art. 96: un quesito a poche stelle – 81

    1. la nostra Costituzione consente all’art. 96 che un esponente del governo, sospettato di avere violato la legge, sia sottratto al giudizio al quale sono sottoposti i comuni cittadini in un caso del genere dalla Camera alla quale appartiene.
      è una stortura evidente e un grave difetto, da correggere al più presto.
    2. l’uomo di governo viene dichiarato non processabile, se la Camera alla quale appartiene dichiara che ha violato la legge prima di tutto per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante.
    3. ovviamente non è questo il caso di cui dovranno discutere domani gli iscritti del Movimento Cinque Stelle e in seguito la Giunta, dato che il comportamento del ministro che devono valutare è stato al contrario palesemente volto a violare i diritti umani dei profughi, garantiti dalla Costituzione all’art. 10, che è tra i principi fondamentali, cioè quelli che non possono assolutamente essere violati:
      «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge».
    4. chiunque del resto capisce questo piccolo punto: se la Costituzione ammette in via straordinaria una violazione della legge per la tutela di un principio costituzionale (ma le leggi non dovrebbero essere conformi alla Costituzione?), inevitabilmente esclude che possa essere sottratto al Tribunale il ministro che ha violato la legge giusto per violare assieme alla legge anche un principio fondamentale della Costituzione.
    5. la questione dovrebbe dunque essere chiusa qui, ma la legge prevede anche un secondo caso per il quale il ministro può essere dichiarato non processabile, e cioè che abbia agito per il perseguimento di un preminente interesse pubblico: e qui occorre intendersi sul preminente…; l’interesse pubblico non può certamente essere preminente rispetto alla Costituzione: sarebbe come dire che interesse pubblico e Costituzione sono in conflitto fra loro.
    6. si torna dunque allo stesso concetto base: una violazione di legge che diventa violazione di principi costituzionali fondamentali non può essere fatta ricadere in nessun caso tra le due possibilità previste dall’art. 96 della costituzione e dalla legge costituzionale di attuazione.

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pare sia molto da dibattere il modo in cui è stato presentato il problema agli iscritti CinqueStelle:

il gran problema, per i mestatori che vorrebbero ridurre la politica al tifo sportivo o al vaffanculo detto agli altri, pare che sia dovere rispondere No al quesito per far processare il ministro dell’Interno e per togliergli il giusto processo a cui dovrebbe tenere lui per primo.

ma la questione non è questa, ma il modo nel quale viene posto il quesito agli iscritti, che è questo:
“Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?”

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il quesito è chiaro e qualunque idiota si pigli la briga di partecipare al sondaggio online dovrebbe essere in grado di capirlo; altrimenti si astenga chi si lascia confondere da questi giri di parole.

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to’, guarda caso, invece: è sparita la parola “preminente”, e non è un particolare da niente.

perché il togliere questo aggettivo significa chiedere se il governo ha sempre e comunque il diritto di violare non solo la legge, ma persino i principi fondamentali della Costituzione, basta che pensi di farlo in nome di un qualunque interesse che definisce pubblico.

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per questo rispondere SI’ a questo quesito così formulato significa semplicemente chiedere se vogliamo che l’Italia sia uno stato regolato dalla legge oppure dall’arbitrio della maggioranza, che – per obiettivi suoi – avrebbe sempre e comunque il diritto di violare la legge e perfino la Costituzione.

la scelta dunque è fra la democrazia e un governo tirannico.

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io non ho nessun dubbio su quale sarà la scelta degli sparuti 50.000 iscritti a CinqueStelle, o meglio di quella parte che vorrà votare: l’insensibilità del Movimento per i diritti individuali è cosa nota.

nulla conta se il Ministro dell’Interno abbia agito per un interesse personale (più voti alle elezioni, oppure no): tutto è opinabile; conta che sarà comunque ribadito come nel precedente caso Berlusconi che il potente politico di turno, purché appoggiato dalla maggioranza del parlamento, può violare la legge.

ma da questo voto in poi, se andrà come prevedo, potremo dire in Italia di essere entrati in un regime, o meglio: che ci siamo rimasti.


3 risposte a "art. 96: un quesito a poche stelle – 81"

    1. repetita iuvant: piace rifare sempre gli stessi errori: tre anni fa scrissi una specie di trattato sulla riforma costituzionale di Renzi in base allo stesso errore (anche se lì andò bene per altri motivi, alla fine):

      e comunque l’errore peggiore resta quello di pensare che chi dovrebbe essere persuaso a leggere almeno il quesito, prima di rispondere, legga addirittura anche il mio post…

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