un clic dall’Ucraina: come funziona un blog. 10-13 gennaio 2009. bortoblog 3 – 17

post in itinere: verra` aggiornato con i miei commenti ad altri blog​ fino a domenica 13 gennaio

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questo post serve nelle mie intenzioni ad esortarvi ad usare il motore di ricerca dei blog, del mio o di altri, anche se poi ben pochi blog danno il valore che merita a questo strumento fondamentale.

guardate bene, nei miei blog questo motore, al quale si accede cliccando CERCA dopo avere inserito la parola chiave che interesse, l’ho messo in alto a destra (o a volte a sinistra) in bella evidenza.

qui cerchero` di convincervi a farlo, se volete usarmi come strumento per approfondire qualche problema, ma ovviamente l’indicazione vale per qualunque altro sito della rete.

diciamo pure che l’uso di questo strumento lo considero un modo generale utile per muoversi nel web; non solo, ma anche per constrastare l’entropia dell’informazione, come si vedra`, a chi vorra` continuare, visto che l’ho presa alla larga.

det_qwant

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chi puo`essere venuto a cercare il mio blog stamattina presto dall’Ucraina, prima ancora che mi svegliassi, grazie alla curvatura della terra che fa cominciare il giorno da lui un’ora prima? e perche`?

ho messo dezinformatsiya, disinformazione in russo, nel titolo di un post sulle banche, ieri: ed ecco che un ucraino, probabilente della minoranza russa in guerra con la maggioranza nazionalista ucraina, e` passato di qui per cercare qualche rivelazione sulle fake news di stato, del suo stato.

l’episodio appartiene alla fenomenologia del blog – giusto per usare una parola terribilmente snob e pretenziosa: in poche parole dimostra quanto possa essere una perdita di tempo non solo scrivere su un blog (per me), ma anche leggerlo o anche solo guardarlo (per lui).

eppure ascoltare la televisione, navigare su altri mass media, perfino leggere la stampa (a parte forse qualche periodico di nicchia) e` una perdita di tempo simile, anzi perfino peggiore: e la ricerca di qualcosa di utile davvero e` estremamente faticosa anche li`.

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non e` questione di complotti per nascondere la verita` (o almeno, non sempre), ma e` la fisica, ragazzi: si chiama rumore, nella teoria della comunicazione.

in altre parole una parte importante di tutte le comunicazioni che ci scambiamo e` fatta di rumore, cioe` di disturbo della comunicazione.

come una giornata e` fatta di cento momenti morti che servono solamente a mantenerci in vita e che ostacolano la realizzazione di quello che ci interessa davvero (stamattina devo urgentemente andare a lavare i piatti, per esempio; e ieri ho dovuto fare la spesa), anche le parole che ci scambiamo, le notizie, le riflessioni si muovono in una realta` ostile, priva quasi di significato, che ne logora il significato ed e` piena di tempi morti, di non messaggi, che pero` si fanno ascoltare lo stesso, e che a volte distorcono perfino il significato della comunicazione.

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si`, facciamo fatica a capirci; spesso il rumore comunicativo sovrasta i significati:

puo` essere annidato nell’emittente: crediao di dire una cosa, ma ci esprimiamo male e facciamo intendere di dirne un’altra.

puo` essere annidato in chi riceve, che filtra l’informazione attraverso i suoi pregiudizi e nella fase della coprensione la adatta a se stesso e ai suoi modi di pensare, cambiandone il significato.

puo` avvenire nella fase della trasmissione: per esempio il senso di un messaggio non e` soltanto interno al messaggio, ma nasce anche dall’interazione fra il messaggio e il contesto; e se il contesto cambia, cambia anche il messaggio.

ecco perche` una frase, detta qui, arrivando in Ucraina puo` cambiare completamente di significato: io metto dezinformatsiya, una parola russa, nel titolo di un post per alludere alla somiglianza tra il nostro sistema politico oligarchico e la vecchia condizione di monopolio politico della defunta Unione Sovietica, ma ben diverso e` il significato della parola in Ucraina dove la minoranza russa combatte per non essere discriminata dalla maggioranza ucraina, oggi a guida filo-nazista e sostenuta dall’Europa pseudo-democratica.

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in fisica vi e` una legge generale, quella dell’entropia, che descrive la decadenza irresistibile dell’energia.

ma se il mondo e` in realta` comunicazione l’entropia che degrada l’energia e` la stessa che ha a che fare con la comunicazione e che vi produce gli stessi effetti: come spiega Rovelli, l’entropia non ha nulla di misterioso, ma e` una semplice legge statistica correlata al tempo.

https://spazio-tempo-luce-energia.it/tempo-ed-entropia-61ca3766d383

la riflessione di Rovelli, un autentico genio, e` di una profondita` sconcertante e arriva a concludere che il tempo e` semplicemente l’effetto di una nostra semplificazione percettiva del mondo, di una sfocatura, come dice lui: il tempo ha una direzione irreversibile, dal passato al futuro, solo perché vediamo gli eventi in modo sfocato.

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cosi` anche il rumore che nel tempo alla fine disgrega completamente anche la comunicazione e` soltanto un effetto del tempo, cioe` della nostra sfocatura percettiva che nasce dal fatto che ci concentriamo su qualche aspetto particolare, che statisticamente e` meno probabile di tutte le altre configurazioni possibili…

sono oscuro, ma non vorrei farmi prendere la mano dalle chiacchiere e mi trattengo, per non diventare io stesso rumore, anche se spero rumore non troppo sgradevole; andate al link e tutto vi sara` chiaro.

torno all’essenziale.

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qui vorrei soltanto darvi una dritta modesta per sfuggire almeno in parte al rumore che attraversa anche il mio blog un po` troppo enciclopedico: usate il motore di ricerca, ragazzi.

e, se siete arrivati tramite la parola qui cercando nella rete dezinformatsiya, ma vi interessa l’Ucraina, digitate li` sopra Ucraina, oppure Ukraine, oppure Украина/

si fa cosi`: https://corpus15.wordpress.com/?s=Ucraina

ma anche cosi`: https://bortocal.wordpress.com/?s=Ucraina&submit=Cerca

e perfino cosi`: https://corpus0blog.wordpress.com/?s=Ucraina

(ma addirittura nel post collaterale sul mio giro del mondo 2014 si nasconde qualche riferimento all’Ucraina: https://maurobort48.wordpress.com/?s=Ucraina )

forse finirete in un altro simil-universo molto rumoroso di informazioni non tutte pertinenti, ma certamente un poco piu` pertinenti dell’osservazione indifferenziata dei blog.

gia` perche` questo blog e` uno e trino, e quello su cui vi trovate e` soltanto la seconda reincarnazione di un blog iniziato dodici anni fa, nel 2005.

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ma ora eccoci ai miei commenti su altri blog da oggi a domenica prossima:

Cambiare identità non è solo cosa da supereroi January 13, 2019 gaberricci
https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/01/13/cambiare-identita-non-e-solo-cosa-da-supereroi/
bortocal15 January 13, 2019 at 11:07 am
non sono neppure un sasso, evidentemente; pero`, dopo avere letto il post, almeno a quel livello di conoscenza di gabericci ci sono arrivato.
che il post sia bello, l’ho gia` detto col like, inutile insistere… 😉

gaberricci January 13, 2019 at 11:56 am
Forse te l’avevo già detto una volta (prima che sapessi dove abiti) che avevi pubblicato una foto scattata fuori da casa tua: ti ho detto che mi ricordava L’Aquila e tu mi hai risposto che, effettivamente, poteva sembrare l’Appennino.

bortocal15 January 13, 2019 at 12:14 pm
tu non ricordi bene i dettagli di questo scambio, io neppure l’episodio nel suo insieme, piu` di tanto; ma qui nel post c’e` un’autobiografia che davi per scontato che tutti conoscessero, ma io no.
immagino che cosa vuol dire sentirsi cosi` legati a una citta` che poi il terremoto distrugge; dovrei scrivere una contro auto-biografia e parlare del mio rapporto con Meran/Merano, e dall’abbandono di quella citta` nei mesi del terrorismo separatista sud-tirolese (1960-61), ma anche io ne ho accennato gia` troppe volte.
dalla mia casa di oggi, in condizioni particolari, come ieri, si vedono effettivamente anche gli Appennini, il versante tosco-romagnolo: quasi quasi pubblico le foto sul mio blog, qui non ci riesco; avrai il privilegio di un post quasi ad personam… 🙂

gaberricci January 13, 2019 at 1:05 pm
Che onore!
(Prima o poi scriverò un post sul mio rapporto con L’Aquila).

bortocal15 January 13, 2019 at 7:26 pm
l’ironia fa sempre bene, sia a chi la fa, sia a chi la riceve… 🙂
aspetto il post; alL’Aquila ci sono stato una volta soltanto nel 1993, se non sbaglio l’anno…

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ARTE E ARTIGIANATO, QUALI DIVERSITÀ?
https://squarcidisilenzio.wordpress.com/2019/01/10/arte-e-artigianato-quali-diversita/

bortocal15 11 gennaio 2019 alle 10:44 AM
ciao Chiara, forse puo` esserti utile qualche nota storica (senza pretesa di dire niente di nuovo):
arte e artigiano sono nate assieme, nel Medioevo, senza che le si potesse distinguere: le Arti, distinte in Maggiori e Minori, erano le corporazioni che organizzavano il lavoro di artigiani e artisti, che erano considerati una categoria sola, e come parte del mondo della produzione.
lo stesso valeva del resto per la musica: fino alla fine del Settecento, il musicista viveva nelle corti signorili come un servo fra i tanti: Haydn!
Hauser nella sua Storia sociale dell’arte vede la separazione fra le due categorie come un processo che si svolge fra Cinquecento e Settecento: Leonardo (che tuttavia mantiene una bottega) e Michelangelo sono i primi artisti solitari, esecutori unici delle loro opere; e il pittore come artista individuale e` forse la prima figura che coincia ad emergere come individualita` artistica dalla bottega.
l’artista individuo precorre e prepara e poi accompagna la formazione dell’economia capitalistica, dove emerge egualmente, con un processo parallelo, l’imprenditore come individuo altrettanto eccezionale.
questa distinzione appare da un lato come una falsificazione feticistica: molto spesso tuttora l’arte e` frutto di un grande lavoro di gruppo; e dall’altro come un’esasperazione che distacca rendendolo eccezionale un certo grado forte di creativita` che si puo` trovare in certe espressioni artistiche.
ma a me pare giusto rivendicare la continuita` piuttosto che la distinzione fra artigianato e arte: la creativita` e` la stessa, anche se puo` manifestarsi in modi diversi, la materialita` della produzione anche.
l’artigianato e` meno creativo e piu` convenzionale? non e` detto; anche la produzione artistica lo puo` essere, basta pensare a quanta arte e` kitsch, e non e` meno arte per questo; e non e` detto che un artigiano non metta altrettanta creativita` di un artista nelle sua produzione, solamente perche` la esibisce di meno e di solito lavora su oggetti di uso piu` quotidiano e concreto.
inoltre questa distinzione e` molto meno importante, anzi a volte diventa del tutto impossibile, quando ci allontaniamo dalla cultura occidentale, dove e` avvenuto questo processo di distinzione pienamente, e guardiamo ad altre culture tradizionali (come quella islamica, ma anche altre) dove questa distinzione non c’e` ancora oppure e` recentissima e come frutto dell’influenza occidentale.
ciao!!

chiaralorenzetti 14 gennaio 2019 alle 9:02 AM
Ciao 🙂
Grazie mille per le tue informazioni, mi sono molto utili. Racconterò la mia esperienza ma voglio essere pronta alle domande e curiosità e più materiale ho, meglio è.

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Appello per una sollevazione internazionale contro il cambiamento climatico. Di Naomi Klein, Noam Chomsky, Vandana Shiva… 11 gennaio 2019 saurodgb
https://bresciaanticapitalista.com/2019/01/11/appello-per-una-sollevazione-internazionale-contro-il-cambiamento-climatico-di-naomi-klein-noam-chomsky-vandana-shiva/

bortocal15 11 gennaio 2019 alle 10:27
questo blog dovrebbe mettersi d’accordo con se stesso.
non si puo` lottare contro il cambiamento climatico e nello stesso tempo appoggiare le giubbe gialle finanziate da Bannon che lottano contro…

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Nel tempo come nello spazio, ultimo frammento January 10, 2019 gaberricci 
https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/01/10/nel-tempo-come-nello-spazio-ultimo-frammento/

bortocal15 January 10, 2019 at 9:19 pm
stavo per dirti la ia delusione per la preannunciata rapida fine di questa narrazione; ma la conclusione, allo stesso tempo shockante e rivelatrice, e` cosi` fulminante nella sua perfezione, che ritiro tutto. 🙂

gaberricci January 10, 2019 at 9:46 pm
Grazie, mi fanno molto piacere i tuoi complimenti.

bortocal15 January 11, 2019 at 6:00 am
complimenti si`, ma anche giudizi critici. buona giornata.

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Atto d’amore, canto di grazie 10 gennaio 2019
Atto d’amore, canto di grazie

bortocal15 10 gennaio 2019 alle 22:07
bellissimo post, Simone, che e` anche l’occasione per un ormai molto lontano saluto e un augurio di continuare sempre con questo entusiasmo.

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RAIMONDO BOLLETTA 10 gennaio 2019 La spirale della paura
https://rbolletta.com/2019/01/10/la-spirale-della-paura/

bortocal15 10 gennaio 2019 at 9:58 pm
ciao raimondo, dalla vicinanza degli anni e dei pensieri (non sempre coincidenti, pero`, per fortuna) viene la condivisione della tua riflessione e anche del tuo disagio.
tu dirai che non si vede, dato che mantengo in apparenza un buon ritmo di scrittura sul blog (e in piccola parte anche fuori), ma so io lo sconforto che si sente dentro a sapere che oramai raggiungiamo ben pochi (o forse e` sempre stato cosi`, ma ora lo sappiamo piu` chiaramente).
si aggiunge la difficolta` di cui parli anche tu, e cioe` che, unendo la propria voce allo strepito contro le mediocri trovate spacciate per guerra di (in)civilta`, facciamo in realta` il gioco di coloro che nci illudiamo di contrastare, i quali traggono la loro forza quasi esclusivamente dal clamore bruto delle opposte tifoserie, su cui costruiscono il loro consenso.
come sfuggire alla morsa? parlando serenamente d’altro, quando ci riusciamo: dando ogni giorno testimonianza di valori autentici, della gioia dei rapporti umani e della solidarieta`, del piacere dell’intelligenza.
gratifichiamo noi stessi in questo, senza nessuna paura del futuro: la situazione non era poi affatto migliore ne` sotto Renzi ne` sotto Berlusconi, e agitarci ci fa perdere soltanto tempo nel lavoro di lunga lena a favore di qualche presa di coscienza fondata sulla ricerca critica e sulla corretta informazione.
ciao, spero di leggerti presto.

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il blogger ilpensierodioggi, attivista filo-renziano fino ad ieri (oggi non so) del Partito Democratico della Citta` di Capriate San Gervasio si e` dimenticato di moderare, cioe` di sbloccare, il mio commento di dissenso a un suo post, l’unico peraltro che ha avuto da diversi giorni.

non penserete che l’abbia fatto apposta? ma nooo, e` soltanto un democratico soprapensiero: come molti, come troppi.

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