due diversi modi di sostenere un governo ridicolo – 100

le tecniche di sostegno dei governi nell’età del controllo tecnologico del consenso di massa sono cambiate:

in Italia sono nate al tempo di Berlusconi; abbiamo impiegato un po’ di tempo ad accorgercene, noi che siamo il corpore vili sul quale si esercita questa sperimentazione, ma forse è il momento di provare a mettere in bella copia quello che abbiamo capito.

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la costruzione del consenso nelle democrazie del presente si deve basare su una analisi scientifica del soggetto del consenso, che è l’opinione pubblica programmabile, e qui occorre partire da una distinzione di base nel gruppo degli esseri umani che devono essere controllati:

circa due terzi degli umani sono quelli che Umberto Eco chiamava gli integrati: sono i gregari per natura, portati ad aderire alla massa vincente, e sono o indifferenti alla politica in genere e disposti a lasciarsi governare, da chiunque sia – e voteranno sempre per IL governo, se voteranno – oppure superficialmente interessati e facilmente manovrabili con campagne continue di distrazione di massa.

un terzo circa degli umani sono invece tendenzialmente autonomi psicologicamente, e critici, più o meno acutamente, a seconda di quanto le loro capacità intellettuali e la loro cultura glielo consente: Eco li chiamava gli apocalittici, un poco profeticamente.

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il problema per chi esercita il potere non è il controllo dei due terzi, ma la neutralizzazione del terzo residuo: siccome i due terzi sono palude e vanno dove li si conduce, occorre agire sull’altro gruppo e qui contemporaneamente perseguire due obiettivi, per poter continuare a governarne le opinioni:

il primo è di frantumare i potenzialmente critici in correnti e atteggiamenti diversi: se infatti potessero unificarsi, diventerebbero una massa capace di influenzare i due terzi residui, dato che questi non hanno orientamenti propri ben definiti.

questo scopo si ottiene con la libertà di stampa e di espressione, che garantisce in partenza il pluralismo delle opinioni, cioè appunto la frantumazione del gruppo critico tra orientamenti differenti.

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il secondo obiettivo diventa più importante quando, nonostante gli sforzi contrari, il fronte critico appare in via di unificazione, se non altro su posizioni di contrasto al potere esistente o a un governo palesemente inadeguato o perfino ridicolo, come è il caso italiano attuale.

in questo caso risulta funzionale la demonizzazione di quel governo, la creazione del fantasma di un potere terribile e incontrastabile, la seminagione di un clima di sfiducia nella forza dell’opposizione.

e questo si ottiene sempre con una sovraesposizione del governo stesso, presentato come sostenuto dalla forza irresistibile di una opinione pubblica avversa agli oppositori.

ecco allora che si prendono proprio i tratti più negativi di quel governo, quelli che stanno coalizzando le forze critiche contro di lui, e li si esaspera gli occhi dell’opposizione, quasi a rappresentarli come invincibili, mentre si conducono campagne esasperate volte a convincere che proprio i tratti più ributtanti di quel governo sono ampiamente condivisi.

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tipico quel che sta avvenendo nella stampa cosiddetta democratica a proposito del razzismo che caratterizza l’attuale governo giallo-verde- nero.

ogni più idiota episodio di razzismo, piccolo o anche, purtroppo, grande, della cronaca quotidiana, viene enfatizzato in maniera addirittura parossistica e finisce in piena evidenza:

lo scopo apparente e dichiarato sembra quello di suscitare l’indignazione residua contro l’operato del governo, lo scopo sottinteso invece è quello di scoraggiare l’opposizione attiva presentando il rischio di restare isolati.

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in questo momento le forze che contano in Italia hanno deciso che la Lega sia l’unico argine alle manifestazione di una vera insubordinazione sociale: da un lato perché la incanala verso falsi obiettivi, dall’altro perché sembra l’unica in grado davvero di deprimerla o all’occorrenza di reprimerla.

occorre guardare con lucidità la campagna apparentemente anti-razzista in corso su giornali falsamente democratici che per anni hanno prima alimentato il razzismo che incubavano ed ora fingono di spargere indignazione sui frutti stessi delle loro campagne.

che senso ha tutto questo? uno solo: osservate bene, l’indignazione che i media spargono è depressiva: ci avvelenano ogni giornata con le notizie deprimenti del razzismo che avanza, ci tolgono la leggerezza e la serenità, per ottenere lo scopo di tenerci buoni, soffocati nel mugugno impotente.

capire il trucchetto equivale a liberarsene: sono i nostri falsi amici, i condottieri venduti, le truppe mercenarie che agiscono d’accordo col nemico, sono gli scienziati del consenso democratico impotente.

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Bertold Brecht

Il nemico

Al momento di marciare
molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico.

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non chiedetevi troppo il perché di questa fotografia: ho cercato un’immagine da aggregare alla poesia di Brescht e google mi ha dato un colpo al cuore, perché mi ha restituito una foto mia: l’ho riconosciuta subito, presa sei anni fa a Surabaya, in Indonesia.

e se volete sapere il perché dell’abbinamento, chiedetelo a Google… 🙂


3 risposte a "due diversi modi di sostenere un governo ridicolo – 100"

    1. come si vede, google sta diventando il nostro psicanalista online, visto che procede già alle libere associazioni che rivelano l’inconscio…

      ma mutante sarà un complimento? mutande, no di sicuro… !!! 🙂

      ricambio le cordialità-

      "Mi piace"

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