1789-2018: l’anti-rivoluzione col giubbetto giallo – 440

1789, Parigi

“ma questa e` una rivolta” disse Maria Antonietta

“no, maesta`, e` una rivoluzione”

era la rivoluzione dei sansculottes, dei senza mutande.

il nome diceva il disprezzo che i nobili avevano per loro, ma quei senza mutande conquistarono il potere e costruirono un mondo fondato su benessere, salute e relativa liberta`.

lottavano in nome dei diritti universali dell’uomo.

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2018, Parigi

qualcuno pensa che ci sia una rivoluzione, con i giubbotti gialli.

no, cari, e` una rivolta.

e` la prima rivolta contro quella rivoluzione, fatta ancora nel nome di quella rivoluzione stessa.

contro i nuovi feudatari tecnocrati, contro la diseguaglianza della nuova aristocrazia del pelo sullo stomaco. 

ma fatta nel nome della loro identita` di francesi: una rivolta contro i diritti universali dell’uomo di qualche centinaio di casseurs.

appoggiati col cuore da una massa vile, che pero` nelle strade non scende, e fino a che non rompono le vetrine.

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il mondo moderno nato a Parigi 230 anni fa, comincia a dissolversi a Parigi, simbolicamente.

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muore nelle rivolte del malessere: la decrescita inevitabile sara` molto infelice e soltanto una nuova eguaglianza potrebbe momentaneamente alleviarla.

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intanto, nel marasma mondiale, i leader disorientati di Buenos Aires promettono che continueranno la crescita suicida.

“La politica fiscale dovrebbe ricostruire le risorse laddove necessario, ed essere usata in modo flessibile e pro-crescita, assicurando allo stesso tempo che il debito pubblico resti su un percorso sostenibile.
La continua attuazione delle riforme strutturali migliorerà il potenziale di crescita.

Il commercio e gli investimenti internazionali sono motori importanti di crescita, produttività, innovazione, creazione di posti di lavoro e sviluppo.
Riconosciamo il contributo che il sistema commerciale multilaterale ha apportato a tal fine.
Il sistema non è al momento all’altezza dei suoi obiettivi e c’è spazio per miglioramenti.
Sosteniamo pertanto la necessaria riforma del WTO per migliorarne il funzionamento. Esamineremo i progressi nel nostro prossimo summit.

doveva essere scritto il commercio equo, ma gli Stati Uniti non hanno voluto: come puo` essere equo il commercio dal punto di vista di chi si ritiene il padrone del mondo?

«I massicci movimenti di rifugiati costituiscono una preoccupazione globale con conseguenze umanitarie, politiche, sociali ed economiche.
Sottolineiamo l’importanza di azioni condivise per affrontare le cause profonde dei movimenti e per rispondere alle crescenti necessità umanitarie».

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dovevano soltanto mostrare agli homines inquieti le loro facce sorridenti e fintamente concordi.

state buoni, che stiamo pensando a voi e al vostro bene.

“L’accordo di Parigi sul clima è irreversibile.
Gli Stati Uniti ribadiscono la propria decisione di ritirarsi dall’accordo di Parigi e affermano il proprio forte impegno per la crescita economica e l’accesso all’energia e la sicurezza, utilizzando tutte le fonti energetiche e le tecnologia proteggendo, nello stesso tempo, l’ambiente”.

intanto che ci tengono buoni, avanza l’alternativa, i cyborg che ci metteranno alla porta, si fabbricano le droghe che ci faranno sparire contenti.

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perche` ci sia una rivoluzione, dovrebbe esserci un’idea diversa di societa`, alenoi abbozzata, un modello di economia differente.

forse c’e`, nascosto nella mente di chi guida nascosto i fili aggrovigliati degli uomini del potere apparente.

ma se c’e`, non prevede un futuro per gli umani.

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l’effetto serra non importa molto, se l’intelligenza artificiale dei robot sara` compatibile con le temperature che schiatteranno l’homo sapiens.

i sapiens si agitano, prima di morire: sono convulsioni molto naturali.

ma non hanno futuro, non c’e` rivolta che possa salvarci, e non c’e` neppure nessuna rivoluzione in vista.

perche` non si vede il progetto – ma forse non lo vedo soltanto io…

(troppo impegnato a farmi il mio progetto particolare, la via di fuga almeno della mia fantasia)

 


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