Trump il pacifista e l’inizio del crollo del populismo – 474

scrivevo soltanto l’altroieri che non del nostro grottesco ministro degli interni dobbiamo occuparci, ma del leader (precario) del populismo mondiale, Trump.

non credevo di lanciare un messaggio cosi` ottimista, ma i fatti hanno cominciato a scavalcarmi da ogni parte per darmi ragione, cosi` che l’idea che la crisi del populismo mondiale sia gia` cominciata non e` piu` cosi` avventata.

e come fa bene pensarci giusto al momento esatto dell’anno nel quale l’eclisse progressiva della luce si arresta e ricominciamo ad aspettarci giorni piu` luminosi…

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il principale segnale della crisi di Trump, che si scopre improvvisamente “pacifista”, sta nella decisione, apparentemente improvvisa, di ritirare le truppe dalla Siria e di dimezzare quelle in Afghanistan.

lasciando scoperti militarmente i suoi due principali alleati nella regione: Israele e Arabia Saudita…

per chi ha la fortuna o la sfortuna di avere qualche decennio di memoria storica questo ritiro ricorda irresistibilmente quello dell’Unione Sovietica,  pur sempre dall’Afghanistan, nel 1986: l’inizio del crollo dell’impero sovietico, una slavina che piu` niente riusci` a fermare, dal momento in cui l”URSS prese atto che non era piu` in grado di continuare quella guerra.

ma con quali motivazioni Trump abbandona il campo nei due principali settori nei quali l’America ha cercato di tenere sotto controllo il mondo e in particolare il Medio Oriente?

credo le stesse per cui mollo` l’URSS 32 anni fa: insostenibilita` dei costi della guerra.

nessuno pensera` che Trump sia improvvisamente diventato un pacifista, vero?

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se e` cosi`, la decisione di Trump e` dunque perfino molto piu` drammatica di quel che sembra e lo dimostrano le dimissioni del suo ministro della Difesa, che rappresenta il complesso militare che e` sempre stato il vero governo USA occulto dalla fine della seconda guerra mondiale.

nessun presidente americano ha governato contro Pentagono e CIA e l’ultimo che provo` anche soltanto a differenziarsi un poco, Kennedy, sappiamo bene che fine fece a Dallas 55 anni fa.

oggi Trump, che e` ​in rotta con la FED, con la Banca Centrale, da tempo con la CIA e ora anche col Pentagono, non riesce a far passare la costruzione del muro contro i migranti al confine del Messico, perche` rifiuta di votarlo il Senato, dove pure il suo partito ha la maggioranza.

e che cosa sara` da febbraio, quando Trump perdera` la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti?

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se il paragone con l’URSS funziona, allora dovremmo ripassarci che cosa successe in quel paese a partire dal 1986 e fino al 1991, quando falli` il colpo di stato tentato dai vecchi apparati sostenuti dall’esercito:

una crisi politica e sociale rapidissima, per alcuni aspetti anche brutale,

un crollo drammatico delle condizioni di vita,

una totale ristrutturazione degli equilibri istituzionali,

da cui emerse a fatica un paese totalmente nuovo, che e` poi la Russia di oggi.

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ma la crisi del populismo e` iniziata, non solo in Italia, dove e` pure gia` ben visibile e si esprimera` presto con le proteste dei pensionati di nuovo salassati, ma persino in alcuni paesi dove il populismo governa da anni.

parlo dell’Ungheria di Orban e della Polonia, dove si susseguono da giorni manifestazioni di massa, nel primo caso ben piu` imponenti dei Giubbotti Gialli di bannoniana ispirazione in Francia, ma ben trascurati dalla nostra informazione filo-leghista.

in Ungheria il blocco dell’immigrazione voluto da Orban si sta traducendo in una drammatica carenza di manodopera, alla quale il governo pensa di porre rimedio non solo introducendo gli straordinari obbligatori, ma prevedendo addirittura il loro pagamento dilazionato di tre anni.

sembra qualcosa di un po’ piu` significativo dell’aumento di qualche cent del costo dei carburanti per la tutela dell’ambiente, vero?

ma persino la nostra ultra-sinistra confusa e ribellista, che si entusiasma per la nuova Vandea di Francia, si dimentica di guardare piuttosto a Budapest, la Parigi dell’Est, tanto sono bene eterodiretti dalle destre che dicono di combattere.

qualcosa di simile sta avvenendo in Polonia, sia pure per motivi piu` politici e legati al tentativo governativo, per ora fallito, di mettere sotto controllo la magistratura.

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insomma, il populismo autoritario europeo non sta impiegando molto a rivelare il suo autentico volto antipopolare.

e il leader mondiale di questo populismo allo sbaraglio si trova a dover governare piuttosto l’implosione del potere mondiale USA che il suo arrogante trionfo che pareva irresistibile fino a poche ore fa…


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