Ilaria Cucchi e il precisino digustoso – 374

l’altroieri ho riportato cosi`, citandole dalla stampa, recenti parole del nostro attuale ministro dell’Interno sul caso Cucchi:
“La sorella di Cucchi mi fa schifo”.
in questo post: https://corpus15.wordpress.com/2018/10/12/quello-li-il-ministro-dello-schifo-372/

oggi il ministro manda una lettera alla Stampa per precisare che non e` vero.

non gli faceva schifo Ilaria Cucchi.

ma il suo dolore: leggere per credere; questi semi-analfabeti non sanno neanche esprimersi.

ma i loro elettori sono in grado di accorgersene?

Caro direttore,
mi ha sorpreso e indignato aver letto che avrei detto “mi fa schifo” riferendomi a Ilaria Cucchi.
Non è così!
In un’intervista a La Zanzara avevo espresso quel giudizio a proposito di un post della sorella di Stefano, post che la stessa Ilaria aveva poi deciso di rimuovere ammettendo di aver sbagliato.
Ieri ho spiegato, parlato alle agenzie, diffuso post e registrazioni dell’epoca.
Tutto inutile: Mattia Feltri non se ne è accorto e non ha voluto verificare un’affermazione così grave.
Confermo, direttore, che aspetto Ilaria e la famiglia Cucchi al Viminale.
Cordialità

. . .

come risponde l’autore dell’articolo, Mattia Feltri:
Signor ministro,
lei disse: «Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello ma mi fa schifo. È un post che fa schifo».
[…] Lei aggiunse che il carabiniere faceva bene a querelare, e Ilaria doveva vergognarsi e scusarsi. […] In quell’occasione Ilaria accusava un carabiniere ed è lo stesso carabiniere che, dopo nove anni di silenzio, giovedì finalmente ha parlato. Un po’ dell’indignazione che mi riserva, signor ministro, valuti se conservarla per altri, quando avrà capito perché già allora Ilaria sapeva, mentre buona parte delle istituzioni fischiettava.

. . .

ma veramente ci sto cascando di nuovo anche io: queste enormita` sono soltanto armi di distrazione di massa.

non basta fare a meno di nominarlo, per evitare di fare la propaganda gratis al piu` incredibile ministro dell’Interno che abbiamo avuto dal tempo di Mussolini, che lo fu  dall’inizio del suo governo, 31 ottobre 1922, al 16 giugno 1924, omicidio del deputato dell’opposizione Matteotti, e poi dal 6 novembre 1926 alla caduta del fascismo il 25 luglio 1943.

queste polemiche squallidissime servono a nascondere lo schifo di altre operazioni e soprattutto il dissesto del paese dovuto a una politica economica scellerata.

questo non e` tanto il ministro che ha insultato Ilaria Cucchi, pardon: il dolore di Ilaria Cucchi.

questo e` il ministro che vuole indebitare il paese e distruggere il nostro sistema pensionistico, oltre che tagliare pensioni gia` definite, per mandare in pensione la gente a 62 anni, quando in futuro nessuno potra` pagare le pensioni neppure a loro. 

fosse altrettanto precisino nel calcolare le pensioni del futuro, almeno!

disgust

. . .

ed ecco tutti i documenti originali di questa penosa storiaccia:

il post di Ilaria Cucchi:
“Volevo farmi del male, volevo vedere le facce di coloro che si sono vantati di aver pestato mio fratello, coloro che si sono divertiti a farlo. Le facce di coloro che lo hanno ucciso. Ora questa foto è stata tolta dalla pagina. Si vergogna? Fa bene”.

l’intervista del ministro, allora non ancora tale: 
“Ilaria Cucchi? Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello, ma mi fa schifo. È un post che mi fa schifo. Mi ricorda tanto il documento contro il commissario Calabresi.
La sorella di Cucchi si deve vergognare. La storia dovrebbe insegnare. Qualcuno nel passato fece un documento pubblico, erano intellettuali sdegnati contro un commissario di polizia che poi fu assassinato. I carabinieri possono tranquillamente mettere una foto in costume da bagno sulla pagina di Facebook. O un carabiniere non può andare al mare? E’ assolutamente vergognoso. I legali fanno bene a querelare la signora e lei dovrebbe chiedere scusa. Io sto sempre e comunque con polizia e carabinieri. Se l’un per cento sbaglia deve pagare, anche il doppio. Però mi sembra difficile pensare che ci siano poliziotti o carabinieri che hanno pestato per il gusto di farlo”.

post di Ilaria Cucchi dell’11 ottobre:
“Ci chieda scusa chi ci ha offesi in tutti questi anni. Ci chieda scusa chi in tutti questi anni ha affermato che Stefano è morto di suo, che era caduto. Ci chieda scusa chi ci ha denunciato. Sto leggendo con le lacrime agli occhi quello che hanno fatto a mio fratello. Non so dire altro. Chi ha fatto carriera politica offendendoci si deve vergognare. Lo Stato deve chiederci scusa. Deve chiedere scusa alla famiglia Cucchi”.

. . .

quanto all’invito al Viminale, credo che questo prodigio di ministro dovra` aspettare ancora un bel po’.


2 risposte a "Ilaria Cucchi e il precisino digustoso – 374"

  1. Io sarei assai più felice se un ministro dell’interno non si occupasse delle pensioni (che è un tema che non gli compete) e piuttosto si dedicasse ad indagare su quello che sembra essere un problema strutturale delle forze dell’ordine italiane: perché non ci sono solo i carabinieri “semplici” che, sembra (presunzione di innocenza a targhe alterni: quando si parla di stupri ed omicidi avvenuti fuori dalle caserme, Salvini non è così garantista), hanno picchiato Cucchi fino a farlo morire, o i numerosi episodi simili avvenuti in giro per l’Italia negli ultimi anni, ma anche dei colleghi che, per “spirito di corpo”, stanno zitti nove anni e dei superiori che, sembra, hanno fatto sparire carte e rettificare note. Il problema, temo, non è la mela marcia, ma il cesto in cui stanno.

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    1. ecco, hai messo il dito sulla piaga nel modo giusto.

      capisco che Ilaria Cucchi dica che non ce l’ha con l’arma, ma con alcuni carabinieri; ma purtroppo, e dico sinceramente purtroppo, nel senso che mi dispiace proprio e mi fa male dirlo, il caso ha dimensioni e aspetti tali da far pensare, assieme a te, che marcia e` l’istituzione nel suo insieme.

      e capisco i prezzi tremendi che sta pagando quella famiglie in termini psicologici per questa battaglia di civilta`, che purtroppo (secondo purtroppo) sara` inutile, visto che al governo ci stanno figuri simili e l’incivilta` e` al potere.

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