USAID: e adesso arrivano gli aiuti umanitari in #Venezuela – 78

sarebbe troppo vivere in un paese che si chiami ancora Italia, ma dove i giornali online e i media non aprano col Festival di Sanremo come prima notizia.

nell’alternativa di pigliarmi una mezza settimana di ferie dal blog in attesa che passi l’;onda periodica di questa specie di rincretinimento collettivo o scrivere un blog come mi piacerebbe fossero i nostri giornali anche nei giorni festivalieri, mi dedico da oggi in poi soltanto alla lettura della stampa tedesca e intanto continuo a leggere del mondo quel che mi sembra importante e vero.

e chissa` se devo chiedere scusa a qualcuno

. . .

John Bolton, consigliere per la Sicurezza nazionale di Trump, ha annunciato la partenza di carovane di aiuti umanitari per il Venezuela, preparate da Usaid, l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale fondata da Kennedy nel 1961 per la lotta alla povertà globale.

l’USAID fornisce assistenza in più di 100 paesi tra Asia, Africa, Europa, America Latina; i suoi scopi dichiarati (li riporto da wikipedia) sono sufficienti per vederla agire in vari settori: prosperità economica, rafforzamento della democrazia, protezione dei diritti umani, sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale, istruzione e assistenza umanitaria in caso di disastri naturali o dovuti all’opera umana, lotta alla mortalità infantile e delle madri partorienti, alla povertà, alle diseguaglianza di genere.

insomma, un perfetto armamentario politically correct.

c’e` soltanto un piccolo dettaglio: tra gli accompagnatori ci saranno anche militari venezuelani esuli che si sono dichiarati con Guaidó; del resto gli Stati Uniti considerano lui il legittimo presidente, e notoriamente tocca a loro decidere chi sara` il presidente del Venezuela, non ai venezuelani.

senza volere mitizzare la figura di quel presidente, morto ammazzato in un complotto della CIA, come avveniva mezzo secolo fa, chissa` se sarebbe d’accordo a vederla usare cosi`.

. . .

nel caso del Venezuela, come da informazioni riportate dal Foglio,  ci sarebbero tre punti di ingresso nel paese per il cosiddetto aiuto internazionale.

fatemi sottolineare quanto sia importante la copertura internazionale (senza esagerare con la parola: per internazionale qui intendiamo semplicemente un gruppo abbastanza numeroso di paesi asserviti agli Stati Uniti e a Trump, da far definire internazionale l’intervento americano) visto che l’Assemblea Generale dell’Onu riconosce in quello di Maduro il governo legittimo del paese.

. . .

cosi` le spedizioni umanitarie americane – ed e` inutile mettere le virgolette, tanto oramai e` accertato che e` umanitario invadere un paese e portarci la guerra – entreranno in Venezuela da Cúcuta in Colombia, da Roraima in Brasile, e da un’isola dei Caraibi, Aruba o Curaçao, che sono tuttora colonie olandesi.

L’aiuto sarebbe destinato a circa 300 mila persone: malati di cancro, bisognosi di dialisi, altri affetti da malattie gravi, comunque perfetti per la parte dei bisognosi di soccorso; per loro arriverebbero medici, materiale chirurgico, medicine, generi alimentari.

tutto bellissimo, no? l’America che si mobilita per salvare il Venezuela dalla fame e dalle malattie che lei stessa gli ha procurato con l’embargo…

. . .

Maduro ha già detto ovviamente che questo “aiuto” (sto citando dal Foglio, filo-interventista, e le virgolette ce le aggiungo io) non lo vuole e ha nominato un “protettore dello stato di Táchira” contro questo rischio di invasione dal confine colombiano – e qui devo togliere nella mia citazione le virgolette che Il Foglio mette attorno alla parola invasione, come l’aureolina attono alla testolina di un santo.

sara` Freddy Bernal, un leader del chavismo, ex poliziotto che ha una certa popolarità.

. . .

Ma Bernal o chi per lui si troverà di fronte a questo scenario: se Maduro dà l’ordine di sparare e i militari obbediscono, determina il perfetto casus belli per fare la fine di Noriega o Saddam; se invece i militari gli disobbediscono, si innesca la rivolta che pone fine comunque al suo regime; ma se decide di lasciar passare le “brigate”, l’invasione umanitaria comincera` e Maduro verrebbe travolto comunque.

e` ben pensata no?

. . .

il Venezuela sara` il nuovo Vietnam?

perfetto, comunque, per la rielezione di Trump: chi cambiera` mai il presidente di uno stato in guerra?

anche Johnson, il vice-presidente che fu protagonista del complotto per ammazzare il presidente Kennedy, apri` la guerra col Vietnam in grande nell’estate del 1964, inventandosi l’incidente del Tonchino, un falso attacco della flotta nord-vietnamita, e fu rietto alla grande… 

poi pero` perse la presidenza al giro dopo e l’America la guerra…

. . .

spero ancora che si riesca ad impedire questo scenario in Venezuela 55 anni dopo il Vietnam, ma – lo ammetto – e` soprattutto l’ottimismo della volonta`, anche se Russia, Iran, Cina e Vaticano nel mondo contano qualcosa.

Annunci

5 risposte a "USAID: e adesso arrivano gli aiuti umanitari in #Venezuela – 78"

  1. Io sono tra quelle persone che preferisce pensare e mi piace il vostro modo di riflettere e scrivere. La realtà è sempre piu spesso dura e difficile da capire, e anche da reggere. Ma io sono anche tra quelle che non si scoraggiano facilmente, così mi trovo sempre un piccolo sogno da realizzare… che è una cosa ancora più difficile! però qualche volta ci riesco e per questo vado avanti. Grazie, un saluto!

    Mi piace

    1. grazie, hai detto tutto benissimo: alla fine ci rimane sempre la scelta del Candide di Voltaire, coltivare il nostro piccolo orto e dimenticare il resto, quando proprio non lo sopportiamo più.
      l’unica cosa che non ho ancora imparato, personalmente, è che il sogno sia piccolo, purtroppo sono sempre alquanto esagerato anche nella scelta di qualche obiettivo personale da portare avanti e la saggezza del sogno limitato non l’ho ancora imparata.

      Piace a 1 persona

  2. Credo che il caso Venezuela rappresenti l’esempio più lampante di come il pensiero (?) si vada facendo di giorno in giorno sempre più unico. Ovunque. Trasversalmente. Ormai il mio divergere crea imbarazzo, peggio, fastidio nel novanta e passa per cento delle persone con le quali mi trovo ad affrontare l’argomento. Che dire…resistere? O abbandonarsi a morto e farsi trasportare dalla corrente? Sulla sponda non ha più senso restar seduti. Il rischio è di essere presi alle spalle e che il cadavere che passa sia il nostro.

    Mi piace

    1. condivido lo sconforto: le tecniche di condizionamento del pensiero sono diventate efficacissime su coloro che non chiedono altro che di essere condizionati.

      nel merito ricorderei ai refrattari al pensiero critico che l’Onu ha stabilito cher il governo legittimo del Venezuela è quello di Maduro.

      se una parte dell’opposizione non ha voluto partecipare alle ultime elezioni, questo non la autorizza a dichiararsi maggioranza, anche se vinse delle elezioni precedenti: e la sua malafede è evidente quando rifiuta la proposta di Maduro di fare delle nuove elezioni del parlamento.

      se gli astensionisti al voto possono dichiararsi maggioranza solo per questo, allora lo sono anche io in Italia, visto che dal 2008 non voto. 😉

      so bene però che è inutile invitare a pensare chi per principio preferisce evitare di farlo oppure proprio non ne è capace.

      Mi piace

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...