e` possibile una gestione pubblica dell’acqua? a Brescia e altrove… – 445

due settimane fa potevo annunciare il risultato straordinario del referendum consultivo per l’acqua pubblica a Brescia del 18 novembre: 209.212 si`

qualche lettore si complimento` su questo blog per la sensibilita` ecologica dei cittadini bresciani, e sara` forse curioso – come me – di conoscere gli sviluppi.

quello che al momento so lo ricavo da una lettera ai giornali locali di Mariano Mazzacani, del Comitato Referendum.

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il Presidente della Provincia di Brescia e` stato eletto il 31 ottobre scorso, cioe` poco prima del referendum, dall’assemblea dei sindaci e di consiglieri comunali in un quadro di partecipazione abbastanza debole degli aventi diritto:

si chiama Alghisi, ed era sostenuto dalle liste Provincia bene comune, di sinistra, e di Comunita` e Territorio, che fa capo al Partito Democratico: entrambe queste forze si erano impegnate in campagna elettorale a rispettare il risultato del referendum.

ma che cosa vuol dire, in pratica?

per alcuni, niente, considerato – dicono – che al referendum hanno votato solo un quinto circa degli elettori. 

(come se anche Alghisi non fosse risultato eletto per la debole partecipazione di sindaci e consiglieri di destra alle votazioni).

. . .

ora l’Assemblea dei sindaci (che ha sostituito il Consiglio Provinciale, in base alla nuova legge Renzi – Del Rio) dovra` decidere che peso dare a questo voto e se correggere la decisione della Provincia del 9 ottobre del 2015 di far entrare i privati nella gestione dell’acqua.

la lista di sinistra che sostiene il Presidente chiede che, prima della decisione, ci siano delle delibere nei diversi consigli comunali, che li orientino nel voto.

il nuovo presidente si e` riservato di decidere.

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intanto, pero`, la delega al servizio idrico e` stata confermata ad Andrea Ratti, in evidente conflitto d’interesse come dipendente di una società della Holding A2A, che, secondo le decisioni prese prima del referendum, sarebbe dovuta entrare con una quota del 49% nella gestione delle acque bresciane, secondo quanto deciso dalla precedente Giunta a guida Partito Democratico.

e dopo il referendum qualcuno parla di portare la quota al 40%, come se questa potesse essere una valida risposta alle istanze del voto.

oggi pero` e` la Lega che reclama il rispetto dell’esito del referendum: fatemi mettere una decina di punti esclamativi!

invece il Partito Democratico locale, a parole a favore dell’acqua pubblica, agisce tuttavia concretamente per ampliare le competenze nel campo della societa` A2A ed e` difficile pensare che possa cambiare sostanzialmente orientamento.

onestamente si dovrebbe anche riconoscere che ci sono oggettive difficolta` a farlo senza fondi pubblici adeguati.

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esemplare la decisione presa in Val Trompia l’anno scorso di cedere ad A2A il 24,9% delle azioni di ASVT, l’Azienda dei Servizi della Val Trompia, costituita nel 1998 dai comuni della valle con A2A coe socio di minoranza; A2A aveva in precedenza una partecipazione del 49%, ed ora ne ha assunto il controllo.

sono da realizzare il depuratore di Valle, a Concesio, ma anche il completamento del collettamento di Lumezzane e la realizzazione di impianti di trattamento del cromo esavalente nell’acqua nei comuni di Villa Carcina, Sarezzo e Gardone.

ma i Comuni non hanno i fondi per intervenire; anzi con l’occasione hanno addirittura venduto una parte delle loro quote per fare cassa.

e dunque ecco la spinta alla privatizzazione dell’acqua, anche per rispondere ad alcune emergenze.

 . . .

in queste contraddizioni si muove la questione dell’acqua pubblica a Brescia dopo il referendum:

da un lato il Partito Democratico oramai ha compeltamente sostituito localmente la vecchia Democrazia Cristiana, da cui pure in parte proviene il suo personale politico, come nuovo braccio esecutivo per la gestione del potere piu` razionale possibile dentro gli equilibri dati.

dall’altro uno schieramento ecologista costretto ad una battaglia di (sacrosanto) principio, che rischia comunque di andare a sbattere contro il feroce ridimensionamento finanziario in atto di tutto cio` che e` pubblico, visto come inutile spesa.

e da un terzo lato la Lega, che assume una posizione apparentemente corretta, ma alla fine strumentale e demagogica, se non modifica prima, a livello nazionale, gli orientamenti di fondo della sua politica economica.

ma il discorso vale anche per i CinqueStelle, anzi a maggior ragione per loro.

troppo facile dire (giustamente) che la gestione dell’acqua deve essere pubblica, ma poi non fare scelte finanziarie coerenti, per consentirlo.

acqua-pubblica-3

. . .

e allora, per dire, chi governa dovrebbe stabilire che l’acqua pubblica viene prima, come investimento pubblico, delle pensioni ai sessantaduenni, magari del pubblico impiego…

ben diverso sarebbe se il deficit statale fosse messo al servizio di un piano nazionale per la gestione pubblica dell’acqua.

cioe` del rispetto autentico della sostanziale volonta` politica dei cittadini come espressa nei due diversi referendum, quello nazionale e quello locale.

urgentissimo farlo, per la crisi climatica e per il dissesto della nostra rete idrica che porta ad un enorme spreco di una risorsa insostituibile.


2 risposte a "e` possibile una gestione pubblica dell’acqua? a Brescia e altrove… – 445"

  1. Concordo sul fatto che i 5s , sui temi ambientali, almeno in questo primo tratto di governo, stanno abbandonando le promesse elettorali, deludendo le mie forse ingenue aspettative. Tali promesse erano il principale motivo per cui li avevo votati in quanto ritengo che il degrado ambientale (in particolare a Brescia) sia oggi il primo dei problemi. Ilva, Tap, Tav, Autostrade inutili, sono i casi in cui già hanno fatto marcia indietro.
    Stiamo a vedere se arriveranno fondi adeguati alla messa in sicurezza del territorio, per un piano nazionale di risparmio energetico degli edifici, per le fonti rinnovabili togliendo i sussidi alle fonti fossili, per una mobilità non inquinante, per il risanamento dei siti nazionali contaminati…
    Certo sono in Alleanza (maledetto il Pd) con la Lega che rappresenta oggi il vecchio sistema oligarchico_padronale ma così si suicidano perdendo i voti che da sinistra li avevano premiati.

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    1. caro silvano, l’incoerenza dei %Stelle e` stato un punto molto marginale del mio discorso qui, ma visto che tocchi il tema ne approfitto per fare il punto.

      non ho votato i 5Stelle perche` non ho votato in lezioni incostituzionali, ma se avessi votato non avrei dato il io voto a loro; ciononostante ho cercato di evitare una contrapposizione isterica e preconcetta a questo governo, ricordando che l’unica alternativa sulla piazza al momento sarebbe stata e tuttora e` purtroppo un governo Salvini-Berlusconi di gran lunga peggiore, per non pensare all’incubo impossibile di un Renzi-Berlusconi.

      detto questo, occorre dire dell’altro: che questi 5Stelle si sono rivelati dei magliari politici e dei truffatori senza eguali; ricorderai bene il governo fantasma che presentarono addirittura al Presidente della Repubblica, fatto di gente abbastanza competente: per tutti il preside Giuliano, che ho ben conosciuto, come ministro dell’Istruzione, che avrebbe dato una bella smossa.

      tutti, ma dico proprio TUTTI, scomparsi subito dopo; e al loro posto, accanto all’improbabile Di aio del bacio a san Gennaro, e che neppure sa parlare in un italiano decente, un buco nero di ignoranza e impreparazione inimmaginabili, ecco una banda di improbabili portaborse, dal Toninelli alla sottosegretaria all’economia Castelli, che si possono spiegare in un modo solo: siamo dentro uno spettacolo comico di Beppe Grillo, e sono li` per farci sghignazzare.

      una protervia, un arrivismo, una turlupinatura simile non si sono mai visti, e sono un oltraggio.

      aggiungi che si sono subito accodati al peggiore salvinismo, per cui alla fine, ammetto di avere cambiato idea e che non penso piu` che questo governo dobbiamo tenercelo per evitare il peggio, ma che questo governo e` il peggio del peggio.

      continuero` a non votare fino a che non avremo una legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliersi i loro rappresentanti, ma ogni senso di indulgenza verso questa banda di magliari politici e` in me tramontata, e forse sono stato anche io troppo ingenuo, anche se in modo diverso da te.

      non mi occupo piu` di loro in genere nel mio blog, perche` c’e` un limite oltre il quale diventa impossibile una critica politica e questo limite con loro e` stato superato, e non li prendo neppure in giro perche` non saprei mai arrivare alla bravura al confine della genialita` con cui si prendono in giro da soli tutti i giorni.

      ho detto quel che non mi sembra neppure degno di un post; mi andava di mettere a fuoco la ia posizione, ma continuo a pensare che meno si parla di questo teatrino dei pupi dove si cobatte con spade di latta, e eno si fa il loro gioco insulso.

      se ne vadano il prima possibile, hanno fatto un danno tremendo alla credibilita` di certe proposte, e eritano di finire al piu` presto nella pattumiera della storia.

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