diario di un uomo senza macchina – 292

e io mi affanno tanto a scrivere post sull’attualità, più o meno complessi, a volte stesi d’impulso, a volte dopo studi di ore o perfino giorni…: e se l’attualità vera fosse, invece, la mia, quella che vivo nei giorni?

e se fosse più interessante il falco, che da due o tre settimane ha fatto qualche apparizione nei dintorni di casa e oggi finalmente ha conquistato la sua prima gallina mia, entrando – non so come – nel recinto del pollaio quasi completamente coperto da due alberi di noce?

eppure le piume sparse sulla strada non lasciano dubbi, e c’è perfino la testimonianza della vicina che è uscita di casa al clamore, riuscendo almeno a salvare la seconda, quella girandolona, che vola sempre fuori dal recinto:

sembrava votata ad essere la prima vittima per la sua audace e imprudente intraprendenza, e invece se l’è cavata, anche se è corsa a rifugiarsi nella stalla abbandonata e adesso esce solo furtiva strisciando sotto i cespugli, come quella che ha imparato la lezione, visto che il falco ha cercato di ucciderla sbattendola contro il muro di sassi.

i pulcini di maggio, oramai gallinelle, se la cavano invece sempre, anche se li lascio girare nei prati; probabilmente li protegge dalla vista del predatore l’erba alta…

. . .

ma ecco che mi sono fatto prendere la mano dall’attualità, e invece volevo parlarvi dei miei quasi dieci giorni senza auto, in un paesino di 17 abitanti (21 adesso che sono arrivati i francesi in vacanza)…, a otto km dai due centri più vicini, comunque paesi piccoli.

vacanza mia di ferragosto dall’automobile, iniziata il giorno 13 a sera con la rottura del cambio e il blocco su una strada secondaria, ma dovrei dire DI una strada secondaria, in una valletta sperduta, mentre pioveva e avevo lasciato il cellulare a casa…

. . .

come è andata dopo, intanto che aspettavo che il ferragosto passasse e tornassero tutti dalle ferie? benissimo.

aggiungete che in questo stesso periodo si sono rotti computer fisso e netbook, e sono rimasto solo con un netbook davvero vecchissimo, che mia figlia voleva buttare, ma che io ho saggiamente raccolto e che ha impedito come poteva un totale isolamento informatico.

. . .

in questi giorni ho sviluppato l’autoconsumo, saccheggiando l’orto e il freezer dove sta congelata la carne di vitelli cresciuti qui attorno nei prati, la più buona che abbia mangiato in vita mia.

non sono potuto andare in giro, ad esempio, alla festa per il compleanno dell’imperatore Francesco Giuseppe che si celebra tutti gli anni a Moerna, non troppo distante da qui.

ho ripreso intense letture, e, complice il fatto che anche i lavori finali per la ristrutturazione della casa erano sospesi, ho assistito incredulo ad una sorprendente dilatazione dei tempi, con le giornate che non finivano mai.

. . .

avevo tanto tempo che, quando, ieri, mi ha telefonato il meccanico che il cambio era stato appunto cambiato, e già che c’eravamo, anche la frizione, e la macchina dove doveva portarmela, io ho detto sicuro: a Sabbio Chiese, nel fondovalle, tanto gli otto km in discesa a godersi quella valletta solitaria e silenziosa non erano niente.

un’ora e venti è bastata, e lungo la strada c’era perfino, semisepolta nell’erba, una lapide, mai vista passando in auto, che ricordava Bortolo Marchi, di anni 30, che nel 1837, su quel sentiero, improvviso morbo aveva spento.

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. . .

il vostro bortocal invece, con quarant’anni in più sulle spalle, al momento se l’è cavata ed è tornato a casa con questa morale:

che niente ci ruba il tempo come la velocità.

 


6 risposte a "diario di un uomo senza macchina – 292"

    1. lullista o luddista? la seconda che ho detto, probabilmente. 🙂

      non ho aggiunto all’elenco la stampante…, ma mi vergognavo.

      sono ripetute le ricorrenze nella mia vita, dove i guasti si accumulano in periodi chiaramente caratterizzati dalla sfiga: epiche le 5 macchine fotografiche in quattro mesi, durante il giro del mondo.

      oramai ci ho fatto il callo: stringo i denti e aspetto che passi… 🙂 🙂 :-), fin che posso.

      ah, a dimostrazione del carattere quasi parapsicologico del tutto, diro` che il netbook, testato due o tre volte, e non si accendeva neppure, portato ieri al centro di assistenza ha ripreso a funzionare regoalrmente, facendomi fare una figura di merda (ed e` la seconda volta che succede in un mese!): neppure io ho una spiegazione; gli antichi superstiziosi avrebbe parlato di malocchio…

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  1. Sono appena rientrato da una vacanza tra Piemonte e Francia con degli amici. Loro amano spostarsi in camper, una mezza giornata e poi quasi sempre hanno visto tutto. Inoltre amano girare in bicicletta. Io non amo le vacanze stanziali, mi diverto in bici ma ho imparato che per conoscere i posti bisogna camminare molto e osservare. In mezzo alla natura poi c’è tanto da conoscere, in una piccola valle ci si potrebbe passare una stagione e non conoscerla davvero. Mi è piaciuta molto la Val di Susa, i suoi piccoli paesi e i suoi paesaggi. Spesso vediamo il mondo da un finestrino, che sia quello di un auto o di una TV poco cambia. Le cose vanno osservate, odorare, addolorate, in una parola vissute per conoscerle davvero

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    1. hai detto molto bene, e la fretta e` l’altra faccia del consumismo; cosi` anche il gusto delle bellezze eccelse, che fonda l’industria del turismo, determinando indifferenza e sazieta` dei visitatori di massa.

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