La vera vita e la misteriosa morte di Jeshu: 1. Natale

sapevo di averlo scritto, questo testo, ma non ero piu` riuscito a trovarlo; ed e` stata una vera sorpresa rivedermelo davanti proprio ieri sera, pubblicato nel blogs esattamente dieci anni fa; e per coincidenza questo e` avvenuto dopo un pranzo di natale nel quale ancora una volta i figli mi hanno esortato, come stanno facendo anche vari amici, a scrivere finalmente il mio libro sulle origini cristiane.

ho ripetuto ancora una volta che ho troppa paura di coprirmi di ridicolo uscendo dal campo un poco nebuloso e avventuroso della scrittura da blog; ma poi so anche che questo libro io avevo davvero cominciato a scriverlo, e adesso so: a natale del 2008, e se ne usci` solamente il primo capitolo, qualche motivo ci sara` stato.

comunque eccolo, questo esordio senza altri sviluppi, solo un poco ritoccato oggi alla luce delle mie ultime convinzioni acquisite sul tema, dopo altri dieci anni di riflessioni e ricerche.

. . .

PREFAZIONE

Jeshu: ammmesso che sia esistita davvero una persona unica alla quale possano essere attribuite tutte le storie che vanno sotto il suo nome, e che questo non sia semplicemente da assegnare al protagonista di una serie di narrazioni semi-leggendarie, cioe` ad un personaggio letterario, le notizie sulla sua vita sono sepolte da un tale mare di manipolazioni, alterazioni inconsapevoli dettate da un puerile fanatismo, falsificazioni consapevoli guidate da esigenze politiche, tutte durate secoli, che la tradizionale scienza filologica si muove con estrema fatica al loro interno.

inoltre, la massa degli interessi e dei diversi fanatismi, vivi ancora oggi e perfettamente coalizzati, genera irresistibilmente delle campagne organizzate per confondere anche i pochi risultati certi ai quali si arriva, sotto una massa di obiezioni pretestuose, ma sostenute accademicamente.

di fatto poi la Chiesa agisce perché anche nel campo della libera ricerca universitaria siano degli uomini a lei sottomessi ad occupare le cattedre più prestigiose.

e insomma tutto questo ha l’aspetto di una perfetta organizzazione mafiosa per nascondere le verità sgradite, tanto che nessuna ricerca propriamente scientifica riuscirà mai a farsi pienamente spazio in questo mondo.

l’unica alternativa, ci pensavo proprio ieri sera, sarebbe un romanzo sul tema, un romanzo ahimé “storico”, genere letterario decisamente in disuso.

anche io sto pensando di scrivere un romanzo storico sul tema della vita di  Jeshu.

non credo che lo farò, anche se ho gia cominciato mentalmente a comporlo.

e ti dico, ad esempio, che comincerà così.

. . .

1. NATALE

quando il bambino chiamato “il Salvatore” nacque (Joshua o simili varianti: Dio salva, in ebraico; Jeshu, in aramaico), era già nato molte volte, la sua vita era stata già descritta, tutti sapevano chi era, che cosa avrebbe fatto, quasi nei singoli gesti, come sarebbe morto, e soprattutto come avrebbe fondato un nuovo regno di Israele, e non solo liberato il suo popolo dalla schiavitù, ma anche portato alla guida di un nuovo impero mondiale fondato su una legge morale più giusta.

chi raccontava la storia delle sue azioni e delle sue parole, vere o immaginate che fossero, del resto intitolava queste narrazione evanghelion, che era il termine ufficiale che si usava allora per indicare la salita al trono di un nuovo imperatore: ed eccone le diverse versioni soggettive: l’annuncio del nuovo imperatore secondo Marco, secondo Matteo, secondo Giuda.

ma altri non lo vedevano in questo modo politico, ma piuttosto come un maestro, e ne riportavano gli insegnamento soltanto, come “parole segrete”, e si chiamavano Tommaso o Filippo, e dicevano di averle ascoltate di persona.

. . .

ma tra chi raccontava piuttosto le diverse storie della sua vita, era gia` chiaro nessuno dubitava, ancor prima che Jeshu nascesse, che Maria, sua madre, la giovane ragazza diretta discendente di Davide, designata per ciò stesso a generare il futuro re della rinascita di Israele, avrebbe messo al mondo un maschio.

e così fu, in effetti: le profezie non potevano essere smentite.

salvo la sorprendente e inattesa evenienza che apparve subito come un misterioso arricchimento e non come una negazione della profezia: che, quando la levatrice terminò di aiutare il bambino ad uscire dall’utero materno e lo sollevò per mostrarlo ai genitori, impastato ancora di sangue del cordone ombelicale appena reciso e frignante come ogni bambino inconsapevole ancora del suo destino nel mondo, dovette subito chinarsi di nuovo alla ragazza che gemeva, perché dall’utero, inatteso, comparve l’ombra di una seconda piccola testa pelosa.

. . .

nessuno aveva messo nel conto che i messia regali potessero essere due: si era sempre pensato ad un messia regale e ad uno sacerdotale, che avrebbero condotto insieme la storica missione del riscatto degli ebrei da questa seconda schiavitù sotto i Romani, ma il messia sacerdotale doveva essere un discendente di Aronne, e quindi non poteva essere parte della stessa famiglia.

e del resto, egualmente atteso e identificato dalle genealogie, il messia sacerdotale era nato sei mesi prima, dicevano gli entusiasti, era il cugino del neonato Salvatore, e aveva ricevuto il nome di Johanaan: palesi fantasie, queste, del resto, e inventate piu` tardi.

dunque l’inattesa comparsa del gemello in quella notte di tarda primavera a Betlemme, dove – secondo queste narrazioni –  la partoriente si era dovuta recare per poter adempiere alle profezie, lasciò tutti stupiti, nessun nome era stato preparato.

anche ai seguaci del movimento che trascorrevano la notte nei campi e si erano raccolti in un piccolo gruppo per festeggiare l’evento, non rimase che quel senso di disorientamento sottile che l’inatteso aveva creato solo col suo primo non solitario vagito.

. . .

questo stigma della imprevedibilità che aveva marchiato il Salvatore al momento stesso della sua nascita, del resto non lo avrebbe abbandonato mai più.

troppe volte nella sua vita avrebbe sconcertato profondamente i suoi seguaci, come a ripetere quel primo colpo di scena che era stata la sua doppia venuta al mondo.

come se Dio avesse voluto chiarire fin da subito che la sua vera casa era lo stupore, e che solo chi ha una fede vera non si perde di fronte ai colpi di scena della vita.

che sono il segno che Dio ama l’imprevedibilità prima di ogni altra cosa.

. . .

al gemello, dopo un rapido consulto, diedero quindi il nome del vero padre dei pargoli, lo chiamarono Judas, come un marchio segreto, ma subito, fin dal primo momento, preferirono chiamarlo Toma, il Gemello.

non sapevano che altro dire di lui, e il dramma di Judas Toma, di Giuda il Gemello, di Tommaso, fu poi per tutta la vita questa sua mancanza di identità, di senso addirittura, di fianco ad un fratello tanto importante e predestinato.

essere l’alter ego dell’uomo più importante della storia del tuo popolo e non essere nulla, altro che la sua ombra, trascinarsi per tutta la vita quel nome che pareva uno sbeffeggio: “Gemello”.

“senti, Gemello, che ci dici del Salvatore?”

al Gemello restò soltanto, come dire?, il compito indiretto di ricordare a tutti col suo primo nome, rapidamente messo in disuso, chi era il loro vero padre, l’innominabile la cui paternità doveva rimanere segreta e nascosta, dietro un matrimonio di comodo, con un vecchio seguace del movimento.

. . .

già, ma chi era Judas?

e perchè Jeshu era già nato così tante volte prima di nascere davvero?


Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.