Francesco, il papa populista – 331

“Abbiate paura della sordità di non ascoltare il popolo. Questo è l’unico populismo possibile, l’unico populismo cristiano: sentire e servire il popolo, senza gridare, accusare e suscitare contese”

ha detto papa Bergoglio ieri a Piazza Armerina.

e con questo, ammette apertamente di essere populista anche lui, come scrivevo pochi giorni fa, anzi persino lo rivendica.

non e` strano, visto il suo orientamento politico peronista, cioe` di un forte conservatorismo autoritario, ma con una netta impronta sociale.

populista-gradito

. . .

lotta tra populisti diversamente di destra, dunque, e` la prospettiva del nostro futuro: alcuni favorevoli all’elite dei feudo-plutocrati, e lavorano per loro; altri convinti che il populismo possa superare la divisione fra le  classi sociali.

che papa Bergoglio sia populista non e` uno scandalo, anzi il suo populiso sociale rappresenta un ritorno ai principi fondanti del cristianesimo.

che e` nato proprio come movimento populista.

diro` una cosa che sembrera` persino bizzarra: le prime lontanissime radici sociali dello stato sociale oderno si trovano, ancor prima della nascita del cristianesimo come religione distinta, nelle regole di vita della comunita` ebraica degli Esseni…

Questa e` la regola dei molti per sovvenire a tutti i loro bisogni.
Il salario di almeno due giorni ogni mese lo rimetteranno nella mano dell’ispettore (episkopos, in greco antico) e dei giudici.
Di questo una parte sara` data agli orfani; con una parte sosterranno la mano del povero, del bisognoso, del vecchio che si spegne, dell’uomo errante, del prigioniero in una nazione straniera, della vergine che non ha nessuno che la prtegga e della ragazza di cui nessuno si interessa.
Documento di Damasco, XIV, 12-16

regole simili erano attribuite nel secondo secolo anche alle prime comunita` cristiane:

44 Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; 45 vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Atti degli apostoli, II, 44-45

. . .

tentando di fare del cattolicesimo un movimento populista Bergoglio in realta` quindi cerca di riportarlo alle sue radici originarie, che lo vedono impegnato a difendere chi non ha, gli affamati e i poveri, ai quali tutti appartiene il futuro imminente regno di Dio sulla Terra.

alle polemiche contro di lui si deve rispondere che i veri eretici rispetto alla tradizione millenaria erano Wojtyla e Ratzinger, che vedevano la chiesa cattolica invece soprattutto come una specie di lobby impegnata a difendere l’intoccabilita` neo-pagana non negoziabile della vita del corpo umano divinizzato.

. . .

ma con questo e` abbastanza grottesco sentire dire da papa Bergoglio, proprio da lui, che il populiso cristiano non suscita contese.

niente e` cosi` pericoloso per l’unita` stessa delle Chiesa che provare a riportarla alle origini e combatterla come stratificazione di un occulto potere neo-pagano…

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