l’alzheimer politico e lo smemorandum di Dublino – 295

quelli che protestano contro se stessi, e non si ricordano quello che hanno fatto solo quindici anni fa.

. . .

il Regolamento di Dublino II, sottoscritto dall’Italia nel 2003, per la gestione delle domande di asilo nell’Uniuone Europea, che cosa dice?

Lo Stato membro competente all’esame della domanda d’asilo sarà lo Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il proprio ingresso nell’Unione Europea.

e chi l’ha firmato questo Regolamento allora, per l’Italia? (la Danimarca rifiuto` di firmarlo).

fu il secondo governo Berlusconi, dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2005: Casa delle Libertà, formato da FI, AN, LN, UDC, NPSI, PRI.

adesso non chiedetemi il dettaglio di tutte le sigle, che appartengono alla storia del trasformismo politico italiano: ma me ne basta una: LN, Lega Nord.

si`, quel Regolamento l’ha voluto e votato la destra italiana, e c’era al governo la Lega – allora Nord, oggi non piu` -, assieme ad Alleanza Nazionale, dalla quale nel 2012 nacque Fratelli d’Italia, per una scissione.

quello di Berlusconi 2 fu il governo di piu` lunga durata della storia repubblicana:

cosi` lunga che chi ne faceva parte si e` dimenticato di quello che ha fatto, evidentemente.

. . .

ma il Regolamento di Dublino dice anche altro, e questi sono gli impegni che abbiamo assunto allora.

– anche se so bene quanto posso essere noioso e scolastico nel ricordarlo; ma per capire un pochino le cose non c’e` altro modo che fare la fatica di conoscerle:

Articolo 1
1. Ai fini della presente convenzione si intende per: […]
b) domanda di asilo: domanda con cui uno straniero chiede ad uno Stato membro la protezione della convenzione di Ginevra invocando la qualità di rifugiato ai sensi dell’articolo 1 della summenzionata convenzione, modificata dal protocollo di New York;
Articolo 2
Gli Stati membri riaffermano i propri obblighi ai sensi della convenzione di Ginevra, modificata dal protocollo di New York, senza alcuna limitazione geografica della sfera di applicazione di questi strumenti, e il loro impegno a cooperare con i servizi dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati ai fini dell’applicazione di questi strumenti.
Articolo 3
1. Gli Stati membri si impegnano affinché la domanda di asilo di qualsiasi straniero, presentata alla frontiera o nel rispettivo territorio sia esaminata.
4. […] Ogni Stato membro ha il diritto di prendere in esame una domanda di asilo presentatagli da uno straniero, anche se detto esame non gli compete in virtù dei criteri definiti nella presente convenzione, a condizione che il richiedente l’asilo vi consenta.
Lo Stato membro competente secondo i succitati criteri è quindi liberato dai suoi obblighi che vengono trasferiti allo Stato membro che desidera prendere in esame la domanda di asilo.
5. Ogni Stato membro mantiene la possibilità, conformemente alla propria legislazione nazionale, di inviare un richiedente l’asilo in uno Stato terzo, nel rispetto delle disposizioni della convenzione di Ginevra, modificata dal protocollo di New York.
Articolo 4
Se ad un membro della famiglia del richiedente l’asilo è stato riconosciuto lo status di rifugiato ai sensi della convenzione di Ginevra, modificata dal protocollo di New York, in uno Stato membro ove risiede legalmente, questo Stato è responsabile dell’esame della domanda, purché gli interessati lo desiderino.
Articolo 6
Se il richiedente l’asilo ha varcato irregolarmente, per via terrestre, marittima o aerea, in provenienza da uno Stato non membro delle Comunità europee, la frontiera di uno Stato membro, e se il suo ingresso attraverso detta frontiera può essere provato, l’esame della domanda di asilo è di competenza di quest’ultimo Stato membro.
La competenza di detto Stato è tuttavia esclusa qualora sia provato che il richiedente l’asilo ha soggiornato nello Stato membro nel quale ha presentato la sua domanda almeno sei mesi prima della presentazione della domanda stessa. In tal caso l’esame della domanda di asilo è di competenza di quest’ultimo Stato.

. . .

ah, piccola informazione aggiuntiva:

Il 24 agosto 2015, la Germania ha deciso di sospendere il regolamento di Dublino per quanto riguarda i profughi siriani e di elaborare direttamente le loro domande d’asilo.

. . .

il Regolamento di Dublino rimanda, come si vede, alla Convenzione di Ginevra, e per quanto io mi sforzi di stare all’essenziale, occorre dare un’occhiata anche a quella, dato che questa ha portata mondiale o quasi, e non riguarda la sola Unione Europea.

Refugeeconvention

in verde scuro il quadro dei paesi che aderiscono a questa Convenzione, in grigio quelli che non vi aderiscono; in altri colori quelli che vi aderiscono soltanto in parte.

come si vede, rifiutando nei fatti – e con multiple violazioni di legge – di applicare la Convenzione, il governo attuale cerca di portare la condizione umana in Italia al livello della Libia o dell’Arabia Saudita, per fare due esempi; ma se ne volete altri, aggiungeteci anche l’Uzbekistan o la Mongolia.

. . .

Convenzione sullo statuto dei rifugiati, conclusa a Ginevra il 28 luglio 1951

Fai clic per accedere a Convenzione_Ginevra_1951.pdf


art. 1 A. Ai fini della presente Convenzione, il termine di “rifugiato” è applicabile a […] chiunque nel giustificato timore d’essere perseguitato per ragioni di razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato; oppure chiunque, essendo apolide e trovandosi fuori dei suo Stato di domicilio in seguito a tali avvenimenti, non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi.
Art. 31 Rifugiati che soggiornano irregolarmente nel paese ospitante

1. Gli Stati Contraenti non prenderanno sanzioni penali, a motivo della loro entrata o del loro soggiorno illegali, contro i rifugiati che giungono direttamente da un territorio in cui la loro vita o la loro libertà erano minacciate nel senso dell’articolo 1, per quanto si presentino senza indugio alle autorità e giustifichino con motivi validi la loro entrata o il loro soggiorno irregolari.
Art. 32 Espulsione
1.Gli Stati Contraenti possono espellere un rifugiato che risiede regolarmente sul loro territorio soltanto per motivi di sicurezza nazionale o d’ordine pubblico.
2. L’espulsione può essere eseguita soltanto in base a una decisione presa conformemente alla procedura prevista dalla legge. Il rifugiato deve, se motivi impellenti di sicurezza nazionale non vi si oppongano, essere ammesso a giustificarsi, a presentare ricorso e a farsi rappresentare a questo scopo davanti a un’autorità competente o davanti a una o più persone specialmente designate dall’autorità competente.

. . .

il Regolamento di Dublino, dell’Unione Europea, è stato criticato da varie parti come non in grado di garantire adeguatamente i diritti dei rifugiati.

che sia per questo che l’attuale governo di destra fascistoide lo contesta cosi` ferocemente???

ci sarebbe da ridere…

lo ha criticato anche il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa

– che non e` un organo dell’Unione Europea, ma nasce ben prima, nel 1949, conta oggi 47 membri,

e tra i 15 stati fondatori c’era, ahime`, anche un’Italia ben diversa da quella degradata di oggi, in preda ad una drammatica amnesia storica e ad una perdita di identita`.

. . .

ma qui non e` soltanto problema di alzheimer politico o di demenza senile collettiva di massa di una delle popolazioni dall’eta` media piu` alta del mondo.

e` una ignoranza profonda, costitutiva, irrimediabile perche` orgogliosissima di esserlo, convinta di potere sputare sentenze e pareri su ogni argomento seguendo la pancia, presunzione ottusa e arrogante, costruita da decenni di televisioni e di crozzismo acuto: modello di ogni idiota che presume di sapere.

stendiamoci-su` un velo pietoso: ho guardato lo Spiegel e per il secondo giorno consecutivo ignora completamente le nostre sceneggiate padano-napoletane che ci impestano con rigurgiti brutali di mussolinismo becero, con cui si cerca la perfida Albione alla quale dichiarare guerra e contro la quale andarsi a sfacellare.

siamo irrilevanti e se ci faremo dal male, come pare evidente, ce lo faremo da soli.


10 risposte a "l’alzheimer politico e lo smemorandum di Dublino – 295"

  1. Molto interessante. Posso aggiungere che l’Italia ha allora firmato quel regolamento perché la maggior parte dei richiedenti asilo, all’epoca, veniva da Est e non da Sud?

    Una curiosità: cosa intendi per crozzismo?

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    1. la tua ipotesi e` interessante, ma d’impulso ti rispondo di no:

      del resto il problema era agitato anche allora in termini simili agli attuali, l’unica differenza e` che era agitato da una maggioranza attorno a Berlusconi ben piu` netta dell’attuale; e lo ricordo perche` iniziai il blog nel 2005 e fu uno dei temi (noiosissimi) di cui dovetti occuparmi subito anche allora.

      sono andato comunque a cercare i dati: e li ho trovati, figurati, sul Secolo d’Italia:

      “Nel 2002 sono arrivati nelle nostre coste 23.719” migranti. “Ministro dell’Interno di allora era il forzista Beppe Pisanu. Nel 2003 gli sbarchi sono diminuiti a 14.331. Come si legge in una circolare pubblicata allora a firma del ministro Pisanu gli sbarchi di immigrati nel 2003 erano diminuiti del 40%. «In particolare – si legge nella nota – si conferma il sostanziale azzeramento del flusso migratorio verso la Puglia (-96% circa, da 3.372 nel 2002 a 137 nel 2003), come risultato del buon funzionamento dell’accordo con l’Albania. Analoga situazione si riscontra in Calabria (-92% circa, da 2.122 a 177), come effetto dei numerosi accorsi con i Paesi amici dell’altra sponda del Mediterraneo. Anche per quanto riguarda gli sbarchi in Sicilia si registra una notevole diminuzione (-23%9, pur restando il flussso ancora sostenuto, pur restando il flusso ancora sostenuto (dai 18.225 arrivi nel 2002 ai 14.017 nello scorso anno)». I dati, scriveva il ministro Pisanu, «confermano la validità della linea seguita nell’applicazione della legge Bossi-Fini». Anche nel 2004 sono ulteriormente diminuiti e sono scesi a 13.635”.

      i profughi dall’Albania, come vedi, erano stati solo circa 3.000 nel 2002, ridottisi a 137 nel 2003 dopo l’accordo col governo locale.

      come si vede il flusso predominante e` sempre stato da sud: 18.225 arrivi nel 2002, 14.017 nel 2003.

      per la cronaca, nei primi sei mesi di quest’anno, in pratica prima del governo Conte, gli sbarchi sono stati 14.441; in Spagna nello stesso periodo sono stati piu` di 50.000.

      nessuna emergenza, nonostante gli allarmismi della fonte: se in 13 anni, dal 2002 al 2014, gli sbarchi sono stati 458.478, fanno una media di 35.000 sbarchi l’anno, meno di 3.000 al mese: e questi sarebbero in grado di mandare in crisi un paese di 60 milioni di abitanti e dovrebbero condizionarne il dibattito politico per anni?

      come ci ha risposto serenamente l’Unione Europea, il problema italiano dei migranti non esiste perche` diversi paesi europei ne hanno accolti ben di piu`: a forse chi chiede la redistribuzione, intende prenderne anche dei loro?

      l’impennata degli arrivi del resto fu nel 2011, ovviamente, con la guerra di Libia, appoggiata anche da Berlusconi e Lega: ne arrivarono 64.000.

      niente di paragonabile ai 4 milioni di profughi dalla Siria che si sono riversati in parte nei paesi vicini, in parte in altri paesi europei.

      e qui direi che basta.

      sul crozzismo ti rispondo con un commento diverso, per non mettere i cavoli a merenda. 😉

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        1. ti rispondo di nuovo d’impulso e poi vado a controllare i dati, se ci riesco.

          non credo che dietro l’adesione italiana al Regolamento di Dublino ci fossero grandi strategie politiche e neppure grandi riflessioni; aggiungo che il Regolamento di Dublino sui profughi non riguarda gli spostamenti di persone interni all’Unione Europea, che sono regalati da ben altre norme.

          il fatto e` che, nonostante il grande clamore che la destra stava facendo da noi, il loro governo sapeva benissimo allora (oggi non so, adesso loro sono in mano a un monomaniacale), come i dati dicono, che l’Italia non e` un forte paese di immigrazione, ma oramai, purtroppo, piuttosto di EMIGRAZIONE; anche chi arriva da noi ci usa soprattutto come punto di passaggio.

          per paradosso, ma non tanto, se il governo ottenesse la redistribuzione – a parte che forse dovremo prendere piu` migranti di quelli che daremmo – il messaggio esterno sarebbe che il ponte Italia verso l’Europa funziona e dunque gli sbarchi da noi AUMENTEREBBERO.

          per paradosso sempre, ma non tanto, l’accordo di Dublino piuttosto ci protegge, dato che scoraggia dal venire da noi chi in realta` ha altre mete.

          la Germania di sicuro ha accolto molti piu` migranti di noi: non c’e` paragone: un milione e mezzo in due anni dalla Siria fra il 2015 e il 2016, prima di fare un accordo con Erdogan perche` se li tenga lui.

          aggiungo che si sicuro il Regolamento e` stato firmato dal governo di destra senza preoccuparsene troppo, col retropensiero non tanto nascosto di fregarsene, come in effetti abbiamo fatto per anni, fino a che la crisi dei migranti del 2015, con i milioni in fuga dalla Siria, non ha indotto il nord-Europa a fare controlli piu` stringenti alle frontiere…

          anche nel 2003 certamente c’era una forte immigrazione da Est in Europa, ma interna all’Unione e dunque fuori dal Regolamento; ma per il resto degli immigrati per il Regno Unito e la Francia, per il loro passato coloniale, e per la Germania, rimessasi in piedi con l’immigrazione dopo gli 8 milioni di morti della seconda guerra mondiale, l’immigrazione e` stata molto piu` precoce, dagli anni Cinquanta, e non sentita come un fatto traumatico, all’inizio.

          mi ricordo la mia sorpresa nello scoprire Londra e Parigi multietniche nei miei viaggi del 1975 e 1976; da noi, paese provinciale, niente di simile ancora.

          pero` purtroppo non riesco a trovare dati storici sull’immigrazione in Europa nel suo insieme; devi accontentarti di queste annotazioni sparse.

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            1. piu` il discorso diventa specifico piu` diventa quasi impossibile documentarlo, almeno per me.

              in effetti Romania e Bulgaria sono entrati nell’Unione Europea nel 2007, ma – a quel che ho visto – non c’e` stata una immigrazione significativa da questi due paesi, prima del 2007, ad esempio in Germania: e, per motivi evidenti (linguistici, soprattutto, ma anche di affinita` culturale), i romeni emigrano preferibilmente verso l’Italia, dove sono oggi la comunita` straniera piu` numerosa: quasi 1.200.000, ma entrati soprattutto dopo il 2007.

              quindi manterrei come validi quegli spunti di analisi che ti ho proposto: Dublino e` stato sottoscritto dalla destra quasi senza leggerlo, come un documento burocratico fra i tanti, e con la riserva mentale di fregarsene.

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              1. Sì, ma ci sono anche polacchi ed ucraini, per dire. Comunque hai ragione, documentare una tale ipotesi è impossibile, e comunque, col governo Berlusconi impegnato in tutt’altro, anche la tua è verosimile.

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                1. certamente piu` consistente l’immigrazione polacca in Germania (anche se a sorpresa si e` attivata una piccola emigrazione tedesca in Polonia, collegata ai processi di delocalizzazione produttiva).

                  ucraina, non so: la vedo piu` consistente in Italia, al femminile, per le badanti; ma questo istituto non mi e` sembrato affatto diffuso in Germania, dato che l’assistenza agli anziani mi pare svolta piuttosto dallo stato che essere a base familiare.

                  e tuttavia sono stati processi piuttosto recenti: sriveva il Sole 24 ore: “L’effetto crisi dei debiti sovrani sulla Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Cipro nel 2013 ha fatto registrare in Germania un boom di immigrati, che con un totale di 400mila arrivi hanno toccato un limite che non si era più registrato negli ultimi venti anni”. e in questa imigrazione prii erano i polacchi, secondi i romeni e terzi gli italiani.

                  “Per quanto riguarda le comunità straniere in Germania, quella italiana si colloca al secondo posto con 520mila presenze, dietro a quella turca, che conta quasi 1,6 milioni di persone, e davanti a quella polacca con 468mila presenze. Largamente distanziate arrivano la comunità greca (283mila), quella croata (223mila) e quella russa (195mila)”.

                  credo comunque che una finale conclusione dubitativa sia l’unica che ci resta al nostro livello di conoscenze, ma temo anche che non ci siano in Italia esperti veri su questi temi.

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    2. Crozza c’entra col crozzismo fino a un certo punto.

      e` bravissimo e divertente, e ancora piu` di lui lo sono quelli dello staff che gli preparano le battute.

      che sono battute, pero`, e l’umorismo e` irriediabilmente intriso di qualunquismo: si ride perche` si allentano i freni inibitori e si ritorna un poco bambini, un poco cretini.

      il crozzismo nasce (e qui Crozza non c’entra) quando questo modo di affrontare l’attualita`, per battute qualunquiste, anche se di un qualunquismo perfino sano e democratico, rimane di fatto l’unico tipo di analisi poltica nella piazza mediatica, perche` l’alternativa e` rappresentata da salotti bercianti dove si educa il pubblico all’insulto reciproco, allo sputtanamento ad effetto, alla mancanza di analisi e di ragionamenti veri, cioe` fondati sui dati.

      allora ci si rifugia da Crozza per tirare almeno una boccata d’aria pulita.

      decenni oramai di televisione di questo tipo hanno prodotto l’italiano medio, un Pierino incattivito e volgare, ma presuntuoso e abituato a sparare autentiche cazzate come se fossero oracoli soltanto perche` li dice lui.

      (e con questo ho sparato le mie della stessa serie, ovviamente).

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