e al 26esimo giorno di siccita` invernale… – 32

… il cielo finalmente divento` coperto, ma di nuvole ancora leggere.

si aspetta la neve, e` annunciata ancora una volta per fine settimana, su queste montagne; ma fino ad oggi era aria di primavera.

una stagione falsa  che distorce i colori.

lungo il fiume, nel fondovalle, sono comparsi degli uccelli che nessuno conosce, e sembrano provenire da mondi piu` caldi, profughi climatici anche loro…

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. . .

intanto l’energia elettrica e` rimasta sospesa quasi tutto il giorno: ​le squadre dell’azienda elettrica sono al lavoro per mettere in sicurezza le linee, devastate dal mezzo uragano dell’autunno scorso;

e qualche bosco brucia, a qualche km da qui, nel Parco dell’Alto Garda: fuoco quasi certamente doloso, tre giorni di lotta contro le fiamme ed ettari di conifere che non esistono piu`.

ma il pericolo incendi e` ovunque.

un quotidiano locale informa che negli ultimi dieci anni le precipitazioni da queste parti sono diminuite del 75%.

avete letto bene: in soli dieci anni abbiamo perso i tre quarti dell’acqua.

si sta desertificando l’Italia, e noi parliamo d’altro, ci fanno parlare d’altro.

. . .

intanto, basta passare le Alpi per trovarsi in Austria e in Germania meridionale nella situazione opposta di emergenza neve.

spedizioni di soccorso per 41.000 persone rimaste bloccate nelle case sotto tre metri di neve…, gente che esce dagli abbaini…, allarme per le prossime slavine, che hanno gia` fatto i primi morti.

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normali variazioni del clima? oppure intensificazione prevista dei fenomeni metereologici estremi per il riscaldamento globale?

. . .

qualche giorno fa Noam Chomsky ed altri hanno lanciato un appello

(io non ci credo piu`, ma faccio comunque il mio dovere, per mettermi a posto quel poco di coscienza che mi resta):

Nel nostro ecosistema globale, complesso e interdipendente, la vita sta scomparendo.  L’estinzione delle specie  accelera. La crisi climatica sta peggiorando ad una velocità superiore a quanto finora previsto. Ogni giorno duecento specie si avviano all’estinzione. Una situazione così disperata non può continuare. I leader politici di tutto il mondo non riescono ad affrontare la crisi ambientale. Se il capitalismo delle multinazionali continuerà a guidare l’economia internazionale la catastrofe globale sarà inevitabile.

Indifferenza e immobilismo negli Stati Uniti, in Inghilterra in Australia, in Brasile, ma anche in Africa e Asia, testimoniano forme diverse di paralisi politica, gli Stati gettano la spugna di fronte alla drammatica responsabilità che sorge dalla necessità di una gestione planetaria della crisi ambientale.

Le organizzazioni politiche internazionali e i governi degli Stati devono affrontare i problemi dell’emergenza climatica immediatamente, definendo con urgenza delle politiche organiche volte ad affrontarla. Le nazioni privilegiate devono, senza invocare costrizioni finanziare, sostenere politiche complessive per l’ambiente e la sicurezza nei paesi impoveriti, in modo da compensare questi ultimi per la crescita economica insostenibile perseguita in questi anni, oltre che per ripagare i danni causati dall’imperialismo e dal conseguente saccheggio del pianeta.

Poiché gli eventi climatici estremi già colpiscono la produzione agricola, noi chiediamo ai governi di agire immediatamente per evitare ogni rischio di fame, attraverso investimenti immediati in produzioni alimentari agroecologiche resistenti agli eventi climatici estremi. Chiediamo anche urgentemente un vertice per salvare l’Artico dallo scioglimento dei ghiacci e per rallentare i danni climatici ai nostri raccolti.

Inoltre chiediamo a tutti i cittadini responsabili a livello globale di mobilitarsi, organizzandosi in ogni luogo contro l’attuale apatia in ogni ambito in cui ciò sia possibile, come ad esempio il sostegno ai diritti dei popoli indigeni, la decolonizzazione e la lotta per la giustizia riparatrice, unendosi ad esempio al movimento globale che si sta attualmente ribellando contro l’estinzione (es. “Extinction Rebellion” nel Regno Unito).

Dobbiamo fare quindi insieme tutto ciò che è  possibile, in modo nonviolento, per  persuadere i politici e i dirigenti delle imprese ad abbandonare la loro trascurataggine e il loro negazionismo. Il “tirare avanti come al solito” non rappresenta più una scelta possibile. I cittadini globali non sopporteranno più questo tradimento dei nostri doveri planetari.

Ciascuno di noi, specie coloro che vivono nel mondo materialmente privilegiato, deve impegnarsi ad accettare la necessità di vivere in modo più leggero, di consumare molto di meno, e, non solo di difendere i diritti umani ma anche di assumerci le nostre responsabilità come custodi del pianeta.

 


3 risposte a "e al 26esimo giorno di siccita` invernale… – 32"

  1. questo commento, per la verita`, e` arrivato ad un altro post; ma mi pare stia bene anche qui, anzi qui sta decisamente meglio.

    gabusilv 25 gennaio 2019 alle 8:42

    Qualcuno mi ha dato il la….

    1453
    CLIMA

    Un giorno dopo l’altro

    a guardare un cielo avaro
    che ha dimenticato le stagioni,

    a vivere un inverno tunisino
    con il vento che frantuma l’erba gialla,

    ad osservare la neve accumularsi nei ricordi
    e mai sulle cime.

    Stentate margherite di gennaio
    sono cresciute con l’inganno.

    Mi piace

  2. E’ dura far capire che questi argomenti non riguardano solo fanatici ambientalisti, o fricchettoni della decrescita felice o vetero anti-capitalisti… (tra parentesi io potrei anche rientrare in ciascuna delle tre categorie…) ma tutti, ogni singolo abitante di questa terra e specialmente quelli più responsabili, quelli che più inquinano e più potrebbero contribuire ad invertire la rotta.. non valgono nemmeno gli appelli del Papa (si, lo so cosa ne pensi al proposito, ma la Laudato Sii secondo me è molto importante, peccato che il miliardo e passa di cristiani se ne impippi come peraltro di gran parte delle cose sostenute da questo Papa). Questi argomenti potrebbero saldare anche persone di convincimenti politici diversi… ma ci contentiamo di ballare sul Titanic, e balliamo allora…

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    1. da quando vivo in montagna, mi rendo conto che il problema e` molto presente a chi ancora si occupa di agricoltura e coltiva, e preoccupa parecchio, anche, ma mancano in questi casi gli strumenti per comprendere; comunque e` passato da queste parti per una conferenza anche Mercalli, e la sala era stracolma, quindi la voglia di sapere c’e`; ma, dato che non ho la televisione e non la guardo, non sono in grado di dire se questo dipende da una colpevole mancanza di informazione sui media.

      quanto al resto, sono ambientalista, ma non fanatico; non troppo fricchettone, ma credo che la decrescita felice sia uno slogan pessimo – inventato per fare odiare l’idea? non si poteva fare di peggio -; piu` critico del capitalismo che anti-capitalista, dato che pare che l’umanita` non sia ancora riuscita a trovare di meglio; eppure il capitalismo ci ammazzera` tutti.

      lo dice anche questo papa, e` gia` qualcosa, anche se mantengo molte riserve per cento altri aspetti, ma ci mancherebbe che non si potesse fare azione comune su questi problemi, ciao.

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