il camion dell’Alex – 467

suonano, e` gia` buio, e quando scendo la scala ad aprire, per prima cosa mi compare allo sguardo il camion dell’Alex: le fiancate bianche con i bordi rossi si fanno riconoscere subito; sta parcheggiato nel mio cortile non ancora cintato.

. . .

l’avevo incontrato domenica per caso, l’Alex, nella valle del Canale, che scende verso Sabbio Chiese, e io stavo andando a Brescia al compleanno della mia penultima nipotina, Lucia, con un’ora di anticipo, per sbaglio; ma doveva essere scritto da qualche parte, sia per mettermi in coda dietro il suo camion che scendeva lentissimo per prudenza per i possibili lastroni di ghiaccio, e poi a una curva mettermi a parlare con lui, sia per incontrare, si suppone sempre per caso, ma non parrebbe cosi`, il corteo motociclistico di 3.000 babbi natale a Brescia, in via san Rocchino, un po’ sotto la casa di mia figlia che sta in collina.

l’Alex e` il muratore che per piu` di due anni ha lavorato a ristrutturare un pezzo del casale dove vivo e che a settembre e` passato a lavorare sotto padrone, lasciandomi con la casa quasi finita, ma non del tutto.

ma io mi sono comunque accampato da allora nella parte nuova che, anche se non terminata, mi offre qualche comodita` in piu`: prima di tutto il riscaldamento con la pompa di calore alimentata dai pannelli solari, anziche` la legna tagliata nel pagliaio o i costosissimi termosifoni con caldaia  a GPL; ma anche la lavatrice finalmente collegata e funzionante, per dire.

certo, quando vinco la pigrizia, non e` finito il lavoro per concludere i cento particolari rimasti in sospeso, sistemare i mobili, progettare la libreria (per la quale non ho soldi al momento: da novembre e` iniziato il salasso mensile per restituire il mutuo), verniciare e completare balaustre dei terrazzi: proprio domenica, quando l’ho incontrato, stavo andando al Brico, lungo la superstrada per Brescia, e ho trovato per ora un prototipo delle doghe di legno con cui mettere in sicurezza il poggiolo posteriore.

ma e` inutile che mi dia tanto da fare: da solo non combino un granche`, e l’Alex ha sempre continuato a promettermi che la settimana dopo si sarebbe dedicato a me nel week end, ma poi ha continuato a non farsi vedere; nel frattempo abbiamo anche dovuto risolvere una bella grana economica fra noi due, perche` a sorpresa mi ha tirato fuori e messo in conto un bel gruzzolo di arretrati dei lavori di due anni fa, che aveva dimenticato di calcolare nel primo SAL (stato di avanzamento dei lavori).

ho attraversato un periodo di panico tremendo, allora, un mese fa, visto che questo faceva saltare tutti i miei calcoli prudenti fatti fino a quel momento e mi esponeva a rischio di insolvenza con altri creditori; ho impiegato un mese a riprendermi e a definire un nuovo progetto di gestione delle mie finanze, evitando di affrontare un contenzioso legale con lui, come pure avrei potuto: gli ho pagato il quarto SAL e gli ho promesso che paghero` anche questa cifra ben consistente come arretrati del primo, ma in coda, e alla fine lui ha accettato.

mi pareva di essere stato conciliante e di larghe vedute, ma, anche dopo avere ricevuto i soldi, lui ha continuato a non farsi vedere di fatto, salvo promettere sempre un ritorno a breve, al quale non ho piu` creduto.

. . .

anche adesso  nel buio della sera l’Alex mi dice che verra` da me fra due settimane: oltre agli ultimi lavori in casa (la cucina in muratura, la cappa del camino di ferro, le prese di acqua e corrente nel secondo pagliaio e nel deposito d’acqua del vecchio aquedotto), c’e` tutta la massa degli scarti di due anni di lavori accumulata ai bordi del cortile da mettere nei container e da portare in discarica, ed e` di fianco al loggiato lasciato in uso a suo padre fino al 31 dicembre, dopo che me l’ha venduto l’anno scorso…

ma io oramai dispero, appunto, che l’Alex tornera` mai davvero a lavorare da me; si dice impegnato con la sistemazione di un capanno di caccia dove dovra` collocare le gabbie degli uccelli che ora tiene sotto il loggiato che deve lasciare a giorni, ma quanto possono durare questi lavori? non sono una scusa?

io pensavo che stesse lavorando a costruire il nuovo deposito di attrezzi che dovra` sostituire per lui il loggiato che gli serve per tutti gli attrezzi e i macchinari della sua impresa, ma vengo a sapere proprio stasera da lui che il progetto, su cui suo padre si e` concentrato  dal momento in cui me lo ha venduto, e` tramontato: si`, ha ottenuto il riconoscimento come coltivatore diretto, ma adesso e` venuto a sapere che questo comporta l’obbligo di tenere una partita IVA con relative spese per almeno un decennio, e allora gli conviene piuttosto prendere in affitto o comperare qualcosa di nuovo, e non costruirselo con gli sconti di imposte per i coltivatori.

ed ecco l’idea dell’Alex di comperarsi una vecchia casa (da demolire e rifare) con capannone e un bel pezzo di monte a Marzago, la frazione piu` pittoresca di Provaglio, affacciata di fronte a una parete di roccia quasi dolomitica, e il prezzo e` davvero stracciato.

. . .

ma perche` racconto tutte queste cose, io che non ho tenuto nessun diario dei lavori di questi due anni, dei vari problemi subentrati e risolti, delle tensioni, degli entusiasmi, o anche soltanto qualche descrizione dei diversi tipi umani degli artigiani, impresari, muratori, tecnici, ingegneri e geometri che si sono avvicendati a risolvere e spesso anche a creare problemi, che si sono dovuti superare via via?

a volte mi e` anche venuto il sospetto che questo racconto ci avrebbe detto dell’Italia reale e dei suoi inceppi ben piu` che quello che ricaviamo dalle frastornanti notizie dei giornali.

ho anche perfino pensato di ritrovarmi sulle tracce – ma questo chi mi legge lo sa gia` – delLa mia casa di campagna di Comisso, un libro e uno scrittore splendidi, e una storia in fondo vicina alla mia, anche se ambientata in quella bassa trevigiana dove del resto sono le mie piu` profonde radici familiari.

ma non avrei mai potuto reggere il confronto, avrei rischiato solo una mediocre riedizione di un libro che, nonostante la sua sfolgorante bellezza, e` stato quasi completamente dimenticato – come del resto il suo autore, tranne forse che nell’ambito locale.

(viviamo purtroppo in un’Italia oramai orientata verso ben altri valori e immagini della vita e del mondo, e chi e` fuori tempo e fuori moda e` destinato al tramonto).

non penso dunque ora di cambiare prospettiva, ed un romanzo retrospettivo scritto adesso risulterebbe sbiadito e scipito, senza la freschezza delle emozioni al momento del vissuto: sarebbe soltanto il resoconto di una tenacia cocciuta, per superarle una ad una, e di una buona dose di fortuna per vincere ogni volta imprevisti che avrebbero dissuaso chiunque.

non ci sara` il romanzo di questa casa cosi` grande, che i miei nipotini ci giocano dentro come in una favola infantile uscita a grandi passi dai libri colorati della loro biblioteca per farsi soppalchi da scalare o antri ancora in attesa di ristrutturazione da esplorare prudenti senza spingersi troppo nei pavimenti di legno cadenti.

c’e` solo questo breve racconto per ricordare che la storia della casa non si e` definitivamente arenata come sembrava…

. . .

infatti l’Alex, con la testa intabarrata in una cuffia di lana nera per il freddo, apre una paratia del suo camion e mi mostra due vecchie travi di legno che mi ha portato.

questo si` e` legno bello, non come il tuo – e parla dei travoni della parte di casa demolita che ho accumulato davati alla stalla per futuri impieghi.

mi stanno facendo demolire una casa a Tignale, frazione di Gardola, la conosci?

certo, avevo una casa a Tremosine, li` vicino, e a Tignale abitava un’amica di mia madre e vicina di casa, la signorina Italia Comassi, benefattrice dell’India, dove andava una volta all’anno a portare scatoloni di abiti usati…

guarda, questa trave piu` lunga la mettiamo sul fronte del camino; e` legno stagionato e dovrebbe reggere al fuoco, comunque ci facciamo sotto una protezione di ferro e dell’isolante; quest’altro, gli facciamo due scacchi dentro, e lo usiamo sui due lati.

si`, Alex, e speriamo che il tuo amico fabbro si decida a finire presto la seconda cappa di ferro.

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ma prima ancora mi devi finire la cucina, sono stufo di adoperare il vecchio cucinino di ripiego…

. . .

la mente si allarga, il cuore respira; non so quando esattamente, non so bene ancora come, ma la mia casa riprende e continua il suo cammino, e io mi sento meglio, anche se saranno soltanto problemi e preoccupazioni in piu`.

assurdo, no?

. . .

poi, chi ci vuole vedere una morale, la chieda all’amico e commentatore di questo blog, silvano, che la settimana scorsa e` venuto ad aiutarmi a tagliare i rami dei miei cinque ciliegi massacrati dal mezzo uragano di fine ottobre.

anzi, per dirla giusta, e` venuto a tagliarli lui, mentre io facevo soltanto il piccolo, portando i pezzi su e giu` ed ora devo finire ancora di sistemarli nella legnaia.


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