Pasolini è vivo! (il mio agosto di dieci anni fa) – 285

ripubblico questo post, dieci anni dopo, su alcuni miei giorni di agosto vissuti in Italia di ritorno dalla Germania, semplicemente perché non mi sento più capace di scriverne di simili, eppure mi pare che ne servirebbero ancora.

forse è venuta meno non la capacità di commuovermi, ma quella di dire la commozione ad un mondo che sento estraneo alla commozione.

o forse è come diceva pettirosso in un bellissimo commento al post: “sono le persone che hanno sofferto di piu’ quelle in grado di esprimere una profonda solidarieta’, a meno che la sofferenza non li abbia amareggiati troppo”.

eppure è strano, perché davvero non direi di avere sofferto in modo insopportabile in questi dieci anni, anzi me ne rimane il ricordo di anni complessivamente felici, – forse perché sono diminuite le aspettative?

semmai, direi, è che l’Italia attorno a me che vive anni pieni di infelicità e di rancore, così che passa la voglia di parlarle.

. . .

ma forse semplicemente ripubblico il post perché ne sono rimasto colpito, quasi ferito.

e ho bisogno di buttare fuori l’emozione intensa del passare del tempo, la sua densità straordinaria, la potenza con cui trasforma cose, paesaggi, incontri, e le tue stesse emozioni.

. . .

2008-08-15 – 10:57:54

da una mail dell’altroieri: * * * sono in Italia e sto sudando, ma in questo non c’è niente di strano: sono ipersensibile alla umidità (il che spiega il mio amore per i paesi desertici o quasi) e riuscivo a sudare benissimo anche in Germania! anzi, il primo giorno, appena arrivato, pareva […]

via Pasolini è vivo! 15 agosto 2008 – aranciablu 63 [s.n.] – 621 — cor-pus-zero


14 risposte a "Pasolini è vivo! (il mio agosto di dieci anni fa) – 285"

  1. Il tuo post è meraviglioso, sono un grande estimatore di Pasolini e mi sono quasi commosso. Come dice uno dei miei artisti preferiti: quando uno ha l’occhio abituato a cercarla, alla fine la magia la trova.

    Grazie del regalo di Ferragosto.

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  2. Ho visto la sua zona, sono passato dalle sue parti parecchie volte. …. non si curi del DOP dei bambini. …. quelli nascono con il loro sacchetto di speranze e fortuna. Roma mica ha avuto soltanto imperatori Romani. … anzi è sopravvissuto perché dei rimbambiti “barbari “ci tenevano ad essere -cittadini romani. ..” meglio patrizi. Anche il crepuscolo ha i suoi lati positivi. …. poi viene il buio!!

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    1. non so come si possa immaginare che io mi preoccupi della Denominazione di Origine Protetta dei bambini, che per definizione non ne hanno nessuna, anzi sono tutti DOP!!!

      sottolineavo che le quasi uniche nascite sono di bambini di origine in tutto o in parte straniera anche da queste parti per mettere l’accento sulla follia autodistruttiva dei leghisti, assolutamente dominanti qui, che vorrebbero comunque tenere lontani gli immigrati chen potrebbero essere l’unica salvezza di queste montagne, anziché integrarli.

      al riguardo, ottimo il Suo riferimento all’impero romano che sopravvisse fino a che seppe integrare e crollò quando smise di farlo.

      quanto al crepuscolo è indubbiamente l’ora più bella della giornata, quella che ne raccoglie i frutti e riepiloga le emozioni del vissuto.

      però, quanto al crepuscolo individuale, se può valere la mia testimonianza di quasi annegato, recuperato a stento, finisce in una grande luce e in una indescrivibile quiete: la morte è luce, non è buio, se consapevole.

      se vale invece la mia testimonianza di risvegliato per forza propria da un arresto cardiaco di cui mai mi sono accorto, la morte non è proprio nulla, né luce né buio, è soltanto dimenticanza suprema e totale.

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    1. sembra che anche le culture abbiano un loro ciclo biologico e che fra loro esista una specie di selezione naturale: inutile accorgersi che una cultura è malata, pare, e che dovrebbe cambiare alcuni dei suoi punti di riferimento: non ne è capace e preferisce morire, esattamente come accade spesso anche nel mondo degli uomini…

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        1. certo non è bello vivere dentro una cultura che si sta estinguendo.

          io poi sono finito in questa zona di montagna dove l’estinzione è perfino quasi alle spalle: comune di Magasa, 600 abitanti un paio di decenni fa, ma da 18 anni non nasce più nessuno, gli ultimi tre nati da una donna che un abitante del posto è andato a scegliersi in Albania – però è in costruzione un tunnel di 7 km da decine di milioni di euro che lo collegherà al Trentino; e il comune dove sto: 4 nati nell’ultimo anno e due sono marocchini (erano 34 i nuovi nati di novant’anni fa nel 1928 quando fu costituito il comune per fusione dei due precedenti).

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