La tragedia italiana: un articolo dello Spiegel – 409

so che ben pochi mi leggono, ma faccio come se non fosse cosi`: che importa? sarebbe utile se mi leggessero, si sa cosi` poco di come in Germania vedono davvero l’Italia che tradurre, ad esempio, questo articolo dello Spiegel puo` essere considerata comunque una buona azione da parte mia…

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La tragedia italiana Roma contro Bruxelles
Il conflitto tra il governo populista a Roma e i partner europei continua a crescere. Ma l’Italia ha solo una possibilità di rimettersi in piedi.
di Henrik Müller

Una cosa, prima di tutto, gli italiani di oggi non hanno davvero nessuna colpa per gli orrendi debiti del loro stato. Che siano stanchi dei tagli dopo decenni di risparmio è comprensibile.
Tuttavia, ciò che i populisti al potere di Roma stanno attualmente realizzando è uno spettacolo tragico – con un enorme potenziale di incidenti.
Martedì, l’Italia avrà il tempo di rivedere i suoi bilanci e presentarli alla Commissione europea. Ma il governo dei nazionalisti di sinistra e di destra della Lega non ha segnalato fino ad ora alcuna intenzione di scendere a compromessi. Se non arriva a un accordo, l’Italia e` minacciata da una sanzione per 3,5 miliardi di euro. Se Roma non si arrende e forse addirittura rifiuta di pagare, l’Europa si troverà ad affrontare una crisi politica e finanziaria a fronte della quale la disputa con la Grecia nel 2015 sembrerebbe una sciocchezza.
Il debito pubblico italiano è un retaggio degli anni settanta e ottanta. A quel tempo, i governi instabili cercarono di comprare voti lanciando programmi di spesa finanziati dai debiti. Ma è stato tanto tempo fa.
Dagli anni ’90, il paese ha condotto una politica fiscale piuttosto restrittiva. Dopotutto, Roma è riuscita a mantenere il suo debito stabile per anni e a ridurlo in relazione alla produzione economica. Per più di due decenni e mezzo, lo stato ha speso meno di quanto incassava (a parte gli interessi); solo durante la crisi finanziaria non ha avuto successo. Di norma, il bilancio aveva un “avanzo primario”.
Ha giovato poco. Dopo la grande recessione del 2008/09, il rapporto debito/PIL in Italia è di nuovo cresciuto minaccioso. E` attualmente arrivato al 133% del prodotto interno lordo (PIL). In termini assoluti, ciò equivale a 2.3 trilioni di euro. Ci sono pochissimi paesi in tutto il mondo che sono più fortemente indebitati.
Nessun paese occidentale sta crescendo più lentamente
I problemi dell’Italia non derivano necessariamente dall’eccessiva spesa pubblica, ma dalla bassa crescita. Il paese non soffre affatto di una domanda troppo bassa, che si dovrebbe stimolare con un piano di deficit finanziario, come ha recentemente affermato il leader Cinque Stelle Luigi Di Maio. L’Italia ha enormi problemi di offerta: le capacità produttive non sono più in crescita; esse si sono effettivamente ridotte leggermente negli ultimi anni, come previsto dall’OCSE.
Nessun altro paese occidentale soffre di uno sviluppo economico strutturalmente debole – il risultato di bassi investimenti, diminuzione della produttività e riduzione dell’occupazione.
Molti numeri chiave in Italia sono più simili ai paesi dell’Europa dell’Est rispetto ai partner occidentali consolidati come la Francia o la Germania. La produttività è inferiore al livello del 2000, come ha calcolato il Fondo Monetario Internazionale. Per la ricerca e lo sviluppo, le aziende e lo stato spendono solo l’1,3% del PIL, nemmeno la metà del valore di confronto tedesco, come mostrano i dati dell’ufficio statistico Eurostat. Gli investimenti esteri diretti sono praticamente inesistenti.
Particolarmente allarmante è il basso tasso di occupazione. Solo il 65% dei cittadini di età compresa tra i 15 ei 64 anni lavora. Nella maggior parte dei paesi dell’UE, i valori comparativi sono oltre il 70%, in Germania addirittura sono vicini all’80%. Scarse opportunità di lavoro spingono in particolare le persone fuori dal paese. L’Italia è diventata un paese di emigrazione da un decennio. Soprattutto gli accademici cercano fortuna altrove, non da ultimo in Germania.
Lo scarso sviluppo a lungo termine del potenziale produttivo italiano si riflette nel declino del reddito reale, poiché si genera relativamente poco, ma può anche essere distribuito poco.
Particolarmente preoccupante è il gran numero di persone che soffrono di privazioni materiali, cioè sono così povere che, ad esempio, hanno difficoltà a pagare l’affitto o il riscaldamento. Il “tasso di privazione” è superiore al 10% della popolazione, di nuovo un valore che ricorda i paesi più poveri dell’Europa orientale. In Francia e Germania, i parametri di riferimento sono compresi tra il 3 e il 4%.
Quindi cosa fare?
L’Italia ha una sola possibilità di rimettersi in piedi: deve superare la sua stagnazione permanente – e allo stesso tempo in qualche modo, garantire la stabilità delle finanze pubbliche.
Pertanto, sono vietate le riduzioni fiscali e un abbassamento dell’età pensionabile (il che significa che il numero di dipendenti cadrà ancora più rapidamente di prima), entrambi obiettivi ai quali il governo tende.
L’introduzione di un reddito minimo come l’Hartz IV, che è senza precedenti in Italia, tuttavia, è invece utile e necessario, soprattutto se accompagnata da un’espansione di opportunità educative per i bambini, giovani e adulti disoccupati.

Homeless man and woman read newspapers as they sit in front of church in downtown Rome
la foto di senzatetto di Roma e` presa dall’articolo dello Spiegel

Ma una cosa è certa: il percorso di collisione romano con Bruxelles è direttamente dannoso per la crescita. Il rischio di insolvenza – e / o di un’uscita dall’euro – sta già aumentando i tassi di interesse italiani. Non solo per lo stato è più costoso prendere in prestito denaro, ma anche per le aziende.
Finanziare investimenti favorevoli alla crescita diventa ancora più difficile. La crisi alimenta la crisi.
L’eurozona nel suo insieme difficilmente può aiutare l’Italia nel suo stato attuale. I partner a Bruxelles, Berlino, Francoforte, Parigi o Lussemburgo non possono aiutarlo, un governo che ignora a gran voce il diritto dell’UE.

Sarebbe un po ‘diverso se Roma perseguisse una vera strategia di crescita, riabilitasse il suo settore bancario, allargasse il sistema educativo e così via.
In queste condizioni, il fondo europeo di salvataggio ESM potrebbe aiutarla. E la Banca centrale europea (BCE) probabilmente proteggerà l’Italia dagli speculatori – un rimedio molto efficace contro l’aumento dei tassi di interesse.
Ma Roma avrebbe dovuto rinunciare al suo corso di collisione con i partner europei.
Ma il leader della Lega […] in particolare è ovviamente meno interessato a migliorare la situazione reale in Italia e dei suoi cittadini che a segnare punti con esibizioni vittimistiche presso il pubblico nazionale – per avere un buon risultatore nelle elezioni parlamentari europee del prossimo anno insieme ad altri esponenti della destra come la francese Marine Le Pen.
Il conflitto in scena con Bruxelles è più politicamente efficace di un serio programma a lungo termine – anche se, come ho detto, rimane uno spettacolo tragico.

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per quale motivo mi ritrovo a ragionare esattamente sull’Italia come un tedesco di sinistra, ancora prima di leggerlo?

la giusta politica economica per l’Italia e` un salario di cittadinanza minimo di base (in sostituzione degli 80 euro, oppure alimentato con un aumento dell’IVA esclusi i generi di prima necessita`), una riduzione delle tasse sul lavoro e nessuna riduzione dell’eta` pensionabile, e invece nuovi investimenti sulla formazione e sulle infrastrutture: un contenimento dei consumi privati degli strati privilegiati per alimentare una spesa pubblica di qualita`, cioe` di investimenti sociali per migliorare il paese.

se i tedeschi, che hanno finanze statali in ordine, vanno in pensione a 67 anni, perche` mai gli italiani dovrebbero andare in pensione prima?

ma questo programma si poteva realizzare soltanto con un accordo tra i 5Stelle e un Partito Democratico che recuperasse il senso delle proprie radici tra i partiti che difendevano la giustizia e la solidarieta` sociale.

la destra italiana e il Partito Democratico che le si e` accodato, condizionato da Renzi, continuano invece ad attaccare un piano di lotta alla poverta` e a proteggere gli interessi della parte piu` benestante della popolazione.

in queste condizioni andiamo ad uno scontro devastante con l’Europa al seguito dei demagoghi ottusi della Lega e della destra, e tutto per consentire a qualche decina di migliaia di lavoratori di andare in pensione qualche anno prima, rimettendoci anche in termini di pensione.

e, paradosso finale, rischiano anche di abbassare il PIL, visto che le pensioni saranno piu` basse di salari e stipendi, e in alcuni casi anche notevolmente piu` basse, e non e` detto che tutti i pensionati vengano sostituiti.

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un paese accecato sul fatto che e` proprio il debito col peso degli interessi che strangola la sua crescita e che crede alle teorie economiche allucinate che ci dicono che e` invece l’aumento del debito che puo` salvarci.

e` vero che una espansione moderata del debito in un paese finanziariamente a posto puo` avere un effetto leggermente benefico sull’economia; ma questo non significa che possa averlo, invece, una espansione sconsiderata in un quadro economico di debito comunque debordante.

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6 risposte a "La tragedia italiana: un articolo dello Spiegel – 409"

  1. per come si stanno mettendo le cose altro che 2.4%… sarà 10%. Per aggiustare le cose possono sempre fare 30%-50%.
    Mancano serietà ed efficienza. Sempre lo stesso problema in tutti i paesi che vanno male.
    Se non sbaglio per Bertrand Russell erano due i principi che portavano al successo: persone capaci nelle posizioni giuste indipendentemente da altri aspetti non influenti sul corretto svolgimento della loro attività. Metodo scientifico nella formulazione di opinioni (riferito al popolo capace di valutare oggettivamente il meglio per se stesso senza tifo da stadio).
    Che poi è chiaro che, se il timoniere ha un buon livello di competenza, anche chi sta sulla barca più in basso può goderne dei benefici. E chi sta in basso si deve fidare del timoniere per poterlo sostenere.
    Come può l’Italia rilanciare settori vari (bancario, trasporti… industria) se chi si trova a gestire il rilancio manca della competenze necessarie perché lì per altri ragioni?

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    1. hai fatto un’analisi lucida ed essenziale che mette il dito sulla piaga, anzi sulle piaghe.

      purtoppo, dopo Monti e Bersani, non c’e` piu` nessuna forza politica che provi a fondarsi sulla serieta` e il paese e` completamente allo sbando: la contrapposizione fra destra e sinistra e` a chi le spara piu` grosse, e anche l’estrema sinistra soffre degli stessi vizi delle forze governative che combatte, o dice di combattere…

      grazie ai pensionamenti anticipati della Lega, l’Italia buttera` dalla finestra miliardi di euro per CONTRARRE il PIL, dato che il pensionato guadagnera` meno di quel che pigliava lavorando, e difficilmente verra` rimpiazzato, con l’aria che tira – che, onestamente, dipende piu` da Trump e dal suo protezionismo che dal governo.

      una simile manovra economica, molto simile al taglio dei genitali di origeniana memoria, merita di restare nei libri di storia come esempio indelebile di demenza al governo.

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    2. È vero, è così da sempre, soprattutto se prima del rilancio il competente ha rubato o lasciato rubare gli amici.
      300 mln anno di furto, sprechi e mancati introiti.
      Non si è mai vista volontà., chiacchiere demagogiche a parte, di gestione corretta dello stato.

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  2. Lascio lo stesso un commento anche se non sto scuotendo la testa, anzi sono d’accordo su tutto… penso da tempo che fra tutte le iniziative di questo governo quella che ci farà più male (se dovesse realizzarsi) e’ la flat tax, mentre un reddito di cittadinanza avrebbe dovuto propugnarlo proprio il PD, nell’epoca del lavoro 2.0 ovvero del non lavoro…

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    1. incredibile quanto siano simili le nostre analisi politiche….

      i pensionamenti anticipati sono perfino peggio della flat tax, come ho spiegato in una paragrafetto aggiunto oggi alla rilettura: “paradosso finale, rischiano anche di abbassare il PIL, visto che le pensioni saranno piu` basse di salari e stipendi, e in alcuni casi anche notevolmente piu` basse, e non e` detto che tutti i pensionati vengano sostituiti”.

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