la Repubblica golpista, il saccheggio del Venezuela e la resilienza – 62

come si fa a dare una notizia vera in modo che diventi una fake news?

basta leggere il titolo di Repubblica di queste ore su quanto sta succedendo in Venezuela:
Venezuela, Guaidò prende controllo dei beni all’estero. Sanzioni dagli Stati Uniti sul petrolio di Caracas. La mossa per evitare saccheggi del presidente Nicolas Maduro e dei suoi fedelissimi

eppure basta leggere perfino La Stampa, per trovare una versione meno ridicolmente faziosa e piu` corrispondente alla verita` dei fatti:
Dagli Usa nuove sanzioni al Venezuela per soffocare il regime di Maduro sul fronte economico.

eppure La Stampa non e` certamente meno faziosa di Repubblica nell’attaccare il regime di Maduro! si veda quest’altro titolo, appassionatamente filo-leghista:Salvini mette all’angolo Di Maio: non puoi stare con il dittatore rosso. Scontro nel vertice a Palazzo Chigi. Per il leghista troppo morbida anche la posizione Ue.

questo filo-leghismo sostanziale e` la cartina di tornasole che dovrebbe aprire gli occhi anche ai peggiori degli ingenui: l’anti-leghismo alla Saviano e la demonizzazione mediatica del suo leader che Repubblica e in parte anche La Stampa sostengono e` una opposizione pensata a tavolino e tutta di facciata, per costruirgli attorno un blocco politico di consenso: al quale e` utile anche il dissenso, per far apparire un povero demente da paese come un grande leader attorno al quale si consuma uno scontro epocale di civilta`.

tutti contro di lui, dando per scontato, o fessi che credete di combatterlo, che e` lui il potere.

. . .

ora ci troveremo a seguire passo per passo l’operazione americana di destabilizzazione di un paese gia` messo in ginocchio dall’embargo, con l’obiettivo di arrivare ad uno scontro militare aperto: scenario gia` visto altre volte.

quella che Repubblica definisce la mossa per evitare saccheggi del presidente Nicolas Maduro e dei suoi fedelissimi e` un furto incredibile che sta avvenendo ai danni di un governo totalmente legittimo, anche se indebolito dalla partecipazione modesta alle ultime elezioni del maggio scorso, alle quali una parte dell’opposizione decise di non partecipare.

ad esempio, l’oro depositato presso la Banca d’Inghilterra e` stato requisito dal governo inglese, cioe` letteralmente RUBATO al paese legittimo proprietario, e vedremo se verra` messo a disposizione del golpista sostenuto dagli americani, che ha cominciato a governare via twitter, secondo l’oramai classico copione delle destre.

ma palesemente, per il momento almeno, la sua forza e` tutta nel sostegno che riceve dall’Occidente filo-golpe e per ora il suo abbattimento appare di piu` difficile realizzazione.

intanto perche` il golpe avviene contro un regime sotto il quale si sono svolte, da quando ando` al potere con Chavez, 21 elezioni libere (tanto e` vero che 3 sono state perse).

inoltre il Venezuela gode oggi di un appoggio internazionale molto vasto, sia in America Latina sia nel mondo, anche grazie al fatto che la presidenza Trump ha indebolito in modo sostanziale la posizione degli Stati Uniti.

e questi stanno precipitosamente abbandonando il Medio Oriente per potere trasferire le forze sull’uscio di casa e provare a riprendersi almeno l’America Latina.

. . .

ma qui credo di dovere ai cari amici che mi seguono un chiarimento che ho raggiunto anche in me stesso.

sono fermamente anti-golpista, ma allo stesso tempo anche pacifista: mi piace la resilienza, piu` che la resistenza, anche in politica:

la canna che si piega al passaggio della piena ha la speranza del futuro  piu`dell’albero che si oppone alla corrente e si fa spezzare.

gia` al tempo dell’ultima guerra di Libia sostenevo che Gheddafi avrebbe fatto meglio a lasciare libero il campo, a dimettersi, anziche` combattere: avrebbe salvato il suo futuro politico e sarebbe potuto tornare in campo; preferi` il modello culturale dell’eroe che lotta fino alla morte e fu accontentato.

cosi` oggi ritengo che sarebbe saggio comunque che Maduro accettasse liberamente nuove elezioni (anche se non aiutano in questo le volgari pressioni anche di alcune prese di posizione europee), considerando che alle ultime ha partecipato solo poco meno della meta` degli elettori.

questo non vuol dire che non lo considero legittimo, ma che ha un seguito abbastanza forte per cercare di vincerle ancora, anche se indubbiamente non sara` un’impresa facile, dato l’enorme peso della propaganda contraria, e la fame e la disperazione provocate nel paese dalla pressione del nemico americano.

venezuela-proteste-ansa-ap

ma se le perdesse, non sara` la fine del mondo: la storia ha i suoi tempi e i tempi del tempo sono onesti.

. . .

si`, sono netto e radicale nelle valutazioni, ma potrei apparire debole e incoerente nel valutare le risposte alle aggressioni.

(sembra che sia cosi` anche nella realta`: un mio amico mi disse alla fine di una battaglia giudiziaria e politica comune che decisi di non vincere fino in fondo: sei strano, all’ultimo momento, quando potresti finire la vittima, ritiri sempre il coltello e ti rifiuti di darle il colpo mortale).

si`, lo ammetto: ritengo spesso che la corsa a combattere armi contro il nemico sia un regalo fatto a lui: era la tattica che usavano Annibale e Napoleone quella di spingere sul campo di battaglia ad attacchi emotivi che consentivano l’accerchiamento e la distruzione degli avversari.

fu il Temporeggiatore che sconfisse Annibale, non chi corse ad attaccarlo frontalmente a Canne: e se siamo sicuri delle nostre buone ragioni e della nostra forza, possiamo accettare di difenderle sui tempi lunghi.

con lo stesso atteggiamento dobbiamo affrontare Trump e l’italico razzismo suo amico, sicuri che non rappresenta affatto l’orientamento maggioritario profondo del nostro popolo, ma che la sua prevalenza e` soltanto l’effetto ottico distorto di una enfatizzazione mediatica.

. . .

si`, sono originale in questo, nel proporre di preferenza lotte pacifiche sulla lunga distanza al posto degli scontri frontali.

ma neppure sempre, neppure come principio assoluto, ma sulla base di volta in volta della valutazione concreta delle circostanze e dei rapporti di forza:

la forza si puo` anche usare, quando pero` si e` assolutamente certi di vincere, e dunque il suo uso puo` essere limitato e chirurgico, oppure per disperazione, quando proprio non si puo` fare altro.

ma nessuno fraintenda, per favore: nessuno pensi che sono confuso o debole nella risposta: e` perche` e quando siamo forti e sentiamo di esserlo che possiamo non usare la forza.

. . .

come mi dissero a Kolkhata: tu sei un baba, cioe`, intendevano, un gradino di saggezza al di sotto del guru;

ma nessuno pensi che Gandhi fosse meno convinto delle sue buone ragioni o fosse un debole perche` rifiuto` la violenza per farle vincere: sapeva di avere una forza immensa che avrebbe reso la violenza semplicemente ridicola.


8 risposte a "la Repubblica golpista, il saccheggio del Venezuela e la resilienza – 62"

  1. sono d’accordo su un approccio democratico e pacifico… salvo indispensabile azione di forza.
    oggi che l’informazione è alterata e la politica schiava degli interessi economici di pochi uomini pre-potenti, trovo difficile riuscire a delineare posizioni chiare, intendo senza scheletri nell’armadio e di conseguenza che chi ha sinora gestito il potere a tutti i livelli, opposizioni comprese salvo eccezioni, abbiano la credibilità, la stima e la fiducia dei cittadini elettori.
    c’e` urgenza di facce oneste, pulite, capaci.
    c’e` urgenza di mettere palla al centro, annullare ciò sinora fatto e determinare nuove regole sociali ed economiche che permettano a tutti gli uomini della terra di poter vivere in dignità, libertà, serenità.
    credete che un nuovo risorgimento possa avvenire senza violenza? significa credere che i poteri forti sono disposti a rinunciare allo strapotere sinora imposto al mondo intero, a ridistribuire ricchezze e potere sottratti all’umanità attraverso il suo sfruttamento, così come quello dell’ambiente saccheggiato ed inquinato.
    non credo il potere abbia capito essere al capolinea, che sia pronto a capitolare per far nascere una societa di pari, almeno entro il perimetro della dignità, diritto inalienabile sinora sottratto all’umanità.
    il mondo é pieno di soprusi e prevaricazioni per gli interessi di pochi… il Venezuela non e` certo l’ultimo caso; chi può guidare una rivolta globale pacifista e democratica?

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    1. Come ovvio il gregge, biologicamente, fisicamente, matematicamente, per avere una direzione ha bisogno di un capobranco (singolo o istituzione delegata, che prenda decisioni ), il gregge segue più o meno silente. Sempre troppo poche le pecore nere con visione alternativa.
      In biologia e nella storia umana non si è mai visto ( rarissime e poco significative le eccezioni ) un capobranco cedere il potere spontaneamente ma sempre e solo a seguito di lotta e sconfitta.

      PS: Per restare all’attualità anche i 5 stelle stanno facendo marcia indietro rispetto ai soli due mandati…Di Maio non molla…

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      1. oh, e` vero: i capobranco spesso sono molto stupidi, e infatti non vengono scelti dal branco per l’intelligenza, ma per la determinazione, spesso confusa con la forza.

        la scelta del capobranco non dovrebbe counque impedire a questo di usare forme di intelligenza meno emotiva e di sapersi ritirare al momento giusto: essere capobranco non significa necessariamente guidare il branco su strade pericolose e aggressive; esistono anche i capobranco prudenti…

        – mi sapresti dire su quale questione i 5Stelle non hanno fatto retromarcia? siamo di fronte alla peggiore truffa politica della storia repubblicana, neppure comparabile con le numerose e ripugnanti altre precedenti: ma una tale presa per il culo dei propri elettori io non l’avevo ancora mai vista – e per fortuna che non li ho votati, sai come mi pruderebbero le mani…

        prima o poi dovrebbero essere processati per questo, perche` l’inganno ha assunto dimensioni di tipo criminale.

        e con questo riesco ancora a non togliere loro il riconoscimento di qualche isolato merito qua e la`: ma non faccio neppure in tempo ad ammetterlo, che mi cambiano posizione sotto il naso…

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    2. credo che, se guardiamo ad una scala globale, siamo di fronte a problemi inediti: un’azione violenta sarebbe efficace? guardo con curiosita` – oltre che con disapprovazione – l’azione delle Giubbe Gialle (scusa se preferisco chiamarle cosi`), che si sono messe su questa strada, ma mi pare evidente che non riusciranno a nulla gruppi minoritari che passano all’azione.

      possono riuscire le azioni improvvise ed incontrollabili di masse enormi di persone (ho visto dal vivo la caduta della DDR nel 1889 dalla citta` di Lipsia: quando 400.000 persone manifestano in piazza ogni sera in una citta` di 400.000 abitanti, e` chiaro che il regime e` finito…): ma in questo caso la violenza non serve, anzi farebbe il gioco del potere.

      ma quanto possono coordinarsi queste azioni? ben poco aldila` della scala nazionale, anche quando si arriva a questa; e chi potrebbe farlo?

      una disobbedienza di massa potrebbe facilmente mettere in crisi un governo, ma il problema e` che non deve mettere in crisi contemporaneamente anche la sopravvivenza.

      come vedi, non ho ricette facili, anzi forse non ho proprio ricette.

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  2. Non sono affatto convinto che a Maduro verrebbe data un’altra chance. Questi vogliono cancellare lui e tutto il chavismo, lo faranno fuori o lo metteranno in galera come Lula, a marcire come direbbe il nostro sobrio ministro degli Interni. Intanto e’ passato quasi sotto silenzio che l’Onu ha rifiutato di riconoscere l’autoproclamato, e quella dovrebbe essere la sede opportuna per dirimere le controversie internazionali, no? In quanto ai soldi di Londra… vedremo quanti ne torneranno davvero in Venezuela… faranno come con Gheddafi, spariranno in qualche caveau. C’è anche un altro scenario… che l’esercito esautori Maduro, troppo molle, e prenda in mano direttamente la situazione. Questo giustificherebbe l’intervento dei “liberatori”, con una bella coalizione di volenterosi…

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    1. fai bene a sottolineare che l’assemblea dell’Onu non riconosce il golpe, e con una diretta e schiacciante maggioranza, non per via di qualche veto di Russia e/o Cina.

      la vera e propria CENSURA esercitata da TUTTA la nostra stampa sulla notizia dimostra con una chiarezza mai vista prima che e` tutta compattamente di destra e che quella che si presenta come di sinistra o democratica gioca soltanto un ruolo di supporter in negativo: e` lo schema di gioco che funzionava gia` al tempo di Berlusconi (ma che stranamente non venne applicato con Renzi).

      resto convinto della relativa forza di Maduro, spero di non sbagliare; ogni scelta del resto spetta a lui in base a valutazioni sul campo che saranno sempre piu` precise di quelle che possiamo fare noi.

      la Russia, tra parentesi, sta investendo parecchio in Venezuela dal punto di vista militare; anche per questo un attacco aperto all’esercito di Maduro sarebbe sconsiderato, nonostante la difficolta` logistica di una difesa del paese da parte di Putin.

      io sento aria di fallimento per Trump, l’ennesimo di una presidenza improvvisata e oramai al tramonto (anche questo la nostra stampa lo nasconde come puo`), e con lui coleranno a picco coloro che ci si sono aggrappati, a cominciare da Salvini e da Beppe Grillo.

      i grillini qui almeno si salvano, e riconosciamogli il merito di essere l’unica voce fuori da un coro molto molto stonato.

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      1. Bisognerà poi chiedersi anche, per onestà (ma non c’entra con il tuo post che parla del diritto di ingerenza nelle questioni di un paese sovrano _ sovranisti solo a casa propria? _ ) come può un paese così ricco cadere in una crisi economica così profonda (non è l’unico, ma qui almeno apparentemente non si può spiegare con la corruzione della classe dirigente… sicuramente l’embargo e la guerra commerciale, ma non basta… la gente che scappa per salvare il minimo di salvabile è purtroppo reale) e, d’altro canto, se Maduro ha comunque il consenso di almeno metà del popolo, un motivo ci sarà, non si può spiegare tutto coll’orgoglio rivoluzionario… evidentemente una bella fetta di popolazione, quelli più poveri, nonostante tutto sta meglio di prima che Chavez e comunque è abituata alle ristrettezze e queste le vedono solo come una tappa verso un futuro migliore… il sol dell’avvenire…

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        1. partendo dal fondo: Maduro e` l’erede di Chavez, un mito per il Venezuela: Chavez fu eletto nel 1998, vittorioso al referendum del 1999 sulla nuova Costituzione con l’80% dei voti, e alle elezioni per la Costituente con 120 membri eletti su 131; la sua Costituzione prevedeva il diritto di revoca dei rappresentanti, Presidente compreso dopo la meta` del mandato. quando sali` al potere, oltre l’87% della popolazione viveva in condizioni di povertà e circa il 47% di povertà critica. Chavez ha fatto una politica sociale avanzata: riforma agraria, assistenza sanitaria gratuita e distriguzione di cibo per i poveri. quanto ai colpi di stato, ce ne sono stati anche contro di lui; nel 2002 vi fu un colpo di stato militare, e anche allora ci fu uno che si autoproclamo` presidente; Chavez si consegno` ai golpisti, per evitare la guerra civile, ma fu liberato da una immensa mobilitazione popolare; nel 2004 vi fu il voto per la richiesta di revoca del mandato di presidente, ma Chavez fu confermato col 60% dei voti: questo voto fu definito dall’ex-presidente americano Carter, che aveva mandato degli osservatori, piu` serio di quello della Florida del 2000, notoriamente viziato dai brogli, che diede la presidenza a Bush jr..; fu rieletto nel 2006 col 63% dei voti e un programa da lui definito del socialismo del XXI secolo. Maduro, che gli e` succeduto dopo la sua morte nel 2013, confermato da due successive elezioni, ha continuato la sua politica tra difficolta` crescenti, vedi la distribuzione dei CLAP, pacchi di alimenti e risorse alla popolazione in condizioni di bisogno. nel 2017 e` stato accusato davanti alla Corte penale internazionale dalla procuratrice generale del Venezuela Luisa Ortega Díaz di aver assassinato negli anni 2015, 2016 e 2017 circa ottomila persone, nonché attuato la tortura, la detenzione arbitraria, la violazione di domicilio e la sottoposizione di civili al giudizio di tribunali militari, per ragioni politiche. il 4 agosto, dopo la rielezione, fu oggetto di un fallito attentato con droni, palesemente organizzato dagli Stati Uniti.

          quanto ai perche` della crisi, a parte il peso dell’embargo americano come forma di guerra economica, il problema e` che sia Chavez sia Maduro l’hanno fatta ampiamente a debito, contando sugli introiti del petrolio, che dopo la crisi sono invece calati drammaticamente… – e questo dovrebbe pure insegnarci qualcosa…

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