che tempo fa? anche il blog verso un minimo solare di Maunder? – bortoblog 13 – 109

i discorsi sul tempo esistono da ancor prima che fossero inventati gli ascensori e sono molto meno stupidi di quel che sembrano, visto che la vita umana ne dipende molto più strettamente di quanto la moderna idiozia ci vorrebbe far credere e quindi lo scambio di informazioni su temperature e precipitazioni ha sempre avuto un ruolo essenziale nella battaglia che gli umani conducevano per la conservazione della vita.

e allora, che tempo fa?

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il sole è senza macchie o quasi da diversi mesi.

un sole senza macchia è un sole debole: siamo alla fine del ciclo solare undecennale (circa) n. 24 e che le macchie siano sparite dalla superficie del Sole è normale; questo significa anche che l’attività solare è minima, il che non è poi una consolazione per tutti coloro che osservano che nel frattempo le temperature globali del pianeta crescono lo stesso per l’effetto serra.

il ciclo solare che abbiamo alle spalle sembra finito in anticipo: era previsto che finisse nel 2022, ed è stato il più debole da quasi 200 anni.

in questo grafico si vede in rosso l’andamento delle macchie solari durante l’ultimo ciclo, confrontato con la media, in azzurro, dell’attività solare di tutti i cicli precedenti, da quando li misuriamo, cioè dal 1749, e con l’andamento del ciclo 5 dell’inizio 1800, il più basso prima del ciclo dal quale stiamo uscendo; nel grafico, in basso, è indicato il numero delle settimane del ciclo.

berl1

ma ecco l’andamento dei cicli solari da quando li stiamo misurando (dal grafico è ancora escluso il nostro ciclo molto debole):

Sunspots

quel periodo di debole attività solare di due secoli fa ha preso il nome di minimo di Dalton.

ma ben peggiore fu il minimo di Maunder, verificatosi tra Seicento e Settecento, preceduto a sua volta da altri periodi di raffreddamento della Terra per riduzioni dell’attività solare.

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tutto questo per dire, in modo poco meno elaborato di quello usato da Virgina Woolf nel romanzo Orlando o da Musil all’inizio delL’uomo senza qualità, per parlare del tempo, che oggi finalmente è una giornata di cielo coperto e potrebbe perfino succedere, cosa così eccezionale in questo 2019, che piova.

Sull’Atlantico un minimo barometrico avanzava in direzione orientale incontro a un massimo incombente sulla Russia, e non mostrava per il momento alcuna tendenza a schivarlo spostandosi verso nord. Le isoterme e le isòtere si comportavano a dovere. La temperatura dell’aria era in rapporto normale con la temperatura media annua, con la temperatura del mese più caldo come con quella del mese più freddo, e con l’oscillazione mensile aperiodica. Il sorgere e il tramontare del sole e della luna, le fasi della luna, di Venere, dell’anello di Saturno e molti altri importanti fenomeni si succedevano conforme alle previsioni degli annuari astronomici. Il vapore acqueo nell’aria aveva la tensione massima, e l’umidità atmosferica era scarsa. Insomma, con una frase che quantunque un po’ antiquata riassume benissimo i fatti: era una bella giornata d’agosto dell’anno 1913.

ma noi oggi usiamo giri di parole ancora più contorti per dire che finalmente c’è un barlume di brutto tempo.

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ecco dunque l’occasione ideale per dedicarsi ai commenti che nei prossimi giorni scivoleranno fuori da questo blog verso altri, sempre più rari e dispersi.

e inizio con un’eccezione: un giro di commenti di ieri sera (ma col procedere della settimana finirà in fondo, sappiatelo, visto che pubblicherò in ordine cronologico inverso).

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https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/03/05/il-giardino-dellobiezione-che-si-triforca/

bortocal15 March 6, 2019 at 4:20 pm
la parte di analisi politica di questo post mi pìace molto come punto di vista che aiuta a cercare di capire una situazione molto complessa; personalmente proverei a sintetizzarla così: né Di Maio né Salvini hanno la statura politica per cercare di produrre una vera sintesi di governo: entrambi infatti guidano movimenti molto settoriali, portatori di punti di vista consapevolmente molto particolari, e oltretutto quasi sempre opposti fra loro (se si esclude l’obiettivo della limitazione dei diritti degli immigrati e della creazione di un nuovo stato post Costituzione antifascista, fondato sulla discriminazione tra gli esseri umani che ne fanno parte).
questa loro fragilità evidente è però anche il segreto facile e perfino puerile del loro successo, in una società che ha perso di vista la sintesi del bene comune e si è frantumata in lobby: metti assieme due schieramenti opposti e avrai necessariamente la maggioranza, visto che questo governo è al tempo stesso la sua stessa opposizione ogni volta…
non credo che Salvini arriverà alle prossime elezioni politiche in una posizione di forza simile a quella che continuano ad accreditargli i media, impegnatissimi a tenere in piedi l’unica diga che resta a disposizione della nostra borghesia egoista.
sono in contraddizione con me stesso? non credo. al momento Salvini gli serve per tenere a bada il formarsi di una vera opposizione sociale, ma se ci fossero delle elezioni a breve, l’esperimento Salvini sarebbe finito, visto che con i 5Stelle non avrebbe sicuramente più la maggioranza e dentro il centro-destra gli metterebbero le briglie.
per questo, diamogliene atto, per ora resiste all’idea di diventare il leader di un centro-destra classico.
del resto, ogni analisi e tentativo di prevedere il futuro politico, soprattutto in una fase così convulsa e caotica, è molto fragile e precario, lo ammetto.

bortocal15 March 6, 2019 at 4:26 pm
non ricordo nessun testo di Borges che inizi con Ho talvolta meditato di; ma questo significa ben poco, potrebbe essere un buco della mia memoria.
quel che è peggio, però, è che mi pare un esordio che proprio non dovrebbe appartenere allo stile di Borges, caratterizzato da una forte prevalenza della trasposizione oggettiva, altrimenti detta correlativo oggettivo – ma anche questo significa ben poco…

gaberricci March 7, 2019 at 5:59 am
Si potrebbe fare tutto un discorso sulle citazioni, anch’esso figlio di Borges:-).
Ricordavo che la citazione fosse simile, ma non riuscivo a ricordarla compiutamente.
Spero che questo non squalifichi il mio articolo:-).

bortocal15 March 7, 2019 at 7:26 am
ma perché mai? dopotutto il verbo base è lo stesso (forse), cambia soltanto il tempo, e credo che questa differenza dipenda tutta e soltanto dalla scelta del traduttore:
Premeditai talora
Ho talvolta meditato
volendo si potrebbero dire ancora mille sottigliezze sulle sfumature tra queste due diverse espressioni, ma abbiamo a che fare con una traduzione e non col testo originale, e con un’altra lingua.
certo, Borges, se è veramente lui a dire così, parla di premeditazione e dunque pone la sua ricerca del campo del criminoso…
tu mi sembra che ti senta un poco più innocente…. 😉

bortocal15 March 7, 2019 at 7:29 am
e direi che comunque squalifica molto di più la mia prima obiezione… 🙂

gaberricci March 7, 2019 at 1:39 pm
Peccavi sine malizia (cit.) :-).
Vero. Se vogliamo possiamo farlo, è un argomento che mi affascina.

bortocal15 March 7, 2019 at 2:29 pm
eccoci già arrivati al dunque di qualunque analisi più raffinata: Borges – se non è malitia del traduttore – sente che cercare e mettere sotto esame i precursori di Kafka è un’azione delittuosa, probabilmente contro Kafka, quindi da premeditare con attenzione; tu invece ti senti innocente dei tuoi riferimenti a Borges.
il perché è chiaro: tu pecchi per troppo amore per Borges, che hai fatto tuo; Borges invece non ama Kafka, si sente come un suo oscuro competitore che ordisce intrighi e maneggi a suo danno.
non se questa analisi ti convincerà, però… 😉

. . .

https://opinioniweb.blog/2019/03/06/fare-il-deserto-incontrare-dio-nel-silenzio-e-nella-solitudine-2/
bortocal15 6 MARZO 2019 ALLE 16:59
il fatto che per trovare più facilmente quell’esperienza che chiamano Dio ci si debba isolare in un deserto e in noi stessi, mostra chiaramente che dio altro non è che il nostro Io che si rispecchia in se stesso, ingigantendosi…

opinioniweb – Roberto Nicolini 6 MARZO 2019 ALLE 19:53
Ma l’esperienza del deserto è un atteggiamento di ascolto, non di chiusura. La tua concezione di Dio ricade i parte in quella dell’idealismo: parlando del rapporto tra finito e infinito esso smarrisce la nozione di differenza tra una realtà condizionata (quella umana) e un fondamento incondizionato (Dio) e le identifica. Ora il problema è come sia possibile concepire Dio contemporaneamente trascendente e personale. E la tua ragione, che pone l’io di fronte a sé stesso, è anche la fonte della costituzione del mondo in senso assoluto? O è solo la ri-scoperta di una solitudine esistenziale?

bortocal15 7 MARZO 2019 ALLE 8:45
sono stato alcune volte nel deserto: era il Marocco, era l’Egitto, era la Siria, era la Tunisia.
non era mai completamente il deserto: fosse uno stentato filo d’erba o il beduino che compariva da dietro la duna; fossero soltanto le stelle luminosissime e vive nella volta notturna, non sono mai riuscito ad essere completamente solo.
quindi questo deserto di cui si parla è una astrazione.
del resto proprio il racconto di Gesù nel deserto che citi dimostra che proprio solo con se stesso lui vede sorgere le tentazioni diaboliche, e io penso che in questo ci sia molta più saggezza che nei racconti degli eremiti cristiani, a cui del resto capitava la stessa cosa; vedi le tentazioni diaboliche che li perseguitano.
io non credo al fondamento ontologico incondizionato della realtà e per due motivi opposti ma confluenti:
1. la realtà non ha nessun bisogno di un fondamento esterno (non sarebbe più la realtà se avesse questo bisogno),
2. e comunque non lo ha, perché è effimera.
la realtà, di sua natura effimera, non ha fondamenti ontologici che ne negherebbero la natura, e per questo non ne ha neppure bisogno.
chi attribuisce alla realtà questo fondamento, in realtà nega il suo carattere transitorio, lo rifiuta, in poche parole ha paura della realtà e la nega nella sua vera natura, creandosi l’immagine puramente mentale e sbagliata di una realtà solida e potenzialmente immortale.
molti guai pericolosissimi derivano da questa deformazione mentale, che è in fondo la radice ultima dello spirito animale capitalistico.
questa visione la vuoi definire esistenziale? non mi dispiace il nome, visto che cerca di guardare all’esistenza per quello che è davvero.
ma non accetto che questo esistenzialismo sia definito solitudine, visto che la condizione esistenziale umana è comune e anzi la ritengo il terreno del riconoscimento di una solidarietà comune (Leopardi, La ginestra).

. . .

https://zariele.wordpress.com/2019/03/06/stroncato-da-aforisma-fulminante/
bortocal15 marzo 6, 2019 alle 11:13 am
per il rotto della cuffia non mi sento toccato dalla satira: infatti scrivo borforismi, non aforismi, ahahha

zariele marzo 6, 2019 alle 11:24 am
Mi aspettavo la risposta. Per questo ti avevo già inserito tra quelli citati in “grassetto”.

bortocal15 marzo 6, 2019 alle 11:31 am
mmm, avevo intuito la mossa da pokerista, ma – per lo stesso motivo già detto – non mi riconosco certo neppure tra gli autori di aforismi “in grassetto”, eheh.

zariele marzo 6, 2019 alle 12:50 pm
A parte gli scherzi e la mia critica agli eccessi, alle mode, ammiro chi riesce a sintetizzare pensieri profondi. Credo che riuscire a condensare sia un dono. A volte uno momentaneo stato di grazia da cui nascono straordinarie folgorazioni, in cui molti possono ritrovarsi. Spesso è un’arte. Molto vicina a quella di togliere.
Naturalmente, dipende sempre cosa si condensa e cosa, e da cosa, si toglie.

. . .

https://giomag59.wordpress.com/2019/03/04/vieni-tu-o-vengo-io/

bortocal15 4 MARZO 2019 ALLE 19:41
commovente, non solo il fatto, questo è naturale, ma anche come lo hai saputo dire; e con l’età ci si pensa sempre di più, ovviamente.

giomag59 4 MARZO 2019 ALLE 21:12
Eh, si… che dire, speriamo di rimanere vivi prima di morire… 😉

bortocal15certo, perché c’è un modo sicuro per rimanere vivi prima di morire: vivere intensamente! 🙂

giomag59 5 MARZO 2019 ALLE 7:11 5 MARZO 2019 ALLE 7:57
Eh! Lo diceva sempre mio nonno, quando gli dovevano di non bere non fumare etc.: Aho, guardate che io voglio morire da vivo, eh?!

. . .

https://sherazade2011.wordpress.com/2019/03/03/welcome/

bortocal15 marzo 3, 2019 alle 22:10
bellissimo post, shera; bellissima e direi commovente la citazione dell’Eneide.
“In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge.
Ma che razza di uomini è questa? Quale patria così barbara permette
un costume simile che ci nega persino l’ospitalità della sabbia:
che ci dichiara guerra e ci vieta fermarsi sulla terra più vicina?
Se disprezzate il genere umano, sperate
che almeno gli dei si ricordino del bene e del male.”
Eneide libro I 538-543

come ricordavo di recente, Romolo fondò Roma come città di asilo per profughi, e Roma nacque così; lo racconta Tito Livio, non Roberto Saviano.
la storia di Bilal sembra la versione attualizzata del mito di Ero e Leandro.

sherazade marzo 3, 2019 alle 22:47
Il film fu sponsorizzato anche dal dipartimento cultura del Parlamento Europeo per sollecitazione di Luciana Castellina. Ed è proprio lei che fece questo parallelo con il mito di Ero e Leandro allora a me ignoto.
Grazie.
Mica ‘pizza e fichi’ (come abbiamo fatto ad arrivare a tanta pochezza?).
Buonaquasinotte

bortocal15 marzo 3, 2019 alle 22:48
ah ah, l’amica e compagna Luciana. Buon sangue non mente, ahah

sherazade marzo 3, 2019 alle 23:06
Ribadisco come siamo potuti arrivare a tanta pochezza!!
Notte 

bortocal15 marzo 4, 2019 alle 13:34
ignoranti arricchiti e arroganti, che altro?


5 risposte a "che tempo fa? anche il blog verso un minimo solare di Maunder? – bortoblog 13 – 109"

    1. perfino qui in montagna al nord le temperature sono queste…, vi è una preoccupazione fortissima ovunque, qui.

      l’effetto serra prevale al momento e vincerà comunque, a meno che il raffreddamento relativo del Sole non sia di quelli che ci portano ad una grande glaciazione, che dovrebbe poi essere abbastanza prossima in tempi geologici: il nostro interglaciale attuale dura da 14.000 anni, rispetto ad una media nelle ere passate di circa 12.000

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