passeggiata tra i blog n. 2: Quasi una moralita` – 478

indubbiamente attorno a Natale si passeggia molto meno fra i blog e molto di piu` altrove; per cui ecco un bottino bisettimanale di commenti alquanto ridotto.

anche io, e non soltanto i miei interlocutori, sono stato impegnato del resto in qualche attivita` piu` consona al momento.

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ad esempio, l’altroieri per la presentazione a Sabbio Chiese di una piccola preziosissima mostra su qualche anno di ulteriori ricerche archeologiche in Val Sabbia – dopo le scoperte straordinare di un sito di culti funebri millenari dall’eta` del bronzo a quella del ferro a Corna Nibbia di Bione.

questa volta la mostra, dal titolo Il bosco e il sacroraccoglie i resti davvero significativi di una decina di siti nella media valle Sabbia tra l’eta` del ferro e l’inizio della romanizzazione.

il pezzo piu` straordinario viene certamente dal Dos della Rocchetta di Sabbio Chiese, ed e` un bellissimo spiedo di bronzo, attraversato da una incisione probabilmente dedicatoria, scritta in lingua camuna.

il fare lo spiedo, un lungo rito sociale – lo abbiamo festeggiato assieme in questo borgo lo scorso agosto in occasione delle feste decennali, raccolti in un cortile – rimane ancora uno dei momenti piu` significativi di vita comunitaria: la sua preparazione elaborata che dura ore ed esige attenti gesti quasi rituali per raggiungere lo scopo di una perfezione gastronomica, affondano dunque in una storia millenaria…

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invece ieri, nella visita ai mercatini di Natale dello straordinario borgo medievale di Cimego nella contigua Val di Chiese e al suo presepio vivente, per la verita` pur sempre curioso, ma meno ricco e polimorfo di quello visto l’anno scorso a Bione, nella Conca d’Oro della Val Sabbia, alla quale si affaccia direttamente anche il borgo dove vivo, daqi suoi 720 metri di altezza.

Cimego e` localita` inscindibilmente legata alla storia di fra Dolcino, dato che del paese era Margherita, che fuggi` di casa all’insaputa dei suoi con altre quattro persone della sua contrada, per seguirlo, ne divenne la donna e condivise la sua sorte di condannati a morte e bruciati vivi sul rogo.

ma di Cimego era anche il suo principale seguace, il maestro fabbro Alberto da Cimego, che Dolcino stessa cita nella sua seconda lettera tra i suoi seguaci piu` fedeli: importante al punto che il movimento degli Apostolici, fondato originariamente da Gherardo Segalelli, bruciato sul rogo il 18 luglio del 1300, venne piu` tardi chiamato la setta “di Dolcino e di Alberto da Cimego”; ma di lui non si sa se venne crocifisso in quanto eretico, come dicono alcuni, oppure “condannato ed arso” come dicono altri, ma non si quando, oppure morto nella battaglia in Val di Sesia, che porto` alla repressione del movimento nel 1307.

nelle settimane scorse, occupandoi di ricostruire dalle pochissime tracce che ne rimangono, la storia trascuratissima e dimenticata di Provaglio Val Sabbia, dove ora abito, ho trovato tracce che mi paiono abbastanza precise che questo, in particolare il borgo di Arveaco, divenne un luogo di rifugio di suoi seguaci, come suggerisce l’abbondanza li` non solo del cognome Dolcini, ma anche di quello Gazzaroli, e gazzari, cioe` catari, erano detti nel Trecento i suoi seguaci.

sia come sia, non escludo di costruire a breve un piccolo videoclip destinato a Cimego e al suo presepio, oltre che arrivare a una vera e propria stesura scritta dei miei appunti sulla storia del paese (alla quale, per il momento, ho coinciato a dedicare un blog).

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rientrando da Cimego, sono passato per Vestone e avevo sincronizzato i tempi in modo di arrivarci a vedere la proiezione in lingua originale di Boehmian Rapsody.

l’anticipo di un quarto d’ora l’ho dedicato alla piccola preziosa mostra di alcune opere dalla collezione d’arte di papa Montini, ora san Paolo VI (e come cambia le prospettive questo san messo davanti al titolo): due Guttuso (pessimi, coe al solito), due (bruttini),

ma il momento piu` sconcertante con me sta nelle due chiacchiere che si imbastiscono con le tre generose signore, poco meno che mie coetanee, che nella saletta accolgono i visitatori – ed una si e` appena sentita male per qualcosa che le e` andata di traverso: appena accenno dove abito, subito una risponde con entusiasmo: ma allora lei e` quel signore che ha comperato la grande casa di Arvenino e la sta rimettendo a posto! anche qui a Vestone uno di Brescia sta facendo lo stesso.

dunque la mia immeritata fama, naturale in un borghetto di 16 abitanti, e` giunta fino al fondovalle!

un poco divertito, un poco lusingato, devo lasciare le mie provvisorie ammiratrici e il mio senso narcisista di soddisfazione, per non perdermi il film: arrivo in tempo, ecco un saluto veloce di Nicola, uno degli animatori della bella esperienza, che comparira` tra poco anche sullo schermo per una presentazione e per gli auguri di Natale.

ma sul film ritornero` alla fine del post, per una sorprendente connessione…

per ora ecco le tracce delle mie passeggiate virtuali su questa piattaforma negli ultimi giorni:

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SUNSHINE AWARD 2018: UN PREMIO ALLA POSITIVITÀ
https://veronicaiovino.com/2018/12/09/sunshine-award-2018/

BORTOCAL15 Dicembre 21, 2018 alle 6:47 pm
ciao, veronica, ripasso di qui per farti gli auguri: avanti cosi`, sii sempre te stessa! 🙂

VERONICA Dicembre 22, 2018 alle 6:38 am
Carissimo Mauro ti ringrazio di cuore e approfitto per farteli anche io… tantissimi auguri.. che il prossimo anno sia ricco di viaggi e di sogni❤
Ti abbraccio forte forte🌻

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Air DICEMBRE 22, 2018
https://sherazade2011.wordpress.com/2018/12/22/air/

bortocal15 dicembre 22, 2018 alle 03:06
Bach e` sempre bellissimo. auguri riconciliati, cara Shera, in vista di Granada 2019!

e Shera mi ha risposto con una bella lettera privata, che tale restera`, naturalmente.

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Arma del Terrorista (Strasbourg) 20 dicembre 2018
https://aldoanghessa.org/2018/12/20/arma-del-terrorista/

corpus05 20 dicembre 2018 alle 10:14
e vai!!! devi assolutamente continuare questa indagine.

Anghessa 20 dicembre 2018 alle 14:06
Alt!! ho fatto una “segnalazione“, non partiamo in tromba, con “tesi complottiste“… questi argomenti “meritano“ segnalazioni che NON sono -esemplificazioni – tout court!
Saluti

bortocal15 20 dicembre 2018 alle 19:58
E` complottismo chiederti di approfondire? allora il complottista sei tu!!! ahahha 🙂

Anghessa 20 dicembre 2018 alle 20:17
Ahahhhh!! Respingo le affermazioni strumentali (rifiuto attribuire ruoli di Asino e Bue…). Lei non è “provocatore“… è rompiballe!!

bortocal15 20 dicembre 2018 alle 21:04
e Lei e` rompipallottole! 🙂

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ma per concludere, ecco che sul blog di perdamasco (amicizia di blog da 13 anni in qua, tumultuosa e piu` volte interrotta, ora da una parte ora dall’altra) mi trovo pubblicata una lettera che mi aveva scritto tempo fa, ora vado a controllare: il 17 maggio scorso.

aporticato-2

perdamasco  21 dicembre 2018
Caro Mauro: ho visto la tua lettera ieri sera.
LE RECENTI
Domani mattina ti rispondo, mi sono detto, ma questa mattina mi sono svegliato con un irrimandabile dovere: pulire dei vetri della casa.
Avrei mandato a fanculo quel dovere più che volentieri, ma oggi, con il compito di applicare dei pannelli protettivi sui vetri, mi viene uno sciagurato:
veronese si direbbe. Deve avere, invece, delle ascendenze arabe perché per via del senso del tempo e degli orari, è tale e quale.
Ho finito adesso e sono senza fiato.
Mi sto domandando, da un lato incuriosito e dall’altro preoccupato, come cavolo farai tu con una casa da 700 metri, in via di ristrutturazione come non bastasse.
A proposito di Ramadam, speravo proprio che il piccolo se ne andasse a casa per un periodo, invece, non ci pensa proprio! Neanche un naufrago è attaccato a una tavola come questo qui è attaccato al lavoro, e, sto pensando, anche a me, per scopi che non riesco a più trovare, e che in quelli che trovo, non di bastante significato, o guadagno.
Del guadagno escludi l’economico. Per quello, un po’ alla volta gli ho limato tutte le unghie.
Rimangono, quindi, solo di quelli variamente affettivi, ma sono ipotesi, che a fronte di alcun confronto, stanno in piedi, direi, forse perché me le faccio e me le dico.
Fatto sta, che una decina di giorni fa gli consiglio che, per ridurre le sue spese, al suo posto avrei messo un letto nel garage della casa dove ha la residenza (e dove abita, si fa per dire visto che è sempre qui da me) con il fratello e un coinquilino.
Non ti dico la bufera! “Me lo dici perché sei stufo, e vuoi mandami via!”
In effetti, non è prevalente, nè una cosa, nè l’altra: prevalente, in me, è il bisogno di capire perché continua una relazione non chiara nei suoi scopi.
Diversamente, è chiara nei miei, e consiste nel prendere atto, che degli scopi iniziali, è rimasto così poco, che nel farne anche farne a meno, non ci vedrei lutto di sorta se non nella cessazione di amorose abitudini, o nel ripristino della mia solitudine.
Solitudine, però, non intesa nel senso di mancati corrispondenti, ma nel solo senso di mancante compagnia.
Se della prima mancanza mi sono fatto una stabile ragione, della seconda una variabile necessità: in genere, legata più a blandi residui sessuali.
Nonostante questa chiarezza, comunque rimango vincolato, al contratto matrimoniale che ci dice uniti nel bene e nel male; e in questo contratto, sia pure non scritto, la riconoscenza, è di maggior colla.
Si`, per quella colla, tutti i miei rapporti sono proseguiti anche oltre ragione, e questo, è solo l’ultimo caso, almeno in senso cronologico.
La situazione che sto vivendo, di certo non mi impedisce le decisioni. Mi impedisce, però, di dire quanto posso attuarle.
Visto che ha la macchina, stavo pensando di venire, almeno per un fine settimana. Guaio è, che lavora anche al sabato, e se necessario ai campi, anche una mezza giornata della domenica.
Si`, a questo punto, mi manca solo il chador, come non mi manca il titolo di prima moglie.
Tempo fa, infatti, m’ha detto che sono sempre il primo. Il che vuol dire che ha trovato una seconda, non più giovane, ma certamente nuova.
Quando succede, la prima lo sa sempre.
A proposito di conoscenza. A suo tempo ti sei chiesto se veramente ero un omosessuale. Come amante di simili, direi di si`.
Perché i simili? Mi sono risposto: perché ho amato come la Cesira m’ha insegnato l’amore, e, siccome era un amore adottivo, è stata la sessualità che ha formato la mia identità, o l’ha formata l’amore adottivo, al punto da diventare sessualità?
E, perché, non ho mai “adottato” la donna come amore adottivo?
Direi, perché la Cesira ha adottato il bambino, che ho visto in quelli che, per quel genere di amore, ho a mia volta adottato.
Da tutta la faccenda, se ne può ricavare che, l’amore (qualsiasi genere di amore) altro non è che la proiezione (nell’altro/a) della qualità dell’amore di sé?
A questo amletico pateracchio (tutto da rivedere) aggiungo i miei saluti e vado a mangiare.
Ciao

. . .

immagino che, se qualcuno leggesse, potrebbe anche essere curioso della mia lettera che ha originato questa riposta.

considerando che e` piuttosto breve e che non aggiunge nulla di privato che non sia gia` nella risposta che avete appena visto, eccola qui; e` del 13 maggio:

caro Vitaliano,
leggerti e` sempre piacevole per me; quanto al tuo figlioccio, o moglie o marito, che sia, mi senti cosi` bigotto da non estendere il mio invito anche a lui, se puo`? qui di camere matrimoniali ce ne sono due, e resta sempre ancora una singola per me; poi, se tra un mese saranno finiti i maledetti lavori, di camere ce ne saranno altre tre, per non parlare della taverna, che pero` non so alla fine se e come verra` sistemata. insomma, per sopravvivere qui occorre solo una buona resistenza al silenzio.
mi farai sapere, come per il diluvio di link che ti ho mandato.
ho controllato adesso le date del ramadan: ma comincia dopodomani!!! ottimo.
io avro` un ospite solo per qualche giorno a fine mese e fino al 2 giugno; per il resto la casa e` libera e io anche, a parte qualche incombenza giornaliera breve per seguire i lavori…
dimmi se ti decidi.
ciao.

. . .

ma, piu` che questo modesto documento biografico, mi pare piuttosto interessante concludere con una risposta virtuale a perdamasco, la` dove si chiede che cosa leghi a lui questo suo antico amante arabo, ora che l’attrazione sessuale tra loro due si e` spenta.

e mi viene in mente un momento abbastanza toccante della romanzatissima biografia di Freddie Mercury in cui consiste il film Bohemian Rapsody, commercialissimo, indubbiamente, ma non meno bello e commovente per questo.

ed e` il momento, biograficamente vero, in cui Freddie, o meglio Farrokh Bulsara, come era il suo vero nome, conosce ad una festa Jim Hutton, che respinge una sua volgare avance sessuale dicendogli di tornarlo a cercare solo quando sentira` il bisogno di un amico vero, lasciandogli come traccia soltanto il suo nome.

e Freddie effettivamente si libera della corte interessata ed avida che gli stava attorno e arriva a trovarlo, tra i numerosi Tim Hutton che vivono a Londra, e da allora, dal 1984 alla morte di Freddie, Tim gli rimane effettivamente vicino, anche se ben presto nella vita di Mercury appare la malattia, che lo uccidera` alla fine del 1991, il giorno dopo che lui si e` deciso ad ammetterla pubblicamente, e qualche anno dopo uccidera` anche Tim.

quindi, caro perdamasco, se tu ti chiedi che cosa tenga legato a te un vecchio amante che non ti desidera piu` e anzi ha oramai una nuova relazione sessuale, io ti rispondo: l’amicizia, che – come dice lo sconosciuto bortocal in uno dei suoi sconnessi borforismi – e` un sentimento ben piu` forte dell’amore.

e, come diceva Saba in uno dei versi piu` belli della letteratura italiana:
Tutto il mondo ha bisogno di amicizia

da Quasi una moralita`

. . .

ma vale la pena rileggersela, questa poesia, in questi tempi senza amicizia:

Più non mi temono i passeri. Vanno
vengono alla finestra indifferenti
al mio tranquillo muovermi nella stanza.
Trovano il miglio e la scagliuola: dono
spanto da un prodigo affine, accresciuto
dalla mia mano. Ed io li guardo muto
(per tema non si pentano) e mi pare
(vero o illusione non importa) leggere
nei neri occhietti, se coi miei s’incontrano,
quasi una gratitudine.
Fanciullo,
od altro sii tu che mi ascolti, in pena
viva o in letizia (e più se in pena) apprendi
da chi ha molto sofferto, molto errato,
che ancora esiste la Grazia, e che il mondo
TUTTO IL MONDO – ha bisogno d’amicizia.


8 risposte a "passeggiata tra i blog n. 2: Quasi una moralita` – 478"

    1. ho letto: l’hai messo in appendice ad un elenco dei dieci film piu` belli dell’anno (ammetto che non ne ho visto neppure uno di quelli che citi), quindi sei necessariamente sintetico.

      dici: Anche il film più brutto, se costellato da canzoni dei Queen ad intervalli regolari, ha delle grosse chances di diventare un mezzo capolavoro.

      quindi capisco che consideri il film brutto e nello stesso tempo un mezzo capolavoro.

      e poi spieghi perche` non l’hai messo nella Top 10, dove pero`, fai capire, meritava di stare.

      io dico che e` un film che mi ha preso molto, e quindi e` un bel film (non conosco altro metro di valutazione), ma non direi che e` un assoluto capolavoro, e neppure un capolavoro a meta`; dico anche che e` un film commerciale.

      mi ha un poco intrigato la questione come mai, per diventare un bel film commerciale, il film abbia dovuto falsificare diversi aspetti della vita di Freddie Mercury, come del resto ammette fin dai titoli di testa.

      ecco, il film sarebbe stato un capolavoro vero e proprio se avesse raggiunto gli stessi risultati SENZA falsificare la realta` per diventare piu` digeribile, oppure se avesse avuto il coraggio di far inorridire il pubblico mostrando alla fine l’ultimo videoclip girato da Mercury gia` gravemente malato che lui stesso volle che fosse visibile soltanto dopo la sua morte:

      con questo coraggio non sarebbe stato un film commerciale, e quindi piu` vicino al capolavoro.

      comunque quel che non hanno fatto li`’ per non turbare il pubblico, lo faccio io qui, che non ho troppo pubblico da perdere….

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      1. Hai centrato il punto: Bohemian Rhapsody è un film commerciale, nel senso che punta a fare i dollaroni (e porca miseria se ci è riuscito!). Per raggiungere quest’obiettivo ha dovuto infarcire il film di… licenze poetiche, chiamiamole così. A me è piaciuto lo stesso, ma capisco benissimo il tuo punto di vista. Grazie mille per la risposta e per l’attenzione! 🙂

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        1. grazie a te piuttosto!

          a me pare che stiamo dicendo sostanzialmente la stessa cosa, cambia soltanto in alcuni particolari il modo di dirlo: il film e` indubbiamente commerciale E e` anche molto molto bello: prendiamone atto, anche se questo disturba qualche pregiudizio.

          a entrambi sarebbe piaciuto piu` coraggioso, ma avrebbe raccolto indubbiamente meno dollaroni…

          ciao!

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