Carlo Rovelli: dissentire aiuta

l’originale integrale ve lo dovete leggere qui:

https://www.corriere.it/cultura/18_novembre_07/carlo-rovelli-dissentire-aiuta-inutile-scrivere-gia-convinti-50edff94-e2a6-11e8-86b9-0879a24c1aca.shtml

tra l’altro, e` coperto da copyright, che spero di non violare pubblicando qualche stralcio.

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Carlo Rovelli: dissentire aiuta; Inutile scrivere per i già convinti

[…] Nella vita mi sono sentito spesso un outsider, con opinioni poco condivise. Prendere posizione pubblicamente su argomenti controversi significa attirarsi inimicizie; anche insulti. Il nostro Paese poi è poco abituato a scambi di opinioni rispettosi; invece che discutere iniziamo subito a insultarci. […]
Ma
[…] penso che chi ha il privilegio di un mestiere intellettuale fatto di studio, riflessioni, viaggi, incontri, letture, pensieri, abbia il dovere di non tenere i pensieri chiusi in torri d’avorio, ma offrirli a chiunque possa esserne curioso o utilizzarli.
[…] La reazione di tanti lettori a quello che scrivo è stata per me una sorpresa. Scoprire che molte delle idee e dei sogni che credevo di nutrire in solitudine parlano al mondo e sono più condivisi di quanto pensassi è stato lo splendido regalo che mi hanno fatto i miei lettori. Il presente che viviamo è stato creato dai sogni del passato. Il futuro nascerà dalle speranze di oggi. Forse sono un sognatore, ma non sono il solo.
[…] Non serve a nulla scambiarsi opinioni quando siamo d’accordo, per rafforzarcele a vicenda. Non fa che polarizzare la società e rende più facili drammatici errori collettivi. […] Quando leggo, cerco di leggere chi ha idee diverse da me. Quando scrivo, non scrivo solo per chi ha le mie stesse idee: scrivo sopratutto per chi non le condivide.
[…] Senza nessuna presunzione, ma con la speranza di contribuire il mio granellino di sesamo per un mondo meno ingiusto, meno rapace, spero di continuare a scrivere. Provando a condividere con chiunque voglia leggermi quanto mi sembra di riuscire a vedere del mondo.
[…] Il disastro climatico si avvicina, senza che i governi lo affrontino. L’America ha votato un presidente indecente, il Brasile ha eletto un pericoloso leader di estrema destra, l’India è nelle mani di un estremo nazionalismo Hindu, la Russia è affascinata dall’illiberalismo di Putin. La primavera araba è naufragata quasi ovunque lasciando dittature sanguinarie. Austria, Polonia, Ungheria… si sono gettate sempre più a destra, nelle mani di leader che spingono per aggressività e tribalismi. Partiti di destra sempre più estrema crescono in molti Paesi. La nuova parola d’ordine del mondo, invece che «collaboriamo», sta diventando «prima noi». Le organizzazioni sopranazionali create per arginare la guerra sono in difficoltà. Gli Stati Uniti si ritirano dai trattati nucleari per aumentare il loro arsenale atomico. Tutte le nazioni stanno aumentando fortemente gli armamenti.
L’ultimo decennio è stato segnato da una crisi finanziaria e economica che ha portato a una concentrazione della ricchezza disgustosa, a un forte aumento della disparità sociale in tutto il mondo. Élites al potere che non hanno saputo arrestare e compensare questo processo sono state spazzate via dagli elettori. Ma invece di votare politici lungimiranti e competenti, capaci di mettere il mondo nella direzione di maggiore giustizia sociale, più collaborazione internazionale, meno guerra, gli elettori di tanti Paesi hanno finito per votare forze politiche aggressive e divisive che esacerbano le tensioni, spingono arroganti verso disastri, puntando il dito contro capri espiatori irrilevanti. Le ricchezze del nostro Paese si sono concentrate nelle mani di pochi, e la gente si fa annebbiare dai politici che invece di puntare il dito sui ricchi danno la colpa dei disagi ai più miserabili. La scena politica del mondo comincia pericolosamente a somigliare a quella degli anni Trenta, il periodo in cui molti intellettuali avrebbero fatto meglio a parlare. In Italia, anche il linguaggio aggressivo di allora si riaffaccia: «me ne frego», «io tiro diritto».
Sono convinto che queste forze, se continuano a prendere piede nel mondo, faranno presto molto male a tutti noi. Se aggressività e tribalismo continuano a prevalere su collaborazione, condivisione e giustizia, ne pagheremo sempre più il prezzo tutti.
Potrei sbagliarmi, ma il rischio mi sembra troppo alto per tacere.
[…] Quindi no […] non smetto di scrivere, anche di politica.


3 risposte a "Carlo Rovelli: dissentire aiuta"

  1. Poiché sono convinto che nel suo insieme, ed anche perché la struttura politica rappresentativa lo vuole e lo permette, il popolo sia gregge, io non posso non dare la colpa al pastore ed ai suoi cani (partiti stampa tv e cultura politica) della direzione presa, che serve al solo pastore per tostare il gregge con le buone o con le cattive.
    Le cattive sono in atto da un decennio e più ma la cosa più tremenda e che più mi fa paura è il riarmo generalizzato in atto.
    In ogni caso sostengo convintamente le voci che danno l’allarme pur nel deserto di ascolti.

    Ero ieri sera ad una riunione pubblica del pd su in valle….Non hanno ancora capito niente di quanto avvenuto e di quanto si prospetta.

    Un dettaglio: demonizzano senza una proposta guardando al passato, si rifugiano nell’Europa e nel tema migranti peraltro senza ammettere che loro hanno indicato la strada che ora altri percorrono senza le loro evidenti ipocrisie…zombi politici.

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    1. ah, ecco, l’anonimo qui sotto sei tu 🙂

      ti avevo sgamato, comunque, e stavo per risponderti dicendotelo.

      mi sono abbastanza scocciato di spiegare al popolo bue le cose, per quanto mi riguarda; dev’essere colpa dell’educazione snob riceviuta da mia madre che parlava delle buasse.

      se alle pecore piace farsi tosare e anche macellare, si accomodino pure; io passo il testimone, credo di avere gia` dato.

      col Partito Democratico non perderei neppure tempo piu`: e` la loro base sociale che e` cambiata: hanno scelto la classe media relativamente garantita e fino a che si sente tale; ma questi, appena gli brucia la sedia sotto il culo passano a Salvini…

      la base sociale dovrebbe essere i giovani disoccupati; ma siamo sicuri che esiste ancora, cioe` che e` ancora vigile e pensante, oppure e` troppo impasticcata e manovrabile solo via telefonino?

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  2. Poiché sono convinto che nel suo insieme, ed anche perché la struttura politica rappresentativa lo vuole e lo permette, il popolo sia gregge, io non posso non dare la colpa al pastore ed ai suoi cani (partiti stampa tv e cultura politica) della direzione presa, che serve al solo pastore per tosare il gregge con le buone o con le cattive.
    Le cattive sono in atto da un decennio e più ma la cosa più tremenda e che più mi fa paura è il riarmo generalizzato in atto.
    In ogni caso sostengo convintamente le voci che danno l’allarme pur nel deserto di ascolti.

    Ero ieri sera ad una riunione pubblica del pd su in valle…. Non hanno ancora capito niente di quanto avvenuto e di quanto si prospetta.

    Un dettaglio: demonizzano senza una proposta guardando al passato, si rifugiano nell’Europa e nel tema migranti peraltro senza ammettere che loro hanno indicato la strada che ora altri percorrono senza le loro evidenti ipocrisie… zombi politici.

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