i pascoli perduti del cielo – 442

mi scrive una mail Greenpeace, ma non firmero` nessuna petizione (giorni di umore nero, giusto per adeguarmi al clima politico dominante…).

Greenpeace Italia mi chiede di sottoscrivere una petizione all’Unione Europea e al governo italiano per tagliare i sussidi agli allevamenti intensivi e sostenere aziende agricole che producono con metodi ecologici.

sono completamente d’accordo.

sono convinto che, grazie a questo modello di sviluppo, siamo oramai seduti su una bomba ad orologeria, e non soltanto per via del riscaldamento globale.

ma non firmero` lo stesso, magari lo fara` qualche mio lettore.

. . .

in questi giorni nel basso Lago di Garda e di nuovo nella Bassa bresciana una sconosciuta causa di morte sta sterminando gli storni; nulla si e` piu` saputo dell’epidemia di polmonite di fine estate nella stessa zona, che e` fitta di industrie e di allevamenti intensivi.

eppure non firmero`, anche se mi piacerebbe molto che arrivassero degli aiuti che premiassero gli ultimi eroici allevatori che resistono ancora su questi pascoli montani che i rovi stanno riconquistando e convincessero qualcuno a ricominciare ad allevare pecore e mucche qui dove la produzione di carne non provocherebbe alcun effetto serra.

da tempo sogno un salario di cittadinanza dato a chi ritornera` sulle montagne abbandonate a curare ambiente, cibo e paesaggio.

ma so benissimo di essere soltanto un utopista inguaribile.

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. . .

se vogliamo del cibo sano, questo cibo sara`​ piu` caro.

occorre dunque che si spenda di piu` per mangiare e di meno per altri consumi.

occorre riportare risorse all’economia di base; occorre diventare tutti piu` poveri, per ritornare alla produzione naturale, e comunque non tutti potranno.

nessuno convincera` qualcun altro mai a diventare piu` povero, salvo qualche filosofo agreste.

non importa se nella poverta` ben calibrata c’e` molta piu` felicita` che nella ricchezza smodata.

non si puo` diventare saggi e quindi diventare poveri.

si puo` soltanto diventare poveri e quindi, per la maggior parte, piu` lividi e cattivi, ma forse almeno alcuni, in controtendenza, piu` saggi.

. . .

lo sapevi, mi chiede Greenpeace, che negli allevamenti intensivi gli animali sono nutriti con mangimi coltivati usando pesticidi e fertilizzanti chimici e vengono usate grandi quantità di antibiotici?

come no? cinquant’anni fa ho dovuto prendere in carico l’eredita` di mio padre e sono stato un allevatore di polli intensivo anche io: so bene di quelle schifezze, c’erano gia` allora.

mio padre dirigeva il reparto mangimi di una grande azienda bresciana: sara` stato un caso che nel giro di sei mesi morirono di un cancro al polmone sia lui sia il suo collega?

Abbiamo analizzato l’acqua di canali di irrigazione che scorrono in zone del nostro Paese con numerosi allevamenti intensivi, e abbiamo trovato antibiotici e 30 diversi pesticidi, 9 dei quali non autorizzati in UE. 

non  e` ​neppure la prima volta che ne scrivo…

. . .

e ​mi ero giusto messo da parte degli appunti dalla stampa tedesca (anche se non vorrei scrivere piu` di un post al giorno…):

ecco, traduco stralci dell’articolo dello Spiegel, perche` – non vogliatemene – il livello di informazione ricavabile e` ben maggiore che nella lettera italiana di Greenpeace.

. . .

Ingegneria genetica. L’agenzia dell’Unione Europea mette in guardia contro l’alimentazione animale con batteri resistenti agli antibiotici  di Nicolai Kwasniewski

Per anni organismi geneticamente modificati sono stati introdotti nei mangimi per animali. I batteri resistenti agli antibiotici sono stati probabilmente mescolati in centinaia di migliaia di tonnellate di mangimi e venduti nell’Unione Europea.

I batteri si trovano in un additivo della vitamina B2, noto anche come riboflavina 80 per cento, che viene utilizzato nei mangimi per il bestiame. Questa sostanza è prodotta dal batterio geneticamente modificato Bacillus subtilis KCCM-10445, che è resistente a diversi antibiotici. Il processo di produzione è approvato legalmente e ufficialmente finché la modificazione genetica nel prodotto finale non è rilevabile e fintanto che i batteri non sono vitali. Entrambe quste condizioni non si verificano in questo caso.

L’Efsa avesse dichiarato gli additivi sicuri nel 2014 perché, secondo il produttore, non contenevano germi vitali. Nello stesso anno, tuttavia, un laboratorio di ricerca tedesco ha scoperto i primi batteri in una partita di vitamina B2 proveniente dalla Cina. Un importatore olandese li aveva introdotti in Europa e li aveva rivenduti. Pertanto, l’additivo è stato ampiamente utilizzato nei mangimi per animali e quindi nella catena alimentare. Il laboratorio ha informato le competenti autorità dell’Unione Europeal’, ma all’inizio non è successo nulla.

Solo dopo ulteriori avvertimenti, nel 2016 la Commissione europea ha chiesto all’EFSA una nuova valutazione degli integratori vitaminici. Nel marzo 2018, l’Efsa ha quindi pubblicato un nuovo studio che conclude che la vitamina rappresenta un rischio per gli animali, i consumatori, gli utenti e l’ambiente. A settembre, altri sei mesi più tardi, la Commissione Europea ha ufficialmente vietato l’uso della vitamina – tuttavia, gli allevatori di bestiame sono autorizzati a nutrire i mangimi fino all’aprile 2019.

L’organizzazione dei consumatori Prodotti alimentari Guarda appare scosso e accusa la Commissione europea ad ignorare “i rischi per la salute degli organismi geneticamente modificati” e di aver preso la “diffusione del tutto inutile di resistenza agli antibiotici” per anni tacitamente accettati.

Le consegne sono difficili da tracciare. Il quotidiano francese “Le Monde” è stato in grado di tracciare il percorso di almeno una parte delle scorte di vitamine. Così, tra aprile e giugno di quest’anno, otto tonnellate di vitamina B2 dalla Cina sono sbarcate tramite un importatore olandese in Polonia, Italia e Paesi Bassi. Poiché la vitamina viene aggiunta al mangime solo in piccole quantità, secondo il giornale, avrebbe dovuto containare fino a 1,6 milioni di tonnellate di cibo per animali.

Quanto è grande il pericolo rappresentato dagli organismi geneticamente modificati non è chiaro. Gli animali espellono nuovamente la maggior parte dei batteri e in realtà questi non dovrebbero essere in grado di sopravvivere nell’ambiente. Ma sicuro questo certamente non è.


14 risposte a "i pascoli perduti del cielo – 442"

  1. Che poi ho scoperto che acquistare mangimi per ovaiole non OGM è un’impresa. Nessun consorzio o negozio agrario nella mia zona li tiene. Ordinarli su internet ha spese di spedizione esorbitanti. Per fortuna ho trovato grano, sorgo, mais e perfino soia di produttori delle Marche con cui preparare da solo un mangime, il resto se lo procurano da sole razzolando.

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      1. Prodotti locali li trovi in qualsiasi consorzio. Manca il carbonato dice calcio che se sono libere se lo procurano da sole mangiando sassolini. Io nel recinto metto un po’ di stabilizzato ecologico quello fino usato per le strade bianche e le uova hanno un guscio più che solido!

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        1. infatti io uso del mangime che prendo a un consorzio locale, ma non ho mai controllato la composizione e l’origine; temevo gia` che le granaglie potessero essere trattate in vario modo, e ora tu me lo confermi, pare; ma verifichero` meglio.
          lo stabilizzato ce l’ho nel cortile di casa, e loro vengono a razzolare qui, appunto; poi le due ovaiole sono golosissime del polistirolo, e ne trovano ancora qualche resto nel cantiere che non e` stato ancora chiuso, purtroppo.
          io le mie non ho cintate…, e purtroppo stanno crescendo molto anarchiche, anche se cerco di invogliarle a restare vicino a casa spargendo diversi tipi di cibo per loro nel cortile…

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          1. Se è un mangime specifico per ovaiole è probabile che sia OGM, invece se prendi un misto per polli, spesso usato per l’ingrasso, i consorzi lo acquistano da produttori locali. Il problema è che per fare un mangime non OGM servono impianti di produzione separati per legge e anche grossi produttori spesso non lo ritengono conveniente. Anche se alcune aziende bío che li producono esistono anche in Italia ma bisogna avere la fortuna di abitarci vicino. È comunque triste scoprire che anche le uova del contadino che acquistavo perché più sane non sfuggono quasi mai all’ogm, non per disonestà ma semplicemente perché è ovunque

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            1. ho controllato finalmente il mangime che do ai miei polli: Non contiene: antibiotici, promotori di crescita, auxinici e coccidiostatici.”

              ovviamente il discorso andrebbe approfondito anche ora, a per me l’essenziale e` che non contenga antibiotici ne` ormoni,

              e adesso mi brucio, ma non sono contrario per principio assoluto agli OGM: dovremmo essere in grado (ma purtroppo non lo siamo) di conoscere nei dettagli attraverso quali operazioni si sono compiute le modifiche genetiche e valutare caso per caso.

              ci sono modifiche genetiche che gli esseri umani hanno fatto per millenni seguendo procedure convenzionali. tutta la nostra agiricoltura e` OGM, solo che le modificazioni genetiche di una volta erano prodotte lentamente e con incroci naturali.

              il rifiuto degli OGM attuali e` dovuto a un motivo di prudenza e giustificata diffidenza, ma non ha ragioni assolute: occorre vedere, caso per caso, se nei laboratori e` stato fatto qualcosa di sostanzialmente diverso da quello che hanno fatto anche i nostri antenati con metodi empirici oppure se ci sono state manipolazioni oprofondamente inquinanti del materiale genetico.

              siccome e` un’operazione difficilissima, allora li rifiutiamo in blocco, perche` non sappiamo approfondire: ma e` una scorciatoia, secondo me.

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              1. Potrei darti ragione su molte cose che dici, ma il mio rifiuto all’ogm è dovuto principalmente alla “perdita di sovranità alimentare” che ne deriverebbe da un uso diffuso. L’abbandono dell’auto produzione dei semi ha portato già alla scomparsa di molte specie alimentari, le varietà ibride o brevettate non sono riproducibili tranne da chi ne detiene i diritti di proprietà, che fra l’altro potrebbe decidere cosa immettere sul mercato e come produrlo ( imporre particolari protocolli di coltivazione funzionale ai suoi prodotti).

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                1. discussione intressante e hai certamente ragione sul nuovo punto che introduci.

                  le differenze fra selezione genetica tradizionale e moderna di laboratorio o industriale sta non solo nel fatto che la prima adotta metodi naturali e dunque del tutto trasparenti e la seconda no, ma che, anche proprio per questa mancanza di trasparenza, la prima era comunque disponibile e la seconda, invece, rimane proprieta` privata, coperta anche da brevetti, credo; e ne vengono le conseguenze che dici tu.

                  insoma, il problema non sta tanto nella manipolazione genetica in se stessa, ma nel controllo capitalistico di questa manipolazione, e credo che siamo d’accordo.

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          2. Il mio GAS acquista uova da un produttore bio che usa mangimi bio,
            Naturali e sicuramente non Ogm,
            Mi informo dei dettagli sul dove, come e quanto…

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  2. Da non credere, si sa ma il soldo comanda anche su cibo salute.
    Non a caso sono socio e presidente di un Gas
    Si combina cibo sano con prezzo, ambiente ed equità sociale sostenendo eroici produttori etici.
    Il meglio anche per sensibilità sociali, gente comune con una visione socio politica.
    GAS gruppo acquisto solidale.
    Solidale significa nel concreto che abbiamo aderito a “restiamo umani” contribuendo con partecipazione e contributi.
    Iscrivetevi ad un GAS….

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        1. oh, non faremo una trattativa via blog, credo, ci sentiamo di persona; le mie mele non so quanto sono commerciabili, tranne una piccola quota. forse le patate??? quanto al prezzo non ho particolari pretese, piu` che altro mi spiace lo sprecarle, poi quel che viene viene, e male non fa di sicuro… ma sentiamoci quando vuoi, per telefono.

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