google, il nuovo governo mondiale e la perdita del diritto all’oblio. 14-16 gennaio 2009. bortoblog 4 – 26

post in itinere: verra` completato fino al 16 gennaio.

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mi ero domandato giovedi` scorso, nel precedente post di questa serie bortoblog, chi poteva essere venuto a leggermi dall’Ucraina e mi ero dato qualche fantasiosa risposta.

ma, leggendo che redpoz, blogger italiano con cui ero in contatto tempo fa, era andato li` nel week-end​, forse la risposta doveva essere piu` semplice: non la montagna ucraina che veniva al Maometto-corpus15, ma semplicemente un altro Maometto-redpoz che era andato in Ucraina.

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e adesso e` bastato un tasto premuto senza volere per cancellare tutto il resto di un post che era costato mezzora di scrittura?

lo riscrivero`, promesso.

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certamente redpoz per venire a leggermi dall’Ucraina, se e` stato davvero lui, ha usato google, e altrettanto faccio io se voglio leggere lui: riusciremmo anche solo a pensare oggi ad una circolazione dell’informazione che prescinda da google?

no, non ne siamo capaci: eppure abbiamo a disposizione altri motori di ricerca, non sto ad elencarli; ne cito uno soltanto, perche` dovremo adottarlo tutti: DuckDuckGo,  meta-motore di ricerca anonimo, che si presenta cosi`:

I tuoi dati non dovrebbero essere in vendita. Noi di DuckDuckGo, siamo d’accordo. Blocca i tracker pubblicitari. Mantieni privata la tua cronologia di navigazione. Prendi il controllo dei tuoi dati personali.

ma non sfonda: un milione e 700.000 utenti nel mondo: un’inezia.

funziona un po’ meglio startpage, fondato su criteri simili, ma siamo sempre a scelte di nicchia.

e poi, che senso ha abbandonare google come motore di ricerca, se poi usiamo gmail, sempre di google, che ci scheda alla stessa maniera, oppure whatsap che ci controlla perfino nelle foto, nelle telefonate e nei messaggini?

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in conclusione tutti navighiamo qui dentro, in rete, compreso chi vi sta facendo la predica, con grande incoscienza e inconsapevolezza, del tutto indifferenti al fatto di essere schedati in maniera inimmaginabile da mostruose intelligenze artificiali.

regaliamo i nostri dati inconsapevoli, come i selvaggi che cedevano ricchezze vere in cambio di pezzetti di specchio; dovremmo essere pagati noi per navigare, e invece paghiamo per farlo.

qualcuno si e` ribellato, in nome del diritto all’oblio:

diritto strano, e bisogna risalire all’antica Grecia e a quel politico filosofo del quinto secolo a.C. che fu il primo a capirne l’importanza: al sofista che gli prometteva di insegnargli sotto compenso come potenziare la memoria rispose di insegnargli piuttosto l’arte di dimenticare, molto piu` utile e importante.

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infatti l’irrigidimento della memoria agisce in modo negativo contro il flusso evolutivo delle individualita` legandoci tutti alla fissita` di un passato immutabile.

bisognerebbe rileggere tutti Pirandello: arrestiamo chi era un terrorista quarant’anni fa, come se stessimo arrestando la stessa persona di allora: ed ecco che invece di trovarci fra le mani un ragazzotto arrogante ed esaltato, ci troviamo un vecchio signore amante della bottiglia che scrive improbabili romanzi gialli.

pero` siamo contenti lo stesso, e del resto quei reati non vanno in prescrizione.

e poi esistono anche le persone semplici che evolvono molto poco e dunque non capiscono che le persone cambiano, perche` loro non cambiano mai e godono ancora della Nutella come quando erano bimbi.

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dimenticare, dunque, per poter cambiare noi stessi e gli altri; ed essere dimenticati, non restare legati tutta la vita agli spinelli fumati a diciassette anni e immortalati su Facebook, magari: e non trovare lavoro perche` si e` ben documentata in internet la propria tendenza alla trasgressione?

uno spagnolo ha fatto causa a Google, che non lo aveva cancellato dai suoi motori di ricerca, dopo che glielo aveva chiesto, e siccome Google si e` limitata ad oscurare i suoi risultati in Spagna, un tribunale spagnolo l’ha condannata a 100.000 euro di risarcimento.

di qui un ricorso di Google alla giustizia europea e un parere di queste ore dell’Avvocato Generale della Corte di giustizia europea, che anticipa forse la sentenza, visto che in teoria si tratta della controparte di Google: la giustizia europea non puo` valere in tutto il mondo; se Google oscura i risultati nell’Unione Europea e` sufficiente.

ma questo evidentemente non tutela del tutto noi cittadini, perche` basta fare queste ricerche fuori dall’Unione e arrivare ai risultati lo stesso.

quindi la circoscrizione legale dell’Unione Europea ha i suoi confini, mentre Google o le grandi corporazioni informatiche no: il loro potere di fatto si estende su tutto il mondo; solo la Cina pare abbia la forza di porre loro delle condizioni per poter agire all’interno…

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se la Corte Europea seguira` il parere del suo Avvocato, come e` probabile, si confermera` che il potere delle grandi corporation informatiche e` maggiore di quello degli stati, e anche delle associazioni sovranazionali come l’Unione Europea.

se guardiamo bene che cosa significa questo, ci possiamo accorgere che sono nati nella sfera virtuale dei nuovi potentati, che non hanno struttura democratica, ma dipendono da individui non eletti da nessuno, e sono dotati di poteri enormi, che stravolgono del tutto ogni regola democratica:

riportano piuttosto ad un post-moderno medioevo telematico, dove il cittadino lavora gratis per il signore (come sto facendo io del resto anche in questo momento scrivendo un blog che aumentera` il traffico informatico di Google di qualche clic (fortunatamente molto pochi).

moderni signori della guerra, in competizione tra loro: pardon, signori della realta` virtuale, oramai piu` potente della povera residua realta` materiale.

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eccoci dunque passati, senza neppure accorgercene da un mondo formalmente democratico, nel quale il consenso politico dei cittadini e` necessario per acquisire il potere, ad un mondo nel quale chi esercita il potere puo` ACQUISTARE il consenso politico dei cittadini da Google o altri social media.

del resto lo abbiamo visto benissimo nelle elezioni USA di due anni fa: e` il potere d’acquisto che genera il consenso e non viceversa, e i grandi social sono perfettamente in grado di crearlo e di venderlo al miglior offerente.

fine della democrazia anche solo apparente, e stop.

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il blog come strumento di micro-resistenza? ci credo poco in coscienza.

comunque vediamo in questo inizio settimana come va…

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Wir sind alles madamine. GENNAIO 16, 2019 · 2:48 PM
https://zariele.wordpress.com/2019/01/16/wir-sind-alles-madamine/

bortocal15   gennaio 16, 2019 alle 5:34 pm
non credo di essere schierato a priori, anche se ho delle opinioni precise per quel tanto o poco che mi sono informato sul tema;
di relazioni costi-benefici ce ne sono gia` state tante e quella ultima che e` stata secretata (per la vistosa indecenza, a quanto mi risulta: pare sostenesse che il traforo non e` conveniente perche` diminuira` le entrate dello stato per le tasse sui carburanti) e` soltanto una mossa politica per tirarla per le lunghe…
comunque io accettero` a capo chino qualunque decisone venga presa, pero` direi che sarebbe ora di prendere atto che il parere nettamente maggioritario e` favorevole: mozione di oggi in Regione Lombardia col solo voto contrario dei 5Stelle.
oppure il popolo conta solo quando sta dalla parte di Beppe Grillo? 😉

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Disumano, troppo disumano. gaberricci, January 16, 2019 by

https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/01/16/disumano-troppo-disumano/
bortocal15 January 16, 2019 at 4:42 pm
la vita degli uomini e di conseguenza anche la storia sono contraddittorie.
la figura del Cesare Battisti n. 1, il deputato socialista interventista di Trento al parlamento di Vienna – in altre parole, filomussoliniano -, e` tuttora assai controversa a Trento e c’e` chi considera il sacrario fascista dedicatogli un insulto alla citta`: nella primavera 1916 Battisti, in quel momento semplice tenente dell’esercito italiano dove si e` arruolato, ma e` guardato con diffidenza “in quanto austriaco”, raccoglie informazioni sui preparativi della Strafexpedition austriaca, che in effetti seguira` a breve, e cerca invano di farsi ricevere da Cadorna e di allarmare i comandi generali; in questo quadro prepara addirittura il 10 aprile un progetto dettagliato di bombardamento «chirurgico» di Trento “per indicare come sarebbe stato possibile a dirigibili e aeroplani bombardare gli edifici militari e gli immensi depositi di munizioni e di provviste che gli austriaci vi concentravano in preparazioni della Strafexpedition senza recare grave danno alle case private e risparmiando i più insigni monumenti. Lo studio è completato con una pianta di Trento stampata alla scala 1:6000 sulla quale si differenzia a vivaci colori la zona monumentale dalle altre quattro di importanza militare, quelle che si dovevano bombardare per colpire i depositi di materiale destinati ad essere trasferiti sugli Altipiani”.
logico che non fosse molto amato dai trentini rimasti di la` (fra gli altri, anche suo fratello); ed infatti, quando viene catturato, per paradosso proprio durante la Strafexpedition, all’arrivo a Trento come prigioniero, deve addirittura intervenire l’esercito per impedire che la folla si raccolga per un tentativo di linciaggio, mentre dopo la condanna viene condotto al luogo dell’esecuzione facendogli attraversare le vie della citta` e il suo cadavere viene esposto al pubblico ludibrio dopo l’impiccagione.
serve ricordarsi dell’altro deputato trentino al parlamento austriaco, di sei anni piu` giovane di Battisti, il popolare – nel senso di cattolico – Alcide De Gasperi, che rimase fedele all’Austria e del resto dichiaro` che, se si fosse fatto un referendum a Trento il 90% dei trentini avrebbe votato per restare nell’impero austro-ungarico.
non so bene perche` ripercorro questi fatti: solo per scoprire quanto e` crudele e stupida la storia fatta dagli uomini, e come e` del tutto casuale e perfino alterno negli esiti essere considerati un delinquente o un eroe…

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continua la discussione con gaberricci sul suo post Cambiare identità non è solo cosa da supereroi January 13, 2019
https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/01/13/cambiare-identita-non-e-solo-cosa-da-supereroi/
mi risponde:

gaberricci January 13, 2019 at 11:18 pm
[L’Aquila] Ti è piaciuta?

bortocal15 January 14, 2019 at 5:47 am
ne ho un ricordo impreciso, anche se la citta` mi colpi` molto, ma da qualche parte ho ancora una videocassetta con le riprese.
(dev’essere anche un problema della modernita`, oltre che mio: la delega dei ricordi alle tecnologie, per cui diventa piu` importante ricordare dove sono immagazzinati i ricordi, che ricordare in se`.)
mi e` rimasta comunque l’immagine di una citta` austera e severa, sorprendentemente solenne, a come divisa fra due poli: le case e il castello: la vita civile e il potere, un potere estraneo e quasi alieno.
contributo alla psicologia degli abitanti?
😉

gaberricci January 14, 2019 at 1:00 pm
Gli aquilani appena ti conoscono, ti amano, ma sono un popolo difficile. Fai conto che il castello gli spagnoli l’hanno costruito per difendersi da loro…

bortocal15 January 14, 2019 at 1:45 pm
allora sono un po’ meglio dei bresciani e dei valsabbini, che ti studiano per anni prima di decidere se darti fiducia.
poco tempo allora [nel 1993] per conoscere gli aquilani; non vorrei ricordare male, ma dormimmo in macchina, parcheggiati sotto il castello, il mio amico ed io; quindi neppure conosciuti in hotel gli aquilani…
certo, a giudicare dalle dimensioni del castello, se serviva a controllarli, dovevano essere tosti assai; e del resto il castello di Bescia e` forse ancora piu` aggressivo… 😉
detto quel che si deve dire degli aquilani e dei bresciani, quanto a popoli che ti amano a prima vista, anzi che ti adorano istantaneamente (forse per via della pelle chiara che loro attribuiscono agli dei) ho conosciuto soltanto gli indiani; i tedeschi non ti amano mai, al massimo ti stimano; e gli arabi cercano di incantarti a prima vista per venderti qualcosa…
fine di questa degradante rassegna di pregiudizi, temo…, o meglio di improvvisate generalizzazioni sulla base dell’esperienza personale immediata.

gaberricci January 14, 2019 at 4:41 pm
Ho troppa poca esperienza del mondo per esprimere (pre)giudizi:-). Ad ogni modo, forse tutto il mondo è paese, con chi lo governa: la prima cosa che notai del castello di Verona è che sembrava costruito “a rovescio”, perché il suo ponte fortificato è rivolto non verso la città, ma verso il contado: solo in seguito scoprii che Cangrande della Scala voleva una via sicura per scappare verso l’Austria, dove regnava il cognato, nel caso in cui i veronesi avessero tentato una rivolta…

bortocal15 January 14, 2019 at 7:01 pm
belle osservazioni, e` cosi` che si impara volentieri! 🙂

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continua la discussione con raimondo bolletta sul suo post La spirale della paura 10 gennaio 2019
La spirale della paura
mi risponde:

Raimondo, 14 gennaio 2019 at 10:21 am
Grazie, tu hai reso esplicito ciò che forse avevo solo evocato in modo confuso. Come al solito su una cosa non sono d’accordo. Penso che la situazione sia peggiorata rispetto al passato, i media sono nuovi e più potenti, più capaci di penetrare nelle vite private e negli stati d’animo, non si guarda più soltanto gli spettacoli serali ma si interagisce tutto il giorno con una realtà artificiale eterodiretta e controllata, Il tasso di violenza dei messaggi è aumentato sensibilmente, segno di animi esacerbati, duri aggressivi, disperati. Si è diffusa una stupidità autolesionista che sta trasformandosi in suicidio collettivo. E questo governo è un mirabile sintesi della stupidità ingenua dei presuntuosi ignoranti e della violenza di chi difende con ostinazione i propri privilegi. Fascismo, Berlusconismo, Renzismo non sono replicati in questo momento storico.

bortocal15, 14 gennaio 2019 at 2:07 pm
siamo d’accordo sul peggioramento complessivo del controllo attraverso i nuovi media, questo si`.
sul grado di razzismo popolare vero, nonostante la propaganda martellante almeno dall’11 settembre in poi, e una grande orchestrazione mondiale del tema, invece sono davvero convinto che nella realta` – e proprio a non credere a questa propaganda intensificata e diventata parossistica – in Italia almeno c’era molto piu` razzismo diffuso e vero dieci anni fa.
e` stata una sorpresa anche per me rileggere il mio blog di dieci anni fa (che sto ripubblicando), che lo documenta inequivocabilmente; il dato del resto corrisponde bene anche alle mie esperienze dirette, per quel che valgono, e almeno negli ambienti che ho occasione di percorrere dal vivo.
credo anzi che la propaganda razzista mediatica sia divenuta addirittura insopportabile proprio perche` l’arma di distrazione di massa funziona sempre meno e non hanno ancora trovato con che cosa sostituirla (forse la ribellione contro l’ecologia? vedo qualche avvisaglia).
in ogni caso nessuno riuscira` a convincermi che in Italia esiste una maggioranza attivamente razzista, per quanto molti siano condizionati dalla propaganda di regime condotta da piu` di vent’anni (e non dimentico, grazie al blog, le drammatiche connivenze del PD e le scellerate dichiarazioni anti-zingari di Veltroni e di Grillo di dieci anni fa: queste almeno ci sono risparmiate oggi).
vivo in terra leghista e sento ripetere qualche volta (non troppo spesso) le idiozie sulle somme che regaliamo agli immigrati, da parte di gente che ignora – come il loro leader che propala queste bufale – l’abc della storia e della storia dell’immigrazione come risorsa economica che ha fatto grandi gli stati; ma che queste banalita` siano un sentimento razzista vivo e attivo, no, non mi risulta.


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