banche e dezinformatsiya – 15

su, da bravi, giornalisti italiani, al servizio delle banche che sono le proprietarie dei giornali dove scrivete.

nazionalizzare una banca in difficolta` non e` come darle dei contributi statali a fondo perduto.

non e` difficile da capire, e il rischio e` che i vostri lettori lo capiscano anche se cercate di creargli in testa la massima confusione possibile.

. . .

dezinformatsiya, disinformazione: la parola si usava per descrivere la situazione di stampa e media sotto l’Unione Sovietica.

sono contro il populismo sovranista, si`, ma non sono a favore del populismo filo-finanziario.

e continuo a ragionare con la mia testa.

a ciascuno i suoi torti veri, i torti inventati li lascio agli agit-prop.

. . .

a chi e` troppo schierato sembrero` incoerente: rispondo che per stare al passo con la realta` occorre essere almeno un poco complessi.

semplificare non porta fortuna al pensiero.,

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3 risposte a "banche e dezinformatsiya – 15"

  1. Sono stato contrario a quando hanno privatizzato le banche di interesse nazionale, sono stato contrario a quando hanno permesso a tutte le banche di diventare banche commerciali, e sono favorevole al fatto che se una banca è in difficoltà venga nazionalizzata, andando contemporaneamente a prendere i responsabili di averla portata sull’orlo al fallimento cosa che però dalle nostre parti non succede mai, piuttosto si “suicidano” quelli che potrebbero spifferare qualcosa.
    Tra l’altro il bell’elenco dei debitori insolventi di Mps che aveva pubblicato l’Espresso è sparito quasi subito, qualcuno sarà andato a chiedergli conto del come mai?
    Il bail-in tanto temuto poi c’è da dire che non l’ha approvato l’attuale governo (anche se probabilmente, vista la fermezza con cui ha dato seguito a tutti i proclami pre-eletttorali, l’avrebbe fatto).
    Una storia del perché delle banche che erano dei gioiellini e delle miniere d’oro nel giro di dieci anni siano state depredate e ridotte al lumicino qualcuno la scriverà? (o magari l’ha già scritta ma nessuno gliela pubblica…?)

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    1. furono i CONSERVATORI inglesi dieci anni fa ad applicare il principio che, se lo stato versa denaro pubblico in una banca, quanto meno entra in possesso di una quota corrispondente, in base al suo valore.

      che lo stato italiano negli anni passati si sia follemente indebitato per REGALARE fondi ai banchieri che avevano fatto fallire le banche stesse si spiega soltanto con lo stretto legame MAFIOSO che esiste in Italia tra politica e banche: in poche parole le banche falliscono perche` hanno finanziato come i politici volevano e i politici ricambiano finanziando le banche criminali con i soldi estorti ai contribuenti…

      non ci dicono niente fallimenti bancari come quelli di Verdini, l’amico di Renzi in Forza Italia?

      non ho la minima fiducia in questo governo, ma mi fa specie che anche il minimo accenno di alcuni li` dentro alla nazionalizzazione delle banche da soccorrere (per ora non seguito dai fatti) scateni la stampa padronale in una inaudita operazione di confusione dell’opinione pubblica: tutti a dire che il governo fa come Renzi; eh no, non e` ancora deciso, i banchieri ci sperano, ma c’e` una battaglia in corso e almeno girano voci diverse; e quindi sarebbe bene che i blog almeno loro vigilassero… 🙂

      un solo appunto al tuo commento nel consenso generale mio per quel che dici: se le banche sono private, qualcuno mi spiega perche` il bail-in sarebbe sbagliato?

      se io presto i miei soldi a qualcuno e questo scappa o fallisce, qualcuno di grazia vorrebbe spiegarmi perche` deve intervenire lo stato a risarcirmi?

      il bail-in, che non a caso viene dall’Europa, e` una norma di civilta`: perche` mai dobbiamo risarcire chi ha speculato in banca con investimenti azzardati? perche` sono fessi? pero` non rinunciano a votare dopo averlo riconosciuto. chi e` fesso paga i suoi errori e si sveglia fuori, se ci riesce: e` un normale esercizio di civilta`.

      per inciso, in Italia il correntista e` garantito dallo stato comunque fino a 100.000 euro di depositi, in Germania fino a 20.000.

      troppo facile un capitalismo dove i profitti sono privati, ma le perdite devono essere pubbliche, tanto le speculazione sbagliate le paga, con le tasse, chi non ha mai speculato.

      e chiudo il mio sussulto di bile col mettere bene in chiaro che negli ultimi anni il debito pubblico sta crescendo in Italia non per lo stato sociale, le pensioni o per benefici ai cittadini (a parte i demenziali 80 euro di Renzi, 10 miliardi di debito in piu` ogni anno, caduti nel dimenticatoio collettivo), ma per i finanziamenti alle banche, a fondo perduto.

      ben venga quindi anche il minimo accenno a volere cambiare registro, con la speranza, sempre, che la banda di profittatori che occupa lo stato sia davvero cacciata a calci nel sedere.

      ma questo e` un governo che garantisce gli speculatori stupidi e che protesta contro il bail-in, quindi ci credo poco, altrimenti l’incoerenza sarebbe completa.

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