#Bertolucci, e` finito #Novecento – 429

scrivere sulla morte di Bertolucci e` praticamente obbligatorio, e oggi lo faremo quasi tutti.

perche` l’autore della Commare Secca (sceneggiatura di Pasolini), Prima della rivoluzione, Partner, Strategia del ragno, Il conformista, Ultimo tango a Parigi, La luna, La tragedia di un uomo ridicolo, Novecento, L’ultimo imperatore, Il te` nel deserto, Il piccolo Buddha (e tralascio gli ultimi film che non ho visto o non mi sono piaciuti) ha fatto un bel pezzo di cinema italiano del Novecento, ed era certamente l’ultimo grande regista italiano vivente.

ma scrivere di Bertolucci significa anche mettere i piedi nel piatto e questo ben pochi lo faranno oggi, perche` significa anche parlare di arte e criminalita`.

perche`  Bertolucci, col suo cinema qualche crimine lo ha compiuto, almeno una volta.

. . .

sentite, qualcuno mi spiega come e` possibile parlare di violenza sulle donne, il 25 novembre, essere andati magari al cinema a festeggiare la lotta alla violenza contro le donne, e non dire il giorno dopo che Bertolucci in un suo film e` stato il violentatore di una donna? e peggio: per interposta persona…

66bf35d4-f158-11e8-96a4-b22f59ffe895_Last-Tango2-471x250-kufC--1024x576@LaStampa.it

tutto il dibattito sulla censura degli anni Ottanta, dopo i casi di Pasolini (altro criminale sessuale come lui), si e` svolto anche attorno al suo Ultimo tango a Parigi, con condanna alla distruzione del film, successivo dissequestro, salvataggio fortunoso di una copia e oggi riproduzione restaurata della medesima, ma senza mai considerare (anche perche` non lo si sapeva) che la scena maledetta che porto` alla condanna del film, non era una rappresentazione cinematografica, ma uno stupro vero, e anche il peggiore degli stupri che una donna possa subire, quello che la violenta negandone contemporaneamente la femminilita`: uno stupro anale.

a Maria Schneider non venne chiesto se era d’accordo: l’idea, non prevista dalla sceneggiatura, venne a Bertolucci e Marlon Brando, quella mattina stessa, a colazione, spalmando il burro su una fetta di pane, e la ragazza venne violentata – violentata, ma non sodomizzata davvero, dicono adesso – senza preavviso cosi` che la scena risultasse piu` vera.

tanto vera che la Schneider, che aveva allora vent’anni, da quel trauma non si riprese piu` completamente; ma e` anche vero che pare difficile distinguere gli effetti e le cause nella vita di una donna sfortunata, figlia illegittima, finita nel mondo del cinema quasi per caso, e dopo quel pietoso successo ridottasi a tossicodipendente, fra un tentato suicidio e una riabilitazione:

vita a perdere, per dirla duramente, e ciascuno costruisce la propria sorte, dicevano gli antichi, ma forse nel senso che la nostra sorte costruisce noi in modo tale che ci costruiamo quella stessa sorte.

ma accetteremmo mai, noi, che un omicidio, rappresentato al cinema, fosse in realta` vero, per renderlo piu` efficace a fini artistici?

. . .

all’arte, allora, tutto e` concesso? o almeno in campo sessuale?

chiunque avesse fatto ad un’altra ragazza quel che fecero Bertolucci e Brando sarebbe finito sotto processo, come Polanski o Nicholson.

soprattutto in tempi come gli attuali in cui la sessualita` maschile e` sotto attacco convergente, per scopi politici abbastanza trasparenti (portare al voto Democratico le donne e provare a far riemergere la sinistra dallo sprofondo in cui l’hanno cacciata i suoi errori e la sua perdita di identita`).

ma il Sessantotto libertario deve dare ancora una risposta alla domanda se vi sono dei limiti alla liberta` totale, in nome di qualche valore, e di quali.

certo, se Bertolucci viene guardato con indulgenza in nome dell’arte, a quella stessa indulgenza hanno diritto tutti coloro che hanno fatto e fanno cose simili e vengono invece messi alla gogna.

ma se quell’indulgenza era ingiusta, perche` il danno arrecato era troppo grave, allora lasciamo perdere l’arte come giustificazione, perche` non si capisce come il danno irreparabile portato coscientemente ad un essere umano possa essere considerato un fatto artistico.

. . .

Bertolucci resta un grande artista, cosi` come Caravaggio resta un grande pittore anche se fu un assassino, Gauguin un personaggio interessante, anche se abbandono` la moglie e cinque figli, e Pasolini un grande poeta anche se corruppe sessualmente minori; e continueremo ad ammirare l’arte di Leonardo anche se lui vivisezionava i priginionieri di Ludovico il Moro per studiare meglio l’anatomia.

e tuttavia nessuno di questi artisti ha compiuto i propri crimini direttamente attraverso l’arte: sono stati marginali rispetto alle loro creazioni artistiche.

con Bertolucci si e` andati oltre.

. . .

siamo coacervi di contraddizioni, noi esseri umani, la colpa appartiene al vivere che e` gia` in se stesso una colpa, e l’artista, uomo piu` imperfetto di altri, non fa eccezione.

ma non usiamo l’arte per districarci nel labirinto del male, e se dobbiamo usarci indulgenza perche` nessuno e` senza colpa ne` puo` lanciare la prima pietra della lapidazione di chi sbaglia, non sia l’arte la giustificazione ne` una scorciatoria per l’assoluzione.

la vita umana colpevole merita pieta` per se stessa, e l’arte non c’entra.

l’artista che delinque paghi dunque come gli altri la sua umana pena; noi non smetteremo di ammirarlo come artista per questo.

. . .

ammirare l’arte, quando c’e`, senza perdonare l’artista quando e` umanamente ributtante (molto spesso): si puo`?

quando sapremo rispondere a questa domanda, non considereremo l’artista o l’uomo di cultura superiore alla comune umanita`; e allora avremo davvero chiuso il Novecento.


18 risposte a "#Bertolucci, e` finito #Novecento – 429"

  1. P.S. Condivido senza ombra di dubbio il male subito da Maria che, da quel film, scomparve agli occhi di più! La violenza può essere anche subdola e la si può raccontare come si vuole ma, francamente quella scena come tante altre le avrei sicuramente tagliate. Ma erano anni dove bisognava ‘far vedere’ la trasgressione, altrimenti si era poco allineati con una rivoluzione che nei suoi eccessi non ho mai capito !

    Sono troppo ignorante per dare giudizi ma, insegnare agli uomini cose sagge che accrescano l’equilibrio mentale è materia di pochi !

    "Mi piace"

    1. forse erano anni nei quali si riteneva che una rivoluzione dei valori e dei modi di pensare potesse tranquillaente avere certi costi umani: in fondo Mao, che era un punto di riferimento, diceva “la rivoluzione non e` un pranzo di gala”; e i terroristi di ultrasinistra non si facevano scrupolo di ammazzare.

      oggi stiamo cadendo in un politically correct altrettanto esasperato ed opposto (a parer mio), ma in una confusione ideologica senza precedenti: si vuol mandare Brizzi sotto processo perche` ci prova con qualche bella ragazza e poi si trasmette in prima serata Ultimo tango.

      ma la censura di Ultimo tango ci fu, pero`, ricordiamolo, e ne fu perfino ordinata la distruzione, fatto precedenti: ma sembrava che i giudici fossero piu` preoccupati delle scene erotiche esplicite che della violenza che veniva fatta ad una ragazza davanti alla cinepresa: questo non si era riusciti a capirlo, allora; o per dirla meglio, non lo si sapeva.

      alla fine, Bertolucci, che non si penti` mai veraente di quello che aveva fatto, appare in questo davvero uomo di una stagione conclusa…

      Piace a 1 persona

  2. Condivido in pieno il tuo pensiero anche se, avendo visto alcuni film di Bertolucci (compreso Ultimo tango a Parigi), non l’ho mai amato ma non mi permetterei mai di dire che non era un grande regista.
    Per esser veramente geniali, comunque, il messaggio deve essere eterno come in pochi casi e, per Bertolucci, a parer mio, il messaggio era troppo spostato da una parte! Non lo vedo come qualcosa di universale. Probabilmente fa parte della mia miopia mentale.

    Ciao.

    "Mi piace"

      1. Diciamo di si anche se, non ne faccio mai una questione di bandiera ma di messaggio da trasmettere ! Faccio l’esempio di Giorgio Gaber che potrebbe essere classificato come tu dici ma, il suo messaggio è davvero universale senza troppi ovvi riferimenti a quell’epoca !

        "Mi piace"

        1. ma proprio alla luce dell’esempio che fai tu, mi pare che il problea non stia tanto su dove uno si colloca politicamente, cioe` su quali sono i suoi valori politici di riferimento, ma piuttosto sul modo in cui lo fa: se acritico e schematico, oppure se aperto e critico.

          essere schematici aiuta certamente ad avere successo nel breve periodo, perche` ti regala un pubblico di fan che in quel momento condivide certi schematismi, ma logora in una prospettiva piu` lunga; ed e` quello che succede a certi artisti che hanno un successo tanto forte, quanto immeritato ed effimero, in una prospettiva storica.

          Bertolucci non mi e` parso troppo schematico ai suoi tempi, pero` certamente, per paradosso, lo appare oggi.

          "Mi piace"

          1. Probabilmente è anche una questione di sensibilità personale per cui, certi personaggi e certe loro storie, non riescono ad oltrepassare il limite dell’immanente e non trovano una giusta collocazione nel trascendente. Altro personaggio di cui probabilmente non ho mai colto il messaggio è stato Pier Paolo Pasolini. Ma ripeto, tutto questo ha valore per la singola testa e non è certo il pensiero universale.

            "Mi piace"

            1. il successo e` una strana bestia, ed e` piu` cieco ancora dell’amore.

              su Pasolini ti dico il mio giudizio: come poeta ha scritto troppo e troppo spesso come facendo il committente di se stesso, per senso oscuro del dovere; eppure ha scritto cose di una potenza inaudita, quando si lasciava scrivere da qualche altra voce interiore che non fosse quella del dovere.

              come pensatore ha usato categorie del tutto anacronistiche, eppure ha anticipato il futuro con una acutezza di analisi straordinaria.

              insuperabile e classico, cioe` eternamente attuale, come regista.

              come intellettuale complessivo, insuperabile, il piu` grande del nostro secondo Novecento.

              ma non sarai d’accordo.

              (scusa: immanente e trascendente, in che senso? non ho capito bene: li usi come sinonimi di datato, circoscritto, effimero e solido, universale, di lunga durata, mi pare…; e` difficile anche per me trovare gli aggettivi giusti; ma dimmi se ho capito bene)

              "Mi piace"

              1. Immanente e trascendente in termini filosofici ma con una libera interpretazione. Immanente = Ciò che esiste Trascendente = ciò che va oltre.

                Su ciò che dici di Pasolini è vero ma non sono mai riuscito a capirlo ! Forse sono un pò limitato mentre un Gaber riesco a percepirlo molto meglio.

                (P.S. non sono uno molto colto, forse adopero parole fuori luogo ma mi viene da esprimerle così) 🙂

                Ciao.

                "Mi piace"

                1. ho cercato di ridare un’occhiata al tuo blog, che avevo visto, direi furtivamente ( 😉 ) stamattina, ma nel frattempo sembra diventato privato…

                  insisti parecchio su tuoi limiti culturali, ma non mi ci ritrovo, sai? se fai riferimento ai termini di immanente e trascendente in senso filosofico, tanto ignorante non devi essere…

                  pero` e` vero che usi i due termini in un modo che a me non pare appropriato: se trascendente e` cio` che e` aldila` di questo mondo, come puoi rimproverare a certi autori o personaggi di non trovare una giusta collocazione nel trascendente? come potrebbero? loro sono di questo mondo, non della realta` che si dice che dovrebbero trascendenderlo, cioe` essere totalmente aldila` della nostra realta`: intendo la trascendenza.

                  e cosi` neppure direi che immanente e` ciò che esiste, ma bensi` cio` che e` intrinseco a qualcosa, e in particolare addirittura in se stesso, cosi` da essere la causa della sua stessa esistenza.

                  dire di quelli gia` visti sopra che non riescono ad oltrepassare il limite dell’immanente, non riesco a capire che cosa voglia dire, tanto piu` che non e` affatto sicuro che l’immanenza sia un limite.

                  ma anche pigliando immanenza come sinonimo di “realta`” la tua critica non mi convince… 😉

                  ciao e grazie dei commenti 🙂

                  "Mi piace"

                  1. Si, convince poco anche a me ! Ma volevo dire che certe forme di espressione, di pensiero sono più legate ad un certo periodo storico (immanente) rispetto a pensieri e riflessioni più ampi dove vengono coinvolte le ‘strutture’ umane in senso più ampio e non legato al momento in cui queste espressioni vengono appunto ‘espresse’ ! (trascendente)
                    Certo, i termini sono stati adoperati in modo non appropriato, ma il significato che volevo dargli, in una visione più terra-terra, è quella descritta adesso.
                    Il mio blog è privato in quanto non sopporto i burloni, i copioni, e i ladri di immagini e di fotografie personali ! Preferisco ‘condividere’ le mie cose con poche persone selezionate che hanno Blog anche tipo diario ma che hanno un certo senso e non solo stupidaggini !
                    Se vuoi, ti autorizzo ma, non credo tu possa trovare grandi post !

                    Ciao.
                    Stefano.

                    "Mi piace"

                    1. ecco, adesso il significato e` chiaro, ed e` quello che piu` o meno di capiva, ma adesso almeno posso essere sicuro di avere intuito bene.

                      fai bene a tutelare la tua privatezza; ma c’e` anche una soluzione intermedia, che e` quella di rendere privati soltanto alcuni post, e tuttavia lasciare visibile il blog con i suoi contributi meno personali; anche i commenti si possono moderare in modo volendo anche rigido, per tenere lontane le persone moleste.

                      volentieri sarei ammesso alle tua cerchia, anche se il io blog non e` di tipo diaristico – ma a volte qualche post di questo tipo ci compare: lo scopo della lettura puo` anche non essere quello di trovare “grandi post”: ce ne sono diversi qui dentro in grado di farne, ma a volte serve anche soltanto la boccata d’aria di qualche discorso semplice e umano.

                      ciao

                      Mauro

                      "Mi piace"

  3. Non toglierà valore al film però, però…sapere che per l’arte si passa sopra a certi comportamenti poco etici non è affatto bello.
    Soprattutto per gli strascichi non da poco subiti dall’attrice.
    C’è da riflettere non solo il 25 novembre.

    grazie sempre per questi post

    "Mi piace"

        1. sono andato a leggere il link che mi hai dato (grazie!), che contiene qualche informazione piu` aggiornata di quelle sulle quali mi sono basato.

          in sostanza Bertolucci nel 2016 ha cercato di correggere affermazioni che aveva fatto in precedenza (forse rendendosi conto…), e ha parlato di “un ridicolo equivoco”, dato che, dice adesso, l’unica cosa che la Schneider non sapeva era l’uso del burro, e comunque non ci sarebbe stata “violenza su di lei”, perche`, burro a parte, la scena dello stupro era gia` prevista nella sceneggiatura. aggiunge che “e` molto “naïf da credere che al cinema accada per davvero quello che si vede sullo schermo”.

          sono frasi un poco grottesche, dato che nella stessa dichiarazione dice “Volevamo la sua reazione spontanea a quell’uso improprio”.

          e quell’uso “improprio” non sarebbe violenza?

          la violenza e` una relazione psicologica di sottomissione, infatti, dice Bertolucci, “È quello che, come ho saputo molti anni dopo, offese Maria”: pensa che strano!

          il direttore della fotografia, spettatore consenziente della violenza, dice: “Non è successo niente, nessuno è stato stuprato davvero. È possibile che Bertolucci non abbia menzionato un dettaglio a Maria, ma lei sapeva benissimo cosa stava facendo”.

          non posso continuare senza diventare scurrile: ma in che mondo vivono questi?

          oserei dire, per chiudere senza scadere nel volgare, che basta leggere la definizione legale in vigore in Italia della violenza sessuale per capire che Maria in quel film l’ha subita.

          ma lei oramai e` morta, Bertolucci e Brando anche, e tutto questo serve soltanto per una triste discussione postuma.

          Piace a 2 people

    1. grazie: tu che mi leggi abbastanza spesso sai che cerco sempre di dire delle cose fuori del coro, cosa che mi viene abbastanza bene e senza sforzo, dato che sono un tipo un poco estroso, un poco bizzarro.

      il film ti consiglio di vederlo, perche` l’episodio su cui mi sono soffermato e` tutto sommato un incidente di percorso che non gli toglie valore, e il film ha oramai un valore storico di documentazione di un mondo di liberta` (certamente anche eccessiva) che abbiamo perduto.

      Piace a 1 persona

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.