiacchiericcio internettiano (come il nostro qui, del resto, sia chiaro…).

        se questi non sono attacchi alla democrazia…

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