l’uomo che salvo` il mondo – 71

l’uomo che salvo` il mondo nel 1983 e` morto a 77 anni nel 2017, quasi completamente dimenticato.

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Stanislav Petrov, Станислав Евграфович Петров, aveva 43 anni appena compiuti il 26 settembre 1983 e si trovava in servizio come tenente colonnello nelle forze di difesa aerea sovietiche: esisteva ancora l’URSS, chi se la ricorda? l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche…, e soprattutto chi immaginava che sarebbe rimasta in vita per pochi anni ancora.

la situazione internazionale era tesa in quel momento: tre settimane prima i sovietici avevano abbattuto con un caccia intercettatore il volo 007 della Korean Air Lines, che era finito totalmente fuori rotta a causa di un errore dei piloti e stava sorvolando zone di importanza strategica, disseminate di basi militari.

l’aereo fu abbattuto pochi istanti prima che USCISSE dallo spazio aereo sovietico: l’azione fu dunque totalmente insensata.

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cio` non toglie che al centro di comando da cui partivano gli ordini se la siano goduta un sacco:
Se… se il pilota ci sa fare… Insomma, se… se è in gamba… ti porta l’aereo così basso…
Eh, eh, eh, Lei dovrebbe vederlo! È uno spettacolo, un gigante come il B-52, brooom! Coi gas di scarico t’arrostisce le oche vive, ah, ah, ah!

fu cosi` che vennero ammazzate 269 persone.

. . .

le polemiche furono enormi.

e chissa` se non fu proprio quel che era successo tre settimane prima che fece riflettere Petrov.

lui era l’ufficiale di servizio al centro di comando per il sistema di allarme nucleare di Oko quando i computer del sistema segnalarono che un missile era stato lanciato dagli Stati Uniti, seguito da altri quattro.

i protocolli erano rigidi e prevedevano che Petrov facesse partire immediatamente un attacco nucleare di ritorsione; inutile spiegare che questo avrebbe portato alla guerra nucleare su larga scala tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

non deve essere stato facile per lui convincersi che si trattava di un falso allarme e decidere di disobbedire al protocollo militare.

aveva avuto ragione, ma se avesse avuto torto?

in ogni caso l’anno successivo fu congedato dal servizio: eroe si`, ma disobbediente.

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. . .

il 17 gennaio 1966 l’incidente riguardo` invece soltanto la Spagna: un bombardiere strategico statunitense B-52 che tornava negli Stati Uniti dalla frontiera turco-sovietica si scontro` con un’aerocisterna che doveva rifornirlo di carburante e precipito`.

trasportava quattro bombe termonucleari, potenza ciascuna 100 volte quella di Hiroshima, ma fortunatamente inattive in quel momento: due caddero con regolare apertura del paracadute, una a terra e una in mare; e questa fu recuperata dopo 80 giorni di ricerche; alle altre due il paracadute non si apri`, quindi si ruppero a pezzi e a Palomares, dove caddero, non lontano da Lorca e Almeria, contaminarono radioattivamente il terreno: cosa che peraltro oggi non interessa piu` a nessuno, salvo che agli abitanti del posto.

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ci sono 40 ettari recintati chiusi al pubblico a Palomares da allora: dopo la caduta delle bombe, gli americani avevano portato via soltanto “un sesto del problema, cioè 1.500 metri cubi di terra”; oggi ne devono ancora essere eliminati più di 6mila metri cubi; ma sono passati cinquant’anni e ancora si discute chi lo deve fare.

. . .

ma rischi simili a quelli del 1983 sono stati corsi dai tecnici del NORAD (North American Aerospace Defense Command), più volte, ma in un periodo appena precedente, durante il quale la tensione USA-URSS non si era ancora del tutto riaccesa. 

il 9 novembre 1979 il Consigliere per la Sicurezza Nazionale  Brzezinski, fu svegliato alle tre di notte da una telefonata del military assistant William Odom: a quanto veniva segnalato, circa 250 missili sovietici erano diretti verso gli Stati Uniti; una successiva telefonata di conferma rivelò che le testate in volo erano addirittura 2.200, un completo attacco nucleare su vasta scala.

i primi controlli incrociati confermarono l’attacco: i missili comparivano sui radar del NORAD in Colorado, quelli del Pentagono e anche allo Strategic Air Command Center; si fecero decollare subito dieci bombardieri, mentre Brzezinski stava per telefonare al Presidente Jimmy Carter perché approvasse il contrattacco; non si curò nemmeno di svegliare la moglie, poiché “sarebbero comunque morti tutti nel giro di mezz’ora”.

un minuto prima della telefonata a Carter, Odom lo chiamò nuovamente per avvertirlo che i missili non comparivano sugli altri sistemi di rilevamento, e la guerra nucleare fu nuovamente sventata per un soffio.

in seguito si capi` che un programma utilizzato in addestramento era stato caricato per sbaglio nel sistema, senza però che la modalità fosse stata cambiata in test, e per questo la simulazione fittizia di un devastante attacco sovietico era apparsa come una minaccia reale.

. . .

solo l’anno successivo, il NORAD generò altri tre falsi allarmi: il 28 maggio, ed il 3 e 6 giugno 1980 apparevero di nuovo attacchi inesistenti, anche se più limitati rispetto al rischiato disastro del 1979: in questi casi il colpevole fu un chip difettoso del valore di 46 centesimi, installato in uno dei computer interessati. 

l’errore fu identificato e corretto; l’incidente dell’anno prima aveva educato tutti allo scetticismo e, nel corso di questi falsi allarmi, alcuni bombardieri non furono caricati con testate nucleari, ed altri non partirono proprio.

. . .

scenari da un mondo che pensavamo di poter dimenticare…

anche l’Italia appoggia la decisione americana di uscire dal Trattato sulle forze nucleari di raggio intermedio (INF) del 1987 e dunque accettera` il dispiegamento sul suo territorio di missili americani di raggio intermedio in grado di attaccare la Russia, la quale potra` rispondere attaccando l’Europa con missili simili, oppure scatenando la guerra nucleare globale con gli USA.

non e` stato il parlamento a decidere una cosa simile, che evidentemente cancella in un colpo solo ogni vaga idea di autonomia europea dagli Stati Uniti e ci consegna come ostaggi nelle loro mani; nessuna forza politica ha chiesto, del resto, un dibattito sul tema in parlamento.

l’Italia continua dunque ad essere base avanzata delle forze nucleari Usa e quindi bersaglio di quelle russe: da ieri anche delle forze nucleari di raggio intermedio: un missile balistico nucleare a raggio intermedio, per raggiungere l’obiettivo, impiega 6-11 minuti. 

“L’Europa è cieca nella sua solidarietà atlantica: l’ombra della guerra aleggia sul continente e si tratta di uno scenario terribile”: lo ha detto il presidente della commissione Esteri della Duma russa e non si puo` che essere d’accordo.

qui servirebbe un bagno di memoria storica: ricordarsi della lotta durata dieci anni contro gli euromissili, con appassionate discussioni in parlamento e gigantesche mobilitazioni, che fu appunto conclusa da quel trattato.

ma oggi? tutti a digitare rincoglioniti su whatsapp.

. . .

e adesso vai di nuovo con la corsa agli armamenti; dai che ti ridai, alla fine l’incidente giusto vedrai che arriva, non andra` sempre a finire bene…

ma no che comunque possiamo stare tranquilli: si tratta solo di aspettare fino a che in un prossimo futuro le decisioni saranno prese da intelligenze artificiali, che saranno o meno propense ai dubbi oppure talmente intelligenti da ritenere opportuno sterminarci tutti.

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8 risposte a "l’uomo che salvo` il mondo – 71"

    1. giustissimo, pero` pare che chi considerava un videogioco abbattere 269 persone in un colpo solo esistesse gia` nel 1983.

      quindi forse sono i videogiochi ad adattarsi alla mente umana irresponsabile, e non ad averla creata, direi…

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      1. ho paura che il problema non siano i giochi in se. Se non ci fosse la possibilità di salvare la partita prima di compiere qualunque azione ci pensi 10 volte. Da piccolo c’erano dei giochi che collegavi alla tv e in cui non potevi salvare la partita e non potevi cambiare gioco. Dopo aver passato il 10 livello ogni azione la pensavi tante volte perché era una rottura ricominciare tutto dall’inizio.
        Serve un meccanismo per mandare alle stalle in maniera automatica i vari Trump al primo errore.
        Mettiamola così… I russi e gli americani hanno 7000 testate per parte. Dopo le prime 100 atomiche pensi veramente che valga qualcosa aver lanciato o meno? Potrebbe anche darsi che non lanciare affatto sia persino meglio… lasciando morire il nemico lentamente in agonia per gli effetti collaterali.

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        1. ho passato la mia giovinezza in mezzo alle lotte pacifiste per il disarmo.

          non riesco neppure a capire che bisogno ci sia di ricominciare ad armarsi se non hai l’intenzione di fare la guerra davvero, prima o poi.

          e chi vuole fare la guerra davvero e` soltanto un pazzo.

          biosgna che i giovani di oggi si sveglino, si accorgano che il sistema della cosiddetta informazione e i social inrealta` disinformano e distraggono; e mostrino almeno la voglia di ripigliarsi in mano il loro destino.

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  1. 722
    VUOTO

    Vuoto.
    Tutto è vuoto,
    Anche il pieno.

    L’atomo è assenza con grumi di energia,
    Il nucleo palla,
    L’elettrone biglia che vorticosa ruota,
    In mezzo, per chilometri il nulla.

    Miliardi di vuoti atomi
    Assemblati dalla pazienza del tempo
    Si sono fatti uomo.

    I corpi non hanno vero contatto,
    La forza repulsiva delle elettriche nubi
    Si oppone.

    Che cos’è dunque una carezza?
    Cos’è dunque un bacio?

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  2. Voglio mettere in evidenza, con sgomento doppio, come sui giornaloni e media tutti la disdetta da parte di Trump del trattato sulle armi nucleari ed il conseguente ritiro da parte di Putin. siano dati con nessun rilievo.
    Giorni e giorni con titoloni su quella stronzata della Sea whatch 3…, riparte la criminale corsa ai supermissili con testate termonucleari e la cosa viene sottaciuta.
    Nessun ritiro sui monti può salvare…
    Ma a chi siamo in mano? Domanda stupida lo so… L’italia e l’UE sono sempre colonie (Venezuela e sanzioni alla Russia confermano), servili o costrette fa uguale.
    Non a caso in tutta Europa le basi americane sono sempre lì, anzi qui.

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