Bereschit, e una generazione di coglioni, la mia – 89

è tempo di bilanci non soltanto personali, ma di una generazione intera, uscita dalla guerra fredda degli anni Cinquanta, dopo avere sfiorato la guerra nucleare nell’ottobre 1962, entusiasta di utopie democratiche rapidamente spezzate: Kennedy e Luther King ce li ammazzarono, e forse non erano neppure gli eroi che sembravano, talmente impastata è la storia di fango e sudore.

quello di Ernesto Guevara fu invece una specie di consapevole suicidio, e poteva essere già chiaro abbastanza.

. . .

ma noi scendevamo nelle strade, i giornali parlavano di noi, sia pure con orrore, la rivoluzione dell’utopia era all’ordine del giorno, e si travestì rapidamente da scienza marxista.

ci siamo lasciati manovrare, nei nostri entusiasmi adolescenziali e nel  nostro furore pacifista, che per fortuna riscattava almeno le follie della parallela generazione dei giovani   interventisti di cinquant’anni prima, che fecero errori ben peggiori dei nostri.

qualcuno ci protegga, vorrei dire, dagli entusiasmi dei giovani che ritengono di avere il mondo ai loro piedi.

. . .

mentre noi recitavamo le nostra rivoluzione immaginaria tra i sampietrini, le molotov e le cariche della polizia, illusi di rappresentare la nostra generazione intera, e ne eravamo soltanto le frange più stupide e spavalde, altri invece costruivano davvero il mondo nuovo nel quale viviamo oggi.

erano i nostri compagni di classe meno brillanti, le piccole formichine operose da laboratorio, i secchioni fanatici dell’informatica e di ogni altra nuova scienza, gli arrivisti politici che portarono gradualmente le masse a sottomettersi alle mode, i mestatori delle notizie, i servi ben pagati dei centri di potere che diventavano sempre più occulti e sempre più tiranni.

il mondo dell’eguaglianza si logorava ogni giorno mentre noi predicavamo la nostra rissosa rivoluzione, dedicando più tempo a litigare fra noi che a conquistare nuove adesioni.

e intanto le nuove generazioni ci venivano gradualmente sottratte semplicemente drogandole o ubriacandole.

. . .

negli ultimi anni, quando le crepe del sistema attuale hanno cominciato a farsi vistose, e la sofferenza ha visibilmente sparso il suo liquido urticante su regioni sempre più vaste della Terra, ci è stato regalato un ultimo giochino, internet, con la promessa che avrebbe rilanciato la nostra rivoluzione di parole, e noi ci abbiamo creduto ancora una volta, stupidi come e manovrabili come quarant’anni prima.

era invece lo strumento più sapiente mai costruito per condizionare la mente collettiva dal di dentro e la sua apparenza democratica coincideva con lo scatenamento degli istinti più bestiali: garantisce oggi che al comando opportuno gruppi di lemming organizzati di metteranno in marcia verso il fiume, combattendo fra loro.

intanto il potere che noi combattevamo a parole prosegue rapido nella distruzione del pianeta e nella predisposizione di una nuova razza di automi intelligenti che possa prendere il nostro posto di vecchi umani.

tra poco si parlerà degli uomini come dei Neandertal di una rozza era passata.

. . .

abbiamo sbagliato tutto e siamo stati sconfitti su tutta la linea: volevamo la rivoluzione democratica globale e siamo entrati in un nuovo feudalesimo dove giganteggiano faraoni senza volto grandi centinaia di volte quelli delle piramidi.

proprio oggi, per la prima volta, sono i privati a mandare un robot esploratore sulla luna e lo stato di Israele ci mette soltanto il timbro e il 2% dei fondi: il peso di una foglia di fico, e la missione si chiama bereschit, cioè Genesi, come il primo libro della Bibbia, perché una nuova creazione inizia oggi.

Anche Israele pronta a conquistare la Luna

quella di un mondo dove tramontano gli stati con le loro parvenze di democrazia oramai teleguidata.

le prossime missioni spaziali non avranno neppure più bisogno di questo, perché la Luna non è di nessuno e chiunque abbia i soldi per colonizzarla lo potrà fare.

bereshit

così anche la Terra, l’aria, l’acqua non sono più di nessuno e chiunque abbia la forza può farne quel che ne pare, togliendola a noi e alle generazioni future.

. . .

abbiamo perso, se siamo onesti dobbiamo dirlo: ma non abbiamo perso il vizio di predicare a vanvera, anche se forse faremmo meglio oramai a stare zitti per sempre.


53 risposte a "Bereschit, e una generazione di coglioni, la mia – 89"

  1. @ hullak

    non penso assolutamente di chiudere questa discussione, però sono abbastanza curioso si capire che cosa spinge alcune donne a cercare, a volte in maniera nevrotica, un rapporto con un uomo che non stimano.

    attraverso alcune letture credo di avere trovato una possibile risposta: cercano un uomo che non stimano perché non hanno mai stimato il padre, e cercano un uomo che disprezzano perché sperano di “redimerlo”, così come avrebbero voluto redimere il padre; gli studi di psicologia hanno mostrato che molte di queste donne hanno avuto un padre alcolizzato (la mia ex-moglie…).

    allo stesso modo nei miei rapporti con le donne io sono portato a cercarmi donne disturbate, dato che ho avuto una madre che era tale, e dunque una donna simile a lei mi rassicura e mi fa sentire finalmente a casa; ecco perché il mio tasso di frequentazione di donne problematiche è così alto.

    che questa sia una fortuna non credo, sarei molto più fortunato se potessi godermi il rapporto con una donna brava e tranquilla e perfettamente normale, ma purtroppo la cosa non faceva per me.

    è una fortuna soltanto per un tipo di uomo che conta le donne che ha avuto come se fossero beccacce colpite a caccia da segnare con una tacca sul carniere, ma quell’uomo non sono io.

    – ah, bella la poesia e interessante il quadro: la descrive perfettamente, meglio di una figura per un test di Rorschach.

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    1. Conosco bene il test di Rorschach.
      Conosco bene tutto quello che riguarda la Psicoanalisi
      Si questo glielo devo, non sono troppo in me.
      Ma se non fossi stata ” psicologicamente instabile”
      è probabile che mio nipote
      ora sarebbe ospite di un orfanotrofio.
      Aveva 4 anni, quando la madre (mia sorella) morì di cancro.. Ora ha quasi 17 anni ed è qui con me e mio marito da 13 anni.

      È vero, sono completamente Pazza,
      Heinstain disse :
      I pazzi costruiscono le strade
      che poi percorrono
      i savi…
      Pazza, per me è un complimento..

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      1. il test di Rorschach non ha niente a che fare con la psicoanalisi; se c’era un collegamento, ma non si capisce bene, allora questo dimostra che Lei crede di conoscere bene tutto quello che riguarda la psicoanalisi, ma non è vero.

        qui torniamo a Socrate, al sapere di non sapere e al credere di sapere che è più forte in non sa che in chi non sa un pochino meno.

        Einstein, cara discepola, non Heinstain: dai, credo che Lei mi stia prendendo in giro.

        I pazzi aprono le vie che poi percorrono i savi non l’ha detto lui, del resto, ma Carlo Dossi uno scrittore milanese di fine Ottocento, geniale, ma quasi sconosciuto.

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        1. Ma buonasera Mrs Mandarancio
          Mi spiega cos’è il test di Rorschach per favore?
          Non so scrivere correttamente l’italiano..
          Einstein, grazie a lei ora lho scritto in modo corretto. Grazie a lei eeee
          In attesa di una lezione di…
          Vabbè, mi parli di Rorschach la prego.
          ..​

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          1. ma se ha detto che lo conosce benissimo!

            a me lo hanno fatto una volta che ho chiesto i danni al mio datore di lavoro (il Ministero dell’Istruzione) per un provvedimento ingiusto preso nei miei riguardi e annullato dal Giudice del Lavoro, che mi aveva provocato uno stato di depressione, per dirla tecnicamente, cioè mi aveva fatto molto incazzare.

            il test di Rorschach è usato nella psicologia tradizionale, non nella psicoanalisi, anche se potrebbe ricordarla in qualcosa: si mostrano al soggetto delle macchie casuali di inchiostro e gli si chiede che cosa gli fanno venire in mente; dalle risposte l’esperto riesce a ricostruire le caratteristiche psicologiche del soggetto.

            io ho verificato che funziona molto bene: infatti quella volta presi 5.000 euro di risarcimento!

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            1. Lo so cos’è, sempre psicologia.. sono tavole con macchie d’inchiostro, poi altre con disegni geometrici
              altre volte ancora con immagini di animali
              e per tutte la domanda è sempre la stessa. :
              Mi dica cosa le suggerisce questa immagine
              Per quelle geometriche
              Devi trovare la parte mancante. Come un puzzle
              Riguardo mio nipote
              È tutto vero

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                1. …​a già il suo tempo è prezioso.. Deve studiare.
                  Ma vada a al bar sotto casa e si faccia una partita a carte in compagnia di persone che anche se non sono al suo livello culturale, sono persone che hanno lavorato e vissuto.
                  Sono belle le persone lo sa?

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                  1. non tutte, ce ne sono di belle e di brutte.

                    e alcune sono molto fastidiose.

                    alla prossima banno anche Lei, tranquilla, mi ha già rotto abbastanza…

                    si risparmi di rispondere, per me il nostro dialogo è finito qui.

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            1. 1971, 1972…capisce?
              ..​APPARSA… era una battuta.. Ma lei non sa cosa significa scherzare…Lei ha paura di imparare una cosa nuova e la spaventa ancora di più il fatto che potrebbe piacerle..

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              1. sinceramente: una che disprezza Socrate e probabilmente senza conoscerlo è semplicemente una cogliona.

                o forse una Santippe, si informi.

                per un po’ giri al largo che forse mi passa.

                la sindrome di Asperger è una forma di autismo che rende le persone incapaci di stabilire rapporti sociali; sintomo caratteristico la loro impossibilità di guardare negli occhi gli altri: verifichi.

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                  1. sì, tienlo pure da parte assieme a tutti i giudizi negativi che hai dedicato a me.

                    per fortuna che sto in buona compagnia assieme a Socrate addirittura: Vecchio, stantio, muffo devono essere complimenti nel tuo mondo.

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  2. Che liberamente si è preso.
    Sicuramente sarà pieno di impegni
    Non lo metto in dubbio
    Ma.. Un saluto….​
    È​ straordinariamente colto
    Ma pecca per eccesso di zelo..
    Cordiali saluti

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    1. da leggere come prosecuzione del primo commento, saltando il secondo.

      non sono particolarmente pieno di impegni, ne ho uno solo, ma molto molto esigente, tanto da costringermi a rinviare altri incontri a cui forse sarei ancora più obbligato.

      eccesso di zelo: diagnosi azzeccatissima; è proprio questo che in genere non mi viene perdonato, ma purtroppo sono stato educato così, e sono troppo esigente con me stesso e con gli altri.

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        1. neppure io lo vedo come un difetto, sono gli altri che lo vedono così.

          per me, per come sono stato educato, buona educazione è dire la verità di quel che si pensa, al massimo cercando che non faccia male a chi vorrebbe una verità un poco diversa.

          però per molti buona educazione è essere ipocriti per manipolare meglio gli altri: non è la mia idea di buona educazione.

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          1. Non sono d’accordo
            Una buona educazione come la suo
            .. a suo dire… non porta
            all ipocrisia.. a manipolare gli altri.
            forse ha questa visione
            perché lei è così.
            ..

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                1. sì, è un riflesso di alcune cattive esperienze fatte con persone manipolatrici, soprattutto donne, direi.

                  dolorosamente ho preso atto di qualcosa che faccio fatica a comprendere: ci sono persone che costruiscono la loro intera vita sull’ipocrisia per manipolare gli altri; mi spiace dire che a me è risultata un’arma prevalentemente, anche se non esclusivamente femminile.

                  io purtroppo, per natura mia, sono molto ingenuo e faccio fatica a pensare che qualcuno manipoli le persone con l’adulazione; non è il mio modo di rapportarmi con le persone o di portarle ad appoggiarmi, se ne ho bisogno.

                  segno il punto al numero 4, comunque, ok.

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                  1. Bene.. ci siamo scoperti fin troppo.. oggi.
                    Mi piace conversare con lei
                    Un po’ ottuso, pieno di sé.
                    Non potrebbe essere altrimenti.
                    Ho pubblicato un articolo
                    ironico sull’amore
                    Il dipinto che vede è mio.
                    Fra le altre cose

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                    1. bene, n. 5 ottuso, n. 6 pieno di sé.

                      quando la lista è finita, mi avvisi 😉

                      quando la Pizia dell’oracolo disse che Socrate era l’uomo che in Grecia sapeva più di tutti gli altri e glielo riferirono, lui si chiese come fosse possibile, visto che sapeva di non sapere. poi capì che era proprio per questo che sapeva più di tutti gli altri, che invece presumevano di sapere tutto.

                      questa cosa me l’hanno insegnata a scuola quando avevo sedici anni e stava quasi all’inizio delle lezioni di filosofia, ho cercato e cerco di non dimenticarla.

                      tuttavia faccio qualche passetto oltre e aggiungo che non possiamo pensare di non sapere assolutamente nulla: per sapere che cosa non sappiamo, dobbiamo anche sapere (con molti dubbi) che cosa sappiamo.

                      siccome nella mia vita sono stato un secchione, ho dedicato molto del mio tempo allo studio e ancora studio, sarei uno stupido se dicessi di sapere tutto, ma anche se dicessi di non sapere nulla.

                      alcune cose le so, e purtroppo per me sono un poco di più di quelle che molti sanno, presi singolarmente uno per uno.

                      naturalmente quante più sono le cose che si sanno, tante e ancora di più diventano le cose che si sa di non sapere; solo chi sa pochissimo può pensare di sapere tutto, e proprio perché neppure immagina quanto grande è il campo delle cose che non si sanno.

                      tornando al discorso di prima, se credo di sapere qualcosa non lo nascondo, perché non sono un’ipocrita, ma la massa degli ignoranti che non sopporta che ci sia qualcuno che sa alcune cose più di loro e che, al bisogno, glielo dice anche, è veramente enorme e spesso anche insopportabile.

                      Lei da che parte sta?

                      chiudo con la storia di Lucia, una commentatrice che entrò in questo blog qualche anno fa, riempiendomi di complimenti, e che finì in un delirio di accuse e rimproveri veramente fastidiosi che mi costrinsero a bannarla dal blog.

                      non ho mai capito che cosa la costringeva a venire qui a parlare con me, visto che diceva di considerarmi un mondo intero di nefandezze, a cominciare dalla peggiore: che non credo in dio.

                      mah, esiste anche la sindrome della donna castratrice che si avvinghia ad un uomo per cercare di distruggerlo, ho esperienza anche di casi simili, ben più di quanto Lei immagini: ho imparato a difendermi, con me non attacca.

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                    2. Se tante donne si sono avvinghiate a lei per questo motivo, penso
                      debba essere considerato una bella fortuna
                      Tante donne…
                      Sono tante
                      Non ho offeso nessuno
                      Non faccio complimenti
                      gratuiti
                      Cerco di capire le persone
                      e comunque
                      Sto dalla sua parte
                      Poi, se preferisce bannarmi
                      (che parola del cavolo)
                      se vuole tagliarmi fuori
                      rispetto il suo volere.
                      Spero di no.

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  3. mi chiamo
    Maria Grazia Arletti,
    vivo in provincia di Milano direzione laghi.
    Il mio mestiere è fare pulizie
    Civili e industriali
    Sono un imprenditore
    e non mi sono mai lamentata della confidenza.

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    1. grazie di queste informazioni, anche nella vita reale ho (avevo) un’amica che fa le pulizie come lavoro, ma come dipendente, non come imprenditrice; per farlo a questo livello ci vogliono delle capacità in più.

      ho scritto avevo perché abbiamo litigato un anno fa circa: è diventata una renziana fanatica e io non sopporto il fanatismo in nessuna forma.

      se lavorassi ancora in Germania, o ci avessi ancora il monolocale che ho venduto un anno e mezzo fa sarebbe stato molto più facile trovare l’occasione di un incontro.

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      1. Lei…,​non sopporta il fanatismo?
        Non mi pare coerente
        È fanatico di sé stesso
        Delle sue idee
        Quello che scrive è legge
        .. Sono sicura che non è questo il motivo del litigio con la sua amica.
        C’entra il fanatismo
        Ma il suo.

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      2. Ma quali capacità,
        ci vuole coraggio
        Sono quasi 20 anni che faccio questo mestiere.
        Da qualche anno mi occupo dell’amministrazione
        Esco solo per sostituire i dipendenti quando necessita.
        nella vita reale?
        Perché questa che vita è per lei?

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