l’Europa e lo spaventaprofughi prezioso. – 69

lo sapevate che oltre agli spaventapasseri, qualcuno ha anche inventato lo spaventaprofughi?

eccone un esempio:

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non e` nostrano, altrimenti ci avrebbero messo su la faccia di chi so io…

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perche` il governo giallo-verde-nero ha rifiutato l’estate scorsa la riforma del Regolamento di Dublino che prevedeva una  gestione  su scala europea dei richiedenti asilo?

autolesionismo o voglia di non mollare un tema di agitazione propagandistica anti-europea che ha raggiunto da ultimo i toni del delirio?

e perche` il nostro ministro dell’interno, che si occupa cosi` intensamente di come impedire gli sbarchi, che e` questione di competenza del ministro dei trasporti, puo` sbandierare, in una maniera francamente allucinante, che i profughi sbarcati si sono per la maggior parte resi uccelli di bosco?

come se non fosse problema suo, come se non fosse proprio il suo ministero responsabile di custodirli e di impedirne la fuga…

perche` il nostro ministro dell’interno non fa il ministro nel suo ministero, ma in quelli degli altri, e, nel suo, gioca a guardie e ladri, e si traveste ogni giorno da poliziotto diverso, invece che fare il ministro?

proseguite se vi interessa cercare di avere anche delle risposte; se invece vi basta e avanza la domanda, potete fermarvi qui.

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l’immigrazione in Europa e` normata dal Regolamento di Dublino, ultima versione approvata nel 2013, governo Renzi, che «stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide» e ha sostituito il precedente Regolamento (343/2003), governo Berlusconi (con la Lega), a sua volta erede della Convenzione di Dublino, un trattato internazionale siglato nel 1990, governo Andreotti, ed entrato in vigore nel 1997.

nessuno immaginava allora che il Mediterraneo e il Medio Oriente sarebbero stati totalmente destabilizzati dalle guerre americane ed europee seguite nei decenni successivi e che si sarebbero creati milioni di profughi: Iraq, Libano, primavere arabe, Libia, Siria.

e il Mediterraneo trasformato nella bara di migliaia di naufraghi fuggiaschi.

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la Convenzione del 1990, cosi` come il Regolamento del 2003 e quello del 2013, stabiliscono che lo Stato membro competente all’esame della domanda d’asilo sarà lo Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il proprio ingresso nell’Unione europea.

tutti questi atti sono stati adottati anche con l’approvazione dell’Italia, per cui l’Italia, quando protesta contro questi Regolamenti e Trattati, si copre semplicemente di ridicolo e conferma nel mondo la sua storica immagine di paese totalmente inaffidabile sugli impegni internazionali che prende

(bastera` ricordare che nel 1915 l’Italia entro` nella prima guerra mondiale contro Austria e Germania a cui era legata da un trattato di alleanza; quanto a quello che fece nella seconda guerra mondiale, meglio non parlarne dal punto di vista delle alleanze: certo, non si conosce nessun altro paese nel mondo che abbia fatto meta` guerra da una parte e meta` dall’altra).

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di una riforma del Regolamento di Dublino sull’accoglienza europea dei profughi si e` cominciato a parlare in Europa nel 2016, vista la dimensione nuova assunta in quel momento dal problema (ora peraltro in via di relativo ridimensionamento).

la proposta iniziale di riforma fissava un meccanismo automatico di ripartizione, la «condivisione equa» di responsabilità sull’accoglienza dei richiedenti asilo, paese per paese, e un principio di solidarietà: aiuto da fornire ai paesi più esposti e sanzioni da infliggere a chi si defila.

secondo il primo testo elaborato dalla Commissione Europea, la quota di richiedenti asilo di un paese doveva essere proporzionata a un doppio criterio (Pil e popolazione, con incidenza del 50% ciascuno); se un paese la supera del 150%, ogni nuova richiesta deve essere reindirizzata in automatico ad altri paesi; se questi ultimi rifiutano, scatta una penale di 250.000 euro per ogni richiedente asilo che viene respinto.

avuto il via libera dal Parlamento Europeo, la proposta e` passata al Consiglio Europeo.

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spieghiamo meglio: i regolamenti nell’Unione europea,  definiti nell’art. 288 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, hanno portata generale (valgono per tutti), applicazione diretta (non hanno bisogno di essere recepiti, a differenza delle direttive) e sono obbligatori in tutti i loro elementi.

vengono adottati dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo (formato dai capi di governi degli Stati dell’Unione), su proposta della Commissione Europea.

il Consiglio su molte questioni decide all’unanimita`: fiscalità, sicurezza sociale o protezione sociale, adesione di nuovi paesi all’UE, politica estera e di difesa comune e cooperazione operativa di polizia fra i paesi dell’UE.; sulle altre con maggioranze qualificate.

la questione della concessione dell’asilo rientra nel primo gruppo, a quanto pare.

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ma, nella revisione del Regolamento di Dublino, ​in Consiglio la Bulgaria, che ne aveva la presidenza, ha proposto di portare la quota oltre la quale scatta la redistribuzione dal 150% al 160% su base volontaria e al 180% su base obbligatoria; di diminuire la penale per ogni profugo non accolto da 250.000 a 30.000 euro e di stabilire comunque la responsabilita` del paese di prima accoglienza di ospitarlo per 10 anni; l’Italia, assieme a Cipro, Grecia, Italia, Malta, aveva controproposto di ridurre questo obbligo a due anni.

poi e` arrivato il governo giallo-verde-nero e a giugno dell’anno scorso la proposta bulgara e` stata definitivamente bocciata (nonostante il nome! 😉 ): hanno votato contro Italia, Spagna, Germania, Austria, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca.

il governo italiano si e` detto molto soddisfatto, anche se questo realisticamente ha significato restare con un regolamento che lascia tutto il carico dei profughi ai paesi di prima accoglienza senza limiti di tempo, e non ci potra` essere revisione probabilmente per un minimo di un paio d’anni, visto il rinnovo del Parlamento Europeo a maggio e la necessita` di riprendere tutta la questione da capo.

tra l’altro da parte sovranista, l’Austria, si e` anticipato di non volersi piu` occupare di come distribuire i profughi, ma piuttosto di come respingerli.

e il rappresentante belga l’ha detto chiaramente: “Dobbiamo trovare un modo per aggirare l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.

se conoscessimo questo articolo potremmo renderci conto dell’enormita` di questa affermazione; infatti l’articolo dice: ARTICOLO 3 Proibizione della tortura Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti.

ed e` su questa base che non si possono rimandare i profughi nei paesi che praticano la tortura,

ma la civile Europa intende discutere di come poterlo fare.

e il ministro belga, perche` non ci siano dubbi, ha dichiarato di avere chiesto al nostro ministro dell’Interno di “smettere di accettare delle imbarcazioni (di migranti) in Sicilia e in Italia” per “cessare di incitare al traffico e di lasciare arricchirsi le mafie”. Il Belgio non vuole “più immigrazione illegale. Diciamo come gli italiani: Basta cosi!”. Oggi “l’Italia è obbligata a salvare i migranti in mare, e deve accoglierli, senza poterli rimpatriare in Libia o altrove. Ma finché questo sarà possibile, avremo il caso. Dobbiamo poter respingere le imbarcazioni”.

insomma la solita paccottiglia propagandistica della nuova Europa egoista.

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questo ci permette di avere un quadro forse meno provinciale della questione e una conoscenza piu` precisa degli spiriti animali che attraversano l’Europa intera in questo periodo.

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3 risposte a "l’Europa e lo spaventaprofughi prezioso. – 69"

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