a Idlib America, islamisti, sionisti, Unione Europea e Vaticano contro Russia e sciiti: da che parte stare? – 307

“Il presidente siriano Bashar al-Assad non deve attaccare sconsideratamente la provincia di Idlib. I russi e gli iraniani farebbero un grave errore umanitario partecipando a questa potenziale tragedia umana. Centinaia di migliaia di persone potrebbero essere uccise. Non lasciare che succeda!”

ecco il tweet di Trump che, se significa qualcosa, annuncia la guerra degli USA contro la Siria, l’Iran e la Russia.

altrimenti non significa nulla, solo certifica l’impotenza americana: altro che make America great again!

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un’analisi linguistica approfondita non ci aiuta a capire che cosa vuole dire Trump davvero: succede abitualmente, l’espressione del suo pensiero e` talmente rozza ed elementare che e` di difficile interpretazione per chi cerca concetti rigorosi.

Assad non deve attaccare la provincia di Idlib sconsideratamente, ma allora puo` farlo in modo equilibrato? oppure non deve assolutamente attaccarla?

Don’t let that happen!non lasciare che succeda, e` un invito che Trump rivolge a se stesso, e dunque una minaccia esplicita di intervento, oppure e` un appello propagandistico al popolo americano, che significa poco o niente dal punto di vista pratico?

e gli USA interverranno in maniera massiccia, sfidando apertamente la Russia, che ha schierato forze navali imponenti di fronte alla Siria, oppure si limiteranno ad azioni di disturbo sotto traccia?

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ma forse l’ambiguita` del tweet di Trump e` solo non dico voluta, ma rassegnata: non dice di piu` perche` non puo` dire…

certo, Trump ha un bisogno vitale di una guerra in grande stile prima delle elezioni di medio termine della primavera prossima, per ricompattare patriotticamente il suo incerto consenso, ma una sonora e rapida sconfitta militare sul campo ad opera della Russia potrebbe decretare la fine della sua presidenza tormentata e traballante e peggiorare di colpo drammaticamente la sua situazione.

insomma, e` giusto preoccuparsi, ma la situazione rimane incerta.

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naturalmente la propaganda bellicista parla di motivi umanitari, di catastrofe dei profughi (visto che va tanto di moda parlarne come di un pericolo e non come di vittime create dalle nostre guerre) e invoca una trattativa impossibile dopo sette anni di guerra di una ferocia senza pari.

come se le decapitazioni di massa, le lapidazioni dei dissidenti, i prigionieri bruciati vivi davanti alle telecaere, i bambini ostaggi uccisi quando non portati a combattere, la barbarie contro le popolazioni non fossero motivi umanitari sufficienti per augurarsi la fine della guerra civile siriana, sia pure al prezzo del mantenimento di Assad al potere.

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quel che e` certo e` che con Trump si sono diligentemente schierati l’Unione Europea, e in prima fila la Francia di Macron, il suo cuore militare, il papa Francesco, mai cosi` poco francescano, e insomma tutto l’apparato propagandistico politico dell’Occidente.

ma dov’erano coloro che fanno appello alla pace in queste ore negli anni passati?

dove sono i loro appelli agli americani o la denuncia di sauditi e turchi per il loro appoggio a quelle azioni disumane?

che cosa significa il loro silenzio complice sulla vigliacca guerra in corso contro lo Yemen?

non sono abbastanza umane le vittime delle loro bombe, li`? non sono abbastanza bambini i bambini che vengono ammazzati li`?

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i nemici di Assad e della Russia arrivano persino a preannunciare il casus belli, che sara` qualche nuovo attacco chimico che verra` organizzato sul campo dai ribelli e verra` attribuito ad Assad, tanto l’opinione pubblica ha mostrato di essere di bocca buona e si e` bevuta senza fiatare la storia dei due attacchi chimici precedenti…

del resto, se alla fine i siriani si sono rassegnati a tenersi Assad, che pure odiavano e disprezzavano, e` perche` l’Occidente gli ha proposto coe unica alternativa l’ortodossia islamista e la ferocia dell’ISIS: geniali!

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Trump attacchera` prima del 7 settembre?

quel giorno e` previsto a Tehran un incontro al massimo livello fra Iran, Turchia e Russia: la Turchia di Erdogan e` sunnita e islamista, ma non e` schierata con Israele e con l’Arabia Saudita; ha sinora appoggiato gli islamisti e finanziato suoi gruppi di ribelli contro la Siria, anche puntando a qualche ulteriore allargaento territoriale a suo danno, dopo quello del 1939.

ma un accordo di Russia e Iran con la Turchia, che ha uno degli eserciti piu` potenti del mondo, non lascerebbe agli americani nessuna vera possibilita` di intervento, e lo scontro con Erdogan, sempre fallito negli obiettivi in questi ultimi anni, ha spinto fra i nemici degli Stati Uniti anche uno dei suoi alleati storici di lunga data.

attacchera` Trump prima del 7 settembre, per impedire anche solo il tentativo di saldare l’alleanza?

credo di no, che non sara` cosi` folle, anche se non manca certo fra i suoi chi lo spinge in questo senso.

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comunque vadano le cose in queste ore pericolose, Idlib sara` il cuore di questa ultima battaglia:

e` una citta` siriana a una quarantina di km ad est del confine con la Turchia, che a sua volta dista circa altrettanto, verso ovest, dalla citta` di Antakya (Antiochia), che fu ceduta alla Turchia nel 1939 dalla Francia di cui allora la Siria era una colonia; la Siria non ha mai riconosciuto questa annessione.

sono stato ad Antakya e in Siria nell’estate del 2003 e, passato il confine turco, sono passato in autobus proprio per Idlib (l’ho capito adesso guardando la carta, in se stessa la  cittadina e` abbastanza insignificante da non ricordarsela): ho quindi il mio piccolo carico di ricordi e di esperienze con me.

nessun dubbio allora che vi fosse una diffusa ostilita` per il regime di Assad nel paese; ma il fatto e` che la provincia di Idlib e` da qualche anno sotto il controllo degli insorti contro Assad, cioe` in particolare proprio anche degli islamisti che, divisi in diversi gruppi, hanno guidato la guerra contro di lui, senza lasciare alla popolazione altra scelta che rassegnarsi a tenerselo.

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a Idlib in questi ultimi tempi l’esercito di Assad ha via via spinto e concentrato le milizie che lo hanno combattuto, dopo anni di guerra civile, che alla fine si sta volgendo a suo favore; tra questi ribelli contro Assad, una galassia confusa e anche contraddittoria, un ruolo determinante lo hanno avuto gli islamisti e perfino quelli dell’ISIS, che pero` in questo caso agivano come alleati non dichiarati dell’Occidente nel tentare di sottrarre la Siria alla Russia.

la spiegazione di questa situazione paradossale e` presto detta: la guerra civile del Medio Oriente si e` andata via definendo come una guerra civile islamica di religione fra i sunniti, l’ala dell’islam maggioritario e ortodosso, che ha il suo centro nell’Arabia Saudita, ma e` largamente dominante nel mondo islamico, e la variante sciita, rappresentata soprattutto nella fascia che va dall’Iran al Libano, e comprende in questo momento l’Iran, l’Iraq, la Siria, il Libano e lo Yemen, dove e` pure in atto una guerra feroce per riportare il paese sotto il controllo dell’Arabia Saudita.

sciiti2Be2Bsunniti

questo paese e` da sempre l’alleato principale degli USA nel mondo arabo, anche se sospettato di avere contribuito con i suoi servizi segreti all’attentato delle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001: del resto Osama bin Laden, il fondatore di al Qaida, era di nascita saudita ed era stato il principale alleato degli americani nella guerra per la riconquista dell’Afganistan che si concluse col crollo dell’Unione Sovietica sconfitta.

a questo piu` che probabile coinvolgimento saudita nell’attentato, pur se stabilito dai tribunali americani, rimane ben nascosto all’opinione pubblica mondiale.

del resto, lo scopo di quell’attentato fu poi raggiunto: gli Stati Uniti attaccarono ed eliminarono nella seconda guerra del Golfo del 2003 Saddam Hussein, considerato dai sauditi un pericoloso rivale nel mondo sunnita.

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ma l’eliminazione di Hussein, come quella successiva di Gheddafi in Libia nel 2011, o quella di Mubarak nello stesso anno, si rivelarono un clamoroso errore politico americano.

Obama col discorso del Cairo del 2009 lancio` un vasto progetto di destabilizzazione politica del Medio Oriente, in nome delle primavere arabe che avrebbero dovuto democratizzarlo; ma quasi dieci anni dopo e` evidente che il risultato e` andato in direzione ben diversa da quella che gli americani si aspettavano: da allora il mondo arabo e` in preda ad una tragica instabilita` e fuori controllo americano, se si eccettuano alcuni pochi paesi sotto regimi autoritari, come Marocco, Algeria, Egitto (a prezzo del ristabilimento della dittatura), Giordania.

l’aspetto piu` paradossale, sconvolgente e sostanzialmente oscuro all’opinione pubblica occidentale, frastornata da una propaganda selvaggia e a tratti feroce, e` che gli USA, pur duramente colpiti dagli islamisti in patria, li hanno oscuramente sostenuti e li sostengono tuttora in Medio Oriente, con la funzione di attaccare e distruggere quel tanto di meno integralista e di piu` vagamente laico e democratico che riesce ad esprimersi nel mondo islamico e che ha assunto da ultimo l’aspetto religioso dello sciismo.

mentre allo sciismo si appoggia la Russia imperiale, oscurantista di suo quel che basta, ma in questo caso essenziale per mantenere viva un’alternativa nel ondo islamico.

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quindi nella guerra di islamisti sunniti, imperialisti americani e nazionalisti ebrei contro lo sciismo e la Russia, non si puo` che essere contrari ai primi, anche se questo non dovrebbe significare essere A FAVORE dei secondi.

ma dunque contrari anche agli alleati di islamisti, suprematisti bianchi trumpiani e sionisti, cioe` contrari anche alla politica dell’Unione Europea, della Francia e di papa Francesco il peronista.

o meglio, questa e` la posizione che mi sembra piu` logica per le persone simili a me: gli altri, non so.


10 risposte a "a Idlib America, islamisti, sionisti, Unione Europea e Vaticano contro Russia e sciiti: da che parte stare? – 307"

  1. Concordo con la tua analisi e…. abbiamo tutti un problema in più. Perche infine il nostro “governo del cambiamento” ha già deciso per noi tutti, stiamo con gli americani, non c’è un briciolo di competenza o di via autonoma, siamo USA-dipendenti e al massimo parliamo di migranti per parlare di politica estera. In un mondo globalizzato dove gli schieramenti sono sempre più stringenti e fra parole e fatti ci sono abissi, navighiamo a vista. La Libia di questi momenti dopo che Trump ha depositato nelle mani di Conte il fardello classico: pensaci tu a “sgrupire” le grane in quel posto e siamo tutti a rischio. E’ bastato giocare su due fronti alimentando l’ego francese e zac il patatrac è fatto. Se cede la “diga” libica fatta con i militari italiani in Niger e le motovedette (oltre a piccioli sonanti alle bande libiche) voglio proprio vedere come ci salviamo dai flussi dei migranti. Si`, io scuoto la testa , ma non per quello che dici, che anzi mi da la speranza che non sia ancora compiuto l’appiattimento culturale e politico…

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    1. il tuo commento e` opportuno perche` colma un “buco” del mio discorso, e cioe` rimedia al fatto che non ho citato il governo italiano, che non puo` che essere appiattito sull’asse americano-europeo-vaticano, e del resto su scala mondiale conta ben poco oggi.

      sinceramente, come potrebbe essere diversamente? il filo-putinismo della Lega e` velleitario e si scontra con una contraddizione insanabile: che, se ti avvicini all’asse di Visegrad in Europa, devi poi fare i conti col fatto che questi sono feroceente anti-russi e filo-americani.

      quindi le feste di Salvini ad Orban che significato hanno? sono autolesionismo puro.

      personalmente non sono affatto filo-putiniano; mi ha fatto bene rileggermi in questi giorni i miei post di dieci anni fa, quando la Russia attaccava militarmente in Ossezia del Sud e la staccava dalla Georgia: la Russia di Putin e` una variante imperiale e neppure particolarmente simpatica; e tuttavia non condivido la demonizzazione dell’imperialismo russo, perche` e` sostanzialmente minore e difensivo sul piano geo-politico, e criticarlo non e` altro che la ripetizione della vecchia favola del lupo alla fonte che rinfaccia all’agnello che sta a valle di inquinargli l’acqua (non che Putin sia un agnello, comunque, eh).

      ma se ci sta a cuore la pace, dobbiamo opporci all’anti-putinismo degli imperialisti di casa nostra.

      chi sta veramente tessendo pazientemente la tela del rifiuto di una politica troppo aggressiva verso la Russia in Europa e` la Merkel, anche con gli accordi per il gasdotto con la Russia nel Baltico che Trup non riesce a impedire; e questo dovremmo dirci, se vogliamo guardare la realta`, e quella con la Germania e` l’alleanza naturale per chi vuole evitare la guerra contro la Russia, troppo pericolosa per noi che dipendiamo dal suo gas e checi impegnamo invece a comperare il piu` caro gas americano, per fare contento Trump.

      insomma, hai colto una contraddizione del cosiddetto governo del cambiamento, che in questo caso appare piuttosto il governo della restaurazione filo-atlantica.

      detto questo, io che sono probabilmente molto meno vicino a questo governo di te, sono comunque contento oggi per l’Italia che la posizione non interventista in Libia abbia dato a sorpresa e in tempi rapidi frutti positivi.

      non sono cosi` accecato dalla ideologia da godere se le cose vanno male per noi come paese perche` vanno male anche per un governo che non mi piace, ma che pero` continuo a ritenere il male minore, visto che il Partito Deocratico ha rifiutato il dovere minimo di andare al governo con i Cinque Stelle.

      quindi, si`, puo` darsi che in questo momento io sia un po’ meno pessimista di te, almeno nel campo della politica estera: il tempo e` galantuomo e potrebbe costringerci a correggere gli errori che stiamo facendo, e in ogni caso, e` bello che al momento premi la scelta di non intervenire militarmente in Libia, e ci dia la soddisfazione di sconfiggere Macron il militarista con la diplomazia e senza sparare un colpo direttaente.

      vecchia arte di Venezia e di Firenze, quindi proprio nostra, quella di dominare l’Europa senza eserciti e con la sagacia degli ambasciatori: certo non ha potuto durare per sempre…

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      1. però al di là delle parole io ho notizie da fonti giornalistiche che siamo già lì con elementi del Colonnello Moschin e altri esperti non in divisa. In ogni caso le scelte di questo governo sono di partecipazione in 18 zone di tensione con militari, non lo dicevo per babbiare… una scelta l’hanno già fatta, poi sulla Libia stiamo a vedere come si mette

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        1. non conosco le fonti giornalistiche che citi; ho provato ad inserire in google il nome del Col Moschin, cioe` 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” – reparto di Forze speciali dell’Esercito Italiano, ma le notizie piu` recenti alle quali mi rimanda per un suo eventuale intervento in Libia sono del 2016, per un’ipotesi che poi sembrerebbe essere sfumata, ed eravamo al tempo di Renzi e di Obama…

          quanto alle presenze altrove, sono di piu` lunga data: ci si sarebbe aspettati qualche revisione, ma…

          personalmente, comunque, non sono mai stati un pacifista assoluto: differenzio i giudizi sulle forme di intervento a seconda delle situazioni; quindi si aprirebbe un discorso troppo lungo (e se lo dico io…).

          ciao, e grazie di questi tuoi due interventi,

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          1. Eppure il giornalista Remondino che conosco ed è persona seria che scrive molte cose sulle guerre in medio oriente e in Africa ne pare convinto anche se non cita le fonti. Posso pensare che siano pochi e importanti, capaci di giocare con la guerriglia, gente dei servizi che non timbra… il cartellino. La logica – lo so che è poco – fa pensare che sia così, devono difendere infine un sito proprietà della Libia ma concesso per 20 anni mi pare agli Italiani che oggi è messo in crisi. C’è molto gioco di diplomazia in quel terreno, la famosa 7a brigata del generale ladrone che combattè e sconfisse Gheddafi è ancora il polo che fa la differenza. Non credo che muova i suoi uomini solo per fare favori dalla sua zona in quel pollaio di galli arrabbiati, qualcuno ha pagato!

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            1. non intendevo contestare la tua informazione, ma approfondire, e adesso mi hai dato degli elementi in piu`.

              probabilmente Remondino e` attendibile e fa bene a non rivelare le sue fonti.

              ma adesso spero di non scandalizzarti se dico che, presa per vera la sua informazione, mi va bene, anzi benissimo, anzi ci mancherebbe se non fosse cosi`!

              sono figlio di un ufficiale, dopotutto, e sono stato educato a considerare la realta`: che l’Italia sia presente sul terreno di un simile scontro, che la coinvolge direttamente, con qualche unita` dei servizi segreti mi pare il minimo, dai, e non e` questo che intendo con intervento militare.

              i servizi segreti di cui si parla sono alla fine una semplice variante di quel gioco “diplomatico” che ci risparmia l’intervento militare vero e proprio, e siccome non viviamo in un mondo di puri di cuore, un minimo di autodifesa senza diretto spargimento di sangue da parte nostra mi pare semplicemente doveroso.

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              1. Su questo concordo, ragazzo meglio i droni e qualche James Bond delle cose che stanno facendo i turchi Iblis o altri in giro . La difficoltà è di questo governo spaccato in cui la Lega ha come unico dogma la priorità agli italiani (quali) e vuole fermare i migranti a tutti i costi, mentre il M5S ha una visione , credo un pò più ampia , ma non ha un vero piano. Ma anche se lo avesse un progetto internazionale sarebbe già inficiato da altre scelte come le alleanze con Trump e altri tagliagole internazionali . La vedo complessa davvero , intanto mentre scrivo alla tv passano immagini di altri profughi dentro la Libia, dentro la Siria

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                1. intanto grazie, naturalmente, del ragazzo, da un settantenne non ancora guarito dalla sindrome di Peter Pan…

                  ma poi non so che cosa succede: mi stai facendo diventare quasi un difensore d’ufficio di questo governo, del quale mi sento piuttosto un oppositore… (per quanto non allarista e comunque consapevole della mancaza di alternative).

                  non incolperei le forze al governo oggi della difficolta` di definire una politica estera, mi pare che sia la situazione caotica mondiale in cui viviamo a rendere l’impresa molto difficile.

                  era facile avere una politica estera per Renzi quando c’era Obama: bastava appiattirsi sull’America e fare un po’ di demagogia filo-americana contro la perfida albionesca Europa.

                  ma oggi? se Trump recita (non so fino a quando) la parte dell’America contro tutto il resto del mondo, e il resto del mondo e` frantumato tra potenze locali che si combattono caoticamente tra loro, come ai tempi dei signori della guerra della storia medievale cinese, voglio vederti a definire una politica estera!

                  e tuttavia una linea di tendenza c’e`, dato che il suicidio americano con Trump, se non verra` fermato in tempo, accelera l’ascesa dell’egemonia cinese, e fra meno di una generazione il problema non sara` tanto se essere filo-americani, ma se essere filo-cinesi, visto che sara` questa la nuova potenza egemone mondiale, o almeno cosi` pare oggi.

                  se Trump sara` una meteora impazzita lo vedremo alle elezioni dell’anno prossimo, e allora si potra` seguire la Germania nel suo lento e prudente dislocamento verso la Cina, senza correre troppi rischi, perche` il mondo potrebbe restare multipolare per un po` ancora ed esserci uno spazio di autonomia per una Europa piu` ridotta e concentrata come unita` politica vera.

                  ma se Trump sopravvive per altri sei anni, allora schierarsi con la Cina diventa pericoloso, perche` significa scambiare in prospettiva un padrone con un altro: e` vero che la Cina e` indifferente ai sistemi politici e ai valori locali, ma fino a quando?

                  e insomma grande e` la confusione sotto il cielo, avrebbe detto il Grande Timoniere, ma non mi pare che funzioni la seconda parte dell’aforisma e la situazione non e` affatto eccellente.

                  quanto ai profughi, non ti seguo e mi lascia criticamente soltanto divertito la propaganda: lascia pure che ne arrivino ancora: come non capire che Salvini sta facendo tanto clamore sul tema perche` deve pur dare qualche contentino ai suoi elettori visto che non puo` dargli altro?

                  Salvini sara` una meteora, secondo me, e ho l’impressione che la sua parabola discendente sia gia` iniziata: gli italiani non sono poi cosi` fessi; ha raggiunto il 32% dei consensi, dicono…

                  ottimo: vuol dire che ha il 68% degli italiani contro (ed e` una percentuale che mi piace 😉 ), ed e` arrivato al suo massimo consenso possibile.

                  voglio vederlo a governare col 32%, ci stanno provando anche i 5Stelle.

                  solo che, se lui ha davvero il 32% (ma non credo) e i 5Stelle il 28%, questo vuol dire che il governo ha piu` o meno il 50% dei consensi?

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                  1. di sponda in sponda… rispondo . Non essendo matto (forse) penso che in generale hai ragione ma con un postilla che è decisivo, come nei contratti capestro… Cioè il movimento per cui mi sono battagliato per anni ed è noto, aveva un’idea di mondo vicina per certi aspetti al tema della Decrescita Felice appoggiato alle persone ed al loro benessere. Pochi avevano velleità di misurarsi con il business nazionale ed internazionale che è terreno di battaglia invece per Salvini e F.I. sostenitori dell’imprenditoria nostrana contro le multinazionali internazionali (se sono italiane invece vanno bene). Ecco in un quadro simile internazionale dove come dici giustamente niente è fisso e 3-4 grandi potenze si cimentano per il predominio cosa può essere diverso? Una via autonoma e diversa chiusa alle interferenze esterne, perchè, se ci pensiamo quale vantaggio, stiamo ottenendo con lo scimiottare concorrenza (dopo che circa 600 grandi aziende italiane hanno cambiato padrone)? Ognuno giudichi. Lo so, l’obiezione è: ma come vuoi che ti diano spazio e soprattutto come vuoi tu potertelo prendere e per cosa? Questo è il piano che vorrei dai Di Maio che hanno cancellato la partecipazione alle decisioni come un fastidio per far posto a blog e una piccola casta di potere senza qualità !
                    Sarà difficile, sarà complesso, ma qui si gioca la partita del futuro, non con la competizione con la Lega che di operaio non ha più nulla anche se ancora operai la votano. Il loro progetto è “migliorare la società così com’è” con tutte le linee tracciate da riordinare semplicemente. Se invece fai perno sul bene comune devi sviluppare questo frame e pazienza se sembri un pò Calvino dei primi tempi giocherellone e allegro. Ma la prima cosa sarebbe parlarle faccia a faccia con i suoi militanti, poi con i movimenti reali ed infine con gli italiani. Se non cominci così non finisci da nessuna parte.
                    Le scelte che questo governo ha fatto sulla politica estera sono esemplari per piattezza e quasi per essere più realisti del re! Conte è il sostituto olografico di Salvini che da ministro dell’interno detta la linea, traccia il famoso… solco.

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                    1. bello indubbiamente questo dialogo, che qui si allarga su vari temi; ne scelgo alcuni e parto dall’ultimo, perche` e` il piu` semplice.

                      1. sono abituato a giudicare i governi da quello che fanno, non da quello che dicono; qui di parole ne sentiamo troppe e di tutti i tipi; di fatti veri invece c’e` una carenza drammatica e questo e` il problema: tranne le parole questo governo non sta facendo quasi nulla e l’Italia non puo` permetterselo. quello di Salvini sui rifugiati e` solo insulso folklore e non vale la pena neppure di parlarne; la Lega e` alle prese con un furto, compiuto, di 49 milioni, mica bruscolini, e stranamente non si riesce neppure a parlarne. per ora di fatti ne ho visto uno solo: la rettifica, molto molto parziale e insufficiente del jobs act di Renzi, e comunque in una direzione che mi sembra giusta. aspetto le prossime mosse, se ce ne saranno, perche` spero che questo governo esca dalla paralisi.

                      2. decrescita felice: un pessimo slogan se la pensiano coe ricetta sociale globale: funziona solo come scelta individuale; non esistono nella storia decrescite felici; le decrescite sono sempre drammatiche e bagnate di sangue; ho letto qualche libro di Latouche e mi hanno deluso per il loro semplicismo ottimista. non esistono strade per una salvezza collettiva dell’umanita` dalla catastrofe climatica, questa e` la mia amara conclusione; abbiamo gia` superato il punto di non ritorno; tutti lo sanno, pochissimi lo dicono; i vari accordi di Parigi sono soltanto fuffa per tenere buoni i pochi che capiscono; forse soltanto un nuovo minimo solare o una ripresa del vulcanismo in grande scala potrebbero salvarci, ma non dipendono da noi; in ogni caso dovremmo essere alla fine dell’interglaciale e nel giro di qualche secolo iniziera` una nuova glaciazione che mettera` comunque fine a questa civilta`, anche se lascera` qualche vaga possibilita` di ripresa agli esseri umani fra centomila anni, se riusciranno a passare vivi anche questa glaciazione: speriamo soltanto che arrivi prima che l’innalzamento gia` partito delle temperature verso scenari venusiani riesca a realizzarsi fino in fondo, perche` allora non ci sarebbe glaciazione che tenga

                      3. nel frattempo dobbiamo gestire l’esistente e cercare di cavarcela, senza sovrapporre utopie improbabili alla gestione intelligente del presente. l’Italia ha certamente qualcosa di originale e di suo da offire al mondo e lo so bene per averlo toccato con mano negli anni in cui sono vissuto all’estero (ma farei meglio a dire aveva): ci sono dei campi in cui siamo indubitabilmente dei leader mondiali, e ruotano tutti attorno alla caratterisitica centrale della nostra cultura che e` quel mix di dolce vita, spirito anarchico e fantasia creativa che ci rende unici sul pianeta e universalmente noti proprio per questo: non siamo un angolo oscuro della Terra dove vegeta un popolo insignificante…
                      dunque e` questo brand che dobbiamo difendere: la nostra merce migliore e` l’intelligenza e dovremmo nutrirla e svilupparla come il bene piu` prezioso. ma saro` pessimista anche qui: la storia degli ultimi quarant’anni, grosso modo dall’uccisione di Moro in poi, ha visto la progressiva distruzione di questo capitale umano e temo ne stiano sopravvivendo soltanto degli scampoli: pero` nella moda, nell’architettura, nella vivibilita` abbiamo ancora molto da dare, e Milano e` un esempio straordinario di questa vitalita`, assieme a qualche altra citta` del Nord: poi c’e` effettivamente l’abisso, dagli Appennini in giu`.

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