la bufala autorizzata di (no-)Ponzio (no-)Pilato – 439

ci si puo` anche divertire a leggere i giornali seri, quelli che fanno le campagne contro le fake news che non sono di stato…

a proposito, queste si distinguono da quelle fatte in casa per il tono molto piu` sussiegoso…

ecco l’ultima, delle categoria delle  bufale para-cristiane.

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partiamo da questa foto:

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a sinistra un frammento di un anello, di fattura molto rozza e dozzinale, come vedete, trovato cinquant’anni fa nell’Herodion, vicino a Betlemme, cosi` ci viene detto.

l’Herodion e` un palazzo fortezza che il re Erode il Grande si fece costruire, fra il 23 e il 15 a. C., sulla cima di una piccola collina conica, in parte artificiale, 12 km a sud est di Gerusalemme, e molto a est di Betlemme, che non ha senso alcuno citare in questo contesto.

ce lo racconta lo storico ebreo Giuseppe Flavio e dice che li` dentro Erode si fece anche seppellire; e la sua tomba e` stata individuata nel 2007, almeno a dar retta all’archeologo Ehud Netzer che affermò di averla scoperta in un punto che corrisponde a quella descrizione, ma poi morì nell’ottobre del 2010 dopo una brutta caduta proprio in quel sito.

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l’Herodion fu distrutto dai romani nel corso della prima guerra giudaica, cioe` nel 70 d.C., ma settant’anni dopo divenne uno dei quartieri generali del protagonista della seconda guerra giudaica, Simon Bar Kokheba, e quindi fu distrutto una seconda volta da loro; e` stato riscoperto e scavato e si trova oggi al centro di un piccolo parco nazionale.

atr-herodion-1bene, questo e` il quadro generale.

quel logorato anello e` rimasto in pace per cinquant’anni fino a che due ricercatori, Shua Amurai-Stark e Malcha Hershkovitz, hanno potuto individuare “con una speciale e potente macchina fotografica” sull’anello l’immagine di una coppa – rozzissima – circondata dal nome di Pilato scritto in caratteri greci.

per chi ci vuole credere, la ricostruzione che hanno fatto si puo` vedere a destra sempre nella prima fotografia.

e ci vuole poco a vedere che non coincide con quanto si vede dell’originale: la I a destra non e` uno iota, la lambda a sinistra e` di fantasia, quel che si vede qui e` invece proprio uno iota; e la successiva alfa di questa avventurosa lettura e` invece un lamba; la omicron non esiste. e poi qualcuno vorrebbe spiegare come mai la scrittura ul lato destro sarebbe parallela al bordo e su quello sinistro invece perpendicolare?

e` molto piu` logico leggere a destra EX, in alfabeto greco maiuscolo, e a sinistra, sempre con lo stesso tipo di scrittura -LI, oppure IL-, a seconda di come si pensa sia stata orientata la scrittura.

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ma pigliamo pure per buona la loro ricostruzione e passiamo oltre, e qui mi scuso se le mie osservazioni saranno un poco tecniche:

1. come mai il nome di Pilatus, che e` romano, sarebbe stato scritto con l’afabeto greco e non quello latino? si usava, a volte, mi si potrebbe dire; ma e` verosimile che usasse farlo Pilato, un funzionario romano, in un anello suo e per giunta che avrebbe avuto valore ufficiale, come si suggerisce dopo?

2. dando per buono l’uso dell’alfabeto greco, in che lingua e` scritto Pilato? in italiano? la forma originale e` Pilatus, o Pilatos (Πιλᾶτος) in greco, non Pilato; ma se qui fu usata la forma greca del nome di Pilato, in greco: Πόντιος Πιλᾶτος, allora manca il sigma finale, e – se non sbaglio – anche l’accento circonflesso: roba da morire dal ridere

3. se comunque fosse davvero scritto Pilato li` sopra, sarebbe un dativo, non un nominativo: vorrebbe dire per Pilato, oppure da dare a Pilato; ma se fosse dativo, la o sarebbe una consonante lunga, in latino, e dunque andrebbe scritta in greco con l’omega e non con l’omicron, che indica la o breve; se fosse in greco, l’omega avrebbe addirittura lo iota sottoscritto.

4. se Pilato fu governatore, in realta` prefetto, della Palestina dal 26 al 36, che cosa ci farebbe un suo anello nel palazzo dove Erode era sepolto dal 4 d.C.?

5. L’oggetto è di fattura semplice, dice l’articolo: una circostanza che lascia supporre che l’alto funzionario romano lo portasse tutti i giorni e non solo in occasione di eventi speciali. – altra osservazione scema – ed era quasi sicuramente un sigillo: ve lo immaginate Pilato che va alla corte di Erode, morto da piu` di vent’anni portandosi dietro come sigillo ufficiale un oggettino cosi` elementare, e certamente per autenticare documenti nella reggia di Erode – ma dai!

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comunque state certi che non saranno osservazioni come queste a impedire che la bufala si propaghi.

e mantenere almeno l’ombra di un ragionevole dubbio su questa cervellotica ricostruzione?

ma no, spara il titolo: Pilato […] ritrovato il suo anello.

e nella reggia di Erode, per fare piu` colpo, non lontano da Gerusalemme!

peccato solo che l’Erode dei vangeli era un altro: Erode Antipa, non Erode il Grande.

. . .

ma tutto fa brodo se si tratta di suggerire che sia vera l’inverosimile notizia della crocifissione del rabbi Jeshu avvenuta sotto Pilato, come si auto-convinsero i cristiani, quando dovettero combinare le poche e confuse notizie leggendarie sulla vita di questo loro lontano maestro con la profezia di Daniele che collocava la morte del futuro messia giusto in quegli anni li`.

peccato che l’unica presunta fonte storica antica che ce lo documenterebbe, senza dipendere, almeno apparentemente, dalle tradizioni cristiane stesse, e` il cosiddetto Testimonium Flavianum, inserito nell’opera di Giuseppe Flavio nel quarto secolo da quello spregiudicato falsario che era Eusebio di Cesarea, storico ufficiale del cristianesimo alla corte di Costantino il Grande, l’imperatore che sdogano` il cristianesimo, ponendo le premsse per farne la religione di stato dell’impero romano in declino.


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