sessuofobia su un piatto d’Argento – 290

ma stiamo uscendo tutti di testa?

Asia Argento è andata a letto con un ragazzo di diciassette anni, sai la notizia.

Repubblica parla di aggressione (della donna), e siamo al delirio.

la povera vittima e la violentatrice si sono fatti perfino un selfie.

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ora, è vero che i mei 17 anni appartengono alla preistoria, ma è anche vero che solo quarant’anni fa, quando insegnavo al Liceo Classico, ci sentimmo in dovere di difendere una collega che si era innamorata di un allievo della stessa età.

forse esageravamo allora? ma vi so ben dire io come l’avrei presa a quella età se una Daria Argento non ancora quarantenne si fosse interessata di me…

ma il ragazzino, ora 22enne, ha preferito farle causa (perché mollato?) e lucrarci su qualche centinaio di migliaio di dollari.

affari loro, direi.

. . .

ora l’età del consenso in larga parte degli Stati Uniti è fissata a 18 anni, nel resto del mondo come da tabella che prendo da wikipedia.

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Mappa dell’età del consenso legale per il sesso eterosessuale nei vari Paesi del mondo, ma per capirla con la Legenda bisogna andare sul sito.

in più una nuova legge in California (e temo che il misfatto sia successo dalle parti di Hollywood) dal 2014 richiede il consenso “affermativo, cosciente e volontario” a qualsiasi forma di interazione sessuale; e se qualcuno è sotto effetto di qualunque sostanza la violenza sessuale è automaticamente dimostrata…

penso beffardo che sarebbe un bel problema, se una legge simile venisse approvata in Italia, fare sesso dopo la discoteca: tutti stupratori.

ma in America la forza dei movimenti neoevangelici che si battono per introdurre l’obbligo legale della castità fino alla maggiore età è crescente.

fanno bene dal loro punto di vista, visto che una sana libertà sessuale è il migliore antidoto al fanatismo religioso, e scusate se parla un ex-sessantottino.

. . .

ma poi, chi scrive leggi simili, ha gli ormoni a posto oppure è soltanto un caso di amnesia senile nei miei coetanei che scrivono le leggi?

pigliate un maschietto sano, nella tempesta ormonale dell’adolescenza, e chiedeteglielo voi che un gesto dal significato anche soltanto vagamente sessuale sia sempre e soltanto l’effetto di un consenso ragionato, lucido e consapevole.

inibitegli gli ormoni, allora, se siete capaci, oppure riempitelo di bromuro, come facevano una volta con le reclute.

non c’è da meravigliarsi se tra i giovani maschi si diffonde la moda di depilarsi completamente: bisogna cancellare non soltanto gli ormoni, ma perfino il sospetto che esistano.

. . .

ora, a me non interessa difendere la Argento da questa nemesi grottesca che colpisce una paladina della lotta alla violenza sulle donne, figuratevi, tanto non sarei ricambiato.

non scrivo per questo: mi basta dire che mi vengono i brividi di fronte a questo oscurantismo sessuale che avanza e mi spaventa ben di più del populismo.

del resto fascismo e repressione sessuale marciano assieme, come insegnavano già Freud e Reich.


5 risposte a "sessuofobia su un piatto d’Argento – 290"

  1. Io la vedo da un altro punto di vista, più che sessuofobia è la dimostrazione della stupidità del femminismo odierno, basato sulla logica perversa di togliere diritti agli uomini, con il pretesto che ciò sarebbe necessario per tutelare e proteggere le donne.

    Non può funzionare, dal momento in cui si accetta la sospensione della presunzione di innocenza, si legittima l’inversione dell’onere della prova(limitatamente alla violenza/molestia sessuale), e si sdoganano le gogne mediatiche, con tanto di epurazioni “moralizzanti”(pure in totale assenza di prove), VALE PER TUTTI, ANCHE PER LE STESSE DONNE!
    Chissà se le fanatiche di questo modello di femminismo(che in pratica si riduce a una guerra contro i diritti e contro l’uguaglianza) lo capiranno mai…

    P.S. si chiama Asia, non Daria!

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    1. grazie della segnalazione del mio lapsus, un vero tic, e qui quasi freudiano, poi, considerando chi e` il padre di cotanta donna.

      le tue considerazioni le trovo condivisibili e in altri momenti, quando era piu` scomodo farle, le ho fatte anche io.

      ma in questo momento, perdonami, mi paiono banali: e quindi questa volta ho cercato di guardare il problema da un punto di vista piu` generale, e di utilizzare i miei sette decenni di vita per sottolineare la penosa involuzione sessuofobica in atto, di cui il moralismo femminista e` soltanto un sintomo, tutto sommato collaterale.

      e` come se la normalizzazione sociale della pornografia avesse trasferito il senso del pudore altrove, rendendolo allora piu` feroce, in un mondo, oltretutto, nel quale la privacy e` crollata, e pare lo si debba considerare normale.

      chi dei giornalisti ha avuto accesso alle mail private di Asia, e come? e come non accorgersi che pubblicare quelle mail e` un atto di violenza del tutto equiparabile ad una violenza sessuale?

      e possibile che non ci sia un sussulto di indignazione per questo mettere alla gogna tutti e comunque, qualunque sia la parte da cui questa gogna mediatica e` alimentata?

      e lascio perdere lo squallore umano bilterale che la storiaccia rivela in quelli che sono i miti moderni della societa` di massa…

      era certo follia che la povera Maria Schneider venisse violentata sul set di Bertolucci in Ultimo tango a Parigi da Marlon Brando sul serio e non per finta e che le sue lacrime fossero vere in nome dell’arte, che Polanski e l’altro celebre attore abbiano violentato una tredicenne, fuori set, facendola franca per decenni, o che Pasolini nel Decameron faccia toccare i genitali di un bambino davanti alla cinepresa, sia pure attraverso i pantaloni.

      ma oggi?

      credo che siamo precipitati in una follia opposta, che porta al fascismo e prepara l’isterismo delle guerre.

      su un punto siamo d’accordo, pero`: una legge che fissa un’eta` del consenso sessuale eguale per tutti e lega all’eta` oggettiva il crimine della violenza sessuale e` una legge rozza.

      il momento dell’inizio di una vita sessuale a due e` molto soggettivo, per qualcuno e` anche dopo i vent’anni; altri ne sentono il bisogno prestissimo.

      ci sono stati che pongono l’eta` del consenso a 13 anni; da giovane supplente ventenne io ero circuito da allieve dodicenni decise a tutto.

      la vita sessuale, piaccia o no ai moralisti, inizia con la puberta`, e sarebbe bene riuscire a stabilire dove c’e` violenza vera in base ai fatti, non al calendario:

      violentatore trovo quel prete settantenne trovato nudo in macchina con una bambina di dieci anni, ma considerare violentatrice una donna che accetta di avere un rapporto con un diciassettenne e` una vera e propria perversione sessuale, cosi` come considerare violentatore un uomo potente che promette favori in cambio di prestazioni sessuali a maggiorenni che accettano del tutto liberamente lo scambio economico.

      follia sconosciuta trent’anni fa: e io decido di restare datato e dirlo, poco o tanto persuasivo che mi capiti di essere…

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      1. “ma considerare violentatrice una donna che accetta di avere un rapporto con un diciassettenne e` una vera e propria perversione sessuale, cosi` come considerare violentatore un uomo potente che promette favori in cambio di prestazioni sessuali a maggiorenni che accettano del tutto liberamente lo scambio economico”

        Ma infatti davanti alla legge dei tribunali sia Asia Argento che Weinstein (e molti altri epurati da MeToo) sono ancora NON COLPEVOLI (contro Weinstein c’è un procedimento in corso, ma non c’è ancora nessuna sentenza. Contro Asia non c’è assolutamente niente!), è la “legge” mediatica che ha già condannato entrambi (insieme a tanti altri vip dalla vita sessuale non impeccabile) senza possibilità di appello!

        Si ritorna sempre al discorso che facevo nel commento precedente, il MeToo ha trasformato il gossip in un mezzo di “giustizia”, ha dato il via alla consuetudine di stroncare la carriera di attori, produttori e vip vari, solo sulla base di accuse (spesso palesemente inverosimili) senza prove. Però (quantomeno in Europa) non credo che questo delirio pseudo-puritano del MeToo sconfini dal mondo dello spettacolo, nella vita quotidiana di personaggi non famosi nessuno (a parte qualche fanatico) considera violenza un rapporto sessuale tra un adulto e un/una minorenne sessualmente maturo/matura.

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        1. grazie della replica, che avvicina molto le distanze, però lascia aperto un problema che però mi tengo per la conclusione.

          importante non è nei casi Weintesin o Argento che l’iter legale non sia ancora concluso )e non sappiamo come lo sarà: nel caso della Argento, se è vero quello che si legge, la vedo dura, considerando la legge californiana), ma è già abbastanza abnorme che si sia avviato.

          e ancora più abnorme è che al procedimento legale si sovrappongano giudizi morali sommari diffusi dai media, quelli che predicano contro le fake news!

          perché ci può anche stare, anche se rozzo, che la legge consideri un reato il sesso comunque fatto con chi è minore di una certa età, ma non dei 18 anni, per favore!!

          il maschio raggiunge la massima potenza sessuale fra i 16 e i 18 anni, nel mondo occidentale: che cosa significa considera illegale il sesso per lui prima dei 18 anni?

          io ci vedo anche una strategia economica dietro: non mi spiego altrimenti come questa follia moralistica proceda di pari passo alla piena legalizzazione della pornografia e perfino diffusione entro i media tradizionali: se l’amore reale diventa sempre più difficile e quasi sermpre illegale, tranne che nel matrimonio, e nello stesso tempo ovunque si offre il porno a prezzi stracciati o perfino gratis, secondo te non c’è un disegno preciso?

          è questo il mio ultimo pujnto: se i media crimnalizzando il sesso mirano prima di tutto a distrarre il loro pubblico dai probeli seri, e se la gente non risponde troppo a questa valanga di pregiudizi moralistici diffudi in ogni modo, perché lo fanno?

          perché un risultato comunque lo raggiungono, direi, a giudicare da questa tua espressione: vip dalla vita sessuale non impeccabile…

          ah, perché esiste anche una vita sessuale impeccabile? e quale sarebbe, di grazia?

          esistono manifestazioni della sessualità violente e lesive della sensibilità altrui.

          queste sono le uniche che considero non impeccabili; tutto il resto è benedetto.

          con questa sola limitazione, il sesso, per il resto, dovrebbe essere il regno della piena libertà personale di esprimersi.

          è l’unico verso spazio di libertà che possiamo avere, e vogliono toglierci anche questo…

          e il pudore dovrebbe proteggere questo spazio dalle intrusioni malevole di chi vorrebbe regolamentare anche questo.

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          1. “perché un risultato comunque lo raggiungono, direi, a giudicare da questa tua espressione: vip dalla vita sessuale non impeccabile…

            ah, perché esiste anche una vita sessuale impeccabile? e quale sarebbe, di grazia?”

            Il gossip o pettegolezzo è sempre esistito, alcuni modi di vivere la sessualità e alcune “perversioni”(parafilie), sono sempre state molto chiacchierate. Non a caso la maggior parte dei personaggi famosi sono molto riservati per quanto riguarda la propria vita sessuale, e anche la maggior parte delle persone non famose non parlano della propria vita sessuale con tutti!

            Per “vita sessuale impeccabile” intendevo semplicemente chi vive il sesso in maniera molto “convenzionale”.
            Per fare un esempio, una Asia Argento monogama e fedele al proprio compagno(preferibilmente maggiorenne) non sarebbe stata ricattabile da nessuno(nemmeno se col compagno si fosse dilettata in pratiche “non convenzionali”, come giochi sado-maso e simili)

            Quelli che sono stati danneggiati da MeToo sono tutti personaggi che per i propri comportamenti sessuali, per le proprie piccole o grandi ipocrisie, per i propri “abusi di potere” e per i propri eccessi, sarebbero comunque stati presi di mira dal gossip, giudicati, criticati o invidiati dalle masse, anche in altri tempi prima del MeToo.
            L’unica differenza è che prima del MeToo il gossip di solito non era sufficiente a stroncare una carriera di successo, dopo il MeToo invece può bastare anche un’accusa di molestia risalente a 20 o 30 anni prima per far perdere il lavoro a qualcuno, e fargli terra bruciata intorno!

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