recessione, o forse no: l’albero della (finita) cuccagna – 68

Italia in recessione, e non e` colpa specifica del governo.

la recessione e` in tutta Europa, piu` o meno, e ha un nome: Trump.

a giorni si aggiungera` un altro nome, forse: hard brexit, ma indicare i colpevoli non e` una soddisfazione.

anzi, il governo ha perfino qualche piccolo merito, si direbbe: come l’occupazione che cresce, nonostante la produzione che cala.

lo sapete che cerco di essere obiettivo, no? e so bene che questa affermazione mia dara` fastidio a chi e` schierato.

ma vediamo meglio, allora.

. . .

da quando e` stata approvata la modestissima revisione giallo-verde-nera della pessima revisione dell’art. 18 di renziana memoria, i media si sono scatenati a dimostrare che migliorare anche solo di un poco le condizioni del lavoro era sicuramente sbagliato dal punto di vista economico.

da ultimo ci sta provando linkiesta, che pure e` un quotidiano online molto serio e fatto molto bene, ma di impostazione che alla buona vorrei definire alla Calenda: https://www.linkiesta.it/it/article/2019/01/31/decreto-dignita-dati-istat/40939/

piglio l’articolo molto sul serio e parto dai numeri:

Gli ultimi dati Istat, riferiti a dicembre 2018 registrano una crescita dei dipendenti a termine (+1,5%, pari a 47mila unità in più), che tornano a salire dopo due mesi di calo, e degli indipendenti (+0,2%, pari a 11mila unità in più). In discesa netta invece i contratti stabili, ai quali il governo puntava, che si riducono di 35mila unità in un mese (-0,2%).

sono queste le basi per dire che il decreto dignita` e` fallito?

no, al contrario questi numeri dimostrano proprio che erano inconsistenti le critiche che gli sono state fatte: dicevano che i contratti a termine sarebbero crollati, per la paura suscitata dal decreto.

fuffa!

e perfino una noticina a margine, che smentisce il resto dell’analisi: I contratti stabili arretrano, forse anche in attesa degli incentivi annunciati nella manovra economica a partire dal nuovo anno.

In totale l’occupazione fa registrare una debole crescita (+0,1%, pari a 23mila unità) tra novembre e dicembre. Continua a calare la disoccupazione, con 44mila disoccupati in meno, concentrati tra gli uomini e gli over 35.

i dati sono negativi, invece, per la fascia d’eta` dai 25 ai 34 anni, e questo e` un problema.

ma insomma, il dato finale dell’anno sull’occupazione e` positivo e diamo il merito sia a Gentiloni che a Conte, ma soprattutto all’economia concreta, e non parliamone piu` per polemiche da quattro soldi:

Nei dodici mesi la crescita degli occupati si concentra tra i lavoratori a termine (+8,9%, pari a +257 mila unità), con un lieve aumento anche degli indipendenti (+0,6%, pari a +34mila), mentre calano i dipendenti a tempo indeterminato: 88 mila in meno in un anno.

. . .

il fatto preoccupante e` con la recessione avviata, questi dati positivi sono destinati a svanire presto.

e il governo comunque una colpa ce l’ha lo stesso, ed e` molto grave, forse addirittura piu` grave che se la crisi fosse colpa direttamente sua: fa finta che questa crisi non ci sia e continua a negarla.

solo il prolungato braccio di ferro con l’Unione Europea lo ha costretto a portare le sue folli previsioni di aumento del PIL 2019 al pure improbabilissimo 1,5%: prima era molto di piu`.

le speranze residue restano affidate alla crescita dei consumi interni, che dovrebbe essere assicurata da due scelte: un ulteriore aumento dell’occupazione per i pensionamenti anticipati di quota 100 (e vedremo alla fine quanti saranno coloro che hanno voglia di pensionarsi in anticipo con tagli alla pensione), ma soprattutto il reddito di cittadinanza.

in questo reddito infatti e` contenuta una precisa clausola anti-risparmio: a parte i 100 euro al mese che si possono prelevare in contanti – e nessuno potra` andare a verificare come verranno spesi (anche al gioco, come no?) -, il resto dell’assegno deve necessariamente essere speso entro il mese, altrimenti va perduto.

quindi una misura di sostegno alla poverta`, ma soprattutto ai consumi: i piu` previdenti accumuleranno beni non deperibili per un futuro incerto, ma comunque compreranno.

se il reddito di cittadinanza fosse stato una misura contro la poverta` soprattutto, sarebbe stato realizzato non a debito, col taglio di altre misure piu` distorte, sempre a favore dei consumi: gli 80 euro al mese di Renzi; e forse reso piu` robusto.

invece i poveri sono soltanto i passa-soldi che vanno a finire ad alimentare commercio e produzione di beni, si spera soprattutto nazionali…

insomma ci indebitiamo per continuare a produrre per il mercato interno, visto che le esportazioni sono in crisi, grazie ai dazi trumpiani; ma bisognera` poi vedere come si distribuiranno i consumi.

. . .

meno certo che le pensioni anticipate producano aumento di consumi dei 300.000 beneficati previsti per i prossimi tre anni, anzi semmai dovrebbero produrre contrazioni per loro, visto che le pensioni saranno inferiori ai salari e agli stipendi percepiti.

un aumento dei consumi indiretto dovrebbe esserci se ci sara` davvero aumento dell’occupazione per le sostituzioni; pero` vista la fase di recessione, questo dovrebbe avvenire soprattutto nell’ambito del pubblico impiego.

. . .

ma, tornando al vero problema della recessione che si e` avviata per la contrazione delle nostre esportazioni, adesso il mancato raggiungimento di una espansione della produzione come prevista costringera` chiaramente a mosse ben poco piacevoli per riportare il bilancio dello stato al livello del deficit concordato con l’Unione Europea: e si parla di una patrimoniale, che andra` ancora una volta a colpire la casa.

forse – anzi, certamente – io non capisco nulla della politica come arte del consenso, visto che gia` il taglio a pensioni acquisite e regolarmente accantonate con i contributi versati sembra passato al momento senza colpo ferire (ma io credo che i media siano impegnatissimi a parlare di Diciotti ed altro giusto per distrarre l’attenzione).

ma continuo a pensare che gireranno molto le scatole a qualcuno di porre mano al portafoglio per gli errori del governo, anche se certamente a quel punto il dito verra` puntato contro il reddito di cittadinanza, sostanzialmente giusto anche se fatto male, e non contro gli 80 euro o le pensioni ai 62enni, non solo piu` ingiuste, ma anche piu` devastanti.

. . .

a proposito: sento parlare di un referendum contro il reddito di cittadinanza; l’idea e` partita da Feltri, ed e` stata subito raccolta da Berlusconi e dalla Meloni; quanto al Partito Democratico…, potete crederci? e` diviso!

credete ai vostri occhi o no? c’e` una parte del Partito Democratico che vuole unirsi a Berlusconi e a Fratelli d’Italia per raccogliere le firme e abolirlo!

se c’e` bisogno di una prova di come questo partito ha rinnegato se stesso ed e` nato senza radici ne` valori, e` questa:

personalmente io considero di destra, o come si sarebbe detto cinquant’anni fa, un nemico di classe, chiunque e` contrario al principio dell’assistenza sociale alla poverta` e del sostegno alla ricerca di un lavoro di chi non ce l’ha;

e con i dati che abbiamo appena visto sulla disoccupazione nella fascia dai 25 i 34 anni, che continua a crescere, questo e` semplicemente un suicidio politico per un partito che non voglia diventare quello dei pensionati egoisti.

e a un referendum contro quota 100 non ci pensa proprio nessuno?

. . .

ma se c’e` un partito come quello Demokrat che studia come diventare impopolare presso la sua vecchia base sociale che peraltro ha in buona parte gia` perso, ce ne sono due al governo che rappresentano blocchi sociali molto diversi e dagli interessi spesso opposti, e che hanno fatto un contratto per accontentarli entrambi: situazione disgraziata per l’Italia: avesse vinto un solo blocco, la platea da sfamare sarebbe stata della meta`.

non bastasse questo, ecco altre proteste raccogliticce che ha fatto comodo assecondare per raccattare voti: ecco, ti sei fatto abbindolare dalla banca con promesse fumose di guadagni facili e ci hai rimesso il capitale che usavi per speculare? adesso che lo stato aiuta anche te…

invano l’Unione Europea avverte l’avvocato del popolo, che ci troviamo come capo del governo, che non si puo` fare:

per risarcire i risparmiatori truffati, a stabilire che ci sia stata vendita fraudolenta deve essere un Tribunale o un arbitrato indipendente: la risposta di Di Maio e degna di un bimbino dell’asilo, ed e`: e noi lo faremo lo stesso.

dice il portavoce della Commissione Europea che diverse sono le norme europee apertamente violate in questo campo dalla nostra legge di Bilancio, che non ricorre ad alcun tipo di arbitrato e prevede una semplice richiesta da inoltrare al ministero dell’Economia, che istituirà una commissione per vagliare le domande

regole concordate anche con noi.

ma il principio che nel rischio il guadagno e` personale, mentre la perdita e` pubblica, e` diventato generale in questo paese che odia il principio stesso della responsabilita`.

cuccagna-storia3

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spendi e spandi con i soldi che non hai, i nodi verranno troppo presto al pettine.


2 risposte a "recessione, o forse no: l’albero della (finita) cuccagna – 68"

  1. Si sentono certi commenti sui media quasi compiaciuti, del tipo ecco siamo in recessione avete visto? Tutta colpa di questi scalzacani.
    Concordo con la tua analisi, loro ci hanno messo sicuramente del loro ma se frenano la Cina e la Germania e Trump con i suoi dazi…
    non va tutto male per fortuna, alcuni settori (o parte) come quelli agroalimentari si sono visti aprire grandi opportunità in Canada ed hanno aumentato le esportazioni; i consumi da noi sono abbastanza stagnanti da anni ma che si pretende tra precarietà e stipendi bassi? I cinque milioni di poveri non li ha inventati ne causati Conte, purtroppo.
    Stamattina leggevo di 55 miliardi di clausole di salvaguardia… sarà un bel salasso, stavolta l’aumento dell’Iva mi sa che ce lo becchiamo (la benzina non ne parliamo…).
    Noto che da tempo non si parla più di progressività della tassazione, eppure anche l’aver diminuito le aliquote ai redditi più alti ha contribuito ad aumentare le disuguaglianze… ricordo le aliquote massime ai tempi di Visentini (il 62%) immagino che rivolte fomenterebbero i capitalisti di casa nostra… invece questi vogliono la flat tax!
    Non c’è più quella coscienza di cui parlavi sopra… di classe? Che cos’è, ci hanno convinto che quello che va bene per i ricchi va bene anche per gli altri, che la ricchezza ricadrà a pioggia… un quarto di secolo di martellamenti sugli zebedei come tanti Tafazzi, per arrivare ad applaudire anche all’aliquota al 15% ai miliardari!
    Certo che il referendum sul reddito di cittadinanza non si può sentire…

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