gregari inconsapevoli: i pericoli della memoria da blog – bortoblog n. 5 – 481

una cosa sconcertante osservo dalla ripubblicazione (su un mio blog parallelo) dei miei post di dieci anni fa, attraverso la quale conduco una riflessione, quasi sempre silenziosa, sugli effetti del tempo nelle relazioni umane:

e la riassumo prima di procedere perche` e` cosi` che si deve fare, sembra, per provare a rendersi leggibili quando si diventa meno immediati:

e` la potenza dello spirito gregario.

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in quella particolarissima esperienza di gruppo che fu la piattaforma di blogs.it, aperta in Italia al momento del pieno fiorire del fenomeno blog, fra il 2005 e il 2009, si era creata una relazione talmente stretta tra alcuni di noi blogger da indurmi allora a teorizzare la super-mente collettiva che internet andava affiancando alle menti personali individuali, spesso sovrastandole e sottomettendole a se`.

poteva sembrare una stranezza, ma ne vedo una chiara conferma adesso nel fatto che tutti noi blogger, usciti in vari tempi da quella piattaforma e dal suo sistema di relazioni psicologiche interne quasi morbose, siamo diventati intanto molto diversi da quello che eravamo e abbiamo perduto quei tratti comuni che ci collegavano fra noi.

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ho ristabilito i contatti con alcuni di questi blogger, con cui avevamo rapporti mentali quasi quotidiani, molto intensi, in un gioco di influenze reciproche che rappresentava anche uno straordinario stimolo culturale:

bene, oggi non ce n’e` nessuno di loro, o quasi, che io trovi davvero interessante come allora o con cui almeno potrei avere una interazione cosi` forte.

in ciascuno e` emerso qualche carattere che pure era gia` presente allora sottotraccia, ma che ora e` diventato prevalente e dominante:  indigeribile quasi sempre e, nel migliore dei casi, almeno in una parte importante, se non del tutto.

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e fino a qui niente di speciale, dato che e` assolutamente normale che nell’arco di un decennio spesso, per non dire quasi sempre, le evoluzioni personali seguano strade molto differenti e ci si ritrovi ad essere diversi: succede perfino nelle relazioni amorose importanti e nei matrimoni, figurarsi in un blog:

siamo pianeti ciascuno con la sua orbita, che arrivano a incrociarsi da vicino in momenti particolari e poi riprendono la loro diversa strada celeste, allontandandosi di nuovo tra loro.

semmai il miracolo e` quando alcuni di questi corpi, che dobbiamo per forza chiamare celesti, almeno loro, procedono affiancati e affettuosamente legati per lungo tempo, a volte per una vita intera addirittura, o meglio fino alla fine della vita.

images

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non e` questo che mi colpisce, allora, ma il contrario: come allora quei tre o quattro anni trascorsi in collegamento via internet avevano fatto di ciascuno di noi una persona, sia pure virtuale, parzialmente diversa e soprattutto condizionata dagli altri con cui era in contatto.

cosi` oggi ilpensierodioggi non e` certo il ricercatore curioso di allora, ma un diligente cronista locale demokrat del suo paese bergamasco;

perdamasco ha dimenticato le sue aperture mentali e anzi ne ha cancellato ogni traccia dalla ripubblicazione della sua storia blogghistica che anche lui sta facendo;

pabloz70 e` diventato un burocratico gestore della sua figura letteraria;

xenios, dopo le sue mille metamorfosi da blog e` scomparso da internet, per una scelta consapevole e lungimirante, ma le sue ultime tracce portavano ad un italiano rancoroso e razzista che viveva a Parigi;

e di altri neppure piu` trovo le tracce;

qualcun altro o altra e` andata a disperdersi nel cicaleccio di facebook, senza neppure rendersi conto di essere diventata una collaborazionista inconsapevole del nuovo conformismo filonazista.

e se di qualcun altro taccio non e` perche` fosse meno importante, ma perche` solo in questi rari casi il filo non si e` del tutto spezzato…

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eppure ognuno di loro e` semplicemente diventato quello che era: ha realizzato il precetto nietschiano “diventa quello che sei”, una volta che si e` come liberato di una influenza di gruppo che gli era diventata estranea.

e questo vale naturalmente anche per me, ai loro occhi, se mi guardassero oggi, anche se io sono l’ultima persona che puo` rendersene conto.

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la cosa dice molto sul modo di funzionare della nostra mente umana, ma lascia anche meravigliati che questa inconsapevole assimilazione al gruppo avvenisse, avvenga, anche tra persone che spesso non si erano neppure mai viste e non si conoscevano di persona.

questa spinta gregaria, cioe` al gregge, nel senso orginario della parola, ce la dimentichiamo continuamente, puure e` la vera chiave di volta per la comprensione di quello che veramente siamo, noi pan (cioe` scimpanze`) sapiens sapiens.

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per chi dei miei lettori non lo sapesse ancora, questa e` l’introduzione (forse non del tutto pertinente) alla raccolta dei miei commenti ad altri blog, che pubblichero` qui con cadenza bisettimanale, al lunedi` e al giovedi`, inserendo poi nel testo di ciascuno post i miei commenti che finiranno su altri blog nella restante mezza settimana.

chiamero` questa operazione da oggi di nuovo bortoblog, riprendendo il nome di una abitudine gia` anticipata dieci anni fa.

tornando qui domenica sera se ne potra` vedere l’insieme per la mezza settimana che comincia da domani mattina.

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i miei commenti 27-30 dicembre (in ordine cronologico inverso):

Morte di un “protetto dallo Stato“?    Anghessa  29 dicembre 2018
https://aldoanghessa.org/2018/12/29/morte-di-un-protetto-dallo-stato/

Anonimo – sono sempre io, ma ho dimenticato la password 🙂 – 30 dicembre 2018 alle 07:09
da aggiungere che il nostro osannato ministro dell’interno ha avuto la faccia tosta di aggiungere che l’ammazzato aveva chiesto che gli fosse revocato il programa di protezione – che pero` non era stato revocato affatto.
ma che importa? tanto e` l’impressione sul popolo bue quella che conta.
peccato soltanto che l’impressione fosse anche quella di un sonoro: chi se ne frega, se l’e` proprio cercata.
se poi ci ricordiamo che lo stesso ministro e` sempre stato un berlusconiano convinto, fino a che non gli ha fatto comodo giocare in proprio e fingere di non esserlo piu`, dobbiamo anche dirci chiaramente che questo omicidio gli ha fatto proprio comodo, come avvertimento ai mafiosi di non pentirsi troppo.
del resto la mafia e` oramai bene installata anche nel suo mitico nord e un silenzio tombale e` caduto su finanziamenti sospetti al suo partito.

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STAND BY  DECEMBER 29, 2018
https://unfioreincatenato.wordpress.com/2018/12/29/stand-by/

bortocal15 December 29, 2018 at 8:29 pm
non so come mai mi arriva ancora questa notifica; comunque non male: questa poesia e` bella.

amleta  December 29, 2018 at 8:34 pm
Grazie.
Non ricordo da dove si gestiscono le notifiche dei blog 🤔

bortocal15 December 29, 2018 at 8:38 pm
no, non tocca a te, a quanto so, e io mi sono cancellato; ma qualcuno in alto deve aver deciso che e` bene che mi arrivino lo stesso, e fino a che non mi fanno incavolare mi va bene.
auguri, per l’occasione, allora.

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il Trump… solitario !!    Anghessa    29 dicembre 2018
il Trump. …solitario !!
A furia di promettere-da due anni -di costruire il muro con il Messico,credo dovrà costruire un muro intorno alla Casa Bianca per contenere la “fuga “dei suoi collaboratori.  […]

bortocal15   29 dicembre 2018 alle 15:05
🙂 🙂 🙂
buon anno lo stesso, Anghessa: se e` vero quel che dicevano nel Sessantotto (una risata vi seppellira`), perche` ci hanno preso tanto gusto a farci ridere?
mah! comunque meglio morire col sorriso sulle labbra, direi…

Anghessa    29 dicembre 2018 alle 15:14
Visto che “”dobbiamo morire “…!!
Mi piace ricordare che i Romani, in punto di morte, usavano dire una frase di commiato; poi o si coprivano con un lembo della toga o uno schiavo copriva il volto con una maschera (sorridente ) un po’come il samurai nippo!…….
io avrei timore dopo tutto questo rituale… di rimanere “ancora “vivo !!
imbarazzante, non credete? ???

bortocal15   29 dicembre 2018 alle 16:22
ho studiato lettere classiche (anche se mi sono specializzato piu` sui greci che sui romani), ma alcuni di questi dettagli non li sapevo.
direi pero` che i romani allora non temevano affatto di finire nel nulla con la morte, ma soltanto di tra-passare nel regno delle ombre, dove in qualche pallido modo restavano ancora vivi, come del resto era opinione comune tra i diversi popoli di allora: forse per questo avevano un rituale che assomiglia molto ad un rito di passaggio, e non al moderno addio definitivo.
furono soltanto i filosofi del tempo a cambiare questa immagine della morte; scrisse Epicuro: La morte non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte noi non siamo piú. Non è nulla dunque, né per i vivi né per i morti, perché per i vivi non c’è, e i morti non sono piú.
del resto, come diceva Pasolini, “la morte non è nel non potere più comunicare, ma nel non potere più essere compresi”.

Anghessa    29 dicembre 2018 alle 16:59
Pienamente d’accordo ….
certo che, come viatico per la “morte“ dell’anno trascorso, mi sembra corretto! …
auguri di buon nuovo anno

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a sorpresa mi dedica addirittura un post intero il vecchio amico perdamasco, e qui vecchio non e` piu` soltanto uno strano modo di dire per entrambi.

il post lo linko, per non togliere a nessuno il diritto di leggersi l’originale:

“tutto il mondo ha bisogno di amicizia”

(con l’occasione osservo una nuova possibile tappa della lotta di google per ammazzare wordpress: appena cerco di entrare nel blog di perdamasco, a partire dal link di qui sopra, che mi e` arrivato via mail, essendomici abbonato, mi arriva da gmail, che qui lavora come killer al servizio della casa madre, un minaccioso avviso: questo sito non e` affidabile: vuoi procedere lo stesso?

ma dai…: dare del non affidabile a perdamasco! sarebbe come darlo a me stesso! – e non escludo che a qualche mio lettore arrivi lo stesso avviso, altrimenti quasi mi ingelosisco, e chiedo allora di sapere perche` perdamasco non dovrebbe essere affidabile, e io invece si`!

quindi non spaventatevi per la moral dissuasion e procedete pure lo stesso).

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e ora che spero che vi siate gustati l’originale, faro` quello che l’amico perdamasco mi rimproverava di fare gia` dieci anni fa: cioe` lo rileggo a modo mio e ripubblico quello che mi e` piaciuto, cioe` che e` entrato, anche solo per un attimo, nella mia storia personale.

temo cosi` facendo che faro` del suo post una breve raccolta di aforismi, alcuni molto belli; cioe` una cosa totalmente diversa da quella che ha pensato lui; ma lui lo sa gia` dal decennio scorso che al suo sistema complessivo di pensiero non credo e lo vedo piuttosto come lo scatolotto dove un gioielliere tiene raccolti le sue cose preziose; per lui e` certamente importante, ma il ladro interessato soltanto ai preziosi, glielo lascia certamente in negozio.

vorrei dire: perdamasco mi perdonera`, anche se so gia` che non sara` cosi`.

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Citando il Saba, il Bortocal ricorda che “tutto il mondo ha bisogno di amicizia”.

Dell’amicizia, ancora direi che è l’offerta di chi si propone come mela all’altrui morso.

L’amicizia ci disegna come la luce disegna l’ombra: mai la stessa.
Per questo c’è chi la vorrebbe fissa.
Per questo c’è chi la teme.
In quell’ombra c’è chi confida.

Dell’amicizia si può dire che sa essere puttana.
Nulla dice, infatti, sulla differenza fra verità e vanità.
Preferisce tacere, e dove non può, mentire.
Prima di non credergli più, “l’ha fatto per amicizia” ci diciamo: vorremmo… convinti.

bortocal15 28 dicembre 2018 alle 18:15
non pensavo di riaverti tra i miei lettori, grazie: vedo che non hai perso l’abitudine di leggere fino in fondo i miei post troppo lunghi.
e io non ho perso l’abitudine, non troppo gradevole, di segnalare i miei dissensi – condividendo il giudizio di wayne per una parte del post (giudizio soggettivo, ovvio), quella che ho citato nel mio post in itinere, un riattualizzato bortoblog…
non credo proprio che l’idea dell’Alleanza biblica tra il popolo eletto e il suo dio geloso possa essere vista come anticipazione del concetto di amicizia alla Saba, che indubbiamente rimanda – se non altro per contiguita` cronologica – allo spirito del dopoguerra, quello che porto` alla Dichiarazione Univerale dei Diritti dell’Uomo e alla nostra Costituzione.
infatti non occorre affatto essere amici per essere alleati: basta semplicemente avere degli interessi da condividere, e l’alleanza biblica si fonda su uno scambio preciso tra l’esclusiva del culto che Jahve` pretende dagli ebrei e la protezione che lui in cambio garantisce (molto relativa, dato il suo carattere, che e` decisamente piu` bizzoso perfino del mio).
mi chiedo come mai non ti sia venuto in mente il riferimento all’evangelico “ama chi ti sta vicino” che e` certamente molto piu` intriso del vero spirito dell’amicizia.
questo forse per il gusto di lanciare un sasso nell’acqua e smuoverla un po’, e fermo restando il piacere mentale che mi ha dato leggere il resto.

la discussione con perdamasco continua nei comenti a questo stesso post.

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LA FINTA REALTÀ TELEVISIVA COSTRUISCE VERE OPINIONI NEGLI SPETTATORI CLAUDIO BEZZI 11:02
https://ilsaltodirodi.com/2018/12/27/la-finta-realta-televisiva-costruisce-vere-opinioni-negli-spettatori-2

bortocal15 27/12/2018 at 11:10
mi sembra divertente l’idea che la manipolazione della realta` riguardi “certe reti televisive e in particolare certi programmi”.
come non spettatore che ha spento del tutto la televisione credo 25 anni fa e che si ostina a commentare e analizzare la realta` (ma quella vera, se ci riesco), vorrei pensare che quella frase sia soltanto una battuta.

inutile aspettarsi risposte da quel blog, che appartiene, mi pare, alla categoria di quelli che scrivono per guardarsi l’ombelico.


22 risposte a "gregari inconsapevoli: i pericoli della memoria da blog – bortoblog n. 5 – 481"

  1. @ perdamasco

    sono veramente dispiaciuto: vedi, se possibile, di restituirmelo, visto che non era scritto soltanto per te, ma anche per gli altri lettori del tuo blog, tanti o pochi che siano.

    e poi era scritto anche per me, cazzo, e per il mio diritto di rileggermelo e riutilizzarlo per altri scopi.

    una persona sensata, se non vuole ricevere commenti sul suo blog, li disabilita e sa comunque distinguere tra le mail, che sono messaggi privati, da non pubblicare, e commenti pubblici, rivolti all’autore, ma anche ai suoi lettori, e dunque da rispettare.

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  2. Dimenticavo: mi aiuterai a capire meglio i tuoi commenti, tanto quanto resterai sui commenti. Diversamente, mi costringi ad andare da un punto a un altro, ed in ciò, perdere il filo del discorso che già, nei commenti, non mi è facile conservarlo.

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  3. ““ama chi ti sta vicino” che e` certamente molto piu` intriso del vero spirito dell’amicizia.” Dipende da cosa è mossa quell’amicizia e/o cosa si intende per chi ti sta vicino. Se è un reciproco interesse, vedo uno spirito marchettaro 🙂 che c’è in ama il prossimo tuo se mosso per lo stesso intento.
    Non ho dimenticato le mie aperture mentali. Ne avrai l’impressione perché ne parlo meno. Visto che ripetere giova, potrebbe essere decisione erronea, ma tutto desidero furché tediare.
    L’esempio del ladro sta in piedi solo se me lo confermi (e me lo provi) esperto in oreficeria. Se non lo è, non volermene se lo colloco fra quelli che sanno quello che dicono, ma non sanno quello che fanno. 🙂

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    1. mi fa riflettere, forse perche` cade in un momento per me particolarmente consono, la tua osservazione sull’opportunita` di non tediare con le ripetizioni: rischio a cui espone l’eta` matura, vuoi per la memoria meno brillante che non ti ricorda bene il gia` detto, vuoi perche` quel che si dice, anche se per te che lo dici intrinsecamente nuovo, appare – soprattutto a chi lo ascolta da altra generazione – sopraffatto dallo stigma dell’eta`, che lo assimila al gia` troppe volte ascoltato.

      siccome con la metafora del ladro intendevo riferirmi a me stesso, credi che possa mancarmi la presunzione di saper distinguere un vero gioiello dalla chincaglieria? 😉

      sul punto che sollevi per primo, direi che un’alleanza non nasce per sua natura mai da un’amicizia, mentre l’empatia per il vicino almeno la ammette in linea teorica: poi entrambi sappiamo bene che la distinzione fra un attaccamento spontaneo e una amicizia interessata e` molto difficile, e a volte per i portatori stessi di un sentimento proteiforme, la cui vera natura sfugge all’osservazione anche piu` attenta.

      quanto al resto della mia osservazione un pochino critica (ma come meravigliarsene?) sul tuo lavoro di riedizione, nasce dalla prevalenza che hai voluto dare allo spirito di sistema, che a me – come sai – fa l’effetto del gesso sulla lavagna e lo assimilo per le reazioni che suscita in me a quelle che suscita in chi mi sta attorno il mio celebre “cattivo carattere”, e anche quando viene da te, – piuttosto che alla narrazione libera dei casi della vita, che per fortuna non manca, ma che a me piace molto di piu`.

      poi le osservazioni acute non mancano comunque, ma questo gia` lo sappiamo.

      grazie del commento, naturalmente.

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      1. Sapevo bene chi era il metaforico ladro, come entrambi sappiamo bene di doverci sapere contenitori di conoscenza, ma non per questo, di confermata verità. Per questo, il mio rilievo punta al solo ridimensionamento di ciò che, in vero, presumi di sapere, non in verità.
        Sai, lo spirito di sistema è un po’ lo stesso che rilevi in Pabloz: un mettere ordine in ciò che abbiamo detto e/o già detto, vuoi perché si teme di non aver più nulla da dire di nuovo, vuoi perché si sa che a quel punto tutti gli scopritori ci arrivano.
        Neanche Newton ha scoperto la legge di gravità per 10 volte di fila. 🙂
        Per altro pensiero su spirito di sistema: non sono io che gliel’ho dato al mio pensiero; è la vita che se l’è dato. Io, altro non ho fatto che dire: ossignur! Il re è nudo. 🙂 🙂

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        1. misteriosi motivi o inefficienza mia hanno disperso la mia prima risposta ed ora mi diventa particolarmente pesante cercare di ripeterla.

          che vai dicendo perdamasco quando tiri in ballo la vita? ognuno si prenda le sue responsabilita`: lo spirito di sistema e` tutto tuo, inutile cercare di rifilarlo alla vita, visto che questa fa di tutto, al contrario, per farci capire che tutto succede a caso, nonostante ogni nostro tentativo di trovare l’ordine dove regna il caos, e di arrivare a circoscritte verita`, tanto piu` vere quanto piu` circoscritte e meno significative.

          escludo dunque (opinione mia) che il grande caos creativo e il famoso niente ribollente di possibilita` che appena possono si autorealizzano si prenda la briga di ordinare a perdamasco di costruire qualche sistematica definizione che rimetta ordine dove non ce n’e` alcuno e regna soltanto una vitalissima confusione.

          a mio modo di vedere e` invece perdamasco che cerca di darsi sicurezza costruendo teorie, mentre a me interessa invece quando racconta i fatti che le destrutturano, e lo fa quasi a propria insaputa.

          quanto a pabloz, che c’entra? per quanto ne abbia abbandonata la lettura sistematica per mancanza di interesse e gli dia un’occhiata postuma forse un par di volte l’anno, mi pare che abbia realizzato il suicidio mentale perfetto e che si occupi soltanto della sua promozione come scrittore, cioe` di come far soldi mettendo a frutto qualche indubbia dote che la natura gli ha dato: il che evidenzia un narcisismo oramai super-noioso e sterilizzatore progressivo di ogni residuo guizzo autenticamente creativo in lui.

          quindi non vedo affinita` alcuna tra i suoi vizi e i tuoi difetti (fermo restando che ognuno ha i suoi, e non tutti hanno equivalenti pregi a quelli di entrambi voi due); pero` francamente l’argomento non mi interessa troppo altro che come caso clinico di autodistruzione di una mente; che poi abbia qualche scampolo di quel successo letterario che cosi` ardentemente bramava da sacrificargli ogni altro valore, questo appartiene alla storia, o meglio alla cronaca, anche molto spicciola, del declino culturale dei tempi nostri.

          memorizzo stavolta il commento prima di cliccare invio, e vediamo se adesso arriva.

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          1. “misteriosi motivi o inefficienza mia hanno disperso la mia prima risposta”. Non ti saprei dire. Io ho risposto a quello che ho ricevuto.
            Non la vita come vissuto e/o vissuti, tiro in ballo, ma solo principi che la vita mi ha mostrato considerando su di quella. “Ordinare a perdamasco”, ecc. E’ chiaro che nessuno m’ha ordinato niente; al più, la mia vita ha “ricevuto” il compito di dire sulla vita; ma questo è solo un modo di pensare che in una ironia non colta ha avuto il suo difetto. Capisco però, che l’ironia si intende più facilmente nel parlato.
            Mi sa che non sono ancora riuscito a capire cosa intendi per spirito di sistema. 😦
            “quindi non vedo affinita` alcuna tra i suoi vizi e i tuoi difetti (fermo restando che ognuno ha i suoi, e non tutti hanno equivalenti pregi a quelli di entrambi voi due…” Non ho capito neanche questo punto. Condivisibile o no che sia, Paolo è uno scrittore, io no. Non direi possibile, quindi, nessun generere di accostamento paragone fra i suoi vizi e i miei difetti. Ma hai ragione, per quanto mi compete, l’argomento non interessa neanche a me.
            Condivisibile o no che sia il mio ideale, quello è, e niente me lo farà cambiare.
            “a mio modo di vedere e` invece perdamasco che cerca di darsi sicurezza costruendo teorie,” Questo è quello che tu hai capito, ma quello che tu hai capito, non è. Carissimo: io non faccio niente a mia insaputa. Vero è, che lo faccio credere. 🙂

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            1. mi concentro sullo spirito di sistema, e cerco di spiegarmi meglio.
              vedi, io stesso ti ho dato un esempio, nel mio commento precedente, di uno “spirito di sistema”, quando ho scritto: “la vita[…] fa di tutto […] per farci capire che tutto succede a caso, nonostante ogni nostro tentativo di trovare l’ordine dove regna il caos, e di arrivare a circoscritte verita`, tanto piu` vere quanto piu` circoscritte e meno significative. escludo dunque (opinione mia) che il grande caos creativo e il famoso niente ribollente di possibilita` che appena possono si autorealizzano si prenda la briga di ordinare […] di costruire qualche sistematica definizione che rimetta ordine dove non ce n’e` alcuno e regna soltanto una vitalissima confusione”.
              in realta` anche questa frase e` un tentativo globale, in qualche modo sistematico, di delineare una complessiva spiegazione del mondo, lo ammetto.
              ma allora non sono contradittorio a rimproverare lo spirito di sistema a te? o sono assurdamente geloso e voglio averne uno solo mio, ben sapendo che mai potra` essere il tuo? 🙂 dov’e` la differenza che non fa di me un incoerente totale?
              mi pare qui: che tutto il mio “sistema” si esaurisce in quella frase, e` cioe` assieme molto semplice, quasi elementare, e nello stesso tempo aperto e richiede ulteriori analisi concrete, al punto che solo forzando lo si puo` definire sistema.
              sistema vero e proprio vedo dove l’interpretazione complessiva si fa barocca e inutilmente complessa, abbandonando il principio di Occam del ripudio di tutte le idee inutili, per chiudere alla ricerca in una interpretazione data e chiusa, che soffoca la ricerca piu` che aprirla.
              pero` hai ragione, dovrei soltanto dire lo spirito di sistema inutilmente complesso, per non buttare via con l’acqua sporca di artificiosi concetti anche il bambino, cioe` la domanda sul senso complessivo della vita.
              – il paragone fra pabloz e te lo avevi fatto tu, dicendo simile il vostro spirito di sistema; siccome adesso dici non “possibile, quindi, nessun generere di accostamento o paragone fra i suoi vizi e i tuoi difetti”, siamo perfettamente d’accordo, e probabilmente stiamo a discutere soltanto per un’espressione non chiara; e qui si puo` mettere la parole fine, per questo punto.
              – (non intendevo certo incolpare te della mia eventuale diMenticanza di cliccare invio oppure delle inefficienze tecniche crescenti della piattaforma)

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              1. Fra vari significati, di sistema la Treccani dice «porre insieme, riunire» Nella ricerca del benessere, poniamo insiene e riuniamo tutte le parti che contribuiscono alla riuscita di un intento mosso dallo spirito della vita: per come la vedo, forza della vitalità per il corpo, e della vita per la mente. Sino a qui tutto bene direi. Perché, allora, ne hai e/o ne dai un senso negativo. Quando irrigidisce qualche parte e/o si irrigidisce su qualche parte, immagino. L’irrigidimento che dico, tipicizza il vecchio e/o il fanatico: persona, caso, legge, norma che sia. Ogni sistema, quindi, è bifacciale: vero_falso, bene_male. ecc, ecc. Dopo aver sistemato la vita, (o meglio, già mentre la sistemavo) mi sono reso conto che è stato di infiniti stati di vita, e che si origina dalla corrispondenza fra tutti e in tutti i suoi stati. Ciò la rende indefinibile, o se definibile, solo per reciproche convenzioni. Morale della favola, ogni giudizio ha di che essere infinitamente giusto come di infinitamente sbagliato. Ti dicevo impossibile ogni paragone fra il Pabloz e me, (come al caso fra me e te) appunto perché, più della donna, la vita è mobile. 🙂

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                1. perdonami, non ti seguo. “la vita è stato di infiniti stati di vita, che si origina dalla corrispondenza fra tutti e in tutti i suoi stati”?

                  devo avere una mente ben poco filosofica, perdonami: ma se mi rifiuto di seguire le bubbole o menate pseudo-metafisiche di Heidegger, figurati se non posso tapparmi le orecchie davanti a quelle di perdamasco.

                  e non dico tutto quello che penso, altrimenti ribadisci che ho un cattivo carattere.

                  mi verrebbe da dire: non c’e` peggior sordo di chi non vuol sentire, ma ancor peggio e` chi e` davvero sordo. decidi tu a chi applicare il giudizio e quale, di noi due.

                  con tutto l’affetto antico e recente, perdamasco, non sono queste le cose che voglio sentir dire da te.

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                  1. Non so chi sia Heidegger. Figurati quindi, se le bubbole o le menate che cito sono sue. No, mio caro, non c’è l’hai ma potresti anche avercela se solo la liberassi dai tuoi guinzagli. 🙂 🙂 No, tu non hai un brutto carattere perché dici quello che pensi, o perché, te l’ho detto io. Io ho solo raccolto e ti ho ricordato, quello che tu hai detto di te, e che io, per la mia sensibilità, ho riscontrato vero. Neanche mi interessa dire, capire, sostenere su chi fra noi due sia il maggior sordo, come non mi interessa dire se è meglio una strada provinciale o una comunale. In ragione della meta, lo decido caso per caso, e nel massimo caso trovo la massima ragione. Non la condividi? Che sarà mai! Heidegger anche così? 🙂 🙂

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                    1. Heidegger e` un filosofo filo-nazista e nemico della modernita` che scrive in modo molto oscuro e che viene molto apprezzato anche in ambienti che si dicono di sinistra, ma gia` Pasolini fu buon profeta a dire che non vedeva piu` differenza fra destra e sinistra gia` quarant’anni fa, figurati.

                      non mi sono certo sognato di dire che tu hai copiato qualcosa da lui: primo perche` ti credo quando dici di non conoscerlo, secondo perche` mi sono rifiutato di leggere lui, dopo qualche assaggio (la vita e` breve, l’intelligenza limitata e preferisco usare la mia, per quel che ne ho, per altri scopi che per cercare di decifrare le sue oscurita`) e, terzo, perche` il tuo discorso filosofico non riesco assolutamente a capirlo, non ci trovo sotto nessun concetto, solo paroloni vuoti; quindi, salvo dire che sei ancora piu` oscuro di lui, per me, non potrei dire altro.

                      se mi rileggi vedrai che non ho avanzato proprio nessuna accusa di plagio, ma soltanto di condivisa oscurita` (e sempre riferita esclusivamente come tale per me: troverai ben chi ti capisce e ti segue con entusiasmo anche tu!).

                      certo puo` darsi che non abbia una mente filosofica, anche se mi sono laureato con una tesi in filosofia antica e non ho fatto l’assistente nel settore all’Universita` Statale di Milano appena laureato solo perche` allora rifiutai giovanilmente il rischio di diventare il portaborse di qualche barone…: devo aver perso molti colpi da allora, probabilmente, se non riesco a capire una frase cosi` chiara e cristallina come “la vita è stato di infiniti stati di vita, che si origina dalla corrispondenza fra tutti e in tutti i suoi stati”; ma la prossima volta che mi provochi ti spieghero` per bene perche` una frase simile e` assolutamente priva di significato, filosoficamente parlando.

                      perche` io posso bene amettere che non la capisco, ma posso anche dichiarare e spiegare per bene perche` succede questo, dal mio punto di vista: spero che tu riesca a fare altrettanto, al contrario, cioe` a spiegare con altri termini che cosa intendi davvero dire.

                      non sento il bisogno di esprimerti questi giudizi, anzi mi dispiace farlo, perche` so che ti possono risultare fastidiosi, salvo il tuo diritto di pensare che sono ottuso e non ti capisco, oppure che te lo dico perche` tutti dicono che ho un cattivo carattere; pero` se tu vieni qui a ripropormeli dopo che ti ho detto piu` gentilmente che posso che mi creano disagio, posso dire che te li vieni a cercare tu? non puoi pretendere che io taccia, o che dica cose diverse da quelle che penso.

                      a allora, perche` non parliamo d’altro, piuttosto, caro amico perdamasco?

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                    2. Questa del metterti a disagio proprio non l’avevo capita, tanto meno letta. Mi sarei ben guardato dal farlo, e in ogni caso, giusto per concludere la questione, se rifiutate, a disagio può mettere sia una falsità che una verità: succede ai semplici, e può succedere anche ai laureati, esattamente come un cardiologo non è esente da malattie alle coronarie.
                      Sul Heidegger mi è capitato di leggere un qualcosa (che non ricordo) proprio sul Face. L’ho trovato (in quei punti) niente di che.
                      Quello che intendo dire è nel semplice significato delle parole che uso, ma, parliamo d’altro?
                      Ieri ho visto il Vietnam. Trasferirmici (me e la pensione) resterà fra i miei sogni. 🙂

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                    3. mica sbagliata l’idea di trasferirsi, con annessa pensione, in un paese come il Vietnam, sempre che non cresca troppo prossimamente per il trasferimento di industrie cinesi che cercano di sfuggire ai dazi trumpiani…; ma ti metto in guardia dal suo spirito molto italiano che lo caratterizza, con qualche presenza di mafia sotto traccia e un certo gusto per la turlupinatura dello straniero che qua e la` ha colpito anche me, se hai letto tutto, piu` che in qualsiasi altro paese del mondo da me visitato…
                      certo, comunque, e` paese bellissimo e molto lontano dalle nostre lontane immagini anni Sessanta…

                      non mette a disagio la verita`, se riconosciuta, e neppure la falsita`, se individuata e dunque combattuta: in quel che scrivi quando filosofeggi usando modalita` e termini impropri non riconosco ne` questa ne` quella: mi mette a disagio l’oscurita`, che non si lascia riconoscere ne` capire.
                      chiudero`, al riguardo, la nostra discussione qui non troppo felice (nel senso originario di “fertile” che aveva in latino la parola) con una citazione di quell’Heidegger che non mi piace: “Caos è il nome che indica un peculiare pre-oggetto del mondo nella sua totalità e del signoreggiare cosmico”. tu l’avrai di sicuro capita; io no: mi mette a disagio e la rifiuto, e mi paiono fanfare e fanfaronate per i duri d’orecchio.

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                    4. “un certo gusto per la turlupinatura dello straniero…” Dalla presa di quel gusto non sfugge carnefice di qualsiasi paese, e neanche straniero di qualsiasi provenienza, temo. Comunque sia, sono sempre andato d’accordo con gli irregolari. Ammessa la realizzazione del sogno, allora, neanche lì, farei difficoltà nel far capire loro che non sono farina da far ostie, esattamete come l’hanno capito i mafiosetti locali.
                      Cosa ti fa affermare che avrei sicuramente capito l’affermazione di Heidegger, che a dirlo alla bresciana non so neanche chi l’ha inculato!
                      “non mette a disagio la verita, se riconosciuta, e neppure la falsita, se individuata”. Vero, il disagio, però, non è nel riconoscimento (che è ipso solo nelle banalità, e/o nelle cose scontate) ma nel periodo che va dal rifiuto per ignoranza su un certo fatto alla accettazione per conoscenza di quel fatto.
                      Altro non intendo discutere, anche perché non capisco più se sono il soggetto delle tue impressioni. Le trovo, infatti, di una esagerazione che non mi par di meritare. Cosa ci sia di scuro nelle mie ovvietà, lo vedi solo tu. Molto più calibrato chi ebbe a dirmi: o sei un pazzo o sei un genio. 🙂 🙂

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                    5. impossibile continuare tra questi equivoci continui, eppure continuiamo.

                      dove ho detto che avresti sicuramente capito la rimbombante scemenza detta da Heidegger? l’ho usata soltanto come esempio dell’effetto che mi fa la tua frase, che ho citato diverse volte, chiedendoti (invano) di spiegare il concetto con altre parole.

                      per te e` una ovvieta`? buon per te. per me sono parole senza senso, e il fatto che tu le ripeta come una formuletta mnemonica senza andare oltre, mi dice quanto meno che sei un pessimo insegnante e un cattivo divulgatore di te stesso, visto che all’alunno che ti dice non la capisco, ti limiti a rispondere che e` chiarissima.

                      chiarissima non e`, visto che, tanto per cominciare, si fonda su una struttura sintattica impropria: se tu dici stati di vita, crei un unico sintagma, cioe` un unico concetto, stati di vita, appunto, e dunque non puoi concordare la frase relativa successiva con vita, staccandola adesso dal concetto: crei una incoerenza linguistica con l’ascoltatore che si aspetta di leggere che si originaNO e non che si origina: che cosa si origina dagli stati di vita? la vita? ma per usare il singolare nella relativa avresti dovuto scrivere stati DELLA vita, cioe` rompere l’unico sintagma in due, ma cosi` il concetto cambia.

                      stato e` parola poco usata in filosofia, ma pigliamola nel suo significato di condizione contingente di qualcosa: la vita dunque sarebbe condizione contingente di infinite condizioni contingenti di vita, o della vita? e perche` poi infiniti, visto che la vita non lo e` affatto? perche` suona bene dirlo? e queste condizioni contingenti della vita, infinite o meno, creerebbero la vita?

                      suvvia Damasco, sarai anche un genio come Heidegger, ma sei piu` confusionario di lui nei concetti e temo che tu pensi che la filosofia non e` fatta di idee semplici chiare e distinte, ma del ribombo dei paroloni usati a sproposito; e siccome le idee chiare e distinte le sai usare benissimo quando vuoi, e` qui che ti consiglio invano di lasciar perdere questo gioco vuoto e dirci quel che sai, non quello che vuoi farci credere di sapere; non ci si improvvisa filosofi con un’idea cosi` vaga della filosofia.

                      e tuttavia stai pure tranquillo che l’imbecille sono io, che ho studiato filosofia e i filosofi per sette anni della mia vita, visto che migliaia di cultori della filosofia dicono che Heidegger e` un genio filosofico e non sia mai che qualcuno non arrivi a dirlo anche di te; per me non lo sarai mai, comunque, e ovviamente io tengo al mio giudizio e non a quello degli altri.

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                    6. scusa, il commento era partito non finito.

                      alla fine mi hai fatto sputare il rospo, sono sollevato, e non mi dispiace affatto non avere nessuna replica; parlando d’altro ci divertiamo certamente di piu`.

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                    7. scusa una domanda, perdamasco; te l’avevo gia` fatta in un commento precedente, ma vedo che non e` partito: ma tu cancelli i miei commenti dal tuo blog? dov’e` finito il lungo, curatissimo e bel commento che ti ho mandato a proposito della santa Margherita del Carracci? l’hai cancellato tu oppure e` wordpress che l’ha fatto sparire come la prima versione di questo mio?

                      buon Capodanno, comunque.

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