salviamo Woody Allen dal #me-too – 309

l’ultimo film di Woody Allen, A Rainy Day in New York, non uscirà al cinema e nemmeno in streaming: avete capito bene, non lo vedremo mai; e` stato cancellato anche da Amazon, impossibile acquistarlo.

ma forse e` giunto il momento di boicottare Amazon: si`, facciamolo: come forma di protesta contro questa censura intollerabile!

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questo film ha la colpa imperdonabile di raccontare l’amore tra un uomo di 44 anni e una ragazza di 15, una storia troppo delicata, come dicono i media, per sfidare il movimento #MeToo, tanto piu` che il regista ha il torto imperdonabile di averne vissuto di persona una simile, tanto piu` con la propria figlia adottiva.

pero` stranamente non ha avuto problemi, anzi e` stato pluripremiato il film un pochino insulso Chiamami col tuo nome, che racconta una storia simile, ma dopo averci assicurato che il protagonista piu` giovane ha compiuto i 18 anni-e-un-giorno al momento del suo primo bacio omosessuale.

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si`, e` davvero un brutto giorno di pioggia a New York, quello che vede spegnere l’intelligenza di un grande regista.

e a me viene in mente quel passo di Orlando di Virginia Woolf dove si parla del periodo climatico freddo e piovoso di inizio Ottocento, che coincise con la Restaurazione.

e serve a poco ricordare che tutto era collegato all’eruzione nel 1815 del vulcano Tambora in Indonesia, che ricoprì l’atmosfera di ceneri, tanto che nell’anno seguente, il 1816, conosciuto come l’anno senza estate, gelo e neve furono segnalati in giugno e in luglio sia nella  parte nord-est degli Stati Uniti che nel Nord Europa.

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io non so come facciamo a sopportare una censura simile contro uno degli uomini di cinema piu` intelligenti degli ultimi decenni.

leggo Fais in un blog di destra: parla di terrorismo femminista: espressione esagerata per un caso tutto sommato banale di censura.

pero` di quel blog condivido questa parte dell’analisi:

Come in tutti i più spietati regimi, un comitato vaglia le opere dell’ingegno umano e decide a cosa dare o non dare diritto di pubblicazione. E continuando così, statene certi – del resto, è già successo – il principio diverrà anche retroattivo. La censura colpirà persino chi fino a oggi l’aveva passata liscia. In un’università di Manchester è toccato a una poesia di Rudyard Kipling, If, accusato di essere stato razzista. Prima o poi sarà il turno di Lolita dell’amato Vladimir Nabokov da cui, presumibilmente, ricaveranno una versione adatta per le scuole dove si insegna l’educazione sentimentale.
Tutto ciò accade sotto i nostri occhi e, come già detto, senza la necessità di ricorrere a mezzi estremi. Avviene in modo indolore, evitando la coercizione e l’olio di ricino. Basta levare un finanziamento e ammantare di nobili intenti la propria vocazione nazista. Nella fattispecie, far passare per difesa delle donne maltrattate la bieca pratica di non permettere a una voce scomoda e dissonante di essere ascoltata.

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la novita` e` che la censura non viene piu` dallo stato o dalla Chiesa dei potenti, ma nasce per cosi` dire dal basso, o meglio con l’apparenza del basso, dato che i nuovi poteri si nascondono col conformismo e l’isterismo di massa bene alimentato tramite i social media.

lo chiamiamo populismo, ma e` solo una variante del fascismo classico che usava gli stessi meccanismi psicologici, gestiti da autocrati personali attraverso l’uso dei nuovi media di allora: la radio e il cinema.

sono potenzialmente ottimista sulla lunga distanza: la democrazia ha vinto cinquant’anni dopo i condizionamenti dei nuovi media inventati tra fine Ottocento e primo Novecento; allora il potere ha inventato in quegli anni la televisione, per un controllo piu` capillare, entrarto fin dentro le case, ma trent’anni dopo, nel Sessantotto, anche il potere di controllo della tv venne messo in discussione.

potrebbe succedere ancora…

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oggi viviamo sotto il controllo ossessivo ed istantaneo di smartfon e Ipad che ci inseguono in ogni attimo del nostro respiro, essendosi mimetizzati come telefono e fusi con i social media che sostituiscono la nostra identita` virtuale a quella reale.

forse abbiamo superato il limite oltre il quale ogni possibilita` di reagire viene meno.

pero` una soluzione c’e` e a me la fa praticare il mio inconscio: dimenticare il cellulare ogni volta che si puo` e vivere lunghe parti della giornata finalmente liberi: tanto le chiamate e le altre comunicazioni le memorizza lo stesso.

un po’ pochino, direte voi, ma counque un primo passo.

non riesco ancora a pensare ad un futuro in cui spegneremo del tutto anche questi ultimi terinali pervasivi che ci controllano in tutto quel che facciamo: purtroppo sono utili.

ma riesco a pensare ad un mondo in cui ci liberiamo dal peso debordante di tanta comunicazione superflua, per dedicarci a quella comunicazione fresca e intelligente che ci libera la mente.

spegnete anche i blog, direi, questo strumento ibrido, che sta con un piede dentro il nuovo sistema e vorrebbe stare con un piede fuori.

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ma intanto salviamo Woody Allen dalla censura femminista! vorrei gridare anche io…

salviamo la nostra vita sessuale dall’incubo squinternato delle ragazzine che te la danno, come nella canzone di Gaber, intendiamo come lui prima la buonasera e poi la mano, naturalmente, e poi dicono che le hai violentate!

dite che no? che intendeva altro?

ma che cosa aspettiamo a censurare anche Gaber, allora?

e la Bocca di rosa di De Andre`…

e Marinella? sara` stata maggiorenne Marinella?

tempo verra` che di De Andre` si potra` cantare solo il gorilla, visto che lui almeno violentava soltanto giudici maschi.

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per favore, salviamo il sorriso, l’ironia, la follia dell’innamoramento, la passione, la trasgressione anche, perdio!, dalla paura.

salviamo il sesso dal moralismo guardone di chi vorrebbe spiarci anche le mutande per regolare con la legge il desiderio.

salviamo l’intelligenza, sepre piu` in pericolo perche` purtroppo e` dei pochi, quando la maggioranza degli ebeti trova qualche demagogo altrettanto stupido che acquista consensi guidandoli alla catastrofe.

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noi possiamo almeno tirarci fuori da questo mondo impazzito? lo spero.

possiamo salvare Woody Allen?

temo di no: ha 82 anni quello che per le invasate e` soltanto un vecchio irriducibile pedofilo sporcaccione.

come tutti noi, se e` una colpa amare la giovinezza e la bellezza, purtroppo effimera e destinata a corrompersi.

abbiamo il coraggio di dire #me-too?

io ce l’ho: anche io sono Woody Allen.


13 risposte a "salviamo Woody Allen dal #me-too – 309"

  1. Dato che ho vissuto fra le altre esperienze anche quella della prima rivolta femminista vera, a caso proprio con la lenta scomparsa verso gli anni ’80 dei vari gruppuscoli di protesta politica di vario indirizzo, in cui non tutti erano bene accetti in ambiti ristretti a discutere o semplicemente dialogare con le donne “ribelli”. Ribelli a che? Certo ad un mondo che aveva molte contraddizioni e molti problemi economici, politici, ambientali,ecc, ma anche contro una cultura etica e pervasa di forza, violenza e egocentrismo del maschio soprattutto italiano ma non solo. Con differenze fra nazioni per ovvie ragioni di comportamenti e condizioni diverse. Premesso ciò, dove lo collochiamo il femminismo che rimane li e molto spesso con le stesse battaglie di autonomia e indipendenza, con l’orgoglio sciocco ma sbandierato ad esempio dalle Femen all’Est? Mentre Woody fa un racconto umano che è assolutamente normale e diventa straordinario solo perché tutti sappiamo dei suoi rapporti con la figliastra a cui per altro nessuno è andato a chiedere… ma com’è la questione?. Bene, senza togliere meriti e capacità di battersi alle donne in generale, secondo me soprattutto negli ultimi anni vedo una discussione stanca non generata da vere lotte popolari, genuine, ma da intellettuali del salotto buono. Woody non pontifica un’idea, la racconta! Altro è la sua stessa vita con 9 bambini adottati e una denuncia di una sua figliastra poi finita a tarallucci e vino per violenze. E in molti aspetti a mio modesto giudizio è l’incrocio terribile della filosofia di vita soprattutto con le religioni più maschiliste in generale dal cattolicesimo, ai mussulmani ad altri che diventa una filosofia comportamentale ideologicamente identificata. Mi spiego. Nel tenere sotto traccia, non far debordare come negli anni 70-80 il femminismo, mi pare sia proprio il dominio clericale in occidente e mussulmano nei paesi arabi . La chiesa cattolica usa le donne, ma ne impedisce ogni responsabilizzazione e democratica scelta persino nell’esercizio delle proprie funzioni al contrario del protestantesimo, i mussulmani, non serve neppure spiegare, sono già “avanti” quando concedono la patente alle donne. Dalla vicenda quindi dei film di Venezia si dipana semplicemente lo specchio reale di una condizione, che per essere cambiata non necessita di morale, ma di sana ribellione pratica . Non è Woody da salvare ma da abolire un mondo superato e deleterio di oppressione al pari della ideologia merceologica delle tette e dei culi che fanno commercio.

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    1. credo che la lotta per l’emancipazione femminile – dove serve ancora farla – sia una cosa, il femminismo, cioe` la lotta per il potere femminile, un’altra.

      il femminismo e` una ideologia di potere, e termina in -ismo come altri movimenti politici che esaperano un’esigenza reale per farne strumento di potere.

      il femminismo e` uno strumento di divisione e di contrapposizione degli oppressi fra loro.

      non a caso il femminismo non si interessa minimamente a combattere le diseguaglianze di condizione SOCIALE che le donne suniscono ancora e per esempio i salari piu` bassi.

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  2. Mi sconvolge la superficialità con cui un movimento importante come quello femminista abbia accettato di farsi trasformare (dagli uomini) prima in un segmento della destra reazionaria, che se n’è servito prima come “spalla” e poi come spauracchio, e poi in una categoria merceologica, per far vendere (o non vendere) determinati prodotti.

    Più che Woody Allen, bisognerebbe salvare il femminismo dal femminismo. Perché le questioni di genere sono importanti.

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    1. bentornato, gaber.

      inutile dire che qui Woody e` stato usato come simbolo o correlativo oggettivo di un problema, per dargli evidenza.

      ma per non fare uno dei miei soliti commenti fiume, ti faccio una sola domanda: sei sicuro che il femminismo “abbia accettato di farsi trasformare in un segmento della destra reazionaria” che a questo lo abbiano spinto gli uomini, oppure dobbiamo pensare che esso sia per sua natura intimamente fascistoide?

      siamo sicuri che non sia in atto una campagna mondiale contro il sesso libero e per ricondurre la riproduzione a tecnica medica controllabile e gestita dal potere?

      andiao verso un mondo dove il maschio diventa inutile e la riproduzione puo` essere gestita per via medica senza di lui: dice nulla che si stia cercando semplicemente di criminalizzarlo, prima di toglierlo di mezzo?

      (anche se non si vede subito, la domanda e` una sola).

      d’accordo invece totalmente con te che le qiuestioni di genere sono importanti, vedi appunto la mia domanda.

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      1. Secondo me non c’è bisogno di “salire” ad un tale livello: anche rimanendo più “terra terra”, è in atto un grande “riflusso” capitalistico-totalitario, che ovviamente cerca di imporre il suo controllo anche sul sesso. Questo per “vendere” certi prodotti e per controllare la vita dei cittadini.

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        1. be’, ma stiamo dicendo la stessa cosa, solo che io ho provato ad accennare ai punti salienti (mi pare) di questo controllo sul sesso dei nuovi centri del potere.

          infatti sono nuovi sia i centri di potere che cercano di metterlo sotto controllo (i media, piuttosto che la Chiesa e/o lo stato), sia le forme e gli obiettivi di questo controllo.

          in passato il controllo serviva a indirizzare il sesso alla procreazione, ora a distoglierlo (sempre aggiungendo “mi pare”).

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          1. Sull’ultimo punto non sono d’accordo, Salvini ha fatto nominare uno dei suoi “ministro della famiglia” e quello una delle prime cose che ha fatto è stato dire che gli italiani devono ricominciare a fare figli…

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            1. replica al dissenso sull’ultimo punto, dopo avere incassato contento il consenso sul resto… 😉

              primo, i governi si giudicano dai provvedimenti e non dai proclami a cui non seguono i fatti.

              secondo, se sei d’accordo sul primo punto (ma allora forse no), e cioe` che i nuovi poteri sono i media, allora quel che dicono i governi e` del tutto irrilevante.

              terzo, but non least: se il governo cominciasse ad applicare il quoziente familiare fiscale anziche` parlare di flat tax senza farla, allora vedremmo effettivamente una politica in campo a favore della famiglia e personalmente non potrei che essere d’accordo.

              ma non darei comunque troppo peso alle chiacchiere di quel fanfarone: lo sai che i clandestini nei tre mesi del suo governo sono AUMENTATI di 12.000?

              lui del resto al Ministero non c’e` mai, come non c’era al Parlamento Europeo da deputato, e` un assenteista cronico, il tipico studente lazzarone e sbruffone, tanto simpatico al resto della classe (scusa se conservo l’occhio da preside, ehhe)..

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              1. Ma indica in che direzione avrebbe voluto impostare la sua politica. Ed io credo, semplicemente, che media, governo e grandi gruppi economici formino un unico nocciolo di potere.

                L’unica cosa su cui dissentivo era l’intenzione di “dismettere” la riproduzione per vie “tradizionali”.

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                1. 1. “avrebbe voluto”: non ti sembra esagerato parlare di volonta`, per quel tipo? la volonta` vera richiede un progetto. che manca.

                  2. no, non sono d’accordo: i media, intesi come google, facebook et similia, sono un potere oramai autonomo, post-moderno nel senso di post-democratico e neofeudale; usano ancora gli stati per certi bassi servizi, ma gli stati sono sempre meno necessari e sempre piu` fastidiosi per loro perche` devono rappresentare in qualche modo ancora gli elettori, che del resto si lamentano a loro volta sentendosi mal rappresentati; per questo loro, i nuovi poteri, stanno mettendo in crisi la democrazia come forma di governo e ci stanno riportando a sudditi dell’uomo forte del momento.

                  3. hai ragione di dissentire, almeno su un punto: la crisi della riproduzione tradizionale non e` un progetto di nessuno e tanto meno una intenzione, pero` a me pare nella forza stessa delle cose e viene avanti per conto suo, fino a che qualcuno non si accorgera` che straordinaria opportunita` offre per un controllo totale dell’umanita`.

                  bella discussione, eh? e lo so che ti sembrero` un poco visionario; mi dispiace solo che la comunicazione scritta, dalla mia parte, dia un tono troppo duro e perentorio al tutto…

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                  1. Molto bella. Ho visioni diverse, ma è sempre interessante discutere con te. Ed io preferisco che resti scritta, perché ho un tono di voce ed un modo di fare che mi fanno sembrare arrabbiato anche quando non lo sono:-).

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                    1. allora abbiamo lo stesso problema entrambi: ho la voce tonante da burbero e aggiungi che mi incazzo spesso e qualche volta do fuori di matto. aggiungi ancora che sembro burbero anche quando rispondo ai commenti…

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