come diventare extra-comunitari: l’esempio inglese – 461

diventa sempre piu` probabile l’uscita dall’Unione Europea senza accordo del Regno Unito (unito per ora, ma probabilmente non per molto, dopo).

la rende praticamente quasi inevitabile la scelta della May di rinviare il voto del parlamento sulla Brexit a fine gennaio: dopo non ci sara` il tempo, prima del 29 marzo, di fare praticamente altro salvo che di chiedere un rinvio: cosa che appare decisamente difficile, visto che a fissare il termine e` un trattato, e che, anche ammesso che giuridicamente si possa farlo, occorrerebbe l’unanimita` degli altri 27 membri dell’Unione.

la May e` stata appena confermata in modo ben poco brillante come leader dei partito conservatore e dunque primo ministro, ma la consistenza sorprendentemente alta dei suoi oppositori interni, 117 su 317, rende praticamente impossibile che l’accordo possa essere approvato senza l’appoggio dei laburisti, che sarebbe semplicemente suicida.

quindi la mossa della May appare niente altro che un disperato rilancio a poker avendo in mano una coppia di due.

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ma alla fine quel parlamento inglese, dove tutti operano guardando agli interessi immediati, sara` capace di prendere una qualunque decisione?

non c’e` una maggioranza per accettare l’accordo: quasi meta` del partito conservatore si sentirebbe tradito; per evitare di essere abbandonato dai suoi elettori che hanno votato brexit e che continuano a volerla, il partito dovrebbe spaccarsi.

non c’e` una maggioranza per decidere di ritirare la domanda: il partito laburista ha pure una forte componente favorevole alla brexit: come in Italia, per paradosso, e` l’ultrasinistra la migliore (e piu` stupida) alleata della destra populista: sono populisti entrambi, con semplici sfumature ideologiche, ma la rincorsa demagogica e` la stessa.

forse, anzi sicuramente, non c’e` neppure una maggioranza per decidere di rifiutare l’accordo.

e forse coloro che vorrebbero comunque lasciare l’Unione non sono neppure piu` maggioranza fra gli elettori.

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ma il tempo per un nuovo referendum non c’e` piu`, ne` si saprebbe come impostarlo, con tre opzioni diverse, e quale considerare vincente nel caso certo di un risultato dubbio: forse soltanto una secca domanda come: volete che sia ritirata la domanda di uscire dall’Unione Europea avrebbe un senso, ma neppure cosi` la risposta sarebbe chiara: a che condizioni il Regno Unito resterebbe?

quelle contrattate da Cameron e respinte nel referendum precedente, che erano perfino migliori di quelle ottenute praticamente dalla May dopo?

la situazione sembra senza via d’uscita, anche se di qui a gennaio forse le fervide menti dei politici europei ne troveranno una:

a proposito, perche` non chiedere ai nostri vice capi del governo? abbiamo delle menti cosi` creative nel campo delle bubbole!

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intanto si sta comunque oramai entrando nella fase dei preparativi ad una hard brexit dal 29 marzo: bisogna essere pronti.

tra una settimana, il 19 dicembre, usciranno  le istruzioni pratiche della Commissione Europea.

il ministero dell’Ambiente britannico ha pubblicato un bando per 90 posti di lavoro per allestire una “sezione di emergenza” del dicastero, che dovra` lavorare 24 ore su 24 almeno fino al giugno 2019.

la Commissione Europea ha anche anticipato come funzioneranno i visti turistici dei cittadini britannici in visita nell’Unione dal 29 marzo possimo, se non ci sarà alcun accordo: il programma si chiamerà ETIAS e sara` simile all’ESTA americano: per venire in Europa ogni inglese dovra` fare una pre-autorizzazione di viaggio valida tre anni che costerà 7 euro.

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nebbia o niente nebbia sulla Manica, il continente sara` finalmente isolato…

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la Banca d’Inghilterra ha preannunciato sulla base dei suoi studi che una brexit senza accordo provochera` nel paese la peggiore crisi economica dal 1945 e che ridurra` il famoso PIL almeno del 10 per cento.

ma qualche contraccolpo dobbiamo aspettarcelo anche noi europei, naturalmente.

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ah, dimenticavo delle notiziole di contorno, che non c’entrano nulla, ma riguardano pur sempre l’Europa e dunque anche noi, forse.

le sanzioni contro la Russia dell’Unione Europea sono state rinnovate, senza che il nostro governo giallo-verde-nero abbia battuto ciglio.

strano, visto che avevamo sentito lo sbruffone salvafossi e il magliaro Giggino promettere sfracelli.

si e` anche deciso di affrontare entro settembre 2019 il tema di un bilancio comune europeo per il prossimo decennio.

non pare che la nostra stampa disattenta se ne sia accorta: del resto dubito che il secondo tema possa riguardarci piu` di tanto, in effetti.


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